Perchè non possiamo non dirci laici (laicisti?)

Pubblicato da

Ferruccio Pinotti su MicroMega del 30/3/2010

Un atto d'amore di fronte al degrado

Un atto d'amore. Italy, Vatican State, il nuovo libro di Michele
Martelli, autore dell'eccellente Quando Dio entra in politica (2008) e
di Senza dogmi. L'antifilosofia di Papa Ratzinger (2007), oltre che di
altri brillanti saggi, è innanzitutto un atto d'amore per un'Italia
repubblicana sempre più pesantemente privata dei suoi fondamenti
democratici, cioè laici; asservita a lobby occulte e palesi, guidata da
leader sempre più proni al volere delle gerarchie vaticane. Un atto
d'amore di altissimo valore civile, condotto con lo spessore dello
studioso e con la passione dell'intellettuale impegnato.
Nell'affascinante percorso disegnato in Italy, Vatican State, il
filosofo ci conduce alle radici del problema dei problemi della nazione
italiana: l'essere da sempre «cortile di casa» del potere forte per
eccellenza, il Vaticano; strumento e base di partenza di una strategia
non solo interna ma internazionale, raffinata e adattiva rispetto alle
sfide dei tempi.


Un quadro a tinte fosche? Niente affatto. Martelli, nella sua prosa fluida e ironica, colta e piacevole, descrive con grande efficacia i passaggi che hanno condotto alla preoccupante situazione attuale.
«Che cosa è stata la Chiesa/Stato pontificio per l'Italia? Lasciamo rispondere per noi Machiavelli e Guicciardini: un flagello, la principale causa della nostra tradizionale frammentazione e divisione politica e della corruzione dei nostri costumi. E che cosa è stata invece per dissidenti, critici, liberi pensatori, razionalisti ed eretici d'Italia e d'Europa? Una terribile macchina repressiva, nera dispensatrice di infelicità e di morte. Ne sapevano qualcosa ebrei, catari, dolciniani, hussiti, valdesi, ugonotti, libertini, giansenisti e via angosciosamente enumerando. Quasi tutti sottoposti a scomuniche, espropri, torture, carceri, roghi, oppure sterminati con pogrom, stragi e massacri indiscriminati. Per opera di tribunali ecclesiastici e (in)civili, o di "eserciti crociati" e di sante "armate di Cristo"», scrive Martelli.
Grazie al Vaticano e alla complicità di leader politici pronti a svendere pezzi di democrazia faticosamente conquistati, l'Italia è infatti divenuta laboratorio politico per aggregazioni altamente discutibili, quanto a metodi e obiettivi. L'opera, tuttora in atto, di demolizione del tessuto civile del paese prospetta così anche nell'oggi un'Italia neo-medievale, arretrata, che perde colpi non solo in termini di libertà di stampa e di espressione, ma di diritti considerati normali in tutti i paesi avanzati.
La distruzione della laicità ben descritta e analizzata in queste pagine si accompagna a una trasformazione inquietante, che non esita a usare metodi e figure di dubbia moralità. E tutto questo avviene perché il sistema dei controlli e dei contrappesi, tipici delle democrazie liberali pienamente realizzate, in Italia rischia di essere a poco a poco annullato, sminuzzato, fatto a pezzi, distrutto.
Ne deriva un micidiale mix, un gorgo terribile per uscire dal quale – come suggerisce l'autore del volume – non resta altro che un ritorno forte alla laicità, un'educazione alla laicità permanente che coinvolga soprattutto le giovani generazioni, alle quali questo libro idealmente si rivolge e a cui va proposto come testo formativo.
Perché è vero che, come scrive Martelli in una bellissima sintesi intellettuale, «Senza laicità, la democrazia è una scatola vuota».

Continua

31 Marzo 2010   |   articoli   |   Tags: