Il Vaticano vieta e da le regole… a chi?

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corriere25-10-16

Occorrerà spiegare al Corriere della Sera (non esattamente l’ultimo arrivato in termini di mass media) che le parole sono importanti e che hanno un loro significato.

Leggere ripetutamente in un suo articolo on line a firma di Gian Guido Vecchi frasi di questo tipo:  le ceneri [dei defunti] non possono essere disperse nell’ambiente né conservate in casa né tantomeno divise in famiglia o conservate in gioielli o altri oggetti, ma devono essere custodite in un luogo sacro”; o ancora: “Di conseguenza, «la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita», stabilisce l’Istruzione. «Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale» il vescovo può concedere il permesso” è come dare per scontato che da oggi ci sia una qualche sorta di divieto in vigore semplicemente perché l’ha detto la Chiesa.

Per non parlare dell’aberrante titolone in prima pagina “La chiesa dà le regole sulla cremazione”; come se il potere giuridico italiano fosse nelle mani del Vaticano.

Ovviamente non è così, per lo meno ancora non ufficialmente, e queste prescrizioni troglodite valgono solo per chi ha la sfortuna di voler essere a tutti i costi un cattolico fondamentalista.

Il resto degli italiani, cattolici e non, possono fare con le ceneri del caro estinto quello che più gli aggrada. Conservarle in casa o disperderle nei luoghi dove è consentita la dispersione.

Ma si, certo che possono farlo anche i cattolici, se poi vogliono pentirsene (di aver rispettato la volontà del loro parente) parleranno con il prete di turno.

Dopodiché se il governo italiano volesse tornare indietro di decenni per riagganciare i rapporti con oltretevere danneggiati dalla approvazione della Cirinnà, semplicemente e pacatamente se ne assumerà la responsabilità.

In conclusione dovremmo anche ribadire che il sedicente progressismo di Papa Francesco I è sempre più evidentemente solo e soltanto una colossale operazione di marketing a cui ormai credono solo Scalfari e qualche sinistro radical chic in cerca di verginità politica, ma è cosa davvero pleonastica.

 

Alessandro Chiometti

p.s. si è citato il Corriere della Sera a titolo di esempio, gli altri media non si sono comportati molto meglio.

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