Gli

“Egregio Sindaco / Assessore del Comune di Terni, lei pensa di potersi definire antirazzista e antifascista così come dovrebbe essere richiesto ad ogni rappresentante istituzionale della Repubblica Italiana in base alla Costituzione di questo paese (Articolo 3 e Norma Finale XII)? Leggo e rileggo questa domanda che per due volte ho già posto al Sindaco Leonardo Latini e alla sua giunta di governo (inviandola alle loro email istituzionali) e non riesco sinceramente a capire perché nessuno dei dieci amministratori risponda. In un senso o nell’altro ovviamente, o semplicemente dicendo che non sono questioni che lo riguardano. Quando un politico non risponde ad una domanda politica fa la scelta peggiore fra quelle a sua disposizione. Perché autorizza l’interlocutore (e chi legge la domanda) a fare ogni tipo di ipotesi. Forse i nostri prodi […]

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Gli eredi di Ciaurro?

Non mi meraviglia che un amante del genere fantasy come il Sindaco Leonardo Latini apprezzi il libro di Emanuele Merlino su Norma Cossetto. Per chi invece ancora confonde le ricostruzione “ardite” con i fatti storici posso solo dire che d quanto c’è di vero in quella ricostruzione è stato già stabilito da chi la Storia la conosce in maniera non superficiale. (Vedere per ogni delucidazione necessaria: https://www.wumingfoundation.com/giap/2019/02/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse/#comment-32379​ ​) Meraviglia ​un po’ di più che i “liberali de noantri” che in tempo di campagna elettorale si proclamarono gli eredi dell’esperienza politica di Gianfranco Ciaurro, continuino a collaborare in modo sempre più stretto con forze politiche che di liberale non hanno nulla. Dimenticandosi che secondo le regole liberali (non certo di altro colore) della democrazia, nella tradizione che va da Locke a Popper, il principio di intolleranza verso gli […]

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Etienne Vermeersch

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Etienne Vermeersch

Riceviamo, e pubblichiamo con nostro colpevole ritardo, un contributo dal “nostro uomo ad Anversa” per la scomparsa del filosofo belga Etienne Vermeeresch.   Il Prof. Etienne Vermeersch è stato cattedratico emerito all’ Università di Gand (Belgio) ed era sicuramente il più influente filosofo laico e ateo del dopoguerra belga. Nacque il 2 maggio del 1934 in una famiglia operaia cattolica. Dopo i suoi studi al Liceo Cattolico di Bruges diventò Gesuita, ma abbandonò l’ordine dopo cinque anni per diventare un ateo convinto. Studiò filologia classica e filosofia all’ Università di Gand e in seguito fu nominato cattedratico di Filosofia. Dedicò buona parte della sua carriera scientifica alle questioni bioetiche come l’aborto, la fecondazione assistita e l’ eutanasia ed influenzò sostanzialmente il dibattito pubblico riuscendo a sottrarre la legislazione belga in quelle materie […]

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Le foibe e la verità di Stato

Ho voluto attendere che il 10 febbraio fosse alle nostre spalle, prima di scriverne. Sapevo ovviamente che la “questione foibe” sarebbe ritornata puntualmente, come ogni anno, all’onore (o meglio al disonore) delle cronache. Sapevo che come per il Venezuela, come per il Tav (solo per fare due esempi), si sarebbe verificato il bombardamento mediatico-politico, e le tifoserie si sarebbero eccitate, scendendo in campo, ma a differenza di questi due esempi, in cui comunque i due campi hanno la possibilità di esprimersi, sia pure con uno dei due svantaggiato dalla schiacciante forza del mainstream, per “le foibe” la sproporzione è immensa: si tratta di un’autentica “guerra ineguale”. La narrazione delle foibe, mendace e infondata, anticomunista “a prescindere”, è divenuta, in quest’anno di grazia 2019, verità di Stato, con tanto di sanzioni per coloro che […]

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Secessioni

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Secessioni

Ufficio postale, sabato mattina. Pacco sotto al braccio, il numerino della fila in una mano, lo smartphone nell’altra. La possibilità di cazzeggiare 24/7, le grandi conquiste della specie umana. Fortunatamente il prossimo numero è il mio. Leggo un’altra dozzina di post vari poi mi rendo conto che il mio numero ancora non è scattato; davanti a me allo sportello c’è ancora lo stesso tizio di prima a parlottare con una delle impiegate ormai da diversi minuti. “Che deve fare questo qua davanti? Sono dieci minuti che sta lì, cos’era il bollettino da due miliardi di dollari?” penso. [Ale… ] “Oh no, cazzo… cervello quando mi chiami significa che la situazione sta per peggiorare!” [Tranquillo, basta che fai come ti dico, rimetti i tuoi occhi sullo schermo dello smartphone, guarda lì, concentrati sull’assessora […]

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Creazionismo e Complottismo

È stato rilevato un legame insolitamente comune tra complottismo e creazionismo, secondo una ricerca pubblicata su Current Biology. Nonostante possano apparire diversi in prima istanza, entrambi questi pensieri condividono quello che viene chiamato bias congnitivo (una valutazione frutto di una di una interpretazione non logica delle informazioni in proprio possesso) legata al pensiero teleologico, la tendenza ad attribuire una valore finalistico a tutti gli eventi naturali e storici. Esempi di bias teleologici sono, ad esempio, frasi del tipo: “il sole sorge per darci la luce”, o ancora “le api sono al mondo per darci il miele”. Un’impostazione di pensiero, agli antipodi del razionalismo scientifico, che seppur screditato fin dall’’800, è ancora presente in varie forme nelle società attuali. In precedenti lavori, gli stessi autori hanno constatato che per i complottisti gli eventi del mondo sono guidati da basilari […]

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PROLETKULT – Era solo il preludio, compagni!

“Un romanzo dei Wu Ming sulla rivoluzione russa è come un libro di Mozart sulla musica” Con queste aspettative abbiamo iniziato qualche giorno fa la lettura del nuovo romanzo del collettivo di scrittura bolognese. Del resto come non avere aspettative quando si parla degli autori di Q, L’armata dei sonnambuli, Asce di guerra, 54 e Manituana? Il problema è che quando si parte così spesso si rimane delusi. Non questa volta. I primi capitoli di un romanzo wuminghiano ci lasciano sempre spiazzati. Anche se conosciamo bene i loro lavori precedenti non abbiamo mai quella sensazione del “Che bello sono ritornato a casa!” come ci capita in genere con i nostri (altri) autori preferiti come Nick Hornby o Stephen King; ci capita invece di pensare “Ma dove vogliono andare a parare questa volta?”. […]

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