Charlie non merita i ciarlatani

Verrebbe da pensare che la storia di Charlie, piccolo umano di dieci mesi afflitto da un terribile male incurabile, l’abbia mandata qualche entità superiore per ridar fiato alle grancasse esauste del Movimento per la Vita. In realtà il can can mediatico che è stato costruito sopra non può essere casuale, infatti nel prossimo mese, prima delle sacre ferie estive i parlamentari dovranno decidere se dotare, finalmente, il nostro paese di una legge sul fine vita o lavarsene per l’ennesima volta le mani e rimandare il tutto alle prossime legislature. In questi giorni in cui gli integralisti hanno fatto risuonare i loro tromboni ne abbiamo sentite di tutte i colori, dal solito complotto pluto-giudo-massonico-comunista per governare al mondo, a chi sarebbe pronto a scommettere 100 euro su Charlie prossimo vincitore dei 100 metri […]

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Mosignor Paglia e Sorella Morte

Leggendo il titolo dell’ultima fatica letteraria dell’ex vescovo di Terni ci avevamo sperato. Avevamo sperato che per una volta la sua tanto millantata fama di vescovo super progressista così diffusa in città, specialmente nel sottobosco della politica, fosse meritata. Avevamo sperato che il titolo “Sorella morte” fosse in buona sostanza un monito a quella parte di integralisti cattolici che continuano a negare l’evidenza e l’urgenza della necessità di legiferare (in senso permissivo ovviamente) sul testamento biologico e sull’eutanasia nel nostro paese. Lo speravamo confidando nel richiamo francescano del libro ad accettare la morte e a capire che questa a volte può essere un bene quando la vita è insostenibile. Del resto anche Giovanni Paolo II ha detto “lasciatemi andare” alla fine della sua vita. Invece puntualmente Paglia si dimostra una delusione assoluta […]

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Dieci anni senza Piergiorgio Welby

“Non lasciare che facciano di me un dio, sono solo un gabbiano e mi piace volare” Così faceva dire Richard Bach al suo gabbiano Jonathan Livingston prima di andarsene. Questo è un ammonimento che ogni vero laico deve tenere a mente nel ricordare le figure che hanno significato molto nella lotta per il riconoscimento dei diritti umani e civili. Piergiorgio Welby non è un “santo laico” come dicono gli integralisti con una brutta espressione, e di certo non era un dio. Era semplicemente un uomo che voleva smettere di soffrire e dato che questo significava morire lo accettava senza aver paura. Lo ha fatto dopo che quello che sarebbe dovuto essere un suo diritto gli era stato negato. Diciamo “diritto” a ragion veduta, perché come insegna J. S. Mill “su se stesso, […]

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L'acqua che buca il sasso

Certo, di pazienza ne abbiamo avuta molta. La prima lettera che abbiamo spedito al comune di Terni lamentando la disattenzione delle istituzioni locali sulle tematiche del fine vita risale al 2004. Allora si chiedeva semplicemente l’istituzione della sala del commiato laico. Poi nel 2009 abbiamo raccolto le firme per presentare una legge che istituisse a Terni il registro dei Testamenti Biologici. La legge fu bocciata nel 2010, storia ormai nota. Nel 2014 finalmente la concessione della Sala del Commiato e nel 2015 l’istituzione del registro dei biotestamenti. Sono arrivati anche i primi “grazie” che senz’altro fanno piacere e danno senso alla decennale esistenza di Civiltà Laica. Ma dato che vogliamo sempre verificare di persona che le cose in effetti funzionino, in questi giorni una “pattuglia” della nostra associazione si è recata presso […]

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Eluana aveva il diritto di morire in Lombardia, la regione deve risarcire Beppino Englaro

Englaro non si è mai fermato. La sua battaglia è andata avanti. In silenzio. E ieri i giudici gli hanno dato ragione ancora una volta, condannando la Regione Lombardia a versargli 142mila euro come risarcimento danni. E ribadendo che la figlia Eluana, rimasta in stato vegetativo per 18 anni a seguito di un terribile incidente stradale, aveva pieno diritto a morire in Lombardia. Lì avrebbero dovuto staccarle il sondino naso-gastrico che la alimentava e idratava artificialmente, senza costringere i genitori a sobbarcarsi un drammatico viaggio in ambulanza verso la clinica «La Quiete» di Udine, dove la donna morì la sera del 9 febbraio 2009. Non fu possibile, perché l’allora governatore Roberto Formigoni si oppose — nonostante il chiaro pronunciamento della Corte di Cassazione — facendo emanare al suo braccio destro Carlo Lucchina, […]

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Come abbiamo sempre sostenuto il buonismo di Papa Francesco I va valutato sui fatti e non sulle dichiarazioni estemporanee riportate dai mass media italiani in un modo che avrebbe indignato la Pravda stalinista. E alla prova dei fatti dobbiamo ancora bocciare la Chiesa Cattolica e il suo comportamento irrispettoso dei diritti umani e della libertà di autodeterminarsi. Come se non fossero bastate le dure lezioni, in termine di caduta di immagine, subite nei casi Englaro e Welby la Chiesa conferma tutta la sua arretratezza e al sua mancanza di umanità condannando la scelta di Britanny Maynard che, affetta da un male incurabile al cervello ha scelto una morte dignitosa, scegliendo lei quando salutare chi ama e lasciando in eredità una lezione di civiltà. Britanny ovviamente non ha invitato nessuno a seguire il […]

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Eutanasia, combattiamo l'ipocrisia

I temi dell’eutanasia, del suicidio assistito, del testamento biologico tornano periodicamente a svegliare questo paese dalla sua sonnolenta ipocrisia. Anche questa volta, come nel caso di Mario Monicelli e Lucio Magri, c’è voluto il suicidio di un personaggio famoso, Carlo Lizzani, a ricordare agli smemorati italiani, tutti presi dalla retorica dell’apprezzamento di Papa Francesco, che in questo paese manca una legge che permetta di morire dignitosamente.

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L’istituto di ricerca svizzero Isopublic, affiliato alla prestigiosa società demoscopica Gallup, ha realizzato dal 24 settembre al 9 ottobre un sondaggio sul parere dei cittadini di dodici Paesi europei (Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Austria, Portogallo, Svezia, Spagna) sull’eutanasia.Nel complesso gli europei sono a favore sebbene ci siano popolazioni dove il consenso è minore.

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