PROLETKULT – Era solo il preludio, compagni!

“Un romanzo dei Wu Ming sulla rivoluzione russa è come un libro di Mozart sulla musica” Con queste aspettative abbiamo iniziato qualche giorno fa la lettura del nuovo romanzo del collettivo di scrittura bolognese. Del resto come non avere aspettative quando si parla degli autori di Q, L’armata dei sonnambuli, Asce di guerra, 54 e Manituana? Il problema è che quando si parte così spesso si rimane delusi. Non questa volta. I primi capitoli di un romanzo wuminghiano ci lasciano sempre spiazzati. Anche se conosciamo bene i loro lavori precedenti non abbiamo mai quella sensazione del “Che bello sono ritornato a casa!” come ci capita in genere con i nostri (altri) autori preferiti come Nick Hornby o Stephen King; ci capita invece di pensare “Ma dove vogliono andare a parare questa volta?”. […]

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