Nero, rosso, blu… poi il buio… e ora il viola.

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Leggere i romanzi di Cristiana Astori che hanno come protagonista Susanna Marino rientra di certo nella cromoterapia. Che insieme al piacere di leggere gli ottimi passaggi quasi lirici dell’autrice torinese, forma uno dei rimedi più efficaci per ogni malattia dello spirito (e del corpo, visto che qui siamo in pieno esoterismo).

Se avete avuto l’occasione di seguire qualche presentazione dell’autrice saprete che è davvero impossibile non associare il personaggio dell’improbabile detective/cacciatrice di film scomparsi alla scrittrice stessa; del resto è lei la prima a mettersi in gioco in tal senso e questa volta lo fa anche in copertina del libro. I confini tra protagonista e scrittrice ad ogni capitolo della saga cromoterapeutica sembrano sempre più assottigliarsi.

Grazie alle avventure di Susanna la scrittrice condivide con i lettori la sua grande passione per il cinema. Questi hanno così la possibilità di conoscere affascinanti attori, registi, artisti, dipinti e pellicole che forse non sono mai arrivati ai fasti dei blockbuster hollywoodiani ma che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Pensiamo ad esempio alla meravigliosa Soledad Miranda in “Tutto quel nero” o all’inquietante Autuomo di “tutto quel blu”.
In questo quinto capitolo il lettore farà la conoscenza, fra gli altri, di Lorenzo Alessandri e della sua inquietante e conturbante modella Angelika, nonché del misterioso film italiano “Sortilegio“… uno di quei film così maledetti che è meglio non nominare. (Superstizione? Noi non lo siamo, anche perché porta sfortuna essere superstiziosi.)

In bilico come sempre fra esoterismo, paranormale, spietati collezionisti e misteriosi incarichi, la Astori ci regala un’altra storia indimenticabile della sua Susanna, che resta a nostro avviso la detective (per quanto improbabile sia) più originale che ci sia mai capitato di conoscere.

Qualche anno fa si parlava spesso del  New Italian Epic definizione coniata da Wu Ming 1 per definire non solo le opere del  collettivo omonimo ma in cui rientrano ad esempio molti romanzi di Valerio Evangelisti, Stefano Tassinari e Carlo Lucarelli.
Dando un’occhiata alle regole-manifesto del genere pensiamo di poterle vedere rispettate nelle opere della scrittrice di origini piemontesi: metastorie, riferimenti storici precisi che il lettore può verificare con sopralluoghi o con i manuali di storia, punti di vista obliqui, narrazione non distaccata.

Non sappiamo a che punto sia la discussione intorno al New Italian Epic, ma questa incredibile cinquina di titoli che uniscono cinema e letteratura è senz’altro dentro ai suoi confini.

Alessandro Chiometti

 

22 Giugno 2023   |   articoli, recensioni   |   Tags: , , ,