La grande vittoria di quelli che #iostoconibambini

Lasciamo perdere per una volta le facile battute del tipo che anche Don Cantini usava lo stesso slogan. Lasciamo perdere che tutti noi laici sappiamo che dei bambini a questi tizi non glie n’è mai fregato niente se non come scusa per imporre i propri dogmi medievali. E lo diciamo a ragion veduta, perché a coloro che interessano i bambini si preoccupano di fargli avere informazioni corrette sulla loro sessualità e non fesserie che gli causeranno traumi nella pubertà. Coloro a cui stanno a cuore veramente i bambini si preoccuperebbero di far emanare severe leggi antibullismo invece di boicottarle. Oppure, ancora più semplicemente, se ti interessa qualcosa dei bambini fai sentire la tua protesta quando viene distrutta la scuola pubblica non quando tolgono il crocifisso o vogliono inserire l’educazione sessuale. Veniamo al […]

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Sentenze Cedu e libertà religiosa

Di recente la Corte Europea per i diritti dell’uomo (Cedu), organo giurisdizionale del Consiglio d’Europa, si è pronunciata su quattro casi riguardanti presunte violazioni dei diritti umani nei confronti di alcuni cittadini di religione cristiana in Gran Bretagna.

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Noi che speravamo nell’Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l’Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l’impianto del primo grado (passato all’unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all’Italia di cavarsela senza pagar dazio. Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».

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1) Avendo già parlato dell’intervista concessa al “Corriere della Sera” dal Professor Cardia (d’ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento  a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche. In maniera senz’altro dotta, Egli ha mosso non pochi rilievi, di cui ci pregiamo di fornire una selezione, quasi un florilegio: “Ritengo che la Corte non abbia tenuto conto di alcuni elementi (giuridici e di fatto) … e sia incorsa in qualche caso in veri e propri errori … In primo luogo la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza da almeno due punti di vista. … Si tratta … del principio di sussidiarietà … che soltanto nella sentenza sul crocifisso non […]

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1) Quest’ultima decade dell’Aprile 2010 è senz’altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all’Università di Roma Tre, poiché sta dando il meglio di sé nel praticare lo sport in cui eccelle: l’arrampicarsi sugli specchi [1]. Così, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacità che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori. 2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un’intervista al “Corriere della Sera”, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche. Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d’ora in avanti: PC) si è subito avvalso dell’argomento principe di color che argomenti non hanno: “(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un […]

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