Je suis Charlie anche ora, e tu cosa sei?

Premessa inutile per la maggiorparte dei lettori. Dire “Io sono Charlie”, non significa dire che automaticamente ci debbano piacere tutte le vignette di Charlie Hebdo ne’ che non possiamo dire che la vignetta sulle vittime del terremoto, ma anche quelle sul bambino siriano morto, ma anche quella sul dio cattolico con il kalshnikov dell’Isis facevano oggettivamente schifo. Dire “Io sono Charlie” significa dire che a prescindere dalla qualità della vignetta satirica (ma il discorso può essere esteso a qualunque forma d’arte) l’autore ha il diritto di farla e, se ha un giornale a sua disposizione, di pubblicarla. Significa rifiutare la censura. Significa difendere la libertà di espressione sempre e comunque, anche quando ci fa arrabbiare e ci colpisce. Detto questo Je suis Charlie e tu cosa sei? Non sei Charlie e non […]

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