Da incorniciare, leggere, rileggere e tenere a mente questo illuminante articolo apparso sul sito di Terni In Rete nei giorni scorsi.
Al di là della retorica tronfia e trionfante che risuona come una grancassa in ogni parola, è illuminante sapere che i nostri soldati in Afghanistan stanno battendosi per conto di dio e non delle Nazioni Unite.
Sarebbe troppo pretendere che dei fanatici religiosi, quali gli autori dell’articolo che si firmano all’unisono www.tempusvirtutum.it quasi fossero una cosa sola, notino il paradosso che anche chi ha ucciso i nostri sei connazionali sta combattendo per conto di un dio. Certo per loro sarà quello sbagliato, ma sempre di un dio si tratta.
Ma un certo Giovanni Paolo II non aveva tuonato tanto contro le guerre?
Questo cattolicesimo fai da te mi ha proprio stancato… qualcuno mi spieghi una volta per tutte qual’è la posizione della Chiesa sulla guerra e poi si mettano gli eretici al di fuori di questa, che siano Don Gallo o TempusVirtutum non mi interessa, io voglio sapere qual’è la posizione della Chiesa sulla guerra…. è chiedere troppo?
Ma tant’è, che da qualcuno la retorica me l’aspetto, ci sono preparato… quello che stupisce è quando questa arriva anche da coloro dai quali non te l’aspetti.
Apprendo infatti che Sabato scorso l’UAAR ha cancellato il concerto di chiusura della sua manifestazione “liberi di non credere”; in considerazione degli eventi avvenuti in Afghanistan,come è scritto sul loro sito. È purtroppo evidente che in questo paese la demagogia colpisce ovunque e chiunque.
Con tutto il rispetto per i sei militari caduti… ma si parla di persone che stanno facendo il loro lavoro e che per di più hanno deliberatamente scelto di andare a svolgerlo nel posto più rischioso del pianeta.
In Italia muoiono ogni giorno, di media, tre o quattro persone sul posto di lavoro. Dall’inizio dell’anno sono più di quattrocento. Il tutto a causa di norme di sicurezza inapplicate per risparmiare pochi euro su un subappalto di un subappalto.
Per loro non ci sono dirette televisive, cordogli istituzionali o frecce tricolori che volano nel cielo all’estremo saluto.
È evidente che in questo paese ci sono dei morti che sono più importanti degli altri. E questo a prescindere da ogni possibile valutazione della nostra presenza militare in terra straniera.
Qualcuno salvi questo paese dalla demagogia imperante!
Alessandro Chiometti

Anche io voglio esprimere rispetto per i militari caduti, ma al tempo stesso voglio ricordare che il numero di vittime cadute nei cantieri edili è CENTINAIA di volte superiore.
Per loro, ovviamente, nessun funerale di stato, nessuna medaglia, spesso nessun risarcimento, anzi chissà che talvolta i corpi di questi poveretti non vadano a finire dentro i pilastri di cemento armato, per non lasciare traccia di queste forme di sfruttamento.
I militari che cadono in guerra, o se si preferisce in missione di pace, o anche sul lavoro, dato che per loro è un lavoro, hanno affrontato il rischio consapevolmente, in cambio di notevoli remunerazioni in denaro, anche di 8 mila euro al mese.
I muratori che muoiono di infortuni, invece, non hanno accettato affatto il rischio di morire, specie a causa della mancanza di misure di sicurezza.
Va infine detto che i militari sono ovviamente armati. Quindi implicitamente accettano la logica dell’uso delle armi. E come dice il proverbio, chi di spada ferisce….. di spada perisce. Quindi andiamoci piano con tutta questa retorica.
Naturalmente in Italia non si perde mai l’occasione per cadere nel ridicolo: appena c’è qualche vittima, allora scatta il finto paternalismo ipocrita del “tutti a casa per natale”.
Ma che non si sapeva che si tratta di una guerra contro Al Qaeda? Quei signori non scherzano mica.
Nella logica che si è voluta seguire, l’esercito italiano è andato in Afghanistan per combattere “contro il terrorismo”.
Che li trovino allora, questi terroristi, che li sconfiggano, che li mettano fuori combattimento. Se ci sono vittime, che si mandino rinforzi, piuttosto che scappare tutti a casa.
Questo è il compito di un esercito: portare avanti la missione, senza mai scappare di fronte al nemico.
Anche io voglio esprimere rispetto per i militari caduti, ma al tempo stesso voglio ricordare che il numero di vittime cadute nei cantieri edili è CENTINAIA di volte superiore.
Per loro, ovviamente, nessun funerale di stato, nessuna medaglia, spesso nessun risarcimento, anzi chissà che talvolta i corpi di questi poveretti non vadano a finire dentro i pilastri di cemento armato, per non lasciare traccia di queste forme di sfruttamento.
I militari che cadono in guerra, o se si preferisce in missione di pace, o anche sul lavoro, dato che per loro è un lavoro, hanno affrontato il rischio consapevolmente, in cambio di notevoli remunerazioni in denaro, anche di 8 mila euro al mese.
I muratori che muoiono di infortuni, invece, non hanno accettato affatto il rischio di morire, specie a causa della mancanza di misure di sicurezza.
Va infine detto che i militari sono ovviamente armati. Quindi implicitamente accettano la logica dell’uso delle armi. E come dice il proverbio, chi di spada ferisce….. di spada perisce. Quindi andiamoci piano con tutta questa retorica.
Naturalmente in Italia non si perde mai l’occasione per cadere nel ridicolo: appena c’è qualche vittima, allora scatta il finto paternalismo ipocrita del “tutti a casa per natale”.
Ma che non si sapeva che si tratta di una guerra contro Al Qaeda? Quei signori non scherzano mica.
Nella logica che si è voluta seguire, l’esercito italiano è andato in Afghanistan per combattere “contro il terrorismo”.
Che li trovino allora, questi terroristi, che li sconfiggano, che li mettano fuori combattimento. Se ci sono vittime, che si mandino rinforzi, piuttosto che scappare tutti a casa.
Questo è il compito di un esercito: portare avanti la missione, senza mai scappare di fronte al nemico.
Condivido la posizione di Alessandro sull’importanza dei morti.
Non comprendo, infine, la scelta dell’UAAR di annullare il concerto che avrebbe dovuto concludere la manifestazione per la laicità.
Condivido la posizione di Alessandro sull’importanza dei morti.
Non comprendo, infine, la scelta dell’UAAR di annullare il concerto che avrebbe dovuto concludere la manifestazione per la laicità.
Non comprendo, infine, la scelta dell’UAAR di annullare il concerto che avrebbe dovuto concludere la manifestazione per la laicità
Puoi leggere qualche approfondimento nei commenti all’annuncio dell’annullamento, qui:
http://www.uaar.it/news/2009/09/18/annullato-concerto-liberi-non-credere.
Ciao 🙂
Non comprendo, infine, la scelta dell’UAAR di annullare il concerto che avrebbe dovuto concludere la manifestazione per la laicità
Puoi leggere qualche approfondimento nei commenti all’annuncio dell’annullamento, qui:
http://www.uaar.it/news/2009/09/18/annullato-concerto-liberi-non-credere.
Ciao 🙂
@mauro c. : penso siano solo ragioni di opportunismo. L’annoso problema di quell’associazione è il voler salvare a tutti i costi capra e cavoli quando a volte non è proprio possibile
@mauro c. : penso siano solo ragioni di opportunismo. L’annoso problema di quell’associazione è il voler salvare a tutti i costi capra e cavoli quando a volte non è proprio possibile