Non ci stanno, le donne del Pdl. «In questa temperie politica e culturale le parlamentari del Pdl sentono il dovere di sottolineare con forza l’intensa e appassionata azione del Governo Berlusconi compiuta a favore delle donne e per il rispetto complessivo della condizione femminile e dei minori […] Il valore che il Pdl conferisce alla piena realizzazione di ciascuna donna non può essere messo in discussione né essere rovesciato per una strumentale, quanto becera, lotta politica». Così scrivono in una nota Barbara Saltamartini, vicepresidente del Gruppo Pdl alla Camera e responsabile per le Pari opportunità del partito e Beatrice Lorenzin, sua vice alle Pari opportunità.
A queste signore, secondo le quali – se fossero confermati i capi di imputazione – pagare una baby prostituta si chiama «rispetto per i minori» e indossare una divisa da porno-infermiera per partecipare ai bunga-bunga del sultano di Arcore si chiama «realizzazione femminile», vorremmo dire la nostra di donne derubate.
Derubate della dignità. Vignette, animazioni 3D, battute pecorecce che ricordano il peggior Alvaro Vitali inondano la rete e le testate straniere immortalando le italiane. Belle, anzi “bone”, seminude in vestitini da porno-star, compiacenti, pronte a tutto per soldi, gioielli, vestiti, appartamenti, visibilità, una particina nelle reti Mediaset o un posto da consigliere o da ministro. Conigliette prezzolate alla corte di un vecchio sovrano che pone e dispone di loro come se fossero cosa sua. E così devi essere, se vai ad Arcore, cosa sua. «O sei disposta a tutto, o prendi un taxi e te ne vai». Queste siamo noi, agli occhi del mondo. Mignotte della specie peggiore. Quelle che oltre al corpo vendono anche l’anima.
Derubate del linguaggio. Non possiamo più chiamare “papi” nostro padre senza evocare il visetto adolescenziale di Noemi Letizia, la “pupilla” del premier, che inguainata in un tubino canta canzoncine da Zecchino d’oro seduta sulle sue ginocchia. Un nomignolo che ora sa di stomachevole incesto.
Non possiamo più pronunciare parole quali “benefattore”, “generosità”, “persona bisognosa” senza pensare al mecenate di Arcore che regala soldi, gioielli e appartamenti di Milano2 a ragazze “in difficoltà”. «Ho fatto sesso con lui ma mai in cambio di soldi» racconta Marysthell Garcia Polanco, soubrette di Colorado Cafè. «Soldi mai. Mi ha solo aiutato per alcune necessità tipo visite mediche al San Raffaele per mia figlia. E poi mi ha dato una mano a lavorare in televisione». E le ha intestato – e presumibilmente pagato – un contratto di affitto all’Olgettina. «E’ una persona che aiuta tutti». Un vero filantropo, in confronto al quale le persone che silenziosamente lavorano al fronte della solidarietà, quella vera per maschi-femmine-vecchi-bambini-disgraziati-derelitti, sparisce.
Derubate della sensualità. «Sì, lo chiamo papi. Ma Noemi è la pupilla, io il culo» (Karima El Mahroug, in “arte” Ruby). «Un puttanaio. Sembra di stare al Bagaglino ma è peggio. Un puttanaio. Con Berlusconi che toccava i culi alle ragazze. Ora se quelle cose le fai in camera da letto, sono affari tuoi, ma così, davanti a tutti!» (intercettazione telefonica). «[Nicole Minetti] con il seno di fuori baciava Berlusconi in continuazione» (intercettazione telefonica). Lei, la consigliera regionale, quella che avrebbe curato le selezioni del “personale” (per l’appunto) per i festini a luci rosse del premier. «E’ molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri» (intercettazione telefonica).
Queste siamo noi, le donne italiane. Tette e culi accuratamente selezionati per il relax del presidente. Ci hanno tolto anche l’erotismo, la fantasia. Non possiamo più usare, noi sì nel privato delle nostre alcove, certe frasi, certe parole, certi gesti perché non sono più i nostri. Ce li hanno rubati, legandoli al disgustoso binomio sesso-potere, donna schiava-maschio dominatore.
Derubate dell’amore. «Provo per quest’uomo un amore vero, lo amo con tutta me stessa. L’amore che non ho potuto dare ad altri l’ho dedicato a lui». Parole di Sabina Began, attrice, “ape regina”, altra presunta organizzatrice degli incontri del premier, «l’uomo che mi ha cambiato la vita», le cui iniziali sono tatuate sul suo piede. Ma non è l’unica a sdilinquirsi per quest’uomo di 74 anni, bolso e puttaniere ma pieno di ‘riconoscenza’ per gli insperati servizi. «Lo chiamano tutte amore, tesorino» (intercettazione telefonica).
Ioana Visan, che si arrabbia se la chiamano escort nonostante abbia partecipato, solo nel 2010, a una cinquantina di festini ad Arcore, alla domanda se è lei la fidanzata segreta del premier, risponde: «Magari… dico magari fosse così». L’amore diventa feccia mediatica, prostituzione, mercimonio. L’altro, quello vero, soffoca sotto l’abominevole scippo.
Derubate della professionalità. Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, a proposito del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento della prostituzione: «Io non conosco, evidentemente, la Minetti. Ma quando il presidente del Pdl mi segnala una giovane laureata a pieni voti, che fa un lavoro specializzato io non ho obiezioni». L’ex soubrette e igienista dentale ha conosciuto Berlusconi al San Raffaele in occasione dell’aggressione subita a Milano da quest’ultimo ed è entrata subito nelle sue grazie, tanto da essere candidata e poi eletta al consiglio regionale.
Mara Carfagna, ex show girl e spogliarellista, una che il corpo l’ha venduto per sollazzare almeno – per quanto ne sappiamo – gli occhi del maschio italiano è stata messa nientedimeno che alle Pari opportunità, a difendere le stesse donne delle quali ha svenduto la dignità.
Ma potremmo parlare delle liste elettorali degli ultimi anni, strabordanti di veline, letterine, soubrette, accompagnatrici… Il merito tanto decantato da questo governo ha un sesso, un’età, precise caratteristiche fisiche e la disponibilità a cederle al miglior offerente.
Le intercettazioni della showgirl Barbara Guerra immortalano in modo magistrale il bieco furto: «[Berlusconi] quando ha voglia chiama, quando non ha voglia non chiama… Per l’amor del cielo, ci sta costruendo una carriera, però bisogna vedere se poi va in porto sta carriera! Se poi non va in porto? Rimango con la laurea e un calcio nel culo!»
E pazienza per la maggior parte delle donne che studiano o lavorano, che hanno detto no alle immancabili avances del capo rinunciando alla “carriera”, che magari con due lauree a pieni voti nel cassetto guadagnano 400 euro al mese in un call center, che non riescono ad arrivare alla fine del mese né a vedere un futuro. Sceme loro che non si vendono al sultano di turno.
Derubate dell’aspetto. «Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane», dichiarava Berlusconi quando si affrontava il tema della sicurezza delle donne. Sono belle, dunque attirano. Come stupirsi che poi le violentino?
«Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze», diceva a coronare l’accordo con l’Albania per metter fine agli sbarchi clandestini. Le belle ragazze cui si riferiva sono, naturalmente, le schiave del sesso. Vite violate, calpestate, vendute per il solo beneficio del magnaccia di turno e degli “utilizzatori finali”.
Ma è tutto contenuto nella famosa battuta a Rosy Bindi «Lei è più bella che intelligente», la perfetta sintesi berlusconiana della donna, di tutte le donne.
Cosa altro dire a queste signore del Pdl che si affannano a difendere il loro idolo? Il premier, il suo giro di faccendieri e un manipolo di cortigiane ci hanno trasformate in una grottesca caricatura agli occhi del mondo. E loro, donne, sono le più intollerabili complici.


"Mi dispiace" (e lo dico con somma riconoscenza per l'autrice del pezzo) che ancora una volta un'analisi approfondita e puntuale come questa sia opera di una donna.
Intendiamoci: condivido ogni parola di questo pezzo, profondo ed accorato.
Ma credo che per l'ennesima volta gli uomini (noi uomini) abbiano perso l'occasione per accorgersi e scrivere per primi dello squallore che viene perfettamente descritto qui.
Ancora una volta c'é voluta un soggetto colpito in prima persona per fare emergere tutte le implicazioni della vicenda che sta facendo ridere l'intera Europa (ed oltre).
Perché le conseguenze ormai sono enormi ed avranno ricadute a lunghissimo periodo, con conseguenze in ogni ambito della vita di qualsiasi italiano che viva in patria.
Come ci ha ricordato Cecilia qui, in maniera estremamente efficace.
a_
ti devo dire la verità Andrea, ho un paio di pezzi pronti sulla vicenda da qualche giorno… ma non li ho pubblicati proprio perchè mi avrebbe fatto piacere che la prima parola sullo squallore a cui stiamo assistendo fosse venuta da una donna.
E comunque ho fatto bene perchè le mie analisi non erano così approfondite.
"Mi dispiace" (e lo dico con somma riconoscenza per l'autrice del pezzo) che ancora una volta un'analisi approfondita e puntuale come questa sia opera di una donna.
Intendiamoci: condivido ogni parola di questo pezzo, profondo ed accorato.
Ma credo che per l'ennesima volta gli uomini (noi uomini) abbiano perso l'occasione per accorgersi e scrivere per primi dello squallore che viene perfettamente descritto qui.
Ancora una volta c'é voluta un soggetto colpito in prima persona per fare emergere tutte le implicazioni della vicenda che sta facendo ridere l'intera Europa (ed oltre).
Perché le conseguenze ormai sono enormi ed avranno ricadute a lunghissimo periodo, con conseguenze in ogni ambito della vita di qualsiasi italiano che viva in patria.
Come ci ha ricordato Cecilia qui, in maniera estremamente efficace.
a_
ti devo dire la verità Andrea, ho un paio di pezzi pronti sulla vicenda da qualche giorno… ma non li ho pubblicati proprio perchè mi avrebbe fatto piacere che la prima parola sullo squallore a cui stiamo assistendo fosse venuta da una donna.
E comunque ho fatto bene perchè le mie analisi non erano così approfondite.
Bellissimo pezzo, sinceri complimenti. Bello anche perché stimola e suscita riflessioni, e la cosa non è comune.
Leggendo mi è venuto in mente che questa vicenda ha comunque un qualcosa di estremamente utile e illuminante: ci costringe a fare i conti con il modo in cui funziona il nostro paese. In fondo il principio secondo il quale per lavorare, per poter diventare qualcuno devi compiacere il potente di turno è un principio che è sempre stato in vigore nel nostro misero paese, ed oggi è semplicemente diventato più accettato, poiché riconosciuto terribilmente vero al punto che ognuno e ognuna si sentono in pieno diritto di usare ogni mezzo per compiacere il potere, come la vicenda del premier dimostra tristemente. In fondo è così, se non compiaci il potente di turno non vai da nessuna parte. A Terni, appena eletto il nuovo sindaco (Medico), in ospedale hanno assunto 50 Stuard; persone che dicono "buon giorno, aspetti che arriva l'infermiera". Non servono titoli per queste cose, solo aiutini, e gli aiutini si sa, non sono gratis. Magari ti chiedono voti, magari soldi, magari altro…..
In fondo a Berlusconi dovremmo dire grazie, perché ha portato alle estreme conseguenze rendendolo lampante un principio come questo, di cui finora si è sempre evitato di discutere, per decoro o perché non aveva raggiunto simili livelli di squallore. Adesso finalmente ci ha messo davanti a quello che siamo, e la proporzione della vicenda ci obbliga a doverne parlare.
Secondo me non è strano che per gli italiani non sia successo niente di inconcepibile. Come dicevo prima, è norma in questo paese che per andare avanti devi usare ogni mezzo per compiacere qualcuno, cosa c'è di strano? Quando c'è stato l'ultimo concorso pubblico vero? Quando è stato l'ultimo che per trovare uno straccio di lavoro non si è dovuto piegare a compromessi di ogni tipo? Chi pur di lavorare accetta anche la schiavitù come a Mirafiori, è veramente così diverso dalle ragazze del premier che per soldi fanno tutto? Quando è stata l'ultima volta in cui agli italiani è sembrato che dire no può anche essere un valore e una virtù? In fondo la dignità non dà da mangiare come i compromessi, e costa fatica. Lo sanno tutti, e siamo talmente abituati a questa deprimente consuetudine che ci risulta inconcepibile che le cose possano anche andare diversamente. E' l'Italia bellezza.
Bellissimo pezzo, sinceri complimenti. Bello anche perché stimola e suscita riflessioni, e la cosa non è comune.
Leggendo mi è venuto in mente che questa vicenda ha comunque un qualcosa di estremamente utile e illuminante: ci costringe a fare i conti con il modo in cui funziona il nostro paese. In fondo il principio secondo il quale per lavorare, per poter diventare qualcuno devi compiacere il potente di turno è un principio che è sempre stato in vigore nel nostro misero paese, ed oggi è semplicemente diventato più accettato, poiché riconosciuto terribilmente vero al punto che ognuno e ognuna si sentono in pieno diritto di usare ogni mezzo per compiacere il potere, come la vicenda del premier dimostra tristemente. In fondo è così, se non compiaci il potente di turno non vai da nessuna parte. A Terni, appena eletto il nuovo sindaco (Medico), in ospedale hanno assunto 50 Stuard; persone che dicono "buon giorno, aspetti che arriva l'infermiera". Non servono titoli per queste cose, solo aiutini, e gli aiutini si sa, non sono gratis. Magari ti chiedono voti, magari soldi, magari altro…..
In fondo a Berlusconi dovremmo dire grazie, perché ha portato alle estreme conseguenze rendendolo lampante un principio come questo, di cui finora si è sempre evitato di discutere, per decoro o perché non aveva raggiunto simili livelli di squallore. Adesso finalmente ci ha messo davanti a quello che siamo, e la proporzione della vicenda ci obbliga a doverne parlare.
Secondo me non è strano che per gli italiani non sia successo niente di inconcepibile. Come dicevo prima, è norma in questo paese che per andare avanti devi usare ogni mezzo per compiacere qualcuno, cosa c'è di strano? Quando c'è stato l'ultimo concorso pubblico vero? Quando è stato l'ultimo che per trovare uno straccio di lavoro non si è dovuto piegare a compromessi di ogni tipo? Chi pur di lavorare accetta anche la schiavitù come a Mirafiori, è veramente così diverso dalle ragazze del premier che per soldi fanno tutto? Quando è stata l'ultima volta in cui agli italiani è sembrato che dire no può anche essere un valore e una virtù? In fondo la dignità non dà da mangiare come i compromessi, e costa fatica. Lo sanno tutti, e siamo talmente abituati a questa deprimente consuetudine che ci risulta inconcepibile che le cose possano anche andare diversamente. E' l'Italia bellezza.
"…E comunque ho fatto bene perchè le mie analisi non erano così approfondite."
Potrei dire la stessa cosa (anche se in realtá non "avevo pronto" un bel niente, io).
É che continuo a considerare questa cosa un limite.
Mi pare che (noi uomini) non si riesca ad uscire da alcuni luoghi comuni che tutto sommato non fanno altro che destinare alle donne un ruolo comunque differente da quello dell'uomo.
Un po' come pensare nessun altro tranne una donna alla guida del Minister delle Pari Opportunitá, oppure considerare "ovvio" che una parola definitiva, che so, sul migliore detersivo da usare non possa essere data che da una donna, e cosí via.
Ed allo stesso modo, in fondo in fondo si "concede" ad una donna che possa arrivare alle massime cariche di responsabilitá di settori tradizionalmente guidati da uomini (che so, Confindustria)… a patto che la donna in questione sia competitiva con gli uomini candidati sul loro stesso terreno.
E cosí via.
Forse sto andando fuori tema….
O forse no, dal momento in cui, nella situazione che si é creata, tutte le donne co-protagoniste sono relegate al ruolo di oggetti, semplici comparse buone solo per aumentare l'audience e mantenere alta l'attenzione del pubblico maschile (altrimenti a cosa servirebbero quelle inutili gallerie fotografiche di "Tutte le donne del Berlusconi-Gate" che giornalmente siti spazzatura come ormai é repubblica.it propinano ai lettori?).
Il punto fondamentale, a mio parere, é che in questo "scandalo" (ma davvero qualcuno si scandalizza ancora?) i protagonisti sono tutti uomini, e le donne delle comparse dotate di tette. E basta. E giá questo mi pare offensivo.
Quello che piú mi ha colpito del pezzo di Cecilia é proprio il come sia riuscita a riportare i fatti di questi mesi ad una dimensione umana, nelle tematiche che ci toccano da vicino, nel quotidiano.
Quello che mi sentirei di correggere, di questo pezzo, é infatti il soggetto.
Non parlerei di "donne derubate", ma di "persone derubate". Con un accento tutto sommato neutro.
Perché se é vero che alcuni "furti" sono a danno esclusivo del genere femminile (certamente il piú toccato direttamente da questo schifo), altre sono un pochino piú divise tra i generi.
Almeno nel caso di quelle donne che hanno la fortuna di avere un essere pensante come compagno (amico, parente), e che condivide con loro il quotidiano e l'intimitá del quotidiano.
Se é vero che la dignitá é tutta femminile, la sensualitá é un momento che viene anche condiviso, mentre l'amore viene certamente condiviso.
E credo che la persona con cui si condivide (del tutto o in parte) la sensualitá, la persona con cui si condivide l'amore sia necessariamente partecipe anche di quella parte di sensualitá ed amore derubati.
E lo stesso vale, con i dovuti aprofondimenti, anche per le altre tematiche.
Insomma, buona parte di quello che ha scritto Cecilia tocca tutte le persone da vicino, con le dovute differenze ma senza distinzione di genere.
a_
P.S. Alex, ovviamente mi sono lasciato prendere la mano, e la tua frase non é altro che una "scusa" per il resto del mio commento, certamente piú generale.
P.P.S. Gli esempi di ministeri e detersivi sono assolutamente non casuali. Vista la (insopportabile) leggerezza con cui vengono distribute cariche e responsabilitá, mi pare doveroso chiedere scusa ai detersivi, piuttosto.
@utente anonimo
io ci andrei un po' cauto con certe accuse specifiche sull'assunzione degli steward all'ospedale, qualcuno potrebbe anche chiederti di renderne conto.
Per il resto mi sembra tutto condivisibile, anche se lo scandalo odierno riporta secondo me la visione delle società più che sul do ut des sull'onnipotenza del binomio culo-tette che da drive in in poi non ha più lasciato l'immaginario del "potente" di turno. Effettivamente quello a cui stiamo assistendo oggi non è che l'ovvia conseguenza del messaggio propagandato ininterrottamente sulle reti del caimano dagli anni 80 a oggi. Ovvero chi è potente, chi è figo, chi comanda ha delle donne oggetto da palpeggiare come vuole e da esibire con il rais di turno che viene a trovarlo.
@andrea
in realtà mi risulta che in una città d'Italia hanno messo a presiedere la commissione pari opportunità un uomo… mi informo e poi ti faccio sapere.
Per il resto, fatti pure prendere la mano, chi ti dice niente?
"…E comunque ho fatto bene perchè le mie analisi non erano così approfondite."
Potrei dire la stessa cosa (anche se in realtá non "avevo pronto" un bel niente, io).
É che continuo a considerare questa cosa un limite.
Mi pare che (noi uomini) non si riesca ad uscire da alcuni luoghi comuni che tutto sommato non fanno altro che destinare alle donne un ruolo comunque differente da quello dell'uomo.
Un po' come pensare nessun altro tranne una donna alla guida del Minister delle Pari Opportunitá, oppure considerare "ovvio" che una parola definitiva, che so, sul migliore detersivo da usare non possa essere data che da una donna, e cosí via.
Ed allo stesso modo, in fondo in fondo si "concede" ad una donna che possa arrivare alle massime cariche di responsabilitá di settori tradizionalmente guidati da uomini (che so, Confindustria)… a patto che la donna in questione sia competitiva con gli uomini candidati sul loro stesso terreno.
E cosí via.
Forse sto andando fuori tema….
O forse no, dal momento in cui, nella situazione che si é creata, tutte le donne co-protagoniste sono relegate al ruolo di oggetti, semplici comparse buone solo per aumentare l'audience e mantenere alta l'attenzione del pubblico maschile (altrimenti a cosa servirebbero quelle inutili gallerie fotografiche di "Tutte le donne del Berlusconi-Gate" che giornalmente siti spazzatura come ormai é repubblica.it propinano ai lettori?).
Il punto fondamentale, a mio parere, é che in questo "scandalo" (ma davvero qualcuno si scandalizza ancora?) i protagonisti sono tutti uomini, e le donne delle comparse dotate di tette. E basta. E giá questo mi pare offensivo.
Quello che piú mi ha colpito del pezzo di Cecilia é proprio il come sia riuscita a riportare i fatti di questi mesi ad una dimensione umana, nelle tematiche che ci toccano da vicino, nel quotidiano.
Quello che mi sentirei di correggere, di questo pezzo, é infatti il soggetto.
Non parlerei di "donne derubate", ma di "persone derubate". Con un accento tutto sommato neutro.
Perché se é vero che alcuni "furti" sono a danno esclusivo del genere femminile (certamente il piú toccato direttamente da questo schifo), altre sono un pochino piú divise tra i generi.
Almeno nel caso di quelle donne che hanno la fortuna di avere un essere pensante come compagno (amico, parente), e che condivide con loro il quotidiano e l'intimitá del quotidiano.
Se é vero che la dignitá é tutta femminile, la sensualitá é un momento che viene anche condiviso, mentre l'amore viene certamente condiviso.
E credo che la persona con cui si condivide (del tutto o in parte) la sensualitá, la persona con cui si condivide l'amore sia necessariamente partecipe anche di quella parte di sensualitá ed amore derubati.
E lo stesso vale, con i dovuti aprofondimenti, anche per le altre tematiche.
Insomma, buona parte di quello che ha scritto Cecilia tocca tutte le persone da vicino, con le dovute differenze ma senza distinzione di genere.
a_
P.S. Alex, ovviamente mi sono lasciato prendere la mano, e la tua frase non é altro che una "scusa" per il resto del mio commento, certamente piú generale.
P.P.S. Gli esempi di ministeri e detersivi sono assolutamente non casuali. Vista la (insopportabile) leggerezza con cui vengono distribute cariche e responsabilitá, mi pare doveroso chiedere scusa ai detersivi, piuttosto.
@utente anonimo
io ci andrei un po' cauto con certe accuse specifiche sull'assunzione degli steward all'ospedale, qualcuno potrebbe anche chiederti di renderne conto.
Per il resto mi sembra tutto condivisibile, anche se lo scandalo odierno riporta secondo me la visione delle società più che sul do ut des sull'onnipotenza del binomio culo-tette che da drive in in poi non ha più lasciato l'immaginario del "potente" di turno. Effettivamente quello a cui stiamo assistendo oggi non è che l'ovvia conseguenza del messaggio propagandato ininterrottamente sulle reti del caimano dagli anni 80 a oggi. Ovvero chi è potente, chi è figo, chi comanda ha delle donne oggetto da palpeggiare come vuole e da esibire con il rais di turno che viene a trovarlo.
@andrea
in realtà mi risulta che in una città d'Italia hanno messo a presiedere la commissione pari opportunità un uomo… mi informo e poi ti faccio sapere.
Per il resto, fatti pure prendere la mano, chi ti dice niente?
Grazie a tutti per gli apprezzamenti.
Devo dire che concordo con Alex, quando dice che la prima parola su questo ignobile mercimonio spetta alle donne. Abbiamo taciuto per trent'anni (dove sono finite le femministe?) e continuiamo a tacere.
Che ancora una volta gli uomini ci mettano davanti alla nostra dignità derubata mi sembra davvero troppo. Eppure è così.
@andrea
"i protagonisti sono tutti uomini, e le donne delle comparse dotate di tette", scrivi. Non è così, e lo dico a malincuore. Queste zoccole presidenziali hanno uguali responsabilità di Berlusconi, se non peggiori. Non sono dell'idea che siano 'povere disgraziate', come le definisce la Santanchè. Sono donne che hanno scelto, e la loro scelta ci scredita tutte agli occhi del mondo intero. Se possibile sono più colpevoli di lui, perché hanno avallato e amplificato questo turpe modello di donna oggetto. Loro, donne.
Detto ciò, concordo con te che lo scippo del linguaggio, dell'amore, dell'eros sia comune ai due sessi, ma non dimentichiamo che le dichiarazioni (intercettate) che ci scippano sono tutte e solo femminili.
Ecco perché derubano noi donne. E' il nostro mondo, il nostro modo di sentire quello che queste cortigiane infangano. Certo, ben venga la solidarietà maschile; uomini che si sentono colpiti in uguale misura di noi donne dimostrano la loro coscienza di fronte a un furto che è collettivo.
@anonimo
Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno hai ragione tu: dovremmo dire grazie a Berlusconi perché ci ha fatto toccare il fondo suscitando, di cnseguenza, la reazione. Il problema è: siamo sicuri che ci sia una reazione?
cecilia
@Cecilia
Lungi da me il pensarla come la Santanché. Non credo affatto siano povere disgraziate, ed il come la descrivi tu mi trova pienamente d'accordo.
Il fatto é che, tristemente, in questa vicenda mi pare che ci sia stato un ulteriore scippo, allora.
Se é vero (ed é vero) che la mandria di ragazze ha scelto, ha agito, avallato, commentato, si é fatta intercettare ed é diventata l'oggetto….
"Oggetto" sono rimaste, perché continuo ad avere l'impressione che non siano (e non siano mai state) vere protagoniste.
Era questo il senso del mio termine "comparse", perché nemmeno nella parte piú squallida della vicenda le donne hanno ed hanno avuto la possibilitá di condurre, per una volta.
Il maschilismo della societá é tale per cui, ancora una volta, l'attenzione é comunque rivolta ai protagonisti maschili, forse "derubando" ancora di piú le donne, a mio parere comunque relegate nel ruolo di comparse.
Per scelta, intenzione e con una responsabilitá precisa, ma comunque soggetti meno importanti di quelli maschili.
Per come la sto vedendo io, ovviamente.
Perfino i "supercattivi" dei fumetti Marvel sono tutti uomini…..
a_
P.S. Non so se ha importanza, ma io sto vedendo la vicenda dall'estero, dove abito, senza accesso alla televisione italiana (che comunque non avevmo neppure quando stavo a Milano) e con fonti piú spesso in inglese e danese che in italiano.
Non so quanto la mia valutazione sia influenzata da questo.
Grazie a tutti per gli apprezzamenti.
Devo dire che concordo con Alex, quando dice che la prima parola su questo ignobile mercimonio spetta alle donne. Abbiamo taciuto per trent'anni (dove sono finite le femministe?) e continuiamo a tacere.
Che ancora una volta gli uomini ci mettano davanti alla nostra dignità derubata mi sembra davvero troppo. Eppure è così.
@andrea
"i protagonisti sono tutti uomini, e le donne delle comparse dotate di tette", scrivi. Non è così, e lo dico a malincuore. Queste zoccole presidenziali hanno uguali responsabilità di Berlusconi, se non peggiori. Non sono dell'idea che siano 'povere disgraziate', come le definisce la Santanchè. Sono donne che hanno scelto, e la loro scelta ci scredita tutte agli occhi del mondo intero. Se possibile sono più colpevoli di lui, perché hanno avallato e amplificato questo turpe modello di donna oggetto. Loro, donne.
Detto ciò, concordo con te che lo scippo del linguaggio, dell'amore, dell'eros sia comune ai due sessi, ma non dimentichiamo che le dichiarazioni (intercettate) che ci scippano sono tutte e solo femminili.
Ecco perché derubano noi donne. E' il nostro mondo, il nostro modo di sentire quello che queste cortigiane infangano. Certo, ben venga la solidarietà maschile; uomini che si sentono colpiti in uguale misura di noi donne dimostrano la loro coscienza di fronte a un furto che è collettivo.
@anonimo
Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno hai ragione tu: dovremmo dire grazie a Berlusconi perché ci ha fatto toccare il fondo suscitando, di cnseguenza, la reazione. Il problema è: siamo sicuri che ci sia una reazione?
cecilia
@Cecilia
Lungi da me il pensarla come la Santanché. Non credo affatto siano povere disgraziate, ed il come la descrivi tu mi trova pienamente d'accordo.
Il fatto é che, tristemente, in questa vicenda mi pare che ci sia stato un ulteriore scippo, allora.
Se é vero (ed é vero) che la mandria di ragazze ha scelto, ha agito, avallato, commentato, si é fatta intercettare ed é diventata l'oggetto….
"Oggetto" sono rimaste, perché continuo ad avere l'impressione che non siano (e non siano mai state) vere protagoniste.
Era questo il senso del mio termine "comparse", perché nemmeno nella parte piú squallida della vicenda le donne hanno ed hanno avuto la possibilitá di condurre, per una volta.
Il maschilismo della societá é tale per cui, ancora una volta, l'attenzione é comunque rivolta ai protagonisti maschili, forse "derubando" ancora di piú le donne, a mio parere comunque relegate nel ruolo di comparse.
Per scelta, intenzione e con una responsabilitá precisa, ma comunque soggetti meno importanti di quelli maschili.
Per come la sto vedendo io, ovviamente.
Perfino i "supercattivi" dei fumetti Marvel sono tutti uomini…..
a_
P.S. Non so se ha importanza, ma io sto vedendo la vicenda dall'estero, dove abito, senza accesso alla televisione italiana (che comunque non avevmo neppure quando stavo a Milano) e con fonti piú spesso in inglese e danese che in italiano.
Non so quanto la mia valutazione sia influenzata da questo.
@andrea
se vedi la vicenda dall'estero, e per di più senza accesso ai canali italiani, allora certamente hai una visione più lucida della nostra! 🙂
per rendersi conto dell vero baratro in cui è caduto questo paese, ne sono convinta, bisogna guardarlo da fuori.
cecilia
@andrea
se vedi la vicenda dall'estero, e per di più senza accesso ai canali italiani, allora certamente hai una visione più lucida della nostra! 🙂
per rendersi conto dell vero baratro in cui è caduto questo paese, ne sono convinta, bisogna guardarlo da fuori.
cecilia