A Roseto degli Abruzzi i diritti civili sono ancora negati

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I fatti :

 

Luglio 2007 : nel Consiglio comunale di Roseto in cui è presente una maggioranza dell’85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l’istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non solo in forza del matrimonio civile e religioso ma anche in presenza di solidi legami affettivi  o per reciproca assistenza materiale.

 

Marzo 2008 : il Consiglio comunale s’impegna solennemente, accogliendo una specifica mozione presentata da Sinistra Democratica, a diffondere la cultura dei diritti civili e a difendere i principi della laicità dello Stato. Questa mozione doveva essere di sprone a decisioni amministrative tese a riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.

 

Agosto 2008 : il Consiglio comunale, nell’approvare il regolamento per assegnare le aree e gli alloggi di edilizia popolare, respinge evitando il dibattito il seguente emendamento presentato da Sinistra Democratica :

per quanto concerne i criteri e l’attribuzione dei punteggi ai fini della formulazione della graduatoria, sostituire la lettera g dell’art. 9 che recita  almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva (devono essere ) costituiti da coppie sposate da almeno un anno” con la seguente dicitura “almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva devono essere costituiti da coppie sposate e non sposate e da nuove tipologia di famiglia residenti da almeno un anno”.

 

La riflessione

 

Dieci consiglieri del PD col loro voto contrario hanno affossato quest’emendamento dimenticando che anche a Roseto degli Abruzzi sono sempre in aumento forme di convivenza diverse dalla famiglia cosiddetta naturale. Questi consiglieri del PD dimenticano pure che il Parlamento europeo ha chiesto più volte agli Stati membri di riconoscere pari diritti e dignità alle coppie costituite da persone che sono legate da vincoli affettivi e di mutuo aiuto, le quali non si avvalgono dell’istituto del matrimonio. Dimenticano ancora che lo stesso PD, sebbene tra mille contraddizioni e sotto il ricatto costante della sua componente fondamentalista e clericale, non intende negare tutta una serie di diritti a coloro che convivono stabilmente e che peraltro pagano le tasse.

Con quest’atto di inciviltà al PD rosetano, svendendo la laicità dello Stato e calpestando la dimensione laica della politica, interessa solo avere le mani sul voto cattolico.

 Nel Consiglio comunale di Roseto, per quanto concerne i  valori costituzionali della laicità e del pluralismo, siamo quindi  all’anno zero, forse anche in conseguenza del fatto che questi valori non sono stati scoperti da numerosi consiglieri. Voglio sperare solo che si tratti di una condizione culturale ed etica momentanea che deve assolutamente evolvere verso l’accettazione del principio che non esiste la superiorità di un’etica derivante da una religione fino al punto da condizionare leggi o regolamenti comunali. Questa condizione culturale impedisce peraltro la costituzione di una comunità fondata sulla tolleranza e il rispetto reciproco.

Pasquale Avolio 

Capogruppo consiliare di Sinistra Democratica

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