La lega in campagna elettorale perenne, anche dove già governa.

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Uno degli aspetti più disastrosi di buona parte dell’attuale arco politico italiano è la totale mancanza di conoscenza dei Diritti Umani fondamentali, viceversa è presente a diversi livelli (ed in particolare a destra) un becero attaccamento ad una cultura identitarista che dai primi anni 2000 ha lievitato più veloce della pasta per la pizza e che negli ultimi tre anni si è amalgamata con la peggiore feccia sovranista.

Un esempio didattico, anche se non unico, lo abbiamo avuto a Terni il 30 gennaio 2020 dove il noto Magdi Allam ha proposto un evento per la presentazione del suo libro STOP ISLAM.

L’occasione è stata ghiotta per LA LEGA, tant’è che abbiamo assistito anche alla presenza del suo vicesegretario generale Lorenzo Fontana.

Iniziamo quindi a dare un’occhiata ai suddetti promotori.

Magdi Allam, giornalista egiziano migrato in occidente e sostenitore del Piano Kalergi definito da Evangelisti “Il pinocchio d’Egitto”, ha sentito il bisogno di cambiare religione facendolo sapere al mondo intero ed ha collezionato: una condanna nel maggio 2011 per aver diffamato il leader tunisino Ghannushi, una condanna nell’agosto 2011 per diffamazione dell’UCOII per una falsa accusa di minacce di morte, un’altra sentenza sfavorevole nel febbraio 2012 per diffamazione di due colleghi, un’accusa che fu oggetto del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti per presunta islamofobia ed un ultima condanna nel 2015 per aver accusato l’UCOII di voler imporre uno stato islamico.

Il particolare più curioso è quello per cui mai da parte di Allam si sono viste simili posizioni verso organizzazioni confessionaliste la cui presenza nel nostro paese e nell’intera Europa è assai più pesante e consistente, l’unica sua critica mossa alla chiesa cattolica nel 2014 è stata di essere troppo tollerante con l’islam.

Su Lorenzo Fontana ogni presentazione appare superflua: ex ministro per la famiglia nel governo giallo-verde, famoso per le sue posizioni contro gli LGBT+ ed ospite di spicco al congresso pro-famiglia del 2019, pur di recitare la parte della vittima a causa di tali vedute è stato autore di artifizi dialettici (“Mi attaccano perché cattolico”) che avrebbero fatto invidia al miglior Josef Goebbels.

L’evento di Terni del 30 gennaio ha appunto riguardato l’ennesima presunta necessità di mettere fuori legge l’islam  poichè (parole di Allam) quanto riportato sul Corano non apparirebbe compatibile con le leggi laiche dello stato e la nostra civiltà.

Si faccia attenzione perché Allam non ha chiesto di mettere fuori legge organizzazioni fondamentaliste o non democratiche (perché tra queste ci sarebbero anche l’Opus Dei e molte altre), né ha specificato chiaramente cosa intende per “nostra civiltà”.

Infatti se per “nostra civiltà” dovessimo considerare il regime confessionale che imperversa nel nostro paese dall’accordo Gentiloni, la sua posizione teocratica per quanto non condivisibile, apparirebbe coerente.

Se invece la “nostra civiltà” è quanto abbiamo costruito in occidente dopo la rivoluzione francese prendendo come riferimento la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (perché Allam menziona esplicitamente le leggi laiche, la parità tra uomo e donna e la libertà di scelta), sarebbe interessante sapere quale testo religioso appare compatibile con tutto ciò perché neanche la dottrina cattolica ed i testi cristiani a lui tanto cari lo sarebbero.

Se Allam si leggesse un po’ meglio la Dichiarazione Universale prima della Bibbia, scoprirebbe che all’articolo 18 di tale documento è sancita la libertà di scelta nel credere a quello che si vuole e questo è un diritto inviolabile, mentre all’articolo 30 è stabilito che nessuno può violare la libertà altrui imponendo agli altri quanto contenuto nei precedenti articoli, e questo è un dovere inviolabile.

Traduzione: una religione non può essere né imposta, né vietata !

Nella civiltà occidentale ognuno è libero di viversi nel privato la propria appartenenza religiosa, anche se fondata su precetti non laici, senza imporla agli altri.  

Farebbe meglio quindi il nostro “Pinocchio d’Egitto” a preoccuparsi più della corretta applicazione dei diritti fondamentali, conditio sine qua non per uno stato laico, anziché preoccuparsi delle invasioni islamiche e di mettere fuori legge una religione, perché quello che lui auspica non è uno stato laico, così come non lo era l’Albania dell’ex blocco sovietico che imponeva a tutti i cittadini l’ateismo di stato.

Ma aldilà di queste considerazioni, sarebbe interessante sapere cosa ci faceva il Sindaco di Terni ad un simile evento, infatti da una figura istituzionale ci si aspetterebbe un ruolo di garante della laicità delle istituzioni pubbliche mentre su queste basi diventa estremamente difficile interpretare la presentazione del libro di Allam come un’iniziativa laica in senso lato (non rielaborato) del termine. 

Cosa può pensare un cittadino ternano di fede islamica nel vedere il proprio sindaco che aderisce ad un simile incontro ?

Francesco Saverio Paoletti

1 Febbraio 2020   |   articoli, attualità   |   Tags: , , , ,