riceviamo e pubblichiamo
Il 17 di Febbraio 2009, esattamente 400 anni dopo del ROGO DI GIORDANO BRUNO, il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca ha emesso la sua infallibile sentenza.
Il "provocatore" Franco Coppoli, come amabilmente lo definì il suo Dirigente Scolastico, è stato "giustamente" punito per il suo "eretico" comportamento:
staccava all’inizio della lezione il Crocifisso dalla parete dell’aula per, poi, riappendervelo alla fine della stessa lezione.
Così facendo, l’indecente docente arrecava grave nocumento allo svolgimento dell’attività didattica, producendo una profonda inquietudine negli animi della comunità scolastica tutta; turbava la serena convivenza civile, mettendo a repentaglio la pace religiosa, che da sempre contraddistingue il Bel Paese: il Parlamento propone, il Vaticano dispone.
L’irresponsabile comportamento, se non fosse stato stroncato e sanzionato in tempo, avrebbe potuto incrinare anche l’ottimismo con cui, quotidianamente, tutte le categorie svolgono in armonia il proprio lavoro, per accrescere il già notevole benessere dell’intera popolazione.
Ora, però, scacciato il reprobo/malvagio, la maestosa nave della Scuola può tranquillamente riprendere la sua produttiva crociera; sapientemente evitando le pericolose ondate dello spirito critico, della libertà di pensiero e della connessa libertà di insegnamento, riuscirà, ancora una volta, nel suo compito: formare giovani non conformisti e dotati di una propria personalità, di autonomia e creatività.
L’ambiente scolastico in cui, finalmente, il Crocifisso potrà di nuovo rifulgere, mostrerà tutta la propria capacità inclusiva sia dei fedeli delle più diverse religioni, sia dei non credenti, poiché la rassicurante presenza del simbolo per eccellenza del Cristianesimo farà sentire ognuno a casa propria.
Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’egemonia esercitata dall’ideologia clericale fin nelle viscere di quello che, sulla carta, è uno Stato laico, rinnoviamo la nostra incondizionata solidarietà umana, professionale e sindacale a Professor Coppoli, ribadendo che la sanzione inflittagli altro non è che un attacco alla libertà di insegnamento di ognuno ed alla libertà di pensiero di tutti.
A chi ama nascondersi dietro la foglia di fico della legislazione vigente, rivolgiamo, tra le molte possibili, una domanda:
perché non vengono sanzionati anche i Dirigenti Scolastici, che permettono la celebrazione della Messa a scuola ed in orario scolastico, nonostante sia vietato dalla normativa vigente?
A queste anime belle, come le avrebbe chiamate Hegel, forniamo pure la risposta:
"Per gli amici la legge si interpreta, ai nemici si applica", così chiarì l’arcano, una volta per tutte, Giovanni Giolitti, cioè uno che di Potere se ne intendeva, essendo stato più volte Presidente del Consiglio.
COBAS SCUOLA PERUGIA

Commento del portvoce dei Cobas presente all’iniziativa che si è svolta a Terni:
“oggi a Terni abbiamo fatto l’assemblea contro la sospensione dal lavoro di Franco Coppoli, insieme alla UAAR, con la presenza di altre associazioni laiche. Una buona partecipazione (70 persone, nel momento migliore), bella discussione, animato dibattito e tanta voglia di fare. Franco rientra in servizio il 18 e ha intenzione di proseguire nel rifiuto di fare lezione con il crocefisso. A meno che gli studenti non smettano di farsi usare o i colleghi/e della sua scuola abbiano un soprassalto di dignità, il conflitto riesploderà. Che fare dunque? A parte la causa legale – che però ha i suoi tempi – sul piano politico-sindacale mi pare che dovremmo valutare rapidamente la possibilità di dar vita ad una giornata di protesta in cui proponiamo ai nostri/e e alla parte ristretta di categoria che sa ancora che cosa vuol dire laicità, di staccare in numerose scuole, laddove ci sono, i crocefissi dalle pareti come forma di solidarietà e protesta contro le ingerenze vaticane nelle istituzioni statali e nella scuola in particolare“
Commento del portvoce dei Cobas presente all’iniziativa che si è svolta a Terni:
“oggi a Terni abbiamo fatto l’assemblea contro la sospensione dal lavoro di Franco Coppoli, insieme alla UAAR, con la presenza di altre associazioni laiche. Una buona partecipazione (70 persone, nel momento migliore), bella discussione, animato dibattito e tanta voglia di fare. Franco rientra in servizio il 18 e ha intenzione di proseguire nel rifiuto di fare lezione con il crocefisso. A meno che gli studenti non smettano di farsi usare o i colleghi/e della sua scuola abbiano un soprassalto di dignità, il conflitto riesploderà. Che fare dunque? A parte la causa legale – che però ha i suoi tempi – sul piano politico-sindacale mi pare che dovremmo valutare rapidamente la possibilità di dar vita ad una giornata di protesta in cui proponiamo ai nostri/e e alla parte ristretta di categoria che sa ancora che cosa vuol dire laicità, di staccare in numerose scuole, laddove ci sono, i crocefissi dalle pareti come forma di solidarietà e protesta contro le ingerenze vaticane nelle istituzioni statali e nella scuola in particolare“
http://radioadesso.splinder.com/post/20165368/IL+CROCIFISSO+DELLA+DISCORDIA
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