La coerenza non fa parte della politica, la disonestà intellettuale sì

Qualcuno tra i più giovani non ha vissuto gli anni ‘80 in cui siamo cresciuti noi che abbiamo raggiunto il mezzo secolo di vita. A quell’epoca dominava l’asse Reagan-Thatcher nato da due “questioni parallele” caratteristiche del periodo: una politica (combattere il comunismo) e l’altra economica (combattere la stagflazione). Tale asse, oltre che politico-economico, non faticò a diventare “ideologico” fino a condizionare la politica dei decenni successivi in molte nazioni occidentali: a fine anni ‘80 essere filo-atlantici significava essere dinamici, liberisti (spesso confondendo tale termine con liberali), moderni, anti-comunisti, ambiziosi e aggressivi (come la Enron), e dato che “ogni Mordor ha la sua Isengard” in ogni paese non sono mancati tentativi di estremizzazione locale di tali tendenze. In Italia per esempio dal craxismo degli anni ‘80 si è passati al dopo-tangentopoli degli anni […]

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Le 10 stupidate storiche della

Un vecchio proverbio popolare dice: “Il momento del fesso capita a tutti”. E noi potremmo aggiungere: “Anche alle nazioni !”. Ogni nazione ha i suoi “momenti del fesso” e per alcune nazioni (tra le quali ai primi posti si può posizionare l’Italia) è meglio non cominciare a contarli perché potremmo non finire mai, e questo ci ha portati spesso (nel caso del nostro paese) ad esercitare su noi stessi una autoironia cronica che fa ormai parte del nostro DNA, eppure anche le grandi nazioni che si sono contraddistinte per senso dello stato, coerenza politica e ampiezza di vedute, rispetto al nostro paese che è schierabile “in seconda fila” in quanto a credibilità politica e rispetto die diritti umani fondamentali, hanno i loro scheletri nell’armadio.   In questo ambito, se dobbiamo metterci a contare […]

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Il suicidio assistito di Lucio Magri dello scorso novembre ha suscitato i più disparati commenti. Tra chi ha condannato e chi ha semplicemente scelto il silenzio, unica espressione di rispetto per l’altrui libertà, non sono mancati quelli che si sono permessi di sindacare sulle modalità del gesto, declassando il suo suicidio alla serie B solo perché  non avrebbe avuto il “coraggio” di buttarsi dal quinto piano,

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