Orchestra del Rumore Ordinato – La terra

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In questi tempi di trionfo dei talent show dove prodotti preconfezionati, pretestati e preapprovati vengono fatti sfidare in una continua di esposizione di banalità e conseguenti litigi come vuole la legge del reality è sempre più raro trovare dischi originali fatti di lavoro sugli accordi, studi sul ritmo e, soprattutto, testi non banali.

odroIn questo panorama triste arriva il secondo disco dell’Orchestra del Rumore Ordinato formata da Michele Scerra, Mike Ballini e Angelo Crocamo e riesce a farci riprendere un po’ di fiato e di ottimismo.

La band sembra trovarsi a suo agio rivisitando il blues fino a trasformarlo a volte in uno swing e a volte in un rock melodico. Se proprio dobbiamo fare dei paragoni, che sono sempre antipatici, siamo costretti a ricorrere a più esempi; in alcune tracce l’album ricorda un po’ Vinicio Capossela in particolare sulla traccia “il circo Gelsomino”, in altre come “Camionale” o “Insania” il blues diventa un rock e ci sembra di riconoscere l’influenza dei Litfiba con cui peraltro l’Orchestra condivide la città di appartenenza, ovvero la splendida Firenze. In altre tracce però come “Al bancone del bar” il ritmo swing e scanzonato non può non far venire in mente alcuni lavori Sergio Caputo.

Quello che sembra certo invece è che i testi, tutti scritti dalla band, sono stati fortemente influenzati da Charles Bukowski a parte quello di “Incidente su una strada di montagna (e dintorni)” che come riporta il libretto del cd è un omaggio a un racconto di Joe R. Landsdale, poliedrico scrittore texano che ha fortemente caratterizzato il genere thriller degli ultimi decenni.

Insomma è gradevole e sorprendente ascoltare il loro lavoro; gli auguriamo buona fortuna e li ringraziamo per far musica vera in tempi estremamente commerciali.

 

J. Mnemonic

26 Gennaio 2013   |   articoli, recensioni   |   Tags: , ,