Gli spietati

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Gli spietati

Anche Fabo è morto. Anche lui è dovuto andare via dal nostro paese a causa di una politica imbelle che non riesce a dare una legge di civiltà firmata da oltre centomila italiani e gradita alla larga maggioranza degli italiani. La politica non ci riesce per i soliti motivi che non stiamo qui a elencare, li conosciamo benissimo e sono chiusi in tre parole: ingerenza del Vaticano. Interessante vedere invece le reazioni di coloro che si auto-definiscono “per la vita” e professano pietà e amore verso il prossimo. Monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha il compito di ricordarci quanto la c.d. “modernizzazione della Chiesa” fatta da Papa Francesco I sia solo un’operazione pubblicitaria e di marketing ma in realtà priva di contenuti. “Ogni volta che si pone termine […]

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E tu che complottista sei?

LIVELLO UNO: il complotto inevitabile “Dio mi ha dato un cervello se non lo usassi gli mancherei di rispetto” fa dire Caparezza a Giordano Bruno. Insomma, non vuoi essere cattivo, ma se anche chi ha fabbricato nel 1940 il fucile carcano con cui Oswald avrebbe ucciso JFK dice che no, tre colpi in sei secondi è impossibile spararli con quell’arma (per inciso la Fabbrica d’armi di Terni) ; evidentemente non sei tu ad essere paranoico. Semplicemente ti rifiuti di credere all’impossibile o alle troppe coincidenze. Come il fatto che sia un caso che le BR a Roma avevano tutti i covi nelle proprietà della banda della magliana e che sia un caso che la  stessa banda aveva accesso alla macchina da scrivere dei comunicati delle BR. “Complottista è chi complotto fa” direbbe […]

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Eppur ci siam scordati del Portogallo

Lo sappiamo, il 2001 è stato un anno un poco movimentato, il movimento no global a Genova, gli attacchi alle torre gemelle a New York, la conseguente guerra in Afghanistan a cacca di Bin Laden… insomma di cose ne son successe tante. Può capitare quindi che la notizia che associamo a quell’anno non sia la decisione dell’allora governo Socialista del Portogallo di depenalizzare l’uso di ogni tipo di droga nella regione luisitana. Certo, meno comprensibile il fatto che in questi anni nei tanti programmi televisivi, approfondimenti, talk show e schifezze varie passate per i tubi catodici prima e per gli schermi piatti poi la cosa sia stata ricordata pochissimo. Da una breve indagine fra i nostri conoscenti, anche fra chi ascolta tutti i giorni Radio radicale che pure dle problema si occupa […]

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Basta con le bufale sui migranti

In un paese in cui l’analfabetismo funzionale sfiora il 70 percento secondo le ultime previsioni tutto è possibile. Lo sa bene chi, come Roberto Saviano prova ad esprimere solidarietà a una povera ragazza ivoriana di vent’anni morta in un Cie per embolia passando ore senza che nessuno si accorgesse che stava male. La pagina dello scrittore campano in pochi minuti si è riempita dei commenti dei webeti che ben istruiti da Salvini e xenofobi vari tuonano contro di lui starnazzando “Prima gli Italiani!”. A questo punto è doveroso rintracciare i dati reali, ce la facciamo grazie a qualche blogger e qualche testata giornalistica minore che invece di ospitare l’analisi chilometrica dell’ottuagenario di turno pubblica i dati forniti dall’Unhcr e dall’Istat. Innanzitutto, prima gli Italiani! Quanti sono i senzatetto in Italia? Circa 50mila… […]

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Le mille balle rosa e celesti

È evidente che il fenomeno della post-verità sia entrato pesantemente nelle nostre vite grazie al social network. Tuttavia le cosiddette “bufale” o “balle” non sono certo un invenzione di Zuckemberg e sono sempre state presenti nei discorsi di coloro a cui mancano le argomentazioni. Insomma tutti ci ricordiamo del “milione di posti di lavoro” berlusconiano e delle provette con l’antrace che Blair giurava provenienti dalla scrivania di Saddam Hussein. Negli ultimi anni in Italia un gran numero di, a causa dell’avvio del procedimento che poi ha portato all’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, è venuto da quel folkloristico mondo dell’integralismo cattolico che in genere viene identificato come “movimento per la vita”. Dietro a questa definizione ambigua (insomma, è implicito che secondo loro tutti gli altri sono “per la morte”) ci sono […]

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La legge contro chi racconta le balle fa arrabbiare chi racconta le balle

Il parlamento francese ha varato una legge che impedirà ai siti internet di fare disinformazione contro l’aborto. Pena: fino a due ani di reclusione per i responsabili legali del sito e trentamila euro di multa. Cosa si intende per disinformazione? In pratica, come annunciava lastampa.it il 29 Novembre scorso: la legge riguarda quei siti internet che «inducono deliberatamente in errore, intimidendo o esercitando pressioni psicologiche o morali» con l’obiettivo di dissuadere il ricorso all’aborto. Quindi non c’è niente di cui meravigliarsi perché in Francia c’è già il reato di “ostacolo all’interruzione volontaria di gravidanza”, cosa che in un paese come il nostro in cui i medici obiettori di coscienza verso l’aborto sfiorano il 65% può sembrare assurdo. In realtà è assurdo, in uno Stato che ha la pretesa di essere laico, ostacolare […]

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Referendum: perché sì, perché no

Perché Sì di Alessandro Chiometti Quando da attivista della sinistra extraparlamentare ho detto che avrei votato sì a questa riforma, non mi aspettavo di essere una mosca bianca. Parimenti non pensavo di vedere una lunga fila di nomi che sono sempre stati, per me, punti di riferimento, come Rodotà e Zagrebelski, portare argomentazioni, per il no alla riforma, a mio giudizio meno che ridicole. Lo dico sinceramente, in questi mesi ho letto e riletto in modo quasi maniacale le argomentazioni del fronte del no, sforzandomi in tutti i modi di farmi convincere. Alla fine, tralasciando (almeno qui) le demenzialità da social network del tipo: “voto no perché la riforma è fatta da figli di massoni”, nel fronte del no ho trovato soltanto due argomenti che hanno un minimo di senso. Il primo […]

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Anniversario del 5 Ottobre

Sappiamo “che viso avesse” e pure “come si chiamava“: il suo nome era Deilar Kanj Khamis (nome di battaglia Arin Mirkan); sappiamo “quanti anni avesse visto allora e di che colore i suoi capelli” e la fantasia non deve regalarci alcuna “immagine sua” perché come tutti gli eroi che vorremmo immaginare era davvero giovane e bella (ma non é per questo che la ricordiamo). Conosciamo anche “l’epoca dei fatti e qual’era il suo mestiere“: fino al 5 ottobre 2014 era la comandante di una YPG (unità di difesa del popolo) una delle tante donne che difendevano la città di Kobane dall’aggressione delle truppe del califfato. Sappiamo anche dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta che era una combattente forte e coraggiosa. Arin non aveva una patria da difendere, perché ufficialmente non esisteva (e non esiste tutt’ora) una […]

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