La notizia di per se è di quelle che fanno sorridere: un giovane di Bergamo, Giampietro Belotti di anni 29, decide di irridere la già di per se ridicola manifestazione omofoba delle “sentinelle in piedi” di domenica scorsa travestendosi come il grande dittatore di Charlie Chaplin (o a seconda delle interpretazioni come un “nazista dell’Illinois” di Bluesbrotheriana memoria) e si piazza in mezzo alle “sentinelle” leggendo il Mein Kampf. Le attentissime forze dell’ordine sollecitate dalle “sentinelle” stesse lo portano via nella loro macchina e stendono un verbale di quanto accaduto.
Ora il ragazzo rischia di essere incriminato per apologia di fascismo.
Come dicevamo la notizia fa sorridere, i soliti poliziotti che non colgono l’ironia, le solite “sentinelle” per cui ovviamente la libertà di pensiero e di espressione vale solo per loro (infatti stavano manifestando per toglierla ad altri).
Ma è lapalissiano che c’è qualcosa che non torna.
Se nel nostro paese è reato anche travestirsi da nazista/fascista anche se è per intento ironico e di protesta contro una manifestazione omofoba com’è possibile che ci siano movimenti e partiti dichiaratamente fascisti che si possono presentare tranquillamente alle elezioni?
Parliamo di Casa Pound e Forza Nuova ovviamente, ma anche del movimento “Fascismo e libertà” che ha consiglieri comunali in alcuni comuni di Italia.
Qualcuno ci può spiegare se la famosa XII “disposizione finale” in cui nel nostro paese è vietata la ricostituzione sotto ogni forma del disciolto partito fascista è una barzelletta o qualcosa di serio?
Ce lo spieghino le attentissime forze dell’ordine e il Gip che dovrà decidere dell’incriminazione di Belotti, perché noi sinceramente siamo molto curiosi di sapere in che paese viviamo.
Alessandro Chiometti

Tra l’altro costui non ha esibito simboli nazisti, tipo la svastica, ma ha utilizzato le 2 “x” utilizzate da Chaplin nel film, e si è messo a leggere un libro LIBERAMENTE VENDUTO NELLE LIBRERIE.
Per cui, anche volendo essere nazi-fobici, non ci sono assolutamente elementi né pretesti per convocarlo in questura.
questi poliziotti [frase tolta per evitare problemi di qualunque tipo], si sono macchiati di un gravissimo abuso d’ufficio, aggravato da una evidente condanna ideologica non del nazismo, che non c’entra niente, ma dal diritto di esprimere il proprio dissenso con quella manifestazione questa volta si, di filo-nazisti, che come i nazisti veri vorrebbero perseguitare ogni diversità e ogni diritto di libera espressione.
Il Belotti si è servito di un metodo assolutamente pacifico e intelligente di protestare, che è il linguaggio dell’ironia con tanto di drammatizzazione teatrale. Questo è veramente troppo in un Paese dove vige una comunicazione fondata spesso su inganni, idiozie e prepotenze.
Come in questo caso.
Se può interessare ho notizie su come è andata a finire. All’incontro tra avvocato difensore e procura si sono messi a ridere e ovviamente il geniale protestatore è uscito all’istante.