Ogni santissimo Halloween la stessa identica storia. Anatemi, condanne, richiami alle identità culturali cristiane, avvisi di “pericolo demonio” ovunque. Ma che noiosi che sono, fa quasi pena sottolineare il loro sfoggio di integralismo che è tanto più becero quanto più paterno si vuol mostrare.
Si parte dalla cronaca nazionale con l’immancabile Cardinal Carlo Caffarra di Bologna che sintetizza il suo pensiero usando la frase “brutta resa al relativismo dilagante” per descrivere la festa di Halloween (inutile commentare frasi prive di senso logico, basti ricordare che per il loro assolutismo, cioè il contrario del relativismo, questa Europa ha pagato pesantemente il conto), e si arriva alle esternazioni sui siti locali che danno spazio niente po’ po’ di meno che alle farneticazioni di Padre Amorth esorcista (quando si dice fomentare la superstizione e l’ignoranza).
Il prelato, abituè di Radio Maria, rilascia due chicche in poche righe. La prima: “festeggiare la festa di Halloween è un osanna al diavolo“, mostra tutta la sua totale assenza di competenza sull’argomento… evidentemente i popoli nordici che la festeggiavano prima del cristianesimo erano onniscienti. Ma la seconda è di quelle che tolgono il fiato: “L’uomo e’ diventato il dio di se stesso, esattamente cio’ che vuole
il demonio”… Come? attenzione attenzione, Padre Amorth rivela che il libero arbitrio è stato concesso dal demonio!!! Osanna, tappi di spumante, fuochi d’artificio trik-trak e bombe a mano. Chiudete la porta che siamo tutti… e buon halloween!
Alessandro Chiometti

In realtà, Halloween, come praticamente tutte le altre ricorrenze, è un’antica festa pagana che è stata cristianizzata.
Quindi sotto il profilo religioso è abbastanza ridicolo criticarla. Chi punta il dito contro Halloween dovrebbe farlo anche contro il Natale, San Valentino e tutte le altre festività pagane trasformate in feste cristiane.
Personalmente, invece, sono “contrario” alla celebrazione, in Italia, della festa di Halloween, ma solo in quanto espressione della globalizzazione della cultura che appiattisce le tradizioni locali a favore dell’imperialismo americano.
Sono contrario alla festa di Halloween perché, come italiani, non ci appartiene, e la stiamo importando dall’America esattamente come la Coca-Cola, il Grande Fratello e la Ruota della fortuna.
D’altra parte ho smesso di parlare male di Halloween perché sono consapevole che è del tutto inutile. La globalizzazione non si frena. Si è cominciato a parlare di Halloween in Italia undici-dodici anni fa. Me lo ricordo bene perché gli dedicai uno dei miei primissimi articoli.
Per quelli della mia e della tua (Alex) generazione, quindi, Halloween è una puttanata commerciale imposta dai mass-media e dai commercianti, ma mi rendo che è già entrata nell’immaginario dei ragazzi più giovani, che hanno 15-16 anni. Privare le generazioni future di questa festa sarebbe davvero una forma di censura. Quindi non posso che abbozzare.
D’altra parte, proprio la nostra generazione è stata la prima, probabilmente, a sostituire Gesù Bambino con Babbo Natale, anch’esso del tutto estraneo alla nostra tradizione e importanto dall’America (come sapete, il suo abito è stato disegnato dai pubblicitari della Coca-Cola). D’altra parte Babbo Natale è parte integrante – anzi, direi protagonista – del mio immaginario natalizio, assai più di Gesù Bambino (che pure, ai miei tempi, resisteva ancora e si divideva i regali da portare con vecchio miliardario) e guai a chi me lo tocca.
E’ il corso naturale degli eventi. Forse il progresso, forse, semplicemente, al Storia. Presto ci dimenticheremo del tutto della Befana, smetteremo (abbiamo già iniziato a farlo) di festeggiare il Carnevale, e magari finiremo a celebrare il Giorno del Ringraziamento.
Ma io resto contrario, e non – badate bene – per una ottusa difesa della nostra cultura a quella americana.
Al contrario: io credo nel valore di tutte le culture e di tutte le tradizioni, ma credo anche che la diversità sia una ricchezza. A me piace molto viaggiare, proprio perché ogni volta che visito un paese mi confronto con una lingua, una tradizione, una cultura diversa dalla mia. E’ bello lo scambio culturale ma dal momento in cui saremo tutti appiattiti nella stessa lingua, la stessa cultura e persino le stesse tradizioni folkloristiche, non ci sarà più nulla da scambiare.
Io sono affascinato da Halloween. Ricordo benissimo la prima volta che ne ho sentito parlare: è stato quando ho visto E.T.. La festa di Halloween è suggestiva e affascinante ma è bene conoscerla e viverla nella cultura a cui appartiene. Decontestualizzarla significa già impoverirla.
Io, nel mio piccolo, al cinema prediligo film italiani ed europei e snobbo le americanate, guardo “Distretto di polizia” e “Boris” e ignoro “Dottor House” e “Lost”, scelto la birra e il vino e mando e bevo solo ogni tanto la Coca Cola, passo le mie serate in pizzeria e fosse per me McDonald’s avrebbe già chiuso da un decennio.
E francamente, preferisco di gran lunga il presepe alle zucche (di plastica) di Halloween e l’armette maggio al dolcetto e scherzetto, la sfilata dei carri di maggio alla notte delle streghe.
Tutti i gusti son gusti, ma sinceramente non ho mai capito che gusto ci prova il Casali a far sfoggio della sua personale schizofrenia. Mah…
Colgo l’occasione per ricordare quanto già detto (ripetutamente) nel vecchio blog.
Questo sito non offre aiuto psichiatrico gratuito ne’ vuole essere un sostituto di una buona seduta di psicanalisi.
Chi vuole commentare è il benvenuto, chi vuole fare polemiche e “trolleggiare” si cerchi altri luoghi.
Ti pregherei cortesemente di cancellare anche il mio primo commento. Non mi pare davvero corretto, da parte tua, continuare ad insultarmi rimuovendo, i commenti in cui ti chiedo spiegazioni riguardo a questi insulti. Anche perché il risultato è un tuo delirante soliloquio che non credo faccia bene nemmeno alla tua immagine.
Sei liberissimo di censurare tutto ciò che trovi sgradevole, ma a questo punto ti chiedo di completare il lavoro. D’altra parte se avessi immaginato la tua reazione non mi sarei mai sognato di tornare a scrivere in questo blog. D’ora in poi se dovessi (ne dubito) imbattermi ancora in qualche tuo articolo degno di risposta, lo farò solo ed esclusivamente su miei canali di comunicazione o quelli che garantiscono libertà di parola.
Ti chiedo quindi FORMALMENTE di rimuovere il mio primo commento su Halloween.
E perchè mai? il tuo primo commento non conteneva ne’ insulti ne’ polemiche sterili come i tuoi seguenti. Quindi resta dov’è, esattamente come questo. Se ti limiti a chiedere, con garbo, i motivi di una mia affermazione, ti rispondo come ho sempre fatto. Se ti comporti da cafone vieni censurato.
La constatazione della tua schizofrenia è evidente, ti contraddici ALMENO tre volte nelle poche righe che hai scritto. Chiunque sa leggere (e comprendere) se ne può rendere conto. Esempi (o disegnini preventivo che dir si voglia): “ho smesso di parlare male di halloween perchè sarebbe censura” – “resto contrario”, “sono contro l’americanate” “mi ha emozionato E.T.”
Quindi continua a scrivere quello che vuoi, se riuscirai a non essere cafone non sarai cancellato.
Beh, tanto per cominciare lo schizofrenico – a dispetto dei luoghi comuni, di cui tu sei evidentemente vittima – non è affatto uno che si contraddice dicendo prima una cosa e poi tutto il contrario, ma una persona che vede cose che non esistono ed è convinto di essere vittima di cospirazioni e oscuri complotti.
Lo schizofrenico, in genere, è – contrariamente a quanto da te sostenuto – una persona molto coerente, che riesce a mantenere una coerenza anche nel delirio.
Io lo so perché ci ho lavorato per un anno, con gli schizofrenici, ma per chiariti le idee potrebbe bastarti vedere film come “A beautiful mind” e “La pecora nera”.
Peraltro, non voglio fare il perbenista e il politicamente corretto, ma se oggi è giudicato di cattivo gusto usare le parole “spastico” o “handicappato” come insulti, non vedo perché gli schizofrenici debbano invece continuare ad essere oggetto di derisione. Una derisione, peraltro, basata su luoghi comuni privi di ogni fondamento!
Fatta questa piccola precisazione, continuo a non capire perché mai io mi sarei contraddetto sostenendo che ho smesso di parlare male di Halloween e al tempo stesso affermando di essere contrario alla festa, e perché dovrebbe essere contraddittorio essere contrario alle americanate ed essere innamorato di un capolavoro come “E.T”.
Io sono contrario alla festa di Halloween, ma non ritengo la lotta contro questa una festa una priorità. Anzi, trovo che questa mia avversione cominci ad essere anacronistica.
D’altra parte le priorità esistono per tutte le persone e tutti i gruppi di persone. Anche te – immagino – sei abbastanza antiamericano, ma sicuramente per te la lotta all’imperialismo americano (o quello delle multinazionali) non rappresenta una priorità. Lo è, invece, la lotta al potere della Chiesa. Del tutto legittimo, credo. Allo stesso modo, io posso essere contrario a certi privilegi della Chiesa, ma non considerare una priorità la loro abolizione.
Posso anche essere favorevole al matrimonio, ma non considerare una priorità il dover trovare moglie. Eccetera eccetera.
Il concetto di priorità rappresenta il fondamento della politica ma anche, più in generale, della vita di qualsiasi persona e associazione.
Per quanto riguarda l’America: con “americanata” si intende, in genere, una degenerazione pacchiana e sterile della cultura americana. Così come per “cinepanettone” si intende una commedia italiana particolarmente becera e commerciale.
Identificare le americanate con la cultura americana è come identificare i cinepanettoni con il cinema italiano. Mi pare un equiparazione totalmente priva di senso.
yyaaaaaawwwnnnnnnn…… grazie per questo interessantissimo lungo commento.
Vi racconto cosa ho scritto ad un gruppo di amici a proposito dell’intervento del cardinale Caffarra.
Dal “Corriere della Sera”
ROMA – Halloween nemica delle feste cattoliche di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti? Il dilemma si ripresenta da anni ad ogni fine ottobre.
Ma nel 2011 una differenza c’è. Riguarda la durezza con cui l’Arcidiocesi di Bologna del cardinale Carlo Caffarra ha parlato di «brutta resa al relativismo dilagante», con tanto di nota sull’edizione bolognese di Avvenire , per la manifestazione organizzata in piazza Re Enzo a base di zucche da intarsiare per Halloween dalla Coldiretti, associazione di area cattolica. La curia invita a usare le zucche «per la vellutata o il ripieno dei tortelli». A Torino l’arcivescovo Cesare Nosiglia rincara la dose: «La prossima festa dei Santi e la commemorazione dei fedeli defunti, tanto care alla tradizione anche familiare del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween.
Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei santi e del suffragio ai defunti rischia sul piano educativo di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé. Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore».
A casa nostra si è festeggiato Halloween, la cosa è nata così: Tommaso, mio nipote di nove anni, ci ha telefonato il mercoledì: – nonno – ha detto – venerdì vengo a Terni ( abita a Sondrio ) mi fai trovare una zucca? –
Come si fa adire di no al nipote di nove anni che abita a Sondrio e viene a trovarti approfittando del Weekend lungo?
Noi sappiamo che la sera del 31 verranno a bussare alla nostra porta dei bambini, con la fatidica domanda: – scherzetto o dolcetto? –
Prepariamo sempre piccoli pacchi di dolci per non deluderli.
Al pomeriggio del 31 nostra figlia Paola viene a casa nostra con una zucca, è quella degli altri nonni acquistata sempre su richiesta di Tommaso.
Si fa tardi, mia figlia è uscita, che ci faremo con quelle due zucche? Io non mi azzardo a manipolarle, non voglio invadere un campo che non è il mio.
Suona il campanello, apro la porta mi trovo davanti due maschere orrende, fingo un grande spavento, poi chiedo ai bambini se hanno visto in giro altri gruppetti, cerco cioè di capire se le provviste fatte sono sufficienti per tutti quelli che verranno. Non hanno visto nessuno, allora prendo una razione di dolcetti, la offro ai bambini, scambio qualche parola con la mamma di uno che li segue a distanza, evidentemente perché sono troppo piccoli per lasciarli abbandonati a se stessi, i bambini vedono dietro di me il mio nipotino, lo invitano ad unirsi a loro, io lo incoraggio ma lui non ci va.
Arriva mia figlia, in fretta e furia comincia a manipolare le due zucche, le svuota, ovviamente facendo un disastro sul tavolo, le incide per formare un teschio, poi inizia la ricerca per tutta casa delle candeline da accendere dentro le zucche. Derna trova due candele lunghe, troppo lunghe per le zucche, io trovo le candeline antizanzara, adatte alle zucche, ma mi proibiscono di sprecarle per Halloween, Derna si ricorda di piccole candeline profumate che mia figlia le aveva regalato non si sa quanti anni prima, sono perfette per le zucche, anche perché dopo tanto tempo come profumatrici dell’ambiente non servono più.
Adesso due teschi orridi, ma luminosi fanno bella mostra di se all’ingresso.
Prepariamo la cena, aspettiamo l’arrivo dell’altra nostra figlia, che approfitta della circostanza per ritrovarsi con la famiglia della sorella.
Suonano di nuovo alla porta, qualcuno va ad aprire, è un gruppo numeroso, bisogna raddoppiare la dose di dolcetti, verranno altri? Meglio preparare qualcosa in più.
Paola apre un pacco, estrae mantelline bianche, maschere e cappelli da strega, conici, lunghissimi, ridicoli, parte con tutta la famiglia mascherata ad accompagnare Tommaso che fa il suo giro.
Arriva Mariagrazia con tutta la famiglia, poi sparisce, vuole capire che sta facendo la sorella.
Tornano tutti, Tommaso mi fa vedere il bottino raccolto: dolcetti e caramelle che poi distribuirà a fine pasto fra tutti i commensali.
Paola racconta che hanno bussato alle porte dei suoi amici d’infanzia, i figli dei quali probabilmente stanno girando per il villaggio mascherati. Incontra amici d’infanzia che non vede da anni, qualcuno sorride al bambino, poi ha un moto di spavento vedendo che il bambino è seguito da un adulto mascherato, non riconosce Paola che ha visto giocare, bambina con i suoi figli.
Paola è un po’ matta, dico io.
Si va a tavola, ogni tanto si sente suonare alla porta, meno male che abbiamo preparato qualche pacchetto di fortuna, Tommaso e Lorenzo vanno sempre di corsa ad aprire e distribuiscono quello che trovano, finite le scorte, preparano subito qualcosa cercando in tutta casa: può sempre capitare qualcun altro.
La serata trascorre così nell’attesa degli arrivi, nella conversazione amichevole fra pareti che non si vedono da mesi.
E hanno tante cose da raccontarsi.
Magari bevendo un po’ più del solito, e dando fondo a tutto quello che è stato preparato di commestibile, suscitando l’angoscia di Derna: – gli avremo fatto patire la fame? –
Halloween, una festa pagana che suscita le ire di due vescovi, immemori delle numerosissime feste pagane delle quali la Chiesa cattolica si è impossessata nel tempo, una festa nella quale i bambini sono protagonisti assoluti, nella quale si stabiliscono complicità fra bambini e adulti che creano un clima di fraternità fra generazioni diverse.
Il mattino successivo alla messa parrocchiale: ci sono soltanto persone anziane, canti stentati. Una predica incomprensibile, malgrado un nuovo bellissimo impianto di altoparlanti regolati senza tener conto che l’udito degli anziani ha bisogno di regolazioni particolari. Non si capisce niente, si rinuncia ad ascoltare, e si spera che passi presto. L’atmosfera è triste finalmente la consacrazione, la comunione, la benedizione: finalmente!!! andiamo a casa? No, andiamo a comprare le ciriole, Tommaso ne va matto.
Dove si trova più “verità”, nella festa di Halloween trascorsa in famiglia con i bambini protagonisti assoluti o in quella cerimonia stentata fatta per “dovere”, residuo della nostra educazione che considerava le feste comandate “di precetto”, per cui non si poteva saltare la messa?
Quei due vescovi riusciranno mai capire cosa significa una serata di giochi e di conversazioni amichevoli in famiglia con i bambini al centro delle “attività”?
Sempre dal “Corriere della sera”
Pippo Corigliano, scrittore (il suo «Preferisco il Paradiso» edito da Mondadori ha superato le 20 mila copie), per quarant’anni responsabile delle relazioni esterne dell’Opus Dei, si schiera con i vescovi: «Hanno ragione, Halloween è una moda importata dall’America che, come tutte le mode, inducono alla superficialità. La bonomia buongustaia bolognese fa capolino anche in questo caso perché la nota della Curia invita a usare le zucche per i tortellini o per la “vellutata”…». Detto questo, aggiunge Corigliano, «le feste di Tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti sono comunque momenti sanamente inquietanti perché inducono a riflettere sull’aldilà. È bene ricordare che Gesù è stato chiaro: esiste la vita eterna e l’immagine che usa più di frequente per illustrarla è quella del banchetto, cioè una riunione di famiglia e di amici in cui si mangia e si sta bene assieme». Dunque una festa… «Un modo per far capire che in Dio staremo bene e non ci mancherà nulla. Sarà come mangiare dei tortellini di zucca e anche meglio. In tutta Italia si confezionano i dolci dei morti sotto forme molto svariate. L’importante è imitare Gesù nel suo amare tutti, altrimenti ci sarebbe anche l’inferno col suo “pianto e stridore di denti”. Ma speriamo che l’argomento non ci riguardi».
(Dunque, Corigliano ( Opus Dei ) si schiera con i due vescovi, poi però, quando si ricorda del Vangelo racconta che la festa vera, quella più aderente al vangelo stesso l’abbiamo fatta noi ieri sera a casa, grazie al mio nipotino e alla festa di Halloween.)
Luigi Macchiarulo