Eluana aveva il diritto di morire in Lombardia, la regione deve risarcire Beppino Englaro

Englaro non si è mai fermato. La sua battaglia è andata avanti. In silenzio. E ieri i giudici gli hanno dato ragione ancora una volta, condannando la Regione Lombardia a versargli 142mila euro come risarcimento danni. E ribadendo che la figlia Eluana, rimasta in stato vegetativo per 18 anni a seguito di un terribile incidente stradale, aveva pieno diritto a morire in Lombardia. Lì avrebbero dovuto staccarle il sondino naso-gastrico che la alimentava e idratava artificialmente, senza costringere i genitori a sobbarcarsi un drammatico viaggio in ambulanza verso la clinica «La Quiete» di Udine, dove la donna morì la sera del 9 febbraio 2009. Non fu possibile, perché l’allora governatore Roberto Formigoni si oppose — nonostante il chiaro pronunciamento della Corte di Cassazione — facendo emanare al suo braccio destro Carlo Lucchina, […]

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Ormai è storia nota. Dieci impavidi consiglieri eletti nella maggioranza di centro sinistra hanno bocciato in Consiglio Comunale l’istituzione del registro dei testamenti biologici a Terni. Questo ha generato un sussulto di indignazione popolare che ha portato alla veloce creazione di un Comitato Permanente che si propone l’obiettivo di arrivare, comunque, nella nostra città all’istituzione di questo registro, perché è un servizio da offrire ai cittadini, perché non lede i diritti di nessuno e per tutte le motivazioni che tante volte abbiamo cercato si spiegare ai fanatici integralisti religiosi che si ostinano a pretendere che i loro dogmi etici debbano essere imposti a tutti. Inutile dire che Civiltà Laica sta collaborando attivamente con questo comitato. Una delle prime iniziative di questo comitato sarebbe dovuta essere quella di organizzare un’assemblea pubblica con la […]

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 "Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L’attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano ‘Il Giornale’ guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da ‘Libero’ e dal ‘Tempo’, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l’ha oggi e non l’avrà domani"   Questo l’incipit della lettera di dimissioni di Dino Boffo pubblicata oggi sull’Avvenire e ripresa dalla maggiorparte dei quotidiani […]

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