I fatti :   Luglio 2007 : nel Consiglio comunale di Roseto in cui è presente una maggioranza dell’85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l’istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non solo in forza del matrimonio civile e religioso ma anche in presenza di solidi legami affettivi  o per reciproca assistenza materiale.   Marzo 2008 : il Consiglio comunale s’impegna solennemente, accogliendo una specifica mozione presentata da Sinistra Democratica, a diffondere la cultura dei diritti civili e a difendere i principi della laicità dello Stato. Questa mozione doveva essere di sprone a decisioni amministrative tese a riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.   Agosto […]

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I fatti :   Luglio 2007 : nel Consiglio comunale di Roseto in cui è presente una maggioranza dell’85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l’istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non solo in forza del matrimonio civile e religioso ma anche in presenza di solidi legami affettivi  o per reciproca assistenza materiale.   Marzo 2008 : il Consiglio comunale s’impegna solennemente, accogliendo una specifica mozione presentata da Sinistra Democratica, a diffondere la cultura dei diritti civili e a difendere i principi della laicità dello Stato. Questa mozione doveva essere di sprone a decisioni amministrative tese a riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.   Agosto […]

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Nel Consiglio comunale del 17 giugno 2007 ho presentato una mozione per l’istituzione a Roseto degli Abruzzi di un registro delle unioni civili, il quale avrebbe avuto valore nel solo territorio comunale, non avrebbe interferito con i registri anagrafici e non sarebbe entrato nel merito delle tutele previste dal diritto di famiglia. Proponevo uno strumento di grande valore simbolico e di civiltà che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari che si sono costituiti non in forza del matrimonio religioso o civile, ma in presenza di solidi e duraturi vincoli affettivi o per reciproca assistenza morale e materiale. Le conseguenze sul piano amministrativo sarebbero state limitate all’assistenza sociale. Si trattava di una proposta sensata e ragionevole, con la quale invitavo il Consiglio a riconoscere nuove forme di convivenza […]

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