Daje… fatece ride!

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Come si suol dire, di fronte a cotanta erudizione, sapienza, e sprezzo dell’apparire ridicoli… giù il cappello!!!

Noi scherziamo e ridiamo ragazzi… ma questi ci credono davvero in quello che scrivono!

addams_family_simpsonsStesso amore stesso diritto una bestemmia giuridica. di Michele Spina

Oh, finalmente uno che ci spiega perché giuridicamente due omosessuali non possono avere gli stessi diritti di due eterosessuali. Leggiamo un po’…

“Stesso amore, stesso diritto”. Questo lo slogan scelto dalle associazioni LGBT per sollecitare l’adozione di una riforma che introduca nel nostro ordinamento il matrimonio omosessuale. Uno slogan che si staglia sui manifesti delle nostre città proprio in coincidenza (sospetta) con il Sinodo sulla Famiglia a Roma.

Stamattina quando sono sceso dal letto e ho centrato con il mignolo lo stipite della porta ho bestemmiato diversi santi nonché l’altissimo… sarà una coincidenza sospetta anche questo mio atteggiamento volto ad influenzare il sinodo di Roma? No perché sta’ storia che quando c’è un sinodo devono stare tutti zitti e buoni per non influenzarlo comincia ad essere “leggermente” ridicola!

Coincidenza peraltro sfruttata anche da parte di Monsignor Charamsa, il quale, accompagnato per l’occasione dal fidanzato, ha accusato la Chiesa di varie malefatte fra le quali la più grave sembra quella di imporre il celibato ai sacerdoti: ossia di essere, oltre che omofoba, anche cattolica.

Scusi Sig. Michele Spina, mettiamola semplice, in un’associazione x c’è la riunione del direttivo, un socio che chiede al direttivo di discutere di una determinata problematica y è per caso colpevole di “coincidenza sospetta” volta a turbare i lavori del direttivo? Credo che il suo concetto di vita democratica all’interno di associazioni e organizzazioni sia “leggermente” distorto.

Dicevamo però dello slogan. Di memorizzazione sicura e svelta, esso è un vero e proprio grido di battaglia, che dall’alto della sua caramellosa inattaccabilità si è fatto onnipresente nel dibattito pubblico. Non c’è editorialista che non provi a cavalcarlo, non c’è concittadino che, adorante, non si prostri al suo cospetto. Ma è davvero uno slogan così inattaccabile?

Stiamo attendendo con ansia che lei entri nel merito in effetti! Per quello che riguarda gli editorialisti cavalcanti, non mi risulta che quelli di avvenire, osservatore romano, libero, il giornale, la padania, il tempo, tempi, zenit, la croce, il foglio lo abbiano cavalcato, così tanto per farglielo notare. Le voci contrarie non sono certo mancate, forse era così impegnato a leggere i manifesti che non se n’è accorto.

Se si affronta la questione con più serietà e meno sentimentalismi, si noterà che chi avversa il matrimonio egualitario non nega affatto che una coppia omosessuale possa amarsi al pari di una eterosessuale.

Ah no?

Quello che contesta è che dal loro amore possano nascere dei diritti.

Quindi, due omosessuali si possono amare basta che non rompano le scatole a chi i diritti dell’amore ce li ha riconosciuti nero su bianco!

E ciò perché, a ben vedere, neppure l’amore eterosessuale è capace d’un simile prodigio.

Ah no? Due etero non si possono forse sposare, adottare figli, vedersi riconosciuta la pensione di reversibilità il diritto (automatico) ereditario sulle proprietà anche intellettuali del partner e il diritto ad essere informati sulla salute del partner? Guardi se è così c’è qualcosa che ci sfugge…

Amore e diritto sono due rette parallele destinate a non incontrarsi mai.

Ragazzi, il matrimonio in Italia non esiste neanche per noi etero! Voi che vi siete sposati avete subito una candid camera organizzata dagli amici!

Il diritto non si fonda, e non si è mai fondato, sulle belle emozioni: il diritto si fonda sulle certezze. Tali certezze vanno individuate con accuratezza e raziocinio, se non si vuole creare un tessuto normativo totalmente incoerente e frammentario. Pertanto, quando lo Stato riconosce a un soggetto un diritto, e cioè una pretesa orientata alla conversazione o all’acquisizione di un determinato bene della vita, è necessario che questi sia titolare di un qualche interesse meritevole di tutela, così da giustificare la protezione accordata. È tale, per esempio, l’interesse alla consegna di un libro una volta che se ne è pagato il prezzo. Non è tale, invece, l’interesse di chi voglia leggere il libro senza pagarlo. Non contano i motivi per cui si acquista. Conta che si sia acquistato.

A parte il “ciurlar nel manico” per allungare l’articolo sembra che in Italia, secondo Michele Spina, non esistano più neanche le biblioteche pubbliche… altra dura rivelazione per noi mortali… chissà se riusciremo ad arrivare alla fine dell’articolo senza cadere svenuti a terra?

Tutte le regole giuridiche poste a disciplina del vivere sociale hanno questa costante caratteristica di trascurare del tutto i nostri sentimenti.

Certo, lo dimostra il fatto che nei nostri codici non si parli mai di “sentimento religioso”, “pudore”, “pietà per i defunti”, “sentimento per gli animali” ( ci fermiamo qui per pietà, per l’appunto).

Se i processi dei presunti assassini o dei presunti evasori fiscali fossero ora scanditi dalle regole cristallizzate dai nostri sentimenti, probabilmente avremmo più condannati a morte che buche per le strade e più evasori a piede libero che tasse da pagare. Se si punissero gli ubriachi alla guida sulla base della loro interna bontà d’animo, si fingerebbero tutti molto magnanimi, e a nessuno di loro potremmo togliere la patente.

A parte il fatto che la pena di morte è stata abolita nel 1948 (in Italia) ci sfugge la relazione fra il presunto aumento di condannati a morte (che significherebbe un inasprimento della giustizia) con l’aumento degli evasori a piedi libero che viceversa segnerebbe un alleggerimento della giustizia… forse lo Spina vuole dire che governerebbe il caos? Beh di certo questo già governa la logica dell’autore dell’articolo.

E se infine bastasse un amore intenso e sincero per unirsi in matrimonio con qualcuno, potremmo sposare potenzialmente chiunque, da nostra madre a nostro fratello

Non conosciamo i titoli accademici del Sig. Spina (e sinceramente non ce ne po’ fregà de meno di conoscerli) ma ci sentiamo in dovere di ricordargli che l’art. 87 del cc sancisce gli impedimenti per i matrimoni. Non glie li stiamo a ricordare tutti, ma gli garantiamo che la “madre” e il“fratello” non se li può sposare. Ovviamente sostenere che è ora di ammettere il matrimonio tra due omosessuali non vuol dire abolire l’art. 87 del cc e i suoi impedimenti.

dal nostro cane al nostro peluche, perché l’amore è una bussola impazzita che muta in direzione come il volo di una mosca.

Non vogliamo sapere i rapporti che sono intercorsi fra il Sig. Spina e i suoi peluche nonché i suoi animali di compagnia… leggendo quello che scrive possiamo solo consigliarli di avere una vita sociale più attiva. Comunque anche in questo caso ci sentiamo di tranquillizzare i lettori di quest’articolo, infatti l’art. 29 della costituzione sancisce in modo esplicito che: “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi” e con tutto l’affetto che possiamo provare per i cani (e i peluche) del Sig. Spina questi non sono suoi pari giuridici. Quindi che stiano tranquille anche queste povere bestie, non saranno costretto a sposarselo!

Gli uomini sono creature volubili e malvagie: non è un caso che abbiamo estromesso le emozioni dai loro codici, attingendo a fondamenta più solide.

Questa conclusione è ancora più chiara in relazione al matrimonio.

Sulla malvagità di chi paragona gli omosessuali agli animali da tempo è caduto qualsiasi dubbio!

Socialmente, un matrimonio senza amore non è un matrimonio, e un amore senza matrimonio è un fidanzamento. Legalmente, un matrimonio senza amore resta un matrimonio, mentre un amore senza matrimonio non esiste.

In Italia, nel resto d’Europa si, tanto per mettere i puntini sulle i. Come al solito gli “altri” sono i “barbari” che però hanno più figli, più welfare, si sposano di più… chissà perché?

Detto in altri termini: dal punto di vista sociale, l’amore ha una sua importanza, perché è il collante delle relazioni fra gli uomini e l’energia che li rende così euforici e vitali. Ma per la legge, che ha una struttura formale, pratica, insensibile e astratta, e che si prefigge finalità diverse da quelle proprie del singolo individuo, l’amore è una realtà irrilevante, che potrebbe anche non esistere. Di due sposi che si detestano e che non condividono un progetto di vita insieme possiamo dire che non sono più innamorati, ma non possiamo dire che non sono più marito e moglie. Per rompere un matrimonio è necessario un divorzio. E se è vero che quasi tutti i divorzi pongono rimedio al prosciugarsi dell’amore, è anche vero che nulla vieta a qualcuno di divorziare nonostante sia ancora innamorato. Anche l’altruismo è irrilevante per il diritto. Anche l’altruismo è discriminato, perché è un sentimento.

Pronto, c’è nessuno in casa? Le ricordo che aveva promesso di spiegare perché non è vero che amore omo ed etero devono avere gli stessi diritti! Ci fa un fischio quando ha finito di divagare?

Quando si dice che allo stesso amore si debbono accompagnare gli stessi diritti si sta dicendo una verità soltanto nella misura in cui si ammette che i diritti dell’amore non esistono.

Insiste… va bene raccolga le firme per abolire l’istituto del matrimonio allora…

Il matrimonio civile non è un istituto modellato sull’amore dei coniugi, ma su alcune funzioni che coinvolgono valutazioni assiologiche profonde: assicurare stabilità e coesione al vincolo familiare, garantire una genealogia sicura alle generazioni che verranno, salvaguardare i diritti del bambino contro ogni forma di sperimentalismo sociale, promuovere la responsabilità genitoriale e l’educazione dei figli.

Yawn… che barba che noia, che noia che barba… insomma? Perché allo stesso amore non devono corrispondere gli stessi diritti? Ce lo vuol dire una buona volta o no?

In altre parole, il matrimonio civile è la corazza giuridica che consente alla famiglia di erigere un muro fra lei e lo Stato, e allo Stato di tutelare l’individuo nella sua duplice identità naturale di genitore e figlio; tutelandolo, quindi, nella famiglia e non dalla famiglia, nella convinzione che tale cornice sia indispensabile per il corretto sviluppo della persona umana, e non solo per una questione di affetti, ma anche per il patrimonio sterminato di conoscenze che in essa inevitabilmente si tramanda.

Aspetti… lei sta dicendo davvero che per sposarsi occorre essere in grado di avere figli? Ma dove l’ha sentito dire? Non esiste un solo articolo del codice civile che dice una fesseria del genere, questo che sta dicendo lei è effettivamente un aberrazione giuridica.

Se, quindi, l’equazione “stesso amore, stesso diritto” è una bestemmia giuridica,

Finora non l’ha dimostrato… se vuole insistere… continui pure, ma ci sembra che farebbe meglio a riflettere a lungo.

anche l’equazione “stessa convivenza, stesso matrimonio” è una falsità. La convivenza eterosessuale non è uguale a quella omosessuale per un fatto fondamentale: l’una genera, l’altra no. L’una è famiglia, l’altra no. L’una è un coniglio, l’altra un pollo. Come scrive bene Juan Manuel de Prada, giornalista e scrittore spagnolo, “quando diciamo famiglia tradizionale stiamo in realtà formulando un pleonasmo, tanto grottesco e ilare come se dicessimo che dopo mangiato ci piace fare una passeggiata pedestre. Poiché tradizionale viene dal latino traditio, che significa consegna, trasmissione.

Non esiste famiglia senza trasmissione di vita, senza consegna da una generazione a un’altra; e questa traditio si realizza mediante l’unione feconda di un uomo e una donna che proiettano la loro fede nel futuro di una vita che li prolunga. Possiamo giocare a torcere il linguaggio quanto vogliamo, possiamo frastornare le parole e sottoporle a centrifughe e travestimenti pittoreschi; però, anche a impegnarci un sacco di tempo, un pollo continuerà a essere un pollo, pure se avvolto in una pelle di coniglio”.

Guardi di pittoresco e di grottesco qui ci sono le parole sue e dello spagnolo da lei citato, voi confondete leggi e diritti con la zoologia e tanto per inciso ogni volta che usate gli esempi “naturali” vi date una martellata sugli attributi in quanto la scienza ha ormai provato che l’omosessualità è presente in tutte le forme animali mentre l’omofobia solo in una parte (troglodita) dell’umanità. Ad ogni modo lei doveva dimostrare che il matrimonio omosessuale era un’aberrazione giuridica. Ha dimostrato che di aberrante c’è solo il vostro odio e rancore (ingiustificato) verso il mondo omosessuale. Se ha tempo cerchi di iniziare un percorso psicologico per capire da dove viene tutto questo livore. La può aiutare!

Solo a questa famiglia, l’unica esistente, si è rivolta l’attenzione del diritto nei secoli passati. E solo questa meriterebbe, in ragione della sua funzione, un trattamento distinto e privilegiato.

Ecco, per l’appunto. Nei secoli passati. Appena inventano la macchina del tempo ci potrà tornare, per adesso si abitui alla secolarizzazione della società.

 

Alessandro Chiometti

15 Ottobre 2015   |   articoli, attualità   |   Tags: , , ,