Carnevalone liberato

  Brucia nel rogo il mammoccio dell’offesa, Brucia davanti alle scale della chiesa; Alte le fiamme che in piazza divampano, Battono i piedi coloro che danzano; Scorrono fiumi di vino sconsacrato, Sorgenti del carnevale liberato; Lungo le strade si fan grandi parate Di demoni e fate, di persone mascherate! I tamburi battono note tribali Perfette per tali occasioni triviali. Maschere d’ogni specie e d’ogni sorta Alla follia apron liete la porta. Il vescovo viene ridicolizzato Dalla gente del Poggio autoproclamato. Cose da pazzi per il parrocchiano: questo è un vero rituale pagano! Crede ai dannati bruciati e a Belzebù Chi non s’accorge che l’Inferno è quaggiù. Ilaria Alleva

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Carnevalone Liberato 2.0

Si parla tanto di tradizioni, di radici e di rispettare la cultura popolare, ma come al solito solo quando questa fa comodo. Il Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto che si svolge(va) la prima domenica di Quaresima per commemorare l’autoliberazione della città Sabina dallo Stato Pontificio risale all’incirca al 1870 con le prime feste in piazza in cui, sembra, correvano i cavalli in piazza. Dopo la parentesi fascista e la sua ovvia censura (ovvia dopo che Mussolini aveva tradito il suo ateismo e anticlericalismo per governare meglio l’Italia con l’aiuto della “solita” Chiesa Cattolica, vedi concordato del 1929) la festa è tornata in auge e da quaranta anni a questa parte i ragazzi dell’arci di Poggio Mirteto hanno sempre organizzato una splendida festa mascherata che si concludeva con il rogo simbolico di “bammocci” […]

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