Ci sembra quanto mai appropriato in concomitanza con la ripresa della scuola, e con la distruzione della vita di decine di migliaia di insegnanti precari, ripubblicare quanto detto a suo tempo da uno dei padri fondatori della nostra Repubblica (se ancora si può chiamar così…) “Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno […]

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Parla come mangi

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Come faceva una gloriosa rubrica di "Cuore" traduciamo il testo pubblicato oggi dal sito della repubblica in cui alti prelati spiegano la contrarietà della loro istituzione agli insegnamenti alternativi all’IRC. Testo: ”La natura e il ruolo dell’insegnamento della religione nella scuola  è divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l’indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni”. […] ”se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso’ lettera firmata dal cardinale Zenon Grocholewski e da monsignor Jean-Louis […]

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L’ironia, quando non è strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernità e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o – meglio – rendono visibile un mutamento. C’è una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella società; il giudice – detto altrimenti – emette un parere di conformità. Sotto questo aspetto […]

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Potere agli studenti, lo dice un giudice   Occorre diffondere quanto più possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facoltà di decidere cosa esporre nella loro classe. Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni. Il Giudice ha infatti rigettato l’istanza del Prof. Coppoli che si sentiva discriminato, lui ateo, in quanto costretto ad insegnare sotto un crocifisso esposto “per volontà degli studenti” come sostenuto dal suo Dirigente Scolastico, e come ribadito ora dal Giudice. L’istanza non può essere accettata in quanto i provvedimenti del Dirigente Scolastico prima, e del Provveditorato agli studi poi sono esempio di una condotta “semplicemente tesa a rispettare la scelta culturale e religiosa espressa dalla classe”. Ne […]

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Caro Alberto, sono venuto a conoscenza della tua vicenda solo oggi Martedì, 2 Giugno 2009, giorno della festa di quella Repubblica, che solo sulla carta si configura come laica, e neppure tanto, vista la presenza del famigerato articolo 7 della Costituzione. È superfluo dire che in termini di gravità la questione oltrepassa ogni limite, persino tenendo conto del fatto che siamo in Italia, anche perché nel caso di Franco c’è per lo meno una normativa, che potrebbe legittimare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, mentre nel tuo caso c’è addirittura un pronunciamento del Collegio docenti favorevole alla tua iniziativa. Ti esprimo la più profonda e fraterna solidarietà, come iscritto ai Cobas-Scuola, a Civiltà laica, al circolo Uaar di Perugia nonché come individuo che si ostina a pensarsi cittadino e non suddito […]

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Caro Alberto Marani non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci. Lottare per la laicità della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civiltà, un’offesa di lesa maestà a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico. In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell’ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell’alta tensione con conseguente pericolo di morte. A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell’anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all’ora […]

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