Riprendiamoci le parole

Versione clerico-fascista: Laicità buona, laicità corretta, sana laicità. Versione Corretta: Laicità Perché… La laicità non ha aggettivi, è una ed una sola. Anche se al suo concetto ci si può arrivare per diverse vie politiche e filosofiche e finanche religiose. Inserire un aggettivo presuppone che ve ne sia una buona (semplicemente quella che non dà fastidio alla Chiesa, quindi non la laicità ma la sua assenza) e una cattiva (ovvero la laicità, per l’appunto).   Versione clerico-fascista: Laicista, laicismo Versione corretta: Laico, laicità Perché… La differenziazione fra i due termini fino a una decina di anni fa non era riportata da quasi nessun dizionario, poi la propaganda ecclesiastica ha compiuto il miracolo semantico. Ma in realtà il termine laico usato come sinonimo di “converso” ovvero “colui che lavora in chiesa pur non appartenendo a nessun ordine ecclesiastico” […]

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È meritevole la campagna “Anche le parole possono uccidere” lanciata da 190 testate della Federazione italiana settimanali cattolici, con in testa Avvenire e Famiglia cristiana, e patrocinata da Camera e Senato. Il fine è stigmatizzare l’uso discriminatorio del linguaggio: «Uomini e donne in fuga dalle guerre bollati come “clandestini” – scrive nel suo lancio Avvenire – Onesti lavoratori guardati di traverso perché musulmani quindi “terroristi”.

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Ridateci le parole

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Ridateci le parole

Silvio Berlusconi lascia la vita politica per «amore». Lo stesso «amore» che 18 anni fa, a suo dire, lo aveva fatto “scendere in campo”. E il suo, secondo i colleghi di partito, è un gran gesto di «generosità». Per «amore» sono state ammazzate solo nel 2012 cento donne, una ogni due giorni. I pro life sostengono la «vita», al contrario di chi difende i diritti delle donne ossia, seguendo questa logica, la morte.

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