FieraMente Anticlericali: giugno 2007 a Perugia

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Le religioni dividono, la ragione unisce

Programma

-Nella ricorrenza dei 148 anni delle tragiche giornate che videro la città di Perugia teatro di uno dei più atroci eccidi perpetrati dalle truppe dello Stato Pontificio contro una popolazione civile insorta nel nome della libertà;
-Nell'anniversario dei 63 anni dal ritiro dell'esercito tedesco occupante da Perugia;
-In occasione dell'inopportuna e provocatoria venuta in Umbria del Papa Ratzinger il 17 Giugno prossimo;
Il Comitato Pietro Castellini in memoria e in continuità con le fiere tradizioni anticlericali, socialiste e federaliste del Risorgimento perugino/italiano:
Invita tutta la cittadinanza a partecipare ad una tre giorni di incontri/dibattiti/azioni.


All'insegna del recupero e della difesa della memoria storica cittadina, contro il trasversale e dilagante revisionismo storico volto ad occultare, sminuire e ridimensionare la portata reale dei tragici eventi del Giugno 1859 col fine di devitalizzarne il significato, scagionarne mandanti ed esecutori e cancellarne la memoria delle vittime;
In difesa del libero pensiero e della libertà di coscienza, contro l'oscurantismo religioso;
A favore dell'autodeterminazione individuale e sociale, contro le sistematiche ingerenze di tutte le istituzioni religiose nella vita politica, culturale e morale della collettività;
In difesa di un'esistenza vitale e terrena, per una sessualità come piacere, contro l'inganno di tutte le dottrine religiose che al fine di manipolare e sottomettere ogni passione umana, hanno fatto della morale della rinuncia, del sacrificio, dell'alienazione da sé l'unico modello da seguire;
Contro  un pensiero dominante che nei secoli ha fatto della sessualità femminile una realtà di cui vergognarsi, da reprimere e da cancellare arrivando al paradosso del concepimento senza peccato;
Per rilanciare i valori dell'uguaglianza e della libertà, contro Papi, Mullah e Rabbini che, oggi come ieri, nel nome del loro unico dio, non esitano a benedire nuove guerre di civiltà, a scomunicare i nuovi eretici e a perseguitare con rinnovati anatemi chi non si uniforma alla loro  unica Morale.

– I fatti –
14 Giugno del 1859: dopo decenni di soprusi e assoggettamento allo Stato Pontificio il popolo perugino, sotto la guida di Francesco Guardabassi, insorge reclamando la liberazione dall'odiato potere papale e rivendicando la volontà di partecipare al processo di unificazione delle terre italiane. Il delegato pontificio, per riacquistare la sua libertà, cede il governo della città agli insorti e si forma così a Perugia un governo provvisorio. Ma il mancato sostegno dei piemontesi e la pronta reazione del Papa, che non si fa attendere, determinano la tragica conclusione delle giornate della rivolta. Il XX giugno un corpo di tremila mercenari svizzeri entra in Perugia insorta attraverso Ponte S. Giovanni, Via Romana, fino al Frontone, dove i cittadini hanno innalzato delle barricate improvvisate. La difesa dei perugini è disperata, ma le forze mercenarie in poche ore sfondano lo sbarramento, entrano in città e danno il via al saccheggio e al massacro degli insorti. La battaglia più cruenta si svolge al Borgo Bello, quello che oggi in memoria di tali vicende è chiamato Borgo XX Giugno. La prima eroica vittima delle repressione è il giovane Pietro Castellini. Il ventenne perugino cade assassinato sotto i colpi di moschetto delle guardie svizzere mentre tenta "di liberarsi dalla furia degli assalitori". E' la prima vittima dell'ordine restauratore della Santa Sede, della brutalità poliziesca incarnata dalla gendarmeria pontificia, del comitato rivoluzionario che arriva a definirlo un demente e vittima infine della storiografia ufficiale che lo ha deliberatamente ignorato.
La repressione sfociò in un massacro vero e proprio che ebbe risonanza internazionale. Se l'operazione militare si concluse con una vittoria sugli insorti allo stesso tempo confermò anche la natura tirannica dello Stato Chiesa

– Oggi –
Ad un secolo e mezzo da quelle storiche giornate di ribellione:
Consapevoli che senza memoria del passato non c'è futuro possibile, abbiamo deciso di riscattare dalle ormai sterili e vuote cerimonie istituzionali il vivo ricordo di quegli uomini e quelle donne che con il prezzo della loro vita riconsegnarono alla città, anche se soltanto per pochi giorni, la libertà dalla tirannia pontificia;
Consapevoli della secolare continuità storica e ideologica che lega le Sante Crociate alle nuove guerre di civiltà, le inquisizioni e i roghi di un tempo alle nuove discriminazioni contro tutte le minoranze, le parole di "carità" di Pio IX e di Pio XII al falso umanitarismo ipocrita ed interclassista di Wojtyla e Ratzinger:

Rilanciamo l'attualità e la stringente necessità di una rinnovata e critica e pratica anticlericale che sappia tornare ad essere uno strumento di riscatto ed emancipazione dall'oppressione religiosa per arrestare il nuovo MedioEvo che avanza.

21 Maggio 2007   |   articoli   |   Tags: