Formalmente è un’ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall’ora di ora di religione cattolica viene sempre più osteggiata. L’ultima trovata della Regione Lombardia sul tema è un vero giro di vite per arginare le fughe dal ‘catechismo di Stato’: la scelta va fatta solo al momento dell’iscrizione nella prima classe. Non verrà quindi più proposta, al contrario di ciò che è sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avrà effetto solo dall’anno scolastico seguente. «Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, rischia di essere un invito a non farlo. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere […]

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Parla come mangi

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Come faceva una gloriosa rubrica di "Cuore" traduciamo il testo pubblicato oggi dal sito della repubblica in cui alti prelati spiegano la contrarietà della loro istituzione agli insegnamenti alternativi all’IRC. Testo: ”La natura e il ruolo dell’insegnamento della religione nella scuola  è divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l’indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni”. […] ”se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso’ lettera firmata dal cardinale Zenon Grocholewski e da monsignor Jean-Louis […]

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Caro Alberto, sono venuto a conoscenza della tua vicenda solo oggi Martedì, 2 Giugno 2009, giorno della festa di quella Repubblica, che solo sulla carta si configura come laica, e neppure tanto, vista la presenza del famigerato articolo 7 della Costituzione. È superfluo dire che in termini di gravità la questione oltrepassa ogni limite, persino tenendo conto del fatto che siamo in Italia, anche perché nel caso di Franco c’è per lo meno una normativa, che potrebbe legittimare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, mentre nel tuo caso c’è addirittura un pronunciamento del Collegio docenti favorevole alla tua iniziativa. Ti esprimo la più profonda e fraterna solidarietà, come iscritto ai Cobas-Scuola, a Civiltà laica, al circolo Uaar di Perugia nonché come individuo che si ostina a pensarsi cittadino e non suddito […]

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Caro Alberto Marani non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci. Lottare per la laicità della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civiltà, un’offesa di lesa maestà a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico. In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell’ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell’alta tensione con conseguente pericolo di morte. A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell’anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all’ora […]

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Riprendiamo dal sito dell’UAAR … quanto sono distanti le dittature teocratiche islamiche dal nostro paese? Cesena, docente sospeso per questionario su ora alternativa Il prof Alberto Marani, docente di matematica e fisica presso il Liceo Scientifico “Righi” di Cesena è stato sospeso dalle proprie funzioni e dallo stipendio per due mesi, sanzione decisa dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena. La motivazione principale è l’avere condotto un’indagine nelle proprie classi per rilevare che percentuale di studenti sceglierebbe la materia alternativa qualora l’istituto la programmasse (finora non è mai stata programmata, e solo 2 studenti su 1300 l’hanno comunque richiesta). Nel questionario ciascuno doveva indicare quale insegnamento avrebbe scelto (fra Religione cattolica, Storia delle religioni e Diritti umani) qualora la scuola le programmasse tutte e tre. I risultati sono stati i seguenti: 11,3 % […]

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 Se, alla fine, ho comunque accettato l’invito (di sottoporsi alla lunga intervista di Corrado Augias che costituisce “Inchiesta sul Cristianesimo” ndr), l’ho fatto per una sola fondamentale ragione. Chiunque svolga in università il mestiere di insegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressoché totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. […]nessuno infatti, nell’anteriore formazione di questi studenti, ha loro insegnato, pur soltanto in una delle sue manifestazioni, la storia religiosa. […] Questo accade per una grave e non più tollerabile anomalia del nostro sistema scolastico, in cui – in virtù degli accordi che regolano i rapporti fra Repubblica Italiana e Santa Sede – l’insegnamento della religione, denominato “insegnamento della religione cattolica”, viene dismesso dallo Stato e appaltato alla Chiesa Cattolica Romana in tutte le scuole di ordine […]

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Un bell’articolo di Curzio Maltese. redazione[at]civiltalaica.it

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