Lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani

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Caro Alberto Marani

non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci.

Lottare per la laicità della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civiltà, un’offesa di lesa maestà a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico.

In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell’ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell’alta tensione con conseguente pericolo di morte.

A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell’anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all’ora alternativa. Aver somministrato un questionario diverso dalle tante stronzate sulla qualità che sempre più spesso ci circondano nelle nostre scuole, cercando di comprendere qual era la richiesta dei ragazzi rispetto ad un diritto di laicità e di ricerca che si opponesse al catechismo settimanale cui sono esposti ed obbligati tutti gli studenti nelle nostre scuole. La sospensione calpesta tra l’altro qualsiasi logica, essendoti stata comminata alla fine dell’a.s. , probabilmente saranno costretti a spezzare la tua cattedra in tanti spezzoni ed assegnarla a docenti compiacenti per svolgere gli scrutini, alla faccia degli studenti che sembrano essere, secondo queste pratiche, decerebrati da sottoporre a catechismo coatto. C’è da dire che, almeno per questi provvedimenti, i tempi dell’amministrazione corrono  veloci e rapidi come mai si può vedere nelle cose più importanti.

Che tutte le confessioni siano uguali per la costituzione e che ce ne sia una più uguale delle altre è un atto di fatto di cui veniamo a conoscenza nelle nostre pratiche quotidiane a scuola. Che i pii "colleghì" di religione cattolica si trasformino al primo avviso di rivendicazione di laicità in soldati di cristo, in spie, in infami difensori della pagnotta e degli inaccettabili privilegi ci riporta ad un tema che come compagni e come autorganizzati abbiamo congelato ma che non possiamo più rinviare.

Propongo che in parallelo alle altre lotte fondamentalicontro le espulsioni dei precari, la precarizzazione dei docenti,le "riforme" al fosforo bianco, le derive iperliberiste del mercato del sapere, si formi nei cobas un gruppo di analisi ed intervento sullo specifico della laicità della scuola.

Nonostante tanti silenzi provinciali, le paure dell’insegnante medio, lo stupore falso dei tanti beghini mascherati (della serie: che fastidio ti da? Chi te lo fa  fare) solidarietà forti e fattive arivano in maniera trasversale da singoli, colleghi, associazioni. Tanta solidarietà che potrebbe diventare un movimento.

Contro i finanziamenti agli asili e alle scuole confessionali che (insieme a quelle azienda) sono le uniche ad incrementare i finanziamenti statali.

Conto il diverso trattamento tra i precari che insegnano religione cattolica (scatti, punteggi ecc.) e tutti gli altri.

Contro il meccanismo per cui con il placet dei vescovi lo stato assume pretume vario. A questo proposito propongo di ribaltare la nostra posizione di tolleranza sulle indecenti assunzioni di IRC e vedere se esistono principi di incostituzionalità nelle pratiche.

Contro l’ostentazione di simboli religiosi nelle scuole, nei luoghi pubblici.

Una campagna sull’8 per mille e la spartizione dei resti (il 60%,) per cui alla fine a santa romana chiesa arriva quasi il 90% della torta.

Molti altri sono i privilegi cattolici, mi fermo qui. Per adesso.

Concludo con una solidarietà non formale. Conosco personalmente la pressione, le pressioni esercitate dall’ambiente, la strategia di far passare le nostre battaglie civili in fatti di ordine pubblico, disciplinari o di disordine mentale, cercando di farci passare per border line o cose simili. E’ una vecchia strategia del potere, ma la pressione è reale per cui lo è anche la solidarietà fraterna, compagna, laica e anticlericale che ti esprimo personalmente e a nome dei compagni e delle compagne di Terni.

Con stima ed affetto profondi ti abbraccio laicamente e ti esprimo tutto il mio rispetto e la stima

Franco Coppoli

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