L’ironia, quando non è strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernità e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o – meglio – rendono visibile un mutamento. C’è una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella società; il giudice – detto altrimenti – emette un parere di conformità. Sotto questo aspetto […]

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Potere agli studenti, lo dice un giudice   Occorre diffondere quanto più possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facoltà di decidere cosa esporre nella loro classe. Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni. Il Giudice ha infatti rigettato l’istanza del Prof. Coppoli che si sentiva discriminato, lui ateo, in quanto costretto ad insegnare sotto un crocifisso esposto “per volontà degli studenti” come sostenuto dal suo Dirigente Scolastico, e come ribadito ora dal Giudice. L’istanza non può essere accettata in quanto i provvedimenti del Dirigente Scolastico prima, e del Provveditorato agli studi poi sono esempio di una condotta “semplicemente tesa a rispettare la scelta culturale e religiosa espressa dalla classe”. Ne […]

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Il giudice Luigi Tosti risponde in base a questo articolo del prete Gianni Colasanti:http://www.lavoce.it/articoli/20090529031.aspEgregio Monsignore, ho letto il suo commento sull'azione giudiziaria promossa dal prof. Franco Coppoli dinanzi al tribunale di Terni, pubblicato sulla Voce, e il suo invito ad utilizzare il metodo delle idee chiare e distinte, in virtù del quale dovrebbe essere ben chiaro che l'imposizione del crocifisso sopra la testa del prof. Coppoli sarebbe un atto del tutto legittimo perché deliberato dalla "maggioranza".

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Aggiornamento: 2/6/2009 – articolo sul sito di Repubblica Caro Alberto Marani,non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci. Lottare per la laicità della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civiltà, un'offesa di lesa maestà a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico. Continua sul blog

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Non c’è limite all’indecenza… in periodi di crisi come questa in cui vengono tagliati tutti i fondi alla scuola pubblica, ci sono degli individui che non hanno timore di niente pur di baciare le pile con devozione dal sito de La Repubblica I tagli alla scuola? Sì, se è pubblica La Camera: più fondi alle private di SALVO INTRAVAIA  Più soldi alle paritarie. Mentre l’Esecutivo taglia 8 miliardi (e 134 mila posti in tre anni) alla scuola pubblica il Parlamento impegna il governo perché nei prossimi mesi aumenti i finanziamenti alle scuole private. I promotori delle mozioni approvate dalla Camera durante la seduta dello scorso 6 maggio sanno che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo la Finanziaria per il 2010. Due delle tre mozioni che hanno incontrato il consenso dell’aula di […]

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PERCHÉ LA MESSA IN UNA PALESTRA SCOLASTICA? * I docenti di materie diverse dalla "religione cattolica" sono discriminati sul piano economico. Anticlericale.net chiede l'estensione dei benefici a tutti gli insegnanti precari e di ruolo e non solo a quelli di religione.Il Tribunale del Lavoro di Roma, pronunciandosi per la prima volta nella materia in tutta Italia, ha riconosciuto il diritto di una insegnante precaria ad avere gli scatti stipendiali biennali del 2,50% condannando il Ministero della Pubblica Istruzione al pagamento, in favore dell'insegnante precaria, della somma di oltre 2600 euro.Conferenza stampa con l'avvocato Claudio Zaza e l'on. Maurizio Turco

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Anche se le scuole sono chiuse ci sono sindacati che stanno combattendo una dura battaglia per difendere ciò che resta della scuola pubblica. In loro onore e per quel che è possibile in loro supporto non dimentichiamo le parole di uno dei padri fondatori della nostra repubblica. “Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. […]

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Un bell’articolo di Curzio Maltese. redazione[at]civiltalaica.it

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