TITANICI SCONTRI: B. XVI CONTRO J.R.

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1) C’è del marcio in Germania? [1].
“Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti.

Per anni, forse per decenni,alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell’orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l’animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire.
… Lo scandalo è scoppiato dapprima al Canisius, il prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest, diretto dai gesuiti …
… Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera.
… Abusare degli studenti, …era tra l’altro abitudine anche nelle scuole religiose all’Est” [2].

2) “… e il Papa che fa?
Si costerna, s’indigna, s’impegna …” [3].
In effetti, Benedetto XVI non scherza:
“Il pugno del Papa tedesco non farà sconti alla Chiesa di Germania.
Così come appena due settimane fa, Benedetto XVI ha alzato la voce con i vescovi irlandesi, convocati a Roma con l’accusa di aver omesso i controlli e nascosto per anni i casi di abusi sessuali, adesso Ratzinger si appresta a usare lo stesso metro con chi ha sgarrato nel suo Paese d’origine.
Nessuna linea morbida neppure con la madrepatria” [4].
Se qualcuno pensa che queste siano forzature del papale pensiero, operate dai noti scribacchini laicisti di “La Repubblica”, erra e di molto:
“… il Papa ha osservato che l’abuso sessuale di bambini e di giovani non è solo un crimine odioso ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana” ed ha esortato i vescovi ad affrontare i problemi del passato con determinazione e risolverli e di far fronte alla crisi presente con coraggio ed onestà” [5].
Le intenzioni di Benedetto XVI sono ulteriormente lumeggiate/chiarite dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani ed uno dei più stretti collaboratori del Pontefice:
“Gli abusi sessuali sui minori da parte di esponenti del clero sono atti criminali, vergognosi, peccati mortali inammissibili.
Azioni ignobili tra le più oscure della Chiesa.
Fa bene il Santo Padre a fare chiarezza, pretendendo la tolleranza zero verso chi si macchia di colpe tanto gravi.
… Basta! Bisogna fare pulizia sul serio nella nostra Chiesa.
E il Papa non sta certamente a guardare!” [6].

3) Benedetto XVI si dovrà guardare, però, da un molto temibile avversario: Joseph Ratzinger (d’ora in avanti: J. R.).
Per comprendere questa affermazione, a prima vista paradossale, è necessario tornare un po’ indietro nel tempo.
“… il vincolo del silenzio faceva parte del decreto vaticano segreto chiamato Crimen sollicitationis ( “Istigazione al crimine”).
Quella direttiva era stata redatta nel 1962 e a tutti i vescovi cattolici del mondo era stato ordinato di tenerla nelle casseforti della Chiesa.
… si occupava anche di qualunque altro atto osceno compiuto con giovani di entrambi i sessi.
Violenze su bambini.
Originariamente scritto in latino, il decreto impone il più rigido vincolo del silenzio al bambino-vittima, al prete  che ne raccoglie la denuncia, e a tutti i testimoni.
La rottura del vincolo comporta l’immediato bando dalla Chiesa cattolica: la scomunica” [7].
Si potrebbe obiettare che, nel 1962, J. R. non solo aveva 35 anni, ma anche che era a Roma, per partecipare al Concilio Vaticano II, al seguito del Cardinale Frings, che era uno degli esponenti più in vista dello schieramento progressista.
Tuttavia, il nostro eroe, onde evitare l’anatema, a suo tempo lanciato da Oscar Wilde:
“La coerenza è la virtù degli imbecilli”, volle provare il brivido di cambiare totalmente la Sua concezione del mondo:
“Col tempo le posizioni del cardinale Ratzinger si spostavano sempre più a destra, in una lenta ma inesorabile deriva di tradizionalismo, conservatorismo, integralismo, autoritarismo” [8].
Un Laicista, individuo notoriamente prevenuto, potrebbe pensare che questo triplo salto mortale concettuale sia da mettere in relazione con l’ascesa di J. R. alle più alte cariche ecclesiastiche.
Noi fedeli al severo monito del Poeta:
Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo / Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito / più vasta orma stampar
” [9],
ci limitiamo a constatare che:
“… il 25 novembre 1981, Giovanni Paolo II conferì al cardinale Ratzinger la carica di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.
Una poltrona importantissima, la più prestigiosa della Curia vaticana, seconda solo al trono papale …”[10].
Possiamo, così, arrivare a tempi più vicini a noi:
“Il Crimen Sollicitationis è indicativo di una politica mondiale di assoluta segretezza e di controllo dei casi di violenza sessuale commessi dal clero.
… Responsabile per vent’anni della sua applicazione è stato il cardinale Joseph Ratzinger … [11].
In realtà, J. R. non si è limitato ad essere un ordinario esecutore della normativa del 1962, ma l’ha potentemente innovata, adeguandola ai tempi:
“Nel 2001 è stato lui a creare il successore di quel decreto.
Lo spirito era lo stesso, di impenetrabile segretezza sotto minaccia di scomunica.
Ne ha spedito copia a tutti i vescovi del mondo.
La novità è che egli ha ordinato che il Vaticano deve avere quella che ha definito la “competenza esclusiva”; in altri termini, tutte le denunce di violenze su bambini devono essere inoltrate esclusivamente a Roma” [12].
A coloro che, legittimamente, nutrissero dei dubbi sulla veridicità di questa ricostruzione, offriamo una sintesi della lettera: “Sacramentorum sanctitatis tutela”, diramata dalla Congregazione per la dottrina della fede, il 18 Maggio 2001, firmata da J. R., approvata da Giovanni Paolo II:
“… essendo ancora in vigore l’Istruzione Crimen Sollicitationis … occorreva che venisse riconosciuta nei nuovi codici canonici promulgati.
… I delitti più gravi … sono.
… 1) l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto precetto del Decalogo;
la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto precetto del Decalogo, quando riguarda lo stesso confessore;
… delitti contro i costumi, cioè: delitto contro il sesto precetto del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni.
Soltanto i delitti che vengono indicati sopra con definizione propria sono riservati al tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede.
Cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio” [13].
Altrettanto legittimamente il lettore si chiederà quali siano stati i risultati concreti conseguiti da J. R.; è proprio il caso di dire con William Shakespeare:
Molto strepito per nulla”.
Infatti:
“ Nel periodo tra il 2001 e il 2006, la Congregazione per la dottrina della fede ha ricevuto circa un migliaio di denunce e segnalazioni di abusi sessuali commessi da sacerdoti; i processi avviati dal dicastero ratzingeriano sono stati una decina.
… non risulta un solo processo canonico per abusi sessuali su minori
concluso con una condanna” [14].
Molto diverse sono state le conclusioni a cui sono giunti numerosi giudici di diverse città degli Stati Uniti:
“In Usa i processi per pedofilia e molestie sessuali a carico del clero statunitense sono innumerevoli, i risarcimenti danni pagati  dalle diocesi hanno ormai superato il miliardo di dollari (per la precisione: questo fino al 2005; per la gioa dei fedeli: questa cifra equivale, o quasi, a quanto la Chiesa incassa in un anno con l’8/00, Nda)” [15]
Infine, la ciliegina sulla torta:
“Proprio come prefetto dell’ex Sant’Uffizio, Papa Ratzinger è stato citato in un processo per pedofilia in corso presso la Corte federale di Houston (Texas).
Gli avvocati di tre giovani ex seminaristi (presunte vittime di abusi sessuali in un seminario di Houston nel 1996) hanno citato Ratzinger in relazione alla lettera datata 18 maggio 2001 con la quale l’allora cardinale-prefetto informava i vescovi della competenza esclusiva della Congregazione dottrinaria per i casi di abusi sessuali a danno dei minori.
Per eludere la imbarazzantissima citazione processuale, Benedetto XVI ha invocato la “immunità” che gli spetta come capo di Stato estero, e si è appellato al Primo emendamento in quanto i denuncianti intenderebbero ingerire negli affari interni della Chiesa” [16].

Tenuto conto delle larghe spalle di colui che le malelingue del Vaticano definivano il “Panzerkardinal”, noi ci siamo permessi di ipotizzare che quello tra B. XVI e J. R. sarà un titanico scontro.
Per delineare l’esito, ci avvaliamo delle parole semplici, ma profetiche, di Norbert Denef, ex studente di una delle scuole cattoliche tedesche, vittima di abusi:
“Lo schema è tipico.
… Dapprima si cerca di coprire i casi col silenzio, se ne parla solo quando si è con le spalle al muro e ci si comporta come se ci si sforzasse di fare luce sui fatti” [17].

NOTE
[1] Shakespeare William, “Amleto”: ”C’è del marcio in Danimarca”.
[2] Tarquini Andrea, Germania, stupri sugli studenti, La Repubblica, 5 Febbraio 2010.
[3] De Andrè Fabrizio, “Don Raffae’”:
Prima pagina venti notizie
ventun’ ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità ..
.”,
in: “Le nuvole”.
[4] Ansaldo Marco, L’ira di Benedetto XVI convocato in Vaticano il capo del clero tedesco, la Repubblica, pp. 16-17, Sabato, 6 Marzo 2010.
[5] Avvenire, Il Papa ai vescovi irlandesi: “Pedofilia peccato contro Dio”, 16 Febbraio 2010.
[6] La Rocca Orazio, “I colpevoli devono pagare ora la Chiesa faccia pulizia”, La Repubblica, p. 17, Sabato, 6 Marzo 2010.
[7] Discepoli di verità, Segreto pontificio, pp. 136-137, Kaos edizioni, Milano, 2007.
[8] Discepoli di verità, Senza misericordia, p.137, Kaos edizioni, Milano, 2005.
[9] Manzoni Alessandro, Il Cinque Maggio, versi 31-36.
Come è noto, in questa Ode, il Manzoni parla di Napoleone; tuttavia, ci è sembrato che questi versi descrivano perfettamente la (pre)potente personalità dell’attuale Pontefice; certo, la folgorante carriera di Napoleone si concluse a Waterloo….
[10] Discepoli di verità, Senza misericordia, cit., p.47.
[11] Discepoli di verità, Segreto pontificio, cit. pp. 137-138.
[12] Ibidem, p. 138.
[13] Discepoli di verità, I triangoli rosa di Benedetto XVI, pp. 166-168, Kaos edizioni, Milano, 2005.
[14] Discepoli di verità, Segreto pontificio, cit., p.32.
[15] Discepoli di verità, I triangoli …, cit., p. 174.
[16] Ibidem, p.174.
[17] Tarquini Andrea, La Repubblica, cit..
 

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