«Ragazzina costretta ad abortire ma la corte Ue condanna lo Stato»: così Avvenire titola in riferimento al caso di un’adolescente di quattordici anni che ha fatto ricorso all’aborto.La triste storia nasce in Polonia nel 2008: una ragazza di quattordici anni era stata stuprata e non ha avuto accesso all’aborto in diversi ospedali a seguito delle pressioni dei gruppi no-choice. Questa vicenda aveva suscitato molto clamore in Polonia ed alla fine è approdata davanti la Corte europea per i diritti dell’uomo.

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Il buon medico non obietta!

Presto in Italia l’aborto non si potrà più praticare nelle strutture pubbliche a causa del sempre più elevato numero di obiettori di coscienza. Quali sono le azioni da intraprendere per garantire l’applicazione della 194? Ne parliamo con medici, ginecologi, chirurghi e politici. Sabato 10 Novembre 2012 alle ore 15,30 presso la sala rossa di Palazzo Gazzoli a Terni.

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C’era un tempo in cui l’obiettore di coscienza scontava sulla sua pelle il peso delle proprie scelte etiche insindacabili. Erano i tempi in cui il servizio militare di leva era obbligatorio e costringeva tanti ragazzi a sprecare un anno (e anche di più nei primi decenni della Repubblica) della loro vita per imparare cose (sparare, marciare e il nonnismo soprattutto) che non gli sarebbero, probabilmente, mai servite.

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I falsi obiettori di coscienza boicottano la 194

Finalmente qualcuno lancia l’allarme, tra cinque anni in Italia (o Vaticalia che dir si voglia) non si potrà più abortire (negli ospedali pubblici). Lo fa la Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della 194) tra la consueta indifferenza della politica italianaL’associazione non fa che constatare il successo del vergognoso boicottaggio che le associazioni integraliste cattoliche hanno fomentato fin dal giorno dopo la loro sconfitta referendaria del 1981.

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Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, è arrivato il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, la pillola dovrà essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero. Le Regioni che ne avevano autonomamente prevista la somministrazione in day hospital – come avviene in tutti i Paesi europei (in Francia da venti anni!) ad eccezione di Irlanda e Portogallo – devono tornare sui loro passi. Eppure, la pillola abortiva poteva costituire una vera svolta per il sistema sanitario nazionale, comportando un risparmio economico e di posti letto non indifferente. Dall’altra parte, il suo utilizzo può alleviare il dolore fisico delle donne e liberarle dall’incubo di gestire […]

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Cinque membri della Pontificia accademia per la vita, l’organismo vaticano che si occupa di bioetica, avrebbero scritto una lettera al Papa e al segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone per chiedere la rimozione del presidente dell’Accademia, Rino Fisichella. La pietra dello scandalo è da ricercarsi nell’articolo “Dalla parte della bambina brasiliana” che il porporato scrisse sull’Osservatore romano poco meno di un anno fa, quando nel mondo cattolico scoppiava la polemica per la scomunica che il vescovo brasiliano José Cardoso Sobrinho aveva indirizzato ai medici e alla mamma di una bambina di nove anni per averla fatta abortire. La bambina, stuprata per anni dal patrigno, era incinta di due gemelli e gli stessi medici avevano dichiarato che portare a termine la gravidanza avrebbe messo in serio pericolo  la sua stessa sopravvivenza. L’episodio era, […]

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Si è conclusa l’inspiegabile attesa che ha costretto una donna che doveva abortire a pellegrinare tra diversi ospedali negli ultimi giorni che la legge consente di usare per aborti terapeutici. Proprio nella capitale infatti l’unico anestesista in servizio era obiettore, gli altri tutti in ferie. Sul sito dei ginecologi della regione Lazio in merito alle linee guida dell’applicazione della 194  si legge infatti: I periodi di ferie del personale devono essere programmati per garantire la continuità del servizio ed evitare chiusure senza preavviso che mettono in difficoltà altri operatori, l’ufficio di coordinamento regionale e le donne. Dov’è la continuità del servizio sanitario che evita di mettere in difficoltà le donne? redazione[AT]civiltalaica.it

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Leggiucchiando qua e là, per le varie cronache cittadine online, mi è venuto all’occhio un intervento della neo-eletta senatrice Ada Spadoni Urbani, la quale coglie al volo le recenti parole di Ratzinger a propoosito della legge 194, per scagliarsi a sua volta contro questa legge dello Stato, licenziata a suo tempo dal Parlamento e salvata a mani basse da un referendum popolare. Vale le pena, a mio avviso, di analizzare con attenzione le parole della senatrice, soprattutto nel capoverso relativo all’aborto farmacologico, a suo avviso usato ed abusato nel territorio della Repubblica Italiana. Mi è parso opportuno chiedere alla senatrice chiarimenti in proposito a questa affermazione, dato che a me risulta che nella Farmacopea Italiana non sia registrato nessun farmaco abortivo, del tipo della RU 486, ad esempio. Ho scritto, ad ambedue […]

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