In Italia non c’è libertà di informazione, ma và?!

Fino a ieri chi denunciava la mancanza di libertà di informazione in Italia per gli amici di Libero e Il Giornale era un terrorista-comunista-anarco-insurrezionalista, oggi invece con la condanna di Sallusti (reo di aver pubblicato un articolo firmato con uno pseudonimo in cui erano contenute falsità su un giudice e su alcuni protagonisti di una vicenda sfortunata) la stampa destrorsa italica scopre che nel nostro paese non c’è libertà di informazione. Ben svegliati, verrebbe da dire.

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Riceviamo e pubblichiamo, fa sempre piacere un barlume di luce nel nostro paese Roma, 16 giugno 2009 • Dichiarazione di Maurizio Turco e Marco Cappato Iniziano a giungere le prime condanne per diffamazione sul caso Welby, che, come il caso Englaro, ha visto scendere in campo una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verità a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti ‘popolo bue’ al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita. E così l’opera volta a ristabilire la verità ed a restituire l’onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i Tribunali Italiani. E’ recente, difatti, la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale […]

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