Scuole paritarie: quale servizio pubblico?

Sono passati 16 anni da quando l’allora ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, con la legge 62 del 10 marzo 2000, definì i criteri per la parità tra scuola privata e scuola pubblica e battezzò l’insieme delle due “Sistema nazionale di istruzione”. In sostanza, una scuola privata per essere “paritaria” – e quindi poter rilasciare titoli di studio legali – deve rispettare norme e ordinamenti vigenti su offerta formativa e organi collegiali, accettare tutte le richieste di iscrizione senza discriminazioni e assumere docenti in possesso di abilitazione all’insegnamento. Qualora poi non ci siano fini di lucro, l’istituto accede ai finanziamenti pubblici stanziati annualmente, una cifra che si aggira intorno ai 500 milioni di euro l’anno. La dicitura «senza oneri per lo Stato» con la quale la nostra Costituzione all’articolo 33 autorizza l’istituzione di scuole […]

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Ogni limite ha una pazienza

Parafrasando il Principe De Curtis viene da chiedersi: possibile che non ci sia un limite al senso del pudore degli integralisti religiosi nostrani? Va bene che è Pasqua e quindi il fanatismo religioso raggiunge l’apice con la riproposizione di immagini di martiri che farebbero rabbrividire anche il più fanatico dei film splatter, va bene che girando per benedire case si mangia un uovo di qua e si beve un goccetto di là e si arriva a sera provati, ma davvero non se ne può più delle esternazioni delle gerarchie clericali.

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La vicenda dell’insegnante trentina alla quale una scuola cattolica non ha rinnovato l’incarico perché lesbica apre scenari che vanno al di là del semplice principio di non discriminazione sancito dalla nostra Costituzione. 

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«La coperta è corta», affermava qualche giorno fa Enrico Letta riferendosi alle manovre economiche previste dalla legge di Stabilità. E quando la coperta è corta, si sa, se la si tira troppo si scoprono i piedi. Nella legge di Stabilità sono rientrati magicamente i finanziamenti alle scuole paritarie che, è bene ricordarlo, sono per la maggior parte cattoliche. Per la precisione, si tratta di 220 milioni di euro che sommati ai 260 previsti per il 2013 diventano in tutto 480 milioni di contributo pubblico. 

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Quando vincono le fionde

La sfida di Bologna era palesemente impari. Da una parte la triade dei partiti Pd-Pdl-Lega supportati apertamente e attivamente da una cosa che si chiama Chiesa Cattolica Apostolica Romana che dicono abbia una qualche influenza in questo paese,

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Bologna, una sfida da un milione di euro

Il 26 Maggio 2013 a Bologna si terrà un’importantissima consultazione referendaria che chiamerà i cittadini bolognesi ad esprimersi sul seguente quesito: Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia? a) utilizzarle per le scuole comunali e statali b) utilizzarle per le scuole paritarie private

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Credendo di mettere una toppa alle sue recenti esternazioni sulla scuola pubblica, Berlusconi ha aperto, senza rendersene conto, un altro baratro. «Io non ho mai attaccato la scuola pubblica – ha dichiarato sabato scorso in collegamento telefonico con la convention di Noi Riformatori di Avezzano – ho solo detto, parlando a dei cattolici, che bisogna riconoscere alle famiglie cattoliche che mandano i figli alla scuola pubblica il diritto a non vedere insegnati ai loro figli valori diversi da quelli in cui credono». Già. Appare disdicevole che nei corsi di scienze si insegnino teorie mistificatorie sull’evoluzione della specie o sulla fisiologia dell’apparato genitale. Fosse mai che poi qualche ragazzo creda che non discendiamo da Adamo ed Eva o metta in dubbio che il sesso sia stato “pensato” ad esclusivo uso riproduttivo? Ma i […]

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Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del "buono scuola" è promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici. Per la precisione, nell’anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l’80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi. Un meccanismo spiegato dal Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia elaborato dal Gruppo regionale di […]

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