A due anni dalla morte di Eluana Englaro, il ddl Calabrò, alias “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”, redatto in fretta e furia e altrettanto rapidamente approvato in Senato nel marzo 2009, vaga ancora nel limbo in attesa dell’approvazione dell’aula di Montecitorio. La discussione alla Camera, prevista per oggi, è slittata a marzo a seguito della maggiore urgenza dell’approvazione del decreto Milleproroghe. Chi, come noi, crede che il ddl Calabrò sia uno scippo alla libertà di autodeterminazione della persona sancita a chiare lettere dall’articolo 32 della Costituzione («Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»), potrebbe accogliere con un plauso […]

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