La sinistra laica e soft è sepolta a Gaza City

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Gaza City oggi. Da qui secondo Maurizio Molinari, giornalista Gedi, i palestinesi emigrano volontariamente.
(photo by Jaber Jehad Badwan – CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=160403113 )

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Come se non fossero bastati gli imbarazzanti appoggi al riarmo europeo targato Von der Layen, con tanto di ancor più imbarazzanti manifestazioni in piazza con “intellettuali” che non avevano capito si stesse manifestando per quello ma “contro Putin” (se questo è un intellettuale, verrebbe da dire), il campo largo progressista continua a dimostrare continuamente la sua inutilità.

Che la politica partitica sia fatta di chiacchiere, promesse, giochi di potere (è di questi giorni l’incredibile compromesso De Luca – Schlein che ci conferma quanto sia saggio tenersi alla lontana dai partiti attuali), stipule di mozioni e pseudo-contratti vuoti e inutili è assodato; quindi forse la colpa è solo nostra che ci aspettiamo dei miglioramenti impossibili.

Bisognerebbe fare qualcosa…” diceva Sabina Guzzanti nella sua indimenticabile imitazione-radiografia di un D’Alema di cui aveva già capito tutto (la Guzzanti diciamo, non certo gli attivisti che lo invitano ancora a parlare alle loro feste). E quindi vediamo in tv i loro tristi spettacoli del: “bla bla è colpa della Meloni che bla bla bla e poi Salvini bla bla è un governo neofascista complice di Israele e bla bla”.

Arrivano poi a firmare una bellissima (sulla carta) mozione unitaria della Camera che semmai dovesse essere approvata per improvviso risveglio delle coscienze degli ex peones berlusconiani, dovrebbe impegnare il governo a…   fare tutto quello che loro non hanno fatto quando governavano il paese, in sintesi.

“Eh ma le condizioni sono cambiate oggi…” ecco per l’appunto. Continuano a pensare che la situazione a Gaza City, come la chiamano i fighetti dell’informazione italiana, sia una questione sorta oggi. E chi è totalmente sciocco e/o in malafede aggiunge anche: “Del resto se Hamas il 7 ottobre non avesse attaccato Israele…”

Il cosiddetto campo largo progressista del paese (aka “Le forze del bene” per gli amici) continua a far finta che il problema dovuto a Israele e al suo tentativo di egemonizzare quello che ritiene il suo territorio tramite genocidio delle etnie arabe  non sia in corso da quarant’anni almeno.

E se a qualcuno sembra che Netanyau sia piovuto dal cielo è solo perché rifiutiamo di ricordare i crimini che Ariel Sharon ha impunitamente commesso dal 1982 in poi. Certo per chi ha la memoria corta o corrotta il termine Massacro di Sabra e Chatila non può dir nulla. Del resto anche quello alla fine sarà stata colpa di Hamas/ Putin/ BinLaden/ terroristi/ Novacs/ Gomplottisti; e magari, visto che il fascismo è finito da un pezzo, anche dei Gommunisti.

Il dover accreditarsi come “forza politica di cui l’Europa si poteva fidare” (e anche gli Usa e la Nato ca va sans dire) non ha solo portato i progressisti italiani ad accettare muti la distruzione del welfare statale in nome del profitto delle multinazionali e delle banche, ma anche al negazionismo dell’evidenza in nome della Real Politik. Chiudere gli occhi, voltarsi dall’altra parte. Esattamente come faceva la Democrazia Cristiana di fronte a Ustica, la stazione di Bologna, Piazza Fontana… eccetera eccetera.

Del resto se un certo Maurizio Molinari direttore per lungo tempo di Repubblica, testata simbolo del campo largo progressista di cui sopra, oggi può sostenere che i Palestinesi vanno via da Gaza per “emigrazione volontaria” (l’unico commento possibile ci porterebbe immediatamente una querela quindi evitiamo) non è certo un caso. Semplicemente rende bene l’idea di come in quell’ambito politico si siano per anni tollerate balle e falsità propagandate da “l’unica democrazia laica in medio oriente” come definiscono la Teocrazia Israeliana quei radical chic che hanno le idee molto confuse sulla laicità e quindi, inevitabilmente, sulla democrazia; o “l’unico paese che è riuscito a far fiorire il deserto” come dicono i radical chic che hanno abusato di troppe sostanze psicotrope.

E mentre degli pseudo progressisti laici accusano chi sostiene la causa palestinese di essere vicino agli ayatollah iraniani (solite fesserie usate all’uopo una volta finite le argomentazioni), dobbiamo tristemente rilevare che, anche restando nel campo delle “parole”, il “campo largo” non è riuscito ad essere incisivo come il Cardinal Zuppi che nell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema ha per lo meno letto i nomi dei dodicimila bambini palestinesi (e dei sedici israeliani) uccisi in questa guerra.

“Sì, ma allora cosa…”
Ma davvero siamo ancora a questo punto? Ancora ci domandate cosa bisognerebbe fare? Ma una letta ai libri di storia l’avete data?
La retorica Scuratiana-D’Annunziana sui nuovi eserciti che dovrebbero salvare l’Europa (sic) ha un solo fondo di verità: le parole servono a poco se poi non si è pronti ad agire di conseguenza.

Allora care “forze del bene”, ammesso che stavolta abbiate veramente aperto gli occhi su quel che succede a Gaza, datevi una mossa! Oltre a firmare mozioni e ad andare in tv cominciate ad agire di conseguenza.

Sostenete economicamente l’iniziativa della Global Sumud Flottilla e imbarcatevi di persona su quelle navi. Non solo per avere visibilità, ma perché le imbarcazioni che portano esponenti politici internazionali hanno di certo meno probabilità di venire silurate e mitragliate come, probabilmente, farà l’Isf.

Se la ridicola Fgci davvero permetterà alla nazionale israeliana di giocare la partita prevista contro l’Italia a Udine il 15 ottobre prossimo, sbrigatevi! Convocate un’enorme manifestazione nazionale sul posto per quel giorno, circondiamo lo stadio e impediamo una simile vergogna. Legalmente non è possibile farlo? Rischiamo gli scontri come a Genova nel 2001? Nella lotta per i diritti (e quindi per la pace) i limiti di ciò che è legale si spostano continuamente, e senza lotta non si cambiano le cose.
Fra l’altro in un momento in cui il governo neofascista Meloni I ha varato l’aberrante pacchetto sicurezza sarebbe ancor più significativo.

Tutto questo se volete iniziare ad agire e recuperare credibilità, perché…

“[…] quando gli osservatori stranieri vi entrarono il sabato mattina, era come un incubo. In un giardino, i corpi di due donne giacevano su delle macerie dalle quali spuntava la testa di un bambino. Accanto ad esse giaceva il corpo senza testa di un bambino. Oltre l’angolo, in un’altra strada, due ragazze, forse di 10 o 12 anni, giacevano sul dorso, con la testa forata e le gambe lanciate lontano. Pochi metri più avanti, otto uomini erano stati mitragliati contro una casa. Ogni viuzza sporca attraverso gli edifici vuoti – dove i palestinesi avevano vissuto dalla fuga dalla Palestina alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 – raccontava la propria storia di orrori. In una di esse sedici uomini erano sovrapposti uno sull’altro, mummificati in posizioni contorte e grottesche.” – Loren Jenkins, Washington Post,20 settembre 1982.

…41 anni di chiacchiere su Israele possono anche bastare, o no?

Alessandro Chiometti

 

28 Agosto 2025   |   articoli, attualità, in evidenza   |   Tags: , , , , , , ,