LIETTA TORNABUONI su La Stampa del 12/2/2010 Uno dei santuari più famosi del mondo occidentale, méta di sei milioni di pellegrini l'anno, dedicato alla Madonna che in quel luogo francese si vuole apparisse nel 1858 per diciotto volte alla contadina Bernadette Soubirous, sede di miracoli certificati dalla Chiesa cattolica, città religiosa e città turistica, in un film di grande qualità diretto da Jessica Hausner, austriaca, cattolica sbattezzatasi in età adulta. Lourdes racconta il percorso di una giovane donna amareggiata e dolente, malata di sclerosi e costretta dall'infanzia sulla sedia a rotelle: il suo pellegrinaggio avviene con poca speranza di venir miracolata, invece nel santuario riacquista la possibilità di camminare e persino di ballare, è felice per la breve durata dell'illusoria guarigione, ricade nella immobilità.

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Piergiorgio Odifreddi su La Repubblica del 22/12/2009 Secondo il Decreto legislativo del4 giugno 2003 sul "Riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche", il Cnr è «Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese, perseguendo l' integrazione di disciplinee tecnologie diffusive ed innovative anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati». Alcune vicende di queste settimane gettano però un' ombra su questa elevata dichiarazione d' intenti relativa alla massima istituzione pubblica di ricerca del nostro paese. Ci si è accorti, infatti, che dal 2004 il ruolo di vicepresidente del Cnr è ricoperto, per decisione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e su proposta del ministro […]

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…  e le classi scoppiano. Da La Repubblica del 16/11/2009 Da anni Firenze è la città italiana dove meno ci si avvale dell' insegnamento della religione cattolica (80% gli esoneri nelle scuole superiori). Ma i numeri dell' istituto comprensivo Masaccio-Calvinodon Milani (medie inferiori), segnalati in una lettera del consiglio di istituto a ministero, uffici scolastici provinciale e regionale, Asl e vigili del fuoco, fanno impressione: 377 studenti (su 738 iscritti) che non si avvalgono (in alcune 22 su 28, 18 su 24), ben 214 dei quali (solo di prima e seconda, quelli di terza entrano un' ora dopo, o escono un' ora prima) ogni settimana vengono «spalmati» su altre classi durante l' ora di religione, imposti a tre-quattro per volta ad insegnanti di storia, italiano, matematica costretti, oltre a fare la normale […]

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da La Stampa del 2/12/2009 Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr [chi ce lo ha messo?, nota interrogativa di Civiltà laica] e combattivo creazionista, attacca l'evoluzionismo: "E' l'ultimo mito sopravvissuto al tramonto delle ideologie, ma non vi è alcuna prova empirica che lo sorregga". Sarà. Ma attendiamo da De Mattei le prove empiriche della Creazione.

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Vera Pegna sul manifesto del 29/11/2009 Nell'indifferenza generale, il 1° dicembre entra in vigore il Trattato di Lisbona. Dire che è stata un'operazione di vertice è dire poco. Che la si sia voluta tale, lo ha confermato Giuliano Amato secondo il quale i capi dell'Ue avevano «deciso» di rendere il nuovo trattato «illeggibile» per evitare che le riforme chiave fossero riconosciute ad una prima lettura e magari seguite da proposte di referendum nei singoli stati membri. C'è chi invece indifferente non è stato ma anzi ha aspettato con trepidazione l'ultima firma necessaria al completamento della ratifica del trattato apposta dal ceco Vaclav Klaus. Senza quella firma, senza l'entrata in vigore del Trattato, l'attività tenace svolta dalla Santa Sede per assurgere a un riconoscimento istituzionale da parte dell'Ue avrebbe potuto essere annullata da […]

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Michele Ainis su La Stampa del 4/11/2009 Doveva arrivare un giudice d'Oltralpe per liberarci da un equivoco che ci portiamo addosso da settant'anni e passa. In una decisione che s'articola lungo 70 punti (non proprio uno scarabocchio scritto in fretta e furia) ieri la Corte di Strasburgo ha messo nero su bianco un elenco di ovvietà. Primo: il crocifisso è un simbolo religioso, non politico o sportivo. Secondo: questo simbolo identifica una precisa religione, una soltanto. Terzo: dunque la sua esposizione obbligatoria nelle scuole fa violenza a chi coltiva una diversa fede, o altrimenti a chi non ne ha nessuna. Quarto: la supremazia di una confessione religiosa sulle altre offende a propria volta la libertà di religione, nonché il principio di laicità delle istituzioni pubbliche che ne rappresenta il più immediato corollario.

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Spese folli per Britney e papà le taglia i fondi

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Yang, cento baci agli sconosciuti

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