La nostra specie si è diffusa in tutti gli ecosistemi del pianeta riuscendo vincente nella competizione con tutte le altre specie viventi. Questo successo  ha accumulato un’aggressività che, in mancanza di competitori esterni, è diventata ridondante e ha cominciato a scaricarsi all’interno della specie stessa, generando e consolidando la differenza tra popolazioni umane in rapporto alla distribuzione casuale delle risorse offerte dal territorio o da conquistare ai gruppi competitori.

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1.    Su la Repubblica del 13 aprile 2004, mentre crescevano sempre più intensamente i contrasti e le incompatabilità tra "laici della laicità" e "laici del laicismo", Michele Serra aveva denunciato   a tutta voce l'invisibilità degli atei e degli agnostici nelle polemiche  assillanti tra gli integralismi religiosi dei nostri giorni. "Spiazzati, anzi sfrattati dal rinvigorire furibondo delle fedi religiose noi senzadio siamo ai margini di ogni discorso". Questo grido di indignazione era stato successivamente da lui ribadito lasciando intendere che l'epoca delle distinzioni pudiche tra laicità e laicismo era  ormai finita. Insomma, gli sforzi di molti laici deboli per esorcizzare l'agnosticismo e l'ateismo e fare della loro militanza un puro "metodo di dialogo" entro un limbo ideologico dove si dovrebbero elaborare per il legislatore politico soluzioni di compromesso tra una concezione del mondo […]

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Credenze

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"Credere" è un verbo di vasta estensione, diffuso confusamente nel linguaggio comune senza restrizioni riferite a vincoli cognitivi. All'origine delle nostre culture troviamo quasi sempre qualche divinità depositaria di un messaggio oscuro e indecifrabile nel quale è nascosto il potere che dovrebbe garantire la nostra salvezza dai pericoli ai quali la vita ci espone. Oppure il messaggio è nascosto nell'ordine e nel disordine stesso delle cose del mondo, e del suo potere liberatorio dovremmo essere partecipi nel fondo misterioso della nostra energia vitale.

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In risposta al post di Alessandro Petrucci sul blog di Civiltà laica Caro Alex, cari amici e compagni tutti. Avevo già in mente di scrivere alcune riflessioni a Nicoletta per Civiltà Laica in merito agli stessi problemi che la tua lettera circolare mette in campo.  Lo faccio ora, volentieri, rispondendo al tuo invito.In prospettiva la situazione si presenta ancora più nera di quanto appare nel disorientamento di cui ti fai portavoce dopo la vostra assemblea. Anche se si verificasse una convergenza favorevole di circostanze – usura del modello Berlusconi, indignazioni delle parti sociali che si sentiranno deluse dalle promesse del governo di destra, rovesciamento dell'attuale tendenza destrorsa della Comunità Europea  e simili – anche se queste portassero fra cinque anni  all'alternanza di un governo di centrosinistra, la devastazione della sensibilità sociale, civile […]

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Monsignore in cattedra nel salotto buono del capitalismo Il fascino discreto della sana laicità. 1. Le recenti cronache di settembre 2007 hanno registrato il trasferimento di Monsignor Gianfranco Ravasi dalla sede di Milano – ove dirigeva la prestigiosa Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana – a quella vaticana, per assumere l'incarico di ministro della cultura della Santa Sede su nomina di papa Ratzinger. Per l'occasione Ravasi è stato nominato arcivescovo dell'arcidiocesi di Villamagna di Proconsolare, antico centro romano vicino a Cartagine, nell'antica Africa cristiana. Egli stesso ha dichiarato che, avendo ricevuto l'eccezionale privilegio di scegliere la sede arcivescovile, ha preferito Cartagine come luogo che lo rimanda idealmente all'orizzonte agostiniano, caro alla memoria  della sua formazione giovanile. PDF testo completo

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Giuseppe de Rita, noto sociologo cattolico responsabile della pubblicazione annuale del CENSIS e autorevole sostenitore del modello di società "piccolo è bello", caro al Vaticano,  ha pubblicato su la Repubblica di sabato 17 marzo 2007 l'articolo Noi cattolici e i falsi profeti della modernità, dove esercita sapientemente il ruolo vittimistico che i cattolici  hanno da tempo imparato ad alternare a quello tracotante di depositari privilegiati della Verità. File in formato pdf

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Troppo spesso si dimentica che la battaglia in difesa della laicità è stata condotta anzitutto in nome della libertà: di credenza, di coscienza, di opinione, di pensiero, di critica, di stampa, di sensibilità, di aspirazioni, di preferenze, di desideri, di costumi e di impegni politici. File in formato pdf

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Se prendiamo l'inizio del Novecento come epoca di riferimento per  valutare il potere attuale della chiesa cattolica, troviamo molti elementi che contano come prove di un suo rafforzamento nel mondo contemporaneo. Certo si tratta di un rafforzamento di tipo istituzionale, consolidato da corposi intrecci con i poteri profani – politico, economico, mediatico e quando occorre persino militare – che per altro non è andato a scapito della dottrina. E anche quelle che sono sembrate aperture del concilio Vaticano secondo non sono gran cosa, e comunque sono state prontamente riassorbite nell'intransigenza dogmatica e pedagogica dei successori di Giovanni XXIII. L'ortodossia è sempre quella del Concilio di Trento, confermata in pieno Ottocento dal Sillabo che denuncia gli errori perversi della modernità. File in formato pdf

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