Vale la pena comprare il Giornale dell'Umbria solo per assistere alle perenni fatiche di Arnaldo Casali, infatti è sempre interessante nonché divertente verificare cosa abbia capito il suddetto giornalista dei fatti che gli sono stati riferiti.
Esaminiamo il suo ultimo articolo inerente alla crescente protesta verso gli Eventi Valentiniani e il loro finanziamento pubblico nella nostra città.
Dice il Casali: “Venerdì scorso, infatti, Fabrini ha convocato i firmatari della lettera al vetriolo[…]”. Falso. Come spiegato telefonicamente al giornalista sia da me che dai responsabili dell'Associazione Demetra Fabrini NON ha convocato tutti i firmatari della lettera ma ha cercato un contatto informale con qualcuno che per diverse circostanze conosceva per ascoltare cosa avevamo da “proporre” ed esporre quello che lui aveva da offrire.
“In realtà solo due delle quattordici associazioni firmatarie si sono presentate all’appuntamento con Fabrini: Civiltà Laica e Demetra, mentre le restanti […]hanno disertato l’invito”
Falso. Come spiegato al Casali dato che l'incontro era solo in via informale l'assessore non ha convocato tutti quindi nessuno ha declinato nessun invito (però scriverlo fa effetto, lo immagino).
“Quel che è certo è che difficilmente il fronte del “no” a Fabrini resterà unito.” Come preannunciavo è sempre divertente assistere alle elucubrazioni del Casali, riesce a sbagliare anche quando già sapeva che il “no” era pressoché unanime con forse un unica eccezione che poi, come prevedibile, è rientrata.
“[…]Civiltà Laica, che dopo un acceso dibattito interno ha declinato l’invito di Fabrini[…]”. È evidente che il Casali ha spie ovunque, ma è altrettanto evidente che queste devono lavorare un po' meglio per guadagnarsi la pagnotta. Il dibattito, tutt'altro che acceso, è stato pacatissimo e civile nonché inevitabilmente laico. Ha prevalso una linea che come presidente gli ho riportato a fronte della sua telefonata, spiegandogli che era una posizione limpida e comprensibilissima. Dato che rifiutiamo l'esistenza stessa dell'assessorato agli E.V. non ci sembra giusto prendere finanziamenti dallo stesso. Abituato ai veleni della curia chissà cosa deve essersi immaginato l'Arnaldo.
E veniamo all'immancabile apoteosi finale. “Eppure, paradossalmente, un’associazione che critica l’ingerenza della religione nella cultura avrebbe dovuto vedere di buon occhio un San Valentino visto più come risorsa turistica che come cuore delle politiche culturali della città. Paradossi del laicismo. O della politica.”
Dunque ricapitolando, non solo il Casali non riporta la mia risposta a questa asserzione che mi aveva fatto telefonicamente ma la ripropone con enfasi, convinto evidentemente di aver trovato chissà quale chiavistello per mettere in ridicolo l'Associazione Civiltà Laica. Non posso che scrivere quanto già detto a lui per telefono, sperando che qualcuno a differenza del Casali riesca a comprenderlo.
I festeggiamenti di un santo sono espressione di una cultura, quella cattolica; come tali (se si reputano degni di finanziamento pubblico) vanno gestiti dall'Assessorato alla Cultura che ha sottomano il polso di tutta la situazione e sa quanti finanziamenti la cultura cattolica già prende da questa città e può valutare se è il caso di dargliene altri oppure no. Estraniarli dall'assessorato competenza significa creare eventi di serie A ed eventi di serie B e porre il Santo su un piedistallo rispetto a tutto il resto consentendo di avere finanziamenti cospicui anche in periodi di crisi assoluta come quelli degli ultimi due anni.
L'Assessorato al Turismo invece avrebbe invece tanto da lavorare in una zona turisticamente depressa come quella ternana a prescindere dal santo patrono, e dovrebbe far si che questa risorsa (il turismo) si sviluppi non solo in funzione della settimana di festeggiamenti sacri ma anche e soprattutto nel resto dell'anno.
Più chiaro di così…
Alessandro Chiometti

Grazie Alex, per l'attenzione che mi dedichi e della quale mi reputo assolutamente indegno.
Sai che amo le critiche, anche se credo che chi non conosce il tuo carattere impetuoso e la tua scarsa dimistichezza con il linguaggio giornalistico possa rischiare di credere davvero che io abbia scritto il falso.
In realtà credo che la fragilità delle argomentazioni che utilizzi nella prima parte della tua nota possano facilmente "scagionarmi" anche nella seconda, che – isolata dal contesto – rischierebbe davvero di farmi passare per un manipolatore in malafede
Ad ogni modo sai che non mi sottraggo al confronto. Dunque:
– Convocato / non convocato.
Forse nella tua lingua burocratica "convocato" ha solo un valore formale. A casa mia convocare qualcuno significa semplicemente cercarlo, chiamarlo, invitarlo ad un confronto
– Declinato / Non declinato
A presincere dalla natura informale o meno di un invito, è evidente che se qualcuno si presenta e qualcuno no, quest'ultimo ha declinato l'invito.
L'obiezione alla mia affermazione, quindi, semmai, sarebbe dovuta venire da un'associazione non presente all'incontro. Se avesse detto: "noi non ne sapevamo niente". allora quella, sì, sarebbe stata una smentita. Il tuo, invece, resta solo un tenativo di smentire ma che in realtà conferma quello che io ho scritto!
– FRONTE DEL NO COMPATTO
Io, che ovviamente sono a "caccia di scoop" sul giornale di domani ho già anticipato il responso ma in realtà questo responso non è ancora arrivato. Solo domani arriverà il comunicato stampa con cui le associazioni diranno se accettano o non accettano la proposta di fabrini e, di conseguenza, riveleranno se il fronte e compatto (come dici tu) o diviso (come ho scritto io).
D'altra parte il fatto stesso che tu scriva che l'eccezione "è rientrata" conferma il fatto che l'eccezione c'era, quindi il fronte non era compatto e io non ho scritto cazzate. Se il fronte fosse stato sempre unito non c'era nulla da far rientrare!
Però ti ringrazio molto! Perché nella tua foga rabbiosa ti sei lasciato sfuggire la risposta che io cercavo tanto e che Palmetta non voleva darmi!
ACCESO DI BATTITO
"Acceso" significa semplicemente che c'erano posizioni diverse, mica che vi siete menati!! Anche in questo caso non smentisci nulla, nel merito, di quanto da me scritto.
GRAN FINALE
Io ho riportato la tua posizione: se rileggi l'articolo ce la ritrovi. Sicuramente non l'ho riportata così come tu la argomenti nella tua nota. D'altra parte quello che tu scrivi non corrisponde a quello che mi hai detto al telefono. La tua argomentazione, al telefono, è stata molto più sintetica e sicuramente il modo in cui l'ho riportata io è stato più sintetico ancora, ma la sostanza c'è tutta.
Poi che ti abbia dato fastidio la mia chiusa un po' sarcastica, questo è comprensibile. Ma non mi pare corretto reagire ad una battuta un po' cattiva (e che è – apertamente e onestamente – una valutazione PERSONALE) rivolgendo ad un giornalista la più grave delle accuse: quella di aver scritto il falso.
D'altra parte, come ho già fatto presente, è un'accusa da cui mi assolvono le tue stesse strambe e ridicole argomentazioni…
Ad ogni modo, dal momento in cui l'ultima parte della tua nota contiene nuove e più diffuse argomentazioni della posizione da voi assunta e che sono senza dubbio interessanti, le ho riportate integralmente nell'articolo che uscirà domani.
Grazie – sempre a disposizione
Grazie Alex, per l'attenzione che mi dedichi e della quale mi reputo assolutamente indegno.
Sai che amo le critiche, anche se credo che chi non conosce il tuo carattere impetuoso e la tua scarsa dimistichezza con il linguaggio giornalistico possa rischiare di credere davvero che io abbia scritto il falso.
In realtà credo che la fragilità delle argomentazioni che utilizzi nella prima parte della tua nota possano facilmente "scagionarmi" anche nella seconda, che – isolata dal contesto – rischierebbe davvero di farmi passare per un manipolatore in malafede
Ad ogni modo sai che non mi sottraggo al confronto. Dunque:
– Convocato / non convocato.
Forse nella tua lingua burocratica "convocato" ha solo un valore formale. A casa mia convocare qualcuno significa semplicemente cercarlo, chiamarlo, invitarlo ad un confronto
– Declinato / Non declinato
A presincere dalla natura informale o meno di un invito, è evidente che se qualcuno si presenta e qualcuno no, quest'ultimo ha declinato l'invito.
L'obiezione alla mia affermazione, quindi, semmai, sarebbe dovuta venire da un'associazione non presente all'incontro. Se avesse detto: "noi non ne sapevamo niente". allora quella, sì, sarebbe stata una smentita. Il tuo, invece, resta solo un tenativo di smentire ma che in realtà conferma quello che io ho scritto!
– FRONTE DEL NO COMPATTO
Io, che ovviamente sono a "caccia di scoop" sul giornale di domani ho già anticipato il responso ma in realtà questo responso non è ancora arrivato. Solo domani arriverà il comunicato stampa con cui le associazioni diranno se accettano o non accettano la proposta di fabrini e, di conseguenza, riveleranno se il fronte e compatto (come dici tu) o diviso (come ho scritto io).
D'altra parte il fatto stesso che tu scriva che l'eccezione "è rientrata" conferma il fatto che l'eccezione c'era, quindi il fronte non era compatto e io non ho scritto cazzate. Se il fronte fosse stato sempre unito non c'era nulla da far rientrare!
Però ti ringrazio molto! Perché nella tua foga rabbiosa ti sei lasciato sfuggire la risposta che io cercavo tanto e che Palmetta non voleva darmi!
ACCESO DI BATTITO
"Acceso" significa semplicemente che c'erano posizioni diverse, mica che vi siete menati!! Anche in questo caso non smentisci nulla, nel merito, di quanto da me scritto.
GRAN FINALE
Io ho riportato la tua posizione: se rileggi l'articolo ce la ritrovi. Sicuramente non l'ho riportata così come tu la argomenti nella tua nota. D'altra parte quello che tu scrivi non corrisponde a quello che mi hai detto al telefono. La tua argomentazione, al telefono, è stata molto più sintetica e sicuramente il modo in cui l'ho riportata io è stato più sintetico ancora, ma la sostanza c'è tutta.
Poi che ti abbia dato fastidio la mia chiusa un po' sarcastica, questo è comprensibile. Ma non mi pare corretto reagire ad una battuta un po' cattiva (e che è – apertamente e onestamente – una valutazione PERSONALE) rivolgendo ad un giornalista la più grave delle accuse: quella di aver scritto il falso.
D'altra parte, come ho già fatto presente, è un'accusa da cui mi assolvono le tue stesse strambe e ridicole argomentazioni…
Ad ogni modo, dal momento in cui l'ultima parte della tua nota contiene nuove e più diffuse argomentazioni della posizione da voi assunta e che sono senza dubbio interessanti, le ho riportate integralmente nell'articolo che uscirà domani.
Grazie – sempre a disposizione
Arnaldo, è evidente che non leggi neanche più quello che ti viene scritto.
Venerdì scorso, infatti, Fabrini ha convocato i firmatari della lettera al vetriolo
Come ti abbiamo detto al telefono sia io che Demetra, Fabrini NON HA CONVOCATO NESSUNO DEI FIRMATARI, ha cercato solo un contatto informale.
Questo ti è stato ripetuto da me due volte personalemente per telefono, non so quante altre volte da Demetra, ma tu hai un idea in testa e come tua abitudine i fatti sono solo un dettaglio.
Quindi non solo hai scritto il falso, ma hai scritto il falso dopo che ben due associazioni ti avevano detto che era falso.
Dato il lavoro che fai questa è un abitudine molto pericolosa, ma tant'è… tanto hai le spalle ben coperte no?
Stammi bene.
p.s. sul resto delle tue farneticazioni sorvolo, tanto chi sa leggere (e comprendere quello che c'è scritto, cosa che ti esclude) sa benissimo giudicare.
Per quanto mi riguarda non perdo più tempo a parlare con chi ha dimostrato di ignorare sistematicamente il significato delle parole e storpiarle (insieme ai fatti ovviamente) a proprio uso e consumo.
Arnaldo, è evidente che non leggi neanche più quello che ti viene scritto.
Venerdì scorso, infatti, Fabrini ha convocato i firmatari della lettera al vetriolo
Come ti abbiamo detto al telefono sia io che Demetra, Fabrini NON HA CONVOCATO NESSUNO DEI FIRMATARI, ha cercato solo un contatto informale.
Questo ti è stato ripetuto da me due volte personalemente per telefono, non so quante altre volte da Demetra, ma tu hai un idea in testa e come tua abitudine i fatti sono solo un dettaglio.
Quindi non solo hai scritto il falso, ma hai scritto il falso dopo che ben due associazioni ti avevano detto che era falso.
Dato il lavoro che fai questa è un abitudine molto pericolosa, ma tant'è… tanto hai le spalle ben coperte no?
Stammi bene.
p.s. sul resto delle tue farneticazioni sorvolo, tanto chi sa leggere (e comprendere quello che c'è scritto, cosa che ti esclude) sa benissimo giudicare.
Per quanto mi riguarda non perdo più tempo a parlare con chi ha dimostrato di ignorare sistematicamente il significato delle parole e storpiarle (insieme ai fatti ovviamente) a proprio uso e consumo.
Mentre a Terni si buttano via soldi in patetici festeggiamenti strapaesani, nelle altre città si attirano migliaia di turisti con eventi di tutt'altro tipo: Eurochocolate, Concerti, Festival del cinema, del teatro, della musica di ogni genere……… che tra l'altro portano non solo turismo, ma incrementano il commercio, portano sponsors importanti, magari anche un po' di lavoro (sebbene occasionale).
A proposito di teatri, a Terni non si riesce ad averne nemmeno uno che sia all'altezza di un capoluogo di provincia. Con un teatro storico come il Verdi che cade a pezzi, chi ci amministra osa ancora parlare di cultura, di turismo, di eventi….. che vergogna….
la tua scarsa dimistichezza con il linguaggio giornalistico
Perbacco, che rilievo fondato, soprattutto perché rivolto ad un interlocutore come Alex, che di quotidiani ne legge di locali e di nazionali tutti i giorni.
Il linguaggio in oggetto, è, comunque, ormai indistinguibile, checcé ne dica il promettente giornalista per ora circoscritto alla cronaca ternana, dalla neolingua orwelliana, e, pertanto, autorevole ed affidabile in egual misura (pressoché nulla).
«la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l'ignoranza è forza».
e via discorrendo.
Mentre a Terni si buttano via soldi in patetici festeggiamenti strapaesani, nelle altre città si attirano migliaia di turisti con eventi di tutt'altro tipo: Eurochocolate, Concerti, Festival del cinema, del teatro, della musica di ogni genere
Ciao Luigi,
rilevo che hai messo insieme eventi (com'è ormai imprescindibile chiamarli) per me di portata diversa.
Per quanto ne so e ne vedo io, Eurochocolate non è che un grande negozio all'aperto, in cui, quindi, la partecipazione intellettiva delle persone consiste nell'aprire il portafoglio e pagare il cioccolato da mangiare/regalare.
Gli effetti collaterali sul turismo di quella manifestazione consistono in un temporaneo aumento delle vendite di biglietti del treno e dell'intasamento della superstrada per arrivare a Perugia, nonché in "contratti in nero" (uno dei molti ossimori italiani) per sotto-sottopagare studenti disoccupati e altre persone che hanno bisogno di soldi per sopravvivere.
Non si tratta nemmeno di "valorizzare le produzioni del territorio", ma solo di aprire, per una decina di giorni, un supermercato del cioccolato nel centro di Perugia.
Diverso mi sembra, invece, il discorso, per tutte le altre attività che hai elencato, sia come tipo di coinvolgimento del pubblico che come contributo al "nome" della città.
Fine del commento veterocomunista
Mentre a Terni si buttano via soldi in patetici festeggiamenti strapaesani, nelle altre città si attirano migliaia di turisti con eventi di tutt'altro tipo: Eurochocolate, Concerti, Festival del cinema, del teatro, della musica di ogni genere……… che tra l'altro portano non solo turismo, ma incrementano il commercio, portano sponsors importanti, magari anche un po' di lavoro (sebbene occasionale).
A proposito di teatri, a Terni non si riesce ad averne nemmeno uno che sia all'altezza di un capoluogo di provincia. Con un teatro storico come il Verdi che cade a pezzi, chi ci amministra osa ancora parlare di cultura, di turismo, di eventi….. che vergogna….
la tua scarsa dimistichezza con il linguaggio giornalistico
Perbacco, che rilievo fondato, soprattutto perché rivolto ad un interlocutore come Alex, che di quotidiani ne legge di locali e di nazionali tutti i giorni.
Il linguaggio in oggetto, è, comunque, ormai indistinguibile, checcé ne dica il promettente giornalista per ora circoscritto alla cronaca ternana, dalla neolingua orwelliana, e, pertanto, autorevole ed affidabile in egual misura (pressoché nulla).
«la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l'ignoranza è forza».
e via discorrendo.
Mentre a Terni si buttano via soldi in patetici festeggiamenti strapaesani, nelle altre città si attirano migliaia di turisti con eventi di tutt'altro tipo: Eurochocolate, Concerti, Festival del cinema, del teatro, della musica di ogni genere
Ciao Luigi,
rilevo che hai messo insieme eventi (com'è ormai imprescindibile chiamarli) per me di portata diversa.
Per quanto ne so e ne vedo io, Eurochocolate non è che un grande negozio all'aperto, in cui, quindi, la partecipazione intellettiva delle persone consiste nell'aprire il portafoglio e pagare il cioccolato da mangiare/regalare.
Gli effetti collaterali sul turismo di quella manifestazione consistono in un temporaneo aumento delle vendite di biglietti del treno e dell'intasamento della superstrada per arrivare a Perugia, nonché in "contratti in nero" (uno dei molti ossimori italiani) per sotto-sottopagare studenti disoccupati e altre persone che hanno bisogno di soldi per sopravvivere.
Non si tratta nemmeno di "valorizzare le produzioni del territorio", ma solo di aprire, per una decina di giorni, un supermercato del cioccolato nel centro di Perugia.
Diverso mi sembra, invece, il discorso, per tutte le altre attività che hai elencato, sia come tipo di coinvolgimento del pubblico che come contributo al "nome" della città.
Fine del commento veterocomunista
Mi trovo perfettamente d'accordo con Nicoletta. Ovviamente con il suo ultimo commento. Ma pur sempre d'accordo! Devo preoccuparmi?
Per quanto riguarda invece il primo, mi dispiace dover essere antipatico, ma mi ci costringete: dunque, Nicoletta, si può leggere moltissimo e non imparare nulla, purtroppo.
D'altra parte quando si ritiene di avere già la verità in tasca e di essere edotti su tutto lo scibile, si può diventare impermeabili alla conoscenza.
Ad ogni modo io non sono né promettente né circoscritto alla cronaca ternana. Io non prometto nulla e come tutti sanno, la mia cronaca è circoscritta in piazza Duomo, infatti come vedete già quando arrivo in piazza Ridolfi mi trovo spaesato e scrivo cazzate!
Per il resto, che devo dire? Alex, se vuoi ostinarti a sostenere che se io so che qualcuno ha cercato qualcun altro per incontrarlo e poi scrivo che l'ha convocato, dico il falso, beh, resta pure nella stanza dei ridicoli dove stai tanto comodo, io non ci posso fare nulla.
Io posso dirti che se non fossimo nemiciamici come don Camillo e Peppone avrei reagito in modo ben diverso alla tua lettera, visto che qualche problema me l'ha creato.
Certo, avresti potuto fare danni maggiori se non avessi confuso così apertamente le accuse di falso, omissione, imprecisione e sintesi, rendendo, di fatto, inattendibili le accuse che mi rivolgi.
Peraltro non è affatto vero che ben due associazioni mi hanno detto preventivamente che quella notizia era falsa. Che voi avete incontrato Fabrini è vero, e non è certo una parola ("convocazione") che rende falsa una notizia vera!
Ripeto, semmai dovevarno smentirmi le altre associazioni, non certo le due che hanno partecipato all'incontro!!! Anzi, che hanno risposto alla convocazione!
Quanto alle spalle, le tue sono ben più coperte delle mie. Lo dimostrano anche i fatti.
Perché al di là delle idee, tutte legittime e tutte gonfie di alti ideali, resta il fatto che la vostra posizione va a sostegno di una ben precisa parte politica. I miei articoli, invece, sono andati anche contro gli interessi del mio "padrone"…
… e se leggi così tanto i giornali dovresti già saperlo.
P.S.
Hai visto che ho imparato anche io a fare le faccette?
Mi trovo perfettamente d'accordo con Nicoletta. Ovviamente con il suo ultimo commento. Ma pur sempre d'accordo! Devo preoccuparmi?
Per quanto riguarda invece il primo, mi dispiace dover essere antipatico, ma mi ci costringete: dunque, Nicoletta, si può leggere moltissimo e non imparare nulla, purtroppo.
D'altra parte quando si ritiene di avere già la verità in tasca e di essere edotti su tutto lo scibile, si può diventare impermeabili alla conoscenza.
Ad ogni modo io non sono né promettente né circoscritto alla cronaca ternana. Io non prometto nulla e come tutti sanno, la mia cronaca è circoscritta in piazza Duomo, infatti come vedete già quando arrivo in piazza Ridolfi mi trovo spaesato e scrivo cazzate!
Per il resto, che devo dire? Alex, se vuoi ostinarti a sostenere che se io so che qualcuno ha cercato qualcun altro per incontrarlo e poi scrivo che l'ha convocato, dico il falso, beh, resta pure nella stanza dei ridicoli dove stai tanto comodo, io non ci posso fare nulla.
Io posso dirti che se non fossimo nemiciamici come don Camillo e Peppone avrei reagito in modo ben diverso alla tua lettera, visto che qualche problema me l'ha creato.
Certo, avresti potuto fare danni maggiori se non avessi confuso così apertamente le accuse di falso, omissione, imprecisione e sintesi, rendendo, di fatto, inattendibili le accuse che mi rivolgi.
Peraltro non è affatto vero che ben due associazioni mi hanno detto preventivamente che quella notizia era falsa. Che voi avete incontrato Fabrini è vero, e non è certo una parola ("convocazione") che rende falsa una notizia vera!
Ripeto, semmai dovevarno smentirmi le altre associazioni, non certo le due che hanno partecipato all'incontro!!! Anzi, che hanno risposto alla convocazione!
Quanto alle spalle, le tue sono ben più coperte delle mie. Lo dimostrano anche i fatti.
Perché al di là delle idee, tutte legittime e tutte gonfie di alti ideali, resta il fatto che la vostra posizione va a sostegno di una ben precisa parte politica. I miei articoli, invece, sono andati anche contro gli interessi del mio "padrone"…
… e se leggi così tanto i giornali dovresti già saperlo.
P.S.
Hai visto che ho imparato anche io a fare le faccette?
Andiamo con ordine.
1) Io non so cosa credi ottenere mostrando a tutti la tua ignoranza della lingua italiana (cosa che hai già fatto in un patetico tentativo di storpiare il padre nostro), ad ogni modo un giornalista che si fa cogliere in fallo così stupidamente, fosse per me starebbe in un giornale solo a pulire i cessi.
Anyway, visto che ti piace essere smentito e collezionar figure di merda, se prima di far scorrere le dita sulla tastiera consultassi un dizionario scopriresti che
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/convocare.shtml
1 Chiamare i membri di un organo collegiale a partecipare a una riunione SIN indire: c. il consiglio comunale
2 estens. Chiamare in forma ufficiale qlcu. a un colloquio: il giudice convoca i testimoni
Non è colpa di nessuno se tu usi le parole a casaccio
, se non tua.
quindi tu hai oggettivamente scritto il falso e cosa più grave quando due o tre persone ti avevano spiegato che non c'era nessuna convocazione.
Poi ovviamente c'è la colpa della pubblicazione che è del tuo editore e della mancanza di verifica che non so a chi attribuire visto che non conosco l'organizzazione del GdU.
Quindi Fabrini non ha oggettivamente convocato nessuno,
2) Oggi sul giornale sei costretto a scrivere che non c'è nessuna spaccatura tra le associazioni (ma vah?
) smentendo quanto da te inventato il giorno prima e che ti avevamo già smentito telefonicamente sia noi che Demetra.
Ora non dico l'autocritica, cosa che non è conciliabile con una persona tronfia come te, ma almeno il buon senso di star zitto su questo tema su questo blog lo vuoi avere o no?
3) Se servissero ulteriori conferme del tuo storpiare i fatti, da quello che mi hanno riferito i diretti interessati (e che ovviamente tu negherai fino alla morte, ma a questo ci siamo abituati), ieri l'ass. Demetra ti ha mandato a cagare dicendo (più o meno) che dato che ti inventi le cose puoi fare a meno di chiamarli per avere notizie.
E tu hai scritto sul giornale che "si trincerano dietro un no comment". Altra abissale figura di merda.
4) Dato che ti piace buttarla sul patetico e sul personale,
non so quale rapporto ritieni che ci leghi a me e te ma ti garantisco che da parte mia ogni rapporto amichevole si è concluso dopo i tuoi pesanti insulti nell'ultima conversazione privata. Quindi d'ora in poi agisci pure come meglio credi. Io farò altrettanto.
Discorso (davvero) chiuso da parte mia.
Andiamo con ordine.
1) Io non so cosa credi ottenere mostrando a tutti la tua ignoranza della lingua italiana (cosa che hai già fatto in un patetico tentativo di storpiare il padre nostro), ad ogni modo un giornalista che si fa cogliere in fallo così stupidamente, fosse per me starebbe in un giornale solo a pulire i cessi.
Anyway, visto che ti piace essere smentito e collezionar figure di merda, se prima di far scorrere le dita sulla tastiera consultassi un dizionario scopriresti che
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/convocare.shtml
1 Chiamare i membri di un organo collegiale a partecipare a una riunione SIN indire: c. il consiglio comunale
2 estens. Chiamare in forma ufficiale qlcu. a un colloquio: il giudice convoca i testimoni
Non è colpa di nessuno se tu usi le parole a casaccio
, se non tua.
quindi tu hai oggettivamente scritto il falso e cosa più grave quando due o tre persone ti avevano spiegato che non c'era nessuna convocazione.
Poi ovviamente c'è la colpa della pubblicazione che è del tuo editore e della mancanza di verifica che non so a chi attribuire visto che non conosco l'organizzazione del GdU.
Quindi Fabrini non ha oggettivamente convocato nessuno,
2) Oggi sul giornale sei costretto a scrivere che non c'è nessuna spaccatura tra le associazioni (ma vah?
) smentendo quanto da te inventato il giorno prima e che ti avevamo già smentito telefonicamente sia noi che Demetra.
Ora non dico l'autocritica, cosa che non è conciliabile con una persona tronfia come te, ma almeno il buon senso di star zitto su questo tema su questo blog lo vuoi avere o no?
3) Se servissero ulteriori conferme del tuo storpiare i fatti, da quello che mi hanno riferito i diretti interessati (e che ovviamente tu negherai fino alla morte, ma a questo ci siamo abituati), ieri l'ass. Demetra ti ha mandato a cagare dicendo (più o meno) che dato che ti inventi le cose puoi fare a meno di chiamarli per avere notizie.
E tu hai scritto sul giornale che "si trincerano dietro un no comment". Altra abissale figura di merda.
4) Dato che ti piace buttarla sul patetico e sul personale,
non so quale rapporto ritieni che ci leghi a me e te ma ti garantisco che da parte mia ogni rapporto amichevole si è concluso dopo i tuoi pesanti insulti nell'ultima conversazione privata. Quindi d'ora in poi agisci pure come meglio credi. Io farò altrettanto.
Discorso (davvero) chiuso da parte mia.
Alex, che lessico scatologico!
Alex, che lessico scatologico!
4) In effetti qualcosa mi diceva che ti eri offeso, ma francamente finché non mi hai cancellato dagli amici di facebook non ne avevo assunto piena coscienza.
Francamente continuo a faticare a comprenderne i motivi dal momento che non ti ho affatto insultato né tantomeno pesantemente. E se l'ho fatto dimmi allora dove e come.
Ad ogni modo non credevo sinceramente che tu fossi così permaloso.
D'altra parte da una persona permalosa (cioè iper-sensibile) ci si aspetta che non faccia agli altri quello che non tollera sia fatto a sé.
Te sei sempre stato impetuoso e violento nei modi, ma avevi anche dimostrato – fino ad oggi – che ai modi violenti non corrisponde una violenza interiore. E che insomma, per intenderci, le paraculate che lanci sul blog non sono direttamente proporzionali al rancore che porti. Insomma rientrano un po' nella tua dialettica.
Non mi sono mai offeso per i tuoi insulti proprio perché so che fanno parte della tua dialettica, e non sono, di solito, espressione di un'effettiva predisposizione negativa.
Mi stupisce molto, dunque, che tu ti sia offeso a morte per una conversazione privata che, in realtà, ha avuto toni molto più pacati e rispettosi dei nostri abituali dibattiti pubblici!
E anche meno personali: se ben ricordo si parlava in generale delle 14 associazioni firmatarie della lettera, e non nello specifico di Civiltà Laica né tantomeno di Alessandro Chiometti. A quella conversazione – aggiungo – non è seguito nessun tipo di articolo scorretto da parte mia visto che, come ti avevo anticipato, la questione la stava seguendo un mio collega e le idee che ti ho espresso in privato non le ho (ancora) scritte sul giornale.
Quindi continuo a non capire donde viene tutto questo tuo astio. Non posso che rispondermi: La verità fa male.
Perché in quella conversazione io mi sono limitato a dire quello che penso (e credo che la libertà di opinione sia un mio pieno dirito, tanto più quando è espressa in privato!). Tu hai detto delle sciocchezze abnormi, come il fatto che nel 2009 gli eventi valentiniani siano stati effettivamente gestiti dall'assessore competente e io ti ho risposto. Il tutto senza insulti personali.
E' chiaro che la cosa che ti ha dato più fastidio è che io ti ho detto chiaramente quello che penso e cioè che quella famosa lettera ha poco a che fare con il pluralismo e la trasparenza nella gestione dei fondi e molto a che fare con la politica e con le lotte interne alla maggioranza e alla giunta.
Capisco che questo ti dia molto fastidio. Perché è vero. Perché magari anche tu non ne vai troppo fiero.
Io so benissimo che, all'interno del dibattito in Civiltà Laica, tu avevi una posizione diversa da quella che si è poi affermata. Magari ti dà pure fastidio essere costretto a fare il gioco dei poteri forti, ma è il prezzo che si paga per avere le spalle coperte.
D'altra parte che le tue spalle siano ben più coperte delle mie lo dimostra il fatto che dopo l'uscita del mio articolo in molti ti sono venuti in soccorso. Tutti, guarda caso, gravitanti nel medesimo ambiente politico.
Io sono stato criticato e attaccato ma nessuno mi ha difeso. Forse significa che io le spalle poi così coperte non ce l'ho. E ne vado fiero.
2) Ieri sono stato "costretto" a scrivere la verità come faccio sampre. Il mio mestiere è scrivere la verità, non fare gli interessi di qualcuno. E sei tu che ti smentisci da solo: leggi l'articolo che stiamo commentando e troverai che tu stesso hai ammesso "l'eccezione" che poi è "rientrata". Quindi la spaccatura non me la sono inventata io: c'è stata ed è stata ricucita. Non c'è bisogno di chiamare in causa Demetra: basta il tuo articolo a confermare quello che ho scritto io e a smentire quello che scrivi tu adesso!
E il buon senso di star zitto di fronte agli insulti e alle accuse ingiuste, mi dispiace per te ma non l'ho ancora imparato.
3) Sarebbe molto interessante approfonire il discorso sulla "figura di merda". Forse lo faremo in un'altra occasione. Ne varrebbe la pena visto che ti piace tanto andare a scavare nelle parole e additare l'uso sbagliato che se ne fa. Dico solo che una "figura di merda" di solito è qualcosa di conclamato, di oggettivo. Voglio dire che una figura di merda uno la fa di fronte a due, tre cinque dieci mille persone che la riconoscono come tale.
Tu ogni volta che cerchi di delegittimarmi mi dici che faccio delle figure di merda. Ma davanti a chi? Davanti a te!!! E' un po' poco, no? Anche tu ogni volta che metti mano alla tastiera fai delle grosse figure di merda di fronte ai miei occhi, ma non lo sto a ribadire ogni volta perché mi pare che si capisca dalle mie risposte. Evidentemente le tue argomentazioni sono così deboli che hai bisogno di chiamare in causa un pubblico immaginario che confermi quello che tu pensi tu!
Allora ti spiego:
Dal momento in cui io scrivo una notizia e questa il giorno dopo viene smentita pubblicamente dai diretti interessati, allora io faccio una figura di merda.
Ma dal momento in cui io scrivo una notizia e il giorno dopo dei tre diretti interessati uno tace e acconsente, l'altro tace indispettito e il terzo scrive un comunicato stampa delirante in cui si attacca alla distinzione tra "convocare" e "cercare" per cercare di smentire UNA FRASE del mio articolo, beh sinceramente non credo di aver fatto questa grande figura di merda!
Di certo Palmetta non mi ha riempito di baci e complimenti, ma il modo in cui tu hai riportato la conversazione mi pare tanto fuorviante almeno quanto il mio "convocare". Quindi siamo pari!
(per la precisione Elisabetta Giovenali mi ha detto "per come sono state riportate le cose" e non "ti inventi le cose". Mi pare che ci sia una bella differenza)
1) Non c'è bisogno che aggiunga altro, credo di averti già risposto. Se devo fare ammenda sul verbo "convocare" posso farlo tranquillamente. Dal punto di vista strettamente linguistico ho usato la parola sbagliata. Mea Culpa! Mea Culpa! Mea Maxima culpa!
Perdonami se nonostante sia laureato in Lettere e abbia studiato anche Storia della lingua italiana, mi permetto di dare ai fatti più importanza che al dizionario. Ma tra l'utilizzare un verbo con un'estensione più ampia di quella che riporta il tuo dizionarietto online (ne esistono anche di cartacei, lo sai?) e usare le parole a casaccio, mi sa che c'è una certa differenza.
E al di là di questo, resta il fatto che Fabrini ha chiamato le associazioni e l'incontro c'è stato. Un incontro che NESSUNO, né te né Palmetta ha smentito. E questi sono i fatti.
E la cosa più grave mi pare che sia il fatto che tu cerchi di concentrare tutta l'attenzione su una parola per tentare di far dimenticare che il fatto è vero.
4) In effetti qualcosa mi diceva che ti eri offeso, ma francamente finché non mi hai cancellato dagli amici di facebook non ne avevo assunto piena coscienza.
Francamente continuo a faticare a comprenderne i motivi dal momento che non ti ho affatto insultato né tantomeno pesantemente. E se l'ho fatto dimmi allora dove e come.
Ad ogni modo non credevo sinceramente che tu fossi così permaloso.
D'altra parte da una persona permalosa (cioè iper-sensibile) ci si aspetta che non faccia agli altri quello che non tollera sia fatto a sé.
Te sei sempre stato impetuoso e violento nei modi, ma avevi anche dimostrato – fino ad oggi – che ai modi violenti non corrisponde una violenza interiore. E che insomma, per intenderci, le paraculate che lanci sul blog non sono direttamente proporzionali al rancore che porti. Insomma rientrano un po' nella tua dialettica.
Non mi sono mai offeso per i tuoi insulti proprio perché so che fanno parte della tua dialettica, e non sono, di solito, espressione di un'effettiva predisposizione negativa.
Mi stupisce molto, dunque, che tu ti sia offeso a morte per una conversazione privata che, in realtà, ha avuto toni molto più pacati e rispettosi dei nostri abituali dibattiti pubblici!
E anche meno personali: se ben ricordo si parlava in generale delle 14 associazioni firmatarie della lettera, e non nello specifico di Civiltà Laica né tantomeno di Alessandro Chiometti. A quella conversazione – aggiungo – non è seguito nessun tipo di articolo scorretto da parte mia visto che, come ti avevo anticipato, la questione la stava seguendo un mio collega e le idee che ti ho espresso in privato non le ho (ancora) scritte sul giornale.
Quindi continuo a non capire donde viene tutto questo tuo astio. Non posso che rispondermi: La verità fa male.
Perché in quella conversazione io mi sono limitato a dire quello che penso (e credo che la libertà di opinione sia un mio pieno dirito, tanto più quando è espressa in privato!). Tu hai detto delle sciocchezze abnormi, come il fatto che nel 2009 gli eventi valentiniani siano stati effettivamente gestiti dall'assessore competente e io ti ho risposto. Il tutto senza insulti personali.
E' chiaro che la cosa che ti ha dato più fastidio è che io ti ho detto chiaramente quello che penso e cioè che quella famosa lettera ha poco a che fare con il pluralismo e la trasparenza nella gestione dei fondi e molto a che fare con la politica e con le lotte interne alla maggioranza e alla giunta.
Capisco che questo ti dia molto fastidio. Perché è vero. Perché magari anche tu non ne vai troppo fiero.
Io so benissimo che, all'interno del dibattito in Civiltà Laica, tu avevi una posizione diversa da quella che si è poi affermata. Magari ti dà pure fastidio essere costretto a fare il gioco dei poteri forti, ma è il prezzo che si paga per avere le spalle coperte.
D'altra parte che le tue spalle siano ben più coperte delle mie lo dimostra il fatto che dopo l'uscita del mio articolo in molti ti sono venuti in soccorso. Tutti, guarda caso, gravitanti nel medesimo ambiente politico.
Io sono stato criticato e attaccato ma nessuno mi ha difeso. Forse significa che io le spalle poi così coperte non ce l'ho. E ne vado fiero.
2) Ieri sono stato "costretto" a scrivere la verità come faccio sampre. Il mio mestiere è scrivere la verità, non fare gli interessi di qualcuno. E sei tu che ti smentisci da solo: leggi l'articolo che stiamo commentando e troverai che tu stesso hai ammesso "l'eccezione" che poi è "rientrata". Quindi la spaccatura non me la sono inventata io: c'è stata ed è stata ricucita. Non c'è bisogno di chiamare in causa Demetra: basta il tuo articolo a confermare quello che ho scritto io e a smentire quello che scrivi tu adesso!
E il buon senso di star zitto di fronte agli insulti e alle accuse ingiuste, mi dispiace per te ma non l'ho ancora imparato.
3) Sarebbe molto interessante approfonire il discorso sulla "figura di merda". Forse lo faremo in un'altra occasione. Ne varrebbe la pena visto che ti piace tanto andare a scavare nelle parole e additare l'uso sbagliato che se ne fa. Dico solo che una "figura di merda" di solito è qualcosa di conclamato, di oggettivo. Voglio dire che una figura di merda uno la fa di fronte a due, tre cinque dieci mille persone che la riconoscono come tale.
Tu ogni volta che cerchi di delegittimarmi mi dici che faccio delle figure di merda. Ma davanti a chi? Davanti a te!!! E' un po' poco, no? Anche tu ogni volta che metti mano alla tastiera fai delle grosse figure di merda di fronte ai miei occhi, ma non lo sto a ribadire ogni volta perché mi pare che si capisca dalle mie risposte. Evidentemente le tue argomentazioni sono così deboli che hai bisogno di chiamare in causa un pubblico immaginario che confermi quello che tu pensi tu!
Allora ti spiego:
Dal momento in cui io scrivo una notizia e questa il giorno dopo viene smentita pubblicamente dai diretti interessati, allora io faccio una figura di merda.
Ma dal momento in cui io scrivo una notizia e il giorno dopo dei tre diretti interessati uno tace e acconsente, l'altro tace indispettito e il terzo scrive un comunicato stampa delirante in cui si attacca alla distinzione tra "convocare" e "cercare" per cercare di smentire UNA FRASE del mio articolo, beh sinceramente non credo di aver fatto questa grande figura di merda!
Di certo Palmetta non mi ha riempito di baci e complimenti, ma il modo in cui tu hai riportato la conversazione mi pare tanto fuorviante almeno quanto il mio "convocare". Quindi siamo pari!
(per la precisione Elisabetta Giovenali mi ha detto "per come sono state riportate le cose" e non "ti inventi le cose". Mi pare che ci sia una bella differenza)
1) Non c'è bisogno che aggiunga altro, credo di averti già risposto. Se devo fare ammenda sul verbo "convocare" posso farlo tranquillamente. Dal punto di vista strettamente linguistico ho usato la parola sbagliata. Mea Culpa! Mea Culpa! Mea Maxima culpa!
Perdonami se nonostante sia laureato in Lettere e abbia studiato anche Storia della lingua italiana, mi permetto di dare ai fatti più importanza che al dizionario. Ma tra l'utilizzare un verbo con un'estensione più ampia di quella che riporta il tuo dizionarietto online (ne esistono anche di cartacei, lo sai?) e usare le parole a casaccio, mi sa che c'è una certa differenza.
E al di là di questo, resta il fatto che Fabrini ha chiamato le associazioni e l'incontro c'è stato. Un incontro che NESSUNO, né te né Palmetta ha smentito. E questi sono i fatti.
E la cosa più grave mi pare che sia il fatto che tu cerchi di concentrare tutta l'attenzione su una parola per tentare di far dimenticare che il fatto è vero.
Ogni riga di quest'ultimo delirante commento mostra a tutti chi sei.
da parte mia e per altro il tuo nuovo delirio non aggiunge una virgola a quanto già scritto.

Come detto, il discorso è ampiamente chiuso
Ognuno che legge si farà la sua opinione sul tema .
Tuttavia, mio malgrado sono costretto a chiederti conto di questa tua affermazione fatta tra un delirio e l'altro:
D'altra parte che le tue spalle siano ben più coperte delle mie lo dimostra il fatto che dopo l'uscita del mio articolo in molti ti sono venuti in soccorso. Tutti, guarda caso, gravitanti nel medesimo ambiente politico.
Invitandoti nell'ordine a: chiarire, fare nomi e cognomi, dire come dove e quando. Consigliandoti, non amichevolmente, di stare attento a quello che scrivi.
Inoltre, sono a chiarirti che questo non è il blog privato di Alessandro Chiometti e quindi i problemi che hai con me, se proprio ci tieni a risolverli, mi contatti in privato e se entrambi ne abbiamo voglia li risolviamo. Nessuno qui ha interesse di conoscere i nostri scazzi personali (lo dico per prevenire la tua meraviglia quando tuoi commenti con fatti privati saranno d'ora in poi, come minimo, cancellati) . Sono stato abbastanza chiaro?
Infine, last but not least, continua a frequentare il blog e postare i tuoi deliri quando vuoi, però ti consiglio (non amichevolmente) di usare un poco più di attenzione in quello che fai. Ovvero, le tue numerose cazzate, non saranno oltremodo tollerate. Diciamo semplicemente che hai finito i bonus della buona fede. (http://www.diocesi.terni.it/homepage_news/arch.php?cat_id=407&subcat_id=611&id_dett=764)
Chi vuol intendere intenda, gli altri incamper.
@nicoletta
non posso che dire "quanno ce vo' ce vo'"
Ogni riga di quest'ultimo delirante commento mostra a tutti chi sei.
da parte mia e per altro il tuo nuovo delirio non aggiunge una virgola a quanto già scritto.

Come detto, il discorso è ampiamente chiuso
Ognuno che legge si farà la sua opinione sul tema .
Tuttavia, mio malgrado sono costretto a chiederti conto di questa tua affermazione fatta tra un delirio e l'altro:
D'altra parte che le tue spalle siano ben più coperte delle mie lo dimostra il fatto che dopo l'uscita del mio articolo in molti ti sono venuti in soccorso. Tutti, guarda caso, gravitanti nel medesimo ambiente politico.
Invitandoti nell'ordine a: chiarire, fare nomi e cognomi, dire come dove e quando. Consigliandoti, non amichevolmente, di stare attento a quello che scrivi.
Inoltre, sono a chiarirti che questo non è il blog privato di Alessandro Chiometti e quindi i problemi che hai con me, se proprio ci tieni a risolverli, mi contatti in privato e se entrambi ne abbiamo voglia li risolviamo. Nessuno qui ha interesse di conoscere i nostri scazzi personali (lo dico per prevenire la tua meraviglia quando tuoi commenti con fatti privati saranno d'ora in poi, come minimo, cancellati) . Sono stato abbastanza chiaro?
Infine, last but not least, continua a frequentare il blog e postare i tuoi deliri quando vuoi, però ti consiglio (non amichevolmente) di usare un poco più di attenzione in quello che fai. Ovvero, le tue numerose cazzate, non saranno oltremodo tollerate. Diciamo semplicemente che hai finito i bonus della buona fede. (http://www.diocesi.terni.it/homepage_news/arch.php?cat_id=407&subcat_id=611&id_dett=764)
Chi vuol intendere intenda, gli altri incamper.
Caro Alessandro Chiometti,
per una volta siamo d'accordo. Questo è un blog dove si dibatte su argomenti di interesse pubblico, e non di scazzi privati. D'altra parte devo farti presente che sei sempre tu a confondere i piani e a trascinarmi su polemiche personali. E lo hai fatto, come sempre, anche in questo caso, citando il nostro colloquio privato. Io mi limito a risponderti.
Non lo farò in questa occasione, visto che sono abituato a rispondere a osservazioni, critiche, invettive e provocazioni di ogni genere, ma sicuramente non a minacce.
Dal momento che il tuo ultimo commento non è altro che una lunga minaccia non ho nulla da risponderti.
Alle domande che mi poni ti risponderò – sempre che ne abbia tempo e voglia (non credo) – in privato.
Ringrazio per la gestile ospitalità concessami fino ad oggi senza censure nel blog, passo e chiudo. In ogni senso.
@nicoletta
non posso che dire "quanno ce vo' ce vo'"
non starò certo a dire chi per primo ha tirato in ballo una (presunta) amicizia sul modello Peppone/Don Camillo, basta leggere qui sopra!
Quanto al fatto di non chiarire le tue illazioni, liberissimo di non farlo, come sempre ognuno giudicherà chi è il fanfarone abituato a scrivere falsità abusando di spazio web nonchè di quello cartaceo.
stammi bene
Caro Alessandro Chiometti,
per una volta siamo d'accordo. Questo è un blog dove si dibatte su argomenti di interesse pubblico, e non di scazzi privati. D'altra parte devo farti presente che sei sempre tu a confondere i piani e a trascinarmi su polemiche personali. E lo hai fatto, come sempre, anche in questo caso, citando il nostro colloquio privato. Io mi limito a risponderti.
Non lo farò in questa occasione, visto che sono abituato a rispondere a osservazioni, critiche, invettive e provocazioni di ogni genere, ma sicuramente non a minacce.
Dal momento che il tuo ultimo commento non è altro che una lunga minaccia non ho nulla da risponderti.
Alle domande che mi poni ti risponderò – sempre che ne abbia tempo e voglia (non credo) – in privato.
Ringrazio per la gestile ospitalità concessami fino ad oggi senza censure nel blog, passo e chiudo. In ogni senso.
non starò certo a dire chi per primo ha tirato in ballo una (presunta) amicizia sul modello Peppone/Don Camillo, basta leggere qui sopra!
Quanto al fatto di non chiarire le tue illazioni, liberissimo di non farlo, come sempre ognuno giudicherà chi è il fanfarone abituato a scrivere falsità abusando di spazio web nonchè di quello cartaceo.
stammi bene
Ma lo vedi che non riesci ad essere coerente nemmeno per due commenti di seguito?
Hai appena scritto che di cose private dobbiamo parlarne in privato e hai anche minacciato di cancellare quello che avrei scritto . Poi sono il fanfarone sono io?
>se intanto vuoi essere così gentile da spiegare le tue illazioni gratuite…. <
Questo articolo su Arnaldo Casali è veramente azzeccato. Non ho una buona opinione su questo pubblicista che giustamente (come si dice nell’articolo) è sempre in cerca di scoop e soprattutto in perenne leccaggio al Vescovo Paglia. Casali si definisce catto/comunista. I cattocomunisti sono la peggior razza in circolazione. O si è comunisti e quindi laici o si è cattolici e per forza di cose non si è comunisti. Ma Arnaldo Casali, avidamente vuol prendere sia da una parte (Vescovado) sia dall’altra (Comune di Terni), per questo sfodera la sua magistrale arte di lecchino. La domanda che mi pongo è un’altra: Arnà… ma perchè non ti cerchi un lavoro? Perchè non ti svegli alle 5 e vai in fabbrica come fanno tutti i tuoi coetanei, invece di passare tutto il giorno a scrivere le tue opinioni che non interessano a nessuno? Con stima per Civiltà Laica . Alberto Pettirossi.
Ciao Alberto, sul Casali (folcloristica figura ternana) ognuno si farà l’idea che ritiene più appropriata. Chi frequenta questo sito (o il blog precedentemente ospitato su Splinder) ha largamente imparato a conoscerlo. Qui mi sono limitato a sottolineare le sue scorrettezze fatte durante il suo lavoro.
Folcloristica figura ternana. Bella. Devo dire che l’analisi psicologica del pubblicista Casali è ficcante. E Casali Arnaldo deve accettare le critiche al suo operato, visto che è lui il primo a farne tante. La comunicazione non può essere univoca. Quando si prende posizione giornalisticamente su fatti altrui, ci si espone anche ad un ritorno di critiche. È facile avere il coltello per poter offendere, senza che gli altri abbiano diritto di replica, non disponendo di pagine di quotidiani. Ormai sono tante le polemiche in cui questa folcloristica figura ternana, si è andata a cacciare.
Casali Arnaldo colpisce e poi vigliaccamente non consente agli altri di giustificare il proprio operato. E come se non bastasse, quando vede qualcuno che riesce a tenergli testa, cerca di mediare, di smorzare i toni, di farselo amico. Come in questo caso, che addirittura in altri articoli prende sottobraccio Chiometti, cercando quasi di farselo amico. Ruffiano? Potrebbe essere un termine giusto per appellare chi si comporta così?
Oltretutto il Casali è solito mistificare eventuali repliche dei suoi “rivali”, distorcendo le loro informazioni, come viene specificato in questo articolo, come è successo per altri fatti di cronaca. Questo fenomeno è tipico del Berlusconismo. La destra Berlusconiana da anni adotta questa tattica, per cui mi pare contraddittorio il pensiero di Casali. Si professa comunista, ma agisce da destrorso. E sia ben chiaro: la destra di una volta, quella di Almirante per intenderci, faceva della lealtà la propria bandiera. Il centro destra berlusconiano al contrario ha fatto dell’usurpazione, del non far parlare gli altri, del metter a tacere, del mistificare, il proprio modo di operare. Se vogliamo essere comunisti (come io sono) occorre esserlo per davvero. Non basta sbandierarlo, per poi comportarsi da vigliacchi cecchini, solo perché si ha l’arma in mano. Il comunista si mette alla pari in tutto, rispetto agli altri, o al suo rivale. Per cui concede di battersi sullo stesso livello, con le stessi armi. Non colpisce e poi si nasconde vigliaccamente, come fanno i cecchini, come fa Casali.