L’amaca di Michele Serra (10/02/2007) [Repubblica]

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Le riflessioni di Michele Serra sul lavoro di Magdi Allam

Seguo con attenzione e rispetto il lavoro di Magdi Allam, che
sul "Corriere" ci segnala, con puntiglio, fatti e protagonisti
dell'estremismo islamista. Soltanto che, leggendolo, spesso mi
chiedo: ma esisterà pure, da qualche parte, un imam molto mansueto?
Un musulmano devotissimo, eppure pacioso? Un marito arabo
gentilissimo con la moglie"? Una comitiva di sunniti simpatici,  o
di sciiti affabili? Un harem allegro, perfino? Se esistono, per
cortesia, Magdi ce lo riferisca.


A leggerlo adesso, difatti, con quella trafila interminabile di
arabi maneschi, terroristi o complici, fanatici che minacciano, imam
che aizzano, mi viene un'ansia incolmabile. Se incontro un arabo per
strada, nei minuti immediatamente successivi alla lettura di Allam,
sospetto che nasconda un pugnale nella fusciacca, come nei libri di
Salgari. E se poi non ha la fusciacca, come di solito avviene,
l'individuazione del pugnale diventa ancora più ardua, e l'ansia
aumenta. E dunque: che cosa le costa, gentile Magdi, presentarci
ogni tanto anche qualche scena islamica rassicurante? A costo di
edulcorarla, guardi. I fanatici, per giunta, in mezzo alla normalità
risaltano meglio, e sono più facili da smascherare.

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12 Febbraio 2007   |   articoli   |   Tags: