Aridatejelo!

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Aridatejelo!

È davvero una fortuna che un giornale illuminante come “Il Tempo” sia, per ragioni editoriali più o meno “misteriose”, regalato in Umbria insieme al Corriere regionale. Corriere che nel frattempo sotto la guida di Franco Bechis si è spostato più a destra di Forza Nuova fiutando l’aria che tira. Ad ogni modo dicevamo, grazie a questa accoppiata comica che mancava in edicola dai tempi in cui Cuore regalava Comix, abbiamo la possibilità di leggere vere e proprie chicche intellettuali: dalla lista di proscrizione per chi si dichiara comunista, agli editoriali di Veneziani direttamente ripresi dal tubolario della politica. Ha attirato la nosta attenzione invece questa imperdibile rubrica “Dragonera” di Pietrangiolo Buttafuoco ex missino e poliedrico autore e giornalista che tempo fa annunciò la sua conversione all’Islam sulle pagine de “il Foglio” causando […]

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Quelli che...

IPSE DIXIT L’attività omosessuale, da distinguersi dalla tendenza omosessuale, è moralmente malvagia. L’adulterio “nel cuore” viene commesso non soltanto perché l’uomo “guarda” [per desiderare] […] la donna che non è sua moglie, ma appunto perché guarda così una donna. Anche se guardasse in questo modo la donna che è sua moglie commetterebbe lo stesso adulterio “nel cuore” L’uomo non può da se stesso decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo[…] La coscienza non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo… La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male […] è la vera bestemmia […], è rifiuto dello Spirito Santo. La Chiesa è chiamata a manifestare nuovamente a tutti, con un più […]

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Evviva Wojtyla santo!

  L’incidente che il 24 aprile, a Cevo (BS) ha determinato la morte di un povero ragazzo che, a causa di problemi motori, non avrebbe fatto in tempo a scostarsi nella caduta di una grossa croce lignea dedicata all’ex papa polacco, è parso a molti un segno del cielo contro la sua santificazione. Ci sarebbe da ridere su queste superstizioni se non fosse stata una tragedia.

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Ferruccio Pinotti è un giornalista del Corriere della Sera, ha scritto per l’Arena, L’Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L’International Herald Tribune. È anche autore di molti libri-inchiesta tra cui ricordiamo: “Poteri Forti”, “Opus Dei Segreta”, “L’Unto del Signore”, “La Lobby di Dio” e “Wojtyla Segreto”. Abbiamo l’opportunità di rivolgergli qualche domanda.

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Qualcuno, forse, si stupirà, ma anch’io sono d’accordo nell’intitolare una piazza di Terni a Giovanni Paolo II, essendo stato dal di Lui pontificato sulla via di Damasco folgorato. Volendo, pertanto, dare un contributo alla riuscita di questa meritoria operazione, di cui non solo la città tutta sentiva veramente il bisogno, ma anche le campagne viciniori, intendo smontare le interessate, strumentali e viete polemiche, che i ben noti, e non nuovi a queste imprese, Laicisti hanno immediatamente innescato.

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Sì, è vero. Cristo è morto dal freddo. E Karol Wojtyla non sapeva che Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, fosse un sadico violentatore pedofilo. Passi che il principale responsabile della repentina fine del partito dei lavoratori in Europa (grazie a un “prestito” della Banda della Magliana) sia beatificato il Primo maggio – in fondo ciascuno Stato è libero di organizzare sagre quando vuole -, ma almeno non ci vengano a infiocchettare Giovanni Paolo II come un uomo ignaro, puro, nemmeno sfiorato dall’idea che certe sue “amicizie” fossero dotate di una personalità criminale fuori dal comune. Perché allora aspettiamoci anche, nei prossimi quattro mesi, di sentire qualcuno affermare che nel 1987 l’uomo affacciato sul balcone a Santiago del Cile insieme al dittatore fascista Augusto Pinochet non era […]

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Roma, è l’alba di giovedì 17 febbraio 1600. Un corteo lascia il carcere di Tor di Nona: condotto in processione tra una folla vociante fino a Campo de’ Fiori, il sanbenito – un saio penitenziale – indosso, Giordano Bruno, 52 anni, filosofo, scrittore e frate domenicano, è accompagnato dalle litanie dei frati. Gli è stata imposta la lingua in giova: una morsa che gli serra la bocca e gli impedisce di parlare (come proclama un avviso fatto affiggere dalle autorità ecclesiastiche: “Per le bruttissime parole che diceva”). Sale sulla pira del rogo con grande coraggio e dignità, affermano i testimoni. Denudato, legato ad un palo, rifiuta i conforti religiosi. Viene arso vivo. Muore distogliendo ostentatamente lo sguardo da un crocefisso che gli viene mostrato tra le fiamme. Giordano Bruno. Lo studioso che […]

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