Da tempo rimbalza nei “corridoi” di Civiltà Laica una domanda impegnativa, così impegnativa da poter rovinare un estate passandola a litigarci sopra.
“Chi è Gesù Cristo per noi laici?”
Abbiamo lanciato il sondaggio nel nostro gruppo facebook ma la timidezza dei laici è quantomeno imbarazzante, speriamo che l’anonimato del web porti più risposte.
Noi offriamo 5 opzioni, potete scegliere quella che preferite indicandola nei commenti, oppure potete inviare una mail a info[at]civiltalaica.it o magari potete mandare vostri contributi aggiungendo altre opzioni (purché serie)
Buon divertimento 🙂
1) Un Dio con tutto ciò che ne consegue
2) Un uomo il cui messaggio si può più o meno condividere
3) Un mito inventato e/o ricalcato dalla figura di Mitra e altre divinità precedenti
4) La sovrapposizione di più figure storiche in un contesto ormai non ricostruibile
5) Non lo so e non mi interessa, a me interessa la laicità oggi


Tanto per rompere il ghiaccio, io voto la 4
Direi una via di mezzo fra la 2 e la 4. Il messaggio originario è difficile da ricostruire, ma sicuramente poco ha a che vedere con le dottrine edulcorate delle varie forme di cristianesimo antiche e moderne. Negli stessi vangeli sopravvivono frammenti che fanno supporre un Gesù che come tutti i Messia voleva il Regno di Dio in terra. Questo però lo vogliono anche i fondamentalisti islamici. Ciò che rendeva invece “moderno” il pensiero di Gesù (o chi per lui) era il suo appassionato anticlericalismo (farisei razza di vipere, sepolcri imbiancati, ecc.) e la sua fiera rivendicazione della libertà di coscienza al di là delle norme religiose (chi non salverebbe il proprio figlio caduto in una buca di sabato?).
La chiesa cristiana ha spiritualizzato il ruolo “politico” di Gesù, dicendo che lui pensava solo all’al di là, alla salvezza eterna, ecc. Però quando fu arrestato era vestito da Re. Ciò è imbarazzante, come spieghi ai funzionari dell’Impero Romano che te ne vai in giro vestito da Re? Ovvio che ti condannano per cospirazione contro l’impero, tantopiù che sei seguito da una armata brancaleone malamente armata, che comunque aveva spade (il famoso orecchio mozzato dai discepoli di Gesù durante il suo arresto).
Strano che questi imbarazzanti dettagli non sia stati cancellati dalla chiesa. Eppure Gesù nell’orto degli ulivi era vestito da Re: la famosa tunica che i soldati se la sono giocata a dadi, perché era troppo preziosa per essere divisa, come hanno invece hanno fatto col mantello, era un abito reale perché, precisa il vangelo, era stata tessuta senza cuciture. Un abito indubbiamente regale e costoso, non facile da reperire all’epoca, specialmente per un predicatore di povertà.
Alessandro, condivido il tuo rammarico per la scarsa attività della pagina Facebook, ma anche su questo sito non mi sembra ci sia molta ressa forse a causa del fatto che i frequentatori, pur condividendone le posizioni, non hanno tempo per scrivere e commentare, anche se recentemente la discussione intorno alla reale esistenza di Gesù è giunta, quasi senza preavviso, al calor bianco.
Certo un argomento così importante avrebbe meritato un maggior numero di interventi.
Plaudo alla tua iniziativa e non posso fare a meno di esprimermi sull’argomento e sui diversi suoi aspetti che mi interessano da tempo: la storicità, il personaggio letterario, la sua funzione etica e il suo utilizzo nella propaganda cattolica,i suoi influssi sulla laicità.
Mi sembra che le risposte proposte non si escludano a vicenda, per cui darò una risposta multipla: scelgo la seconda opzione perché è una affermazione di per sé evidente, scelgo anche la terza perché mi sembra che il personaggio Gesù sia una figura che ha raccolto su di sé, come un polo elettrolitico, tratti di personaggi mitici dell’antichità, stralci di leggende ed episodi biblici. Scelgo anche la quarta risposta, perché se è certo che il Gesù-tipo, così come è raccontato, non è esistito non posso escludere che siano esistiti uno o più personaggi coevi di riferimento con qualcuna delle caratteristiche del personaggio del romanzo evangelico. Infine, scelgo anche la quinta risposta, perché forse alla fine dovremmo concentrarci di più su un’azione laica verso le
istituzioni e verso l’elezione di rappresentanti che vogliano, nei fatti, portare
la laicità nella politica.
Le diverse opzioni che proponi sono tutte condivisibili, ad eccezione ovviamente della prima, ma se occorre per la tua indagine una sola risposta, scelgo la quinta.