Ricordate Diego Abatantuono.. “Attalo!.. il fratello di dio!”? Se la frase aveva un indubbio effetto umoristico, ditemi che effetto può avere quest’altra: “Asherah!.. la moglie di dio!”. Non ringrazierò mai abbastanza la passione di mia moglie per il suo Milan (io sono interista.. manco a dirlo!) che le ha fatto acquistare una pay-card per poter vedere le partite non trasmesse in chiaro. La stessa pay-card permette di accedere anche all’emittente BBC-Knowledge, sede di molti interessantissimi programmi, tra i quali ‘I segreti sepolti della Bibbia’, condotto dalla prof.ssa di ‘Bibbia Ebraica e Antiche Religioni’ Francesca Stavrakopoulou dell’ Exeter’s Department of Theology and Religion (UK). Bella ragazza mora, inoltre. La demolizione del testo fondamentale dei tre monoteismi (ebraismo, cristianesimo ed islam), minuziosa e sistematica, e che coinvolge i migliori ricercatori nei settori archeologico e biblistico, è tale da lasciare di stucco anche un miscredente inveterato come me. Di molte cose-alcune le snocciolerò nel corso dell’articolo-ero già al corrente e mi sono state confermate, ma che Jahveh, il dio biblico, il dio unico, avesse avuto-una volta!-moglie (la dea Asherah, appunto), non l’avevo mai sentito. Questa è tutt’altro che un’ipotesi. Ormai tutti gli storici ampiamente concordano sul fatto. Anche se, purtroppo, gran parte della documentazione archeologica in merito è andata perduta durante le sciagurate-come se le altre non lo fossero!-guerre arabo-israeliane, rimane, di quella, un’abbondante testimonianza fotografica. Sorge il sospetto, cribbio, che la religione ebraica fosse, una volta, POLITEISTICA!, come quella di tutti gli altri popoli. Ma và! Ebbè.. sì! Proprio così. E non si tratta affatto di qualcosa di arcaico, di preistorico, bensì lo fu fino ad un’epoca che storicamente si può definire ‘recente’; quando, a dar retta alle S.Scritture, il monoteismo doveva essersi affermato già da un buon MILLENNIO. Un gran numero di dèi veniva adorato dagli israeliti, ed in quel numero, Jahveh non occupava una posizione particolarmente distinta (inoltre: le traduzioni di ‘Jahveh’: ‘io sono quel che sono’ o ‘io sono colui che è’ sembrano destituite di fondamento). Sorge il sospetto, cribbio, che la Torah (corrispondente grosso modo al Vecchio Testamento cristiano) sia stata scritta o radicalmente rielaborata (c’è ormai chi la chiama ‘le Riscritture’) intorno al VI sec. a.C. Ebbè.. sì! Se volete sapere di ciò anche il chi, il come ed il perché, non cambiate canale. 587 a.C., l’Impero Babilonese di Nabucodonosor II conquista Gerusalemme e deporta gran parte della sua popolazione. L’esilio in terra di Babilonia durerà cinquant’anni. In questo periodo, uomini di valore seppero infondere compattezza e soprattutto speranza a quel popolo oppresso, e per questo compirono un’opera colossale. Reinterpretarono in chiave religiosa la storia d’Israele, che anzi, reinventarono in gran parte di sana pianta. Innanzitutto, però, sfoltirono drasticamente il nutrito.. ‘pantheon ebraico’ (fa quasi impressione mettere insieme le due parole.. uh, uh!), che avrebbe creato solo confusione, per far appuntare l’attenzione su uno solo. Tra tutti scelsero Jahveh (e perché no?!..) e lo fecero ridiventare.. ‘signorino’, per così dire, con la soppressione della dea Asherah sua moglie, che inoltre, con le sue beghe di femmina, sarebbe stata solo d’impiccio. E non doveva essere un ‘deuzzo’ qualunque; doveva essere LA POTENZA IN PERSONA! Intrinsecamente superiore agli dèi dei nemici. Tutte le sciagure di Israele erano derivate, in ogni tempo, dalla infedeltà e trascuratezza di quel popolo che egli aveva ELETTO, ma solo lui avrebbe potuto rimediare ai guai se il popolo avesse deciso di rigare dritto. Anche alla situazione attuale. Esso fu dilatato a dismisura nelle sue prerogative: fu fatto diventare colui che ha fatto tutto ciò che esiste, e che gestisce a suo piacimento. Per questo, come poi per tutto il resto, si ispirarono a (depredarono) letteratura e tradizione dell’area mesopotamica. Tre esempi. I) L’inizio di Genesi-la creazione. E poi ovunque dio è chiamato Elohim-altro non è che un testo babilonese. Con sconcertante ingenuità, mantennero il nome in lingua originale (che inoltre è un plurale: ‘gli dèi’! singolare: Elì-es. Bab Elì = La porta di dio = Babele). II) XV sec. a.C. Uno tsunami di dimensioni inusitate causato dalla terrificante esplosione vulcanica (tre volte quella del Krakatoa-1883) dell’isola di Tera (oggi: Santorini) provocò l’allagamento di quasi tutta la Mesopotamia, e fece colà gridare alla fine del mondo. Divenne celebre la storia di un signore caldeo che con una zattera salvò la sua famiglia e qualche animaletto di sua proprietà. Offenderei la vostra intelligenza se ora spiegassi come venne riciclata questa storia. III) La ricerca storico-archeologica sta confermando una teoria risalente nientemeno che a Sigmund Freud. Brevemente: Egitto XIV sec. a.C., il faraone Akenaton, il vero fondatore del monoteismo, impose Aton (il Sole) come dio unico. Alla morte di quel faraone, una violenta restaurazione ripristinò i vecchi dèi. Fece epoca.. all’epoca.. e rimase leggendario, il tentativo di fuga da quel paese di tremila egiziani seguaci di Aton, intenzionati a sfuggire allo scempio. Altra storia da loro ripresa e riutilizzata. Fu così che la fuga dei tremila EGIZIANI divenne.. l’esodo di 600mila EBREI! I quali, inoltre, è accertato, mai furono schiavi in Egitto. L’importante per quegli ‘uomini di valore’ era convincere il popolo che quello che dio aveva già fatto, mandare un uomo che lo avrebbe liberato, si sarebbe certamente ripetuto. Cosa che.. oh!.. avvenne! Anche se il nuovo Mosè si presentò con le improbabili sembianze del re persiano Ciro, che conquistò e abbattè (539 a.C.) l’Impero Babilonese e concesse agli ebrei di tornare in patria. Facile immaginare il prestigio acquisito da chi tutto quello aveva predetto! Ecco, in definitiva, fatto e confezionato, il dio che poi la scellerata impresa cristiana imporrà a mezzo mondo. Ma non solo Noè, Abramo e Mosè, tanto per citare i più celebri, risultano personagi d’invenzione. La prof.ssa Francesca ha confermato anche che gli imponenti scavi condotti per oltre un secolo e mezzo a Gerusalemme, non hanno restituito neanche un reperto del tempo dei re David e Salomone, come seppi dal prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, leggendo un suo ormai remoto articolo, di cui riporto alcuni passi. “Così, mentre non sono esaltanti i resti che … possono essere attribuiti a David e Salomone, notevoli sono quelli … che possono essere attribuiti a Omri di Israele, un sovrano cui i testi biblici dedicano pochissimi versetti. E certo non il magnifico Salomone … lasciò tra i popoli del Vicino Oriente qualche memoria di sé … se ancora parecchi decenni dopo la sua morte la cancelleria del grande impero assiro chiamava il regno settentrionale di Israele il ‘Paese di Omri’. È difficile non concordare con … Maxwell Miller, che ha definito Salomone ‘forse il sovrano più sopravvalutato’ della storia dell’umanità” (Il Messaggero 290493). Anche i due grandi re inventati, dunque? Sembrerebbe proprio di sì. Bravi però!.. dico… gli ‘uomini di valore’. Anche se il destino-o forse qualche diabolica entità-ha giocato loro un tiro un po’ pesantuccio. Ha voluto che nel tempo, la prima parola, nella lingua originale, del loro capolavoro, venisse ad indicare, con una simpatica sciarada italo-inglese, cosa sta per assumere chi si accinge a leggerlo: ‘Bereshit’ = ‘In principio’. Se poi si vuol ampliare la lista delle bibite rinfrescanti, consiglio la lettura del saggio di Bart D. Ehrman ‘Gesù non l’ha mai detto-millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli’ Ed. Mondadori. Se, infine, si accetta la mia tesi affermante che la religione cristiana, come la conosciamo, è una ‘pia’ invenzione del dott. Saulo di Tarso, in arte san Paolo, finto convertito, che agì per i motivi da me rapidamente accennati in un recente articolo (cercatelo!), si avrà, complessivamente, un panorama sufficientemente ampio di a che cosa si è andati appresso nell’ultimo, circa, bimillennio. Troppo. A parer mio.
Alessandro Petrucci

Dal dizionario biblico edizione 1973; esattamente quarantanove anni fa:
ASHERAH (eb aserah, in molte traduzioni « palo »).
Attualmente noto come nome di una dea cananea. Nella mitologia ugaritica *, Asherah, « la Signora del Mare », era la consorte di El, il padre degli dei. Nell’epica dí Baal * Asherah genera í mostri che divorano Baal e si oppone alla costruzione di un palazzo per Baal. Però nell’AT appare come moglie di Baal; ma più spesso la parola significa un oggetto di culto, probabilmente di legno perché poteva essere piantato o tagliato. Appare con un altare di Baal nella casa del padre di Gedeone * (Gdc 6, 25 ss), e se ne fa menzione nei regni di Roboamo* (1 Re 1, 14, 23), di Asa * (1 Re 15, 13, elevato dalla regina madre, Maacha *), di Akhab * (1 Re 16,33), di. Joakhaz * (2 Re 13, 6), e di Manasse * (2 Re 21, 7); furono distrutti da Giosia * (2 Re 23, 6 ss). Gezabele * manteneva 400 profeti di Asherah (1 Re 18, 19).
L’oggetto di culto consisteva probabilmente in un palo di legno, o inciso con i simboli della dea o semplicemente modellato a forma di immagine della dea stessa.
In Israele sembra che avesse il carattere e le funzioni di Anat *, Astarte * e Ishtar, nelle varie forme del mito e del rituale della fecondità; numerosi riferimenti testimoniano la popolarità di questa superstizione in Israele.
Come dimostra questo articolo del dizionario biblico, di Asherah si parla con abbondanza di particolari nella bibbia.
Nessuna sorpresa, per me, che le venga attribuito lo stato di moglie di Jaweh.
Chiunque ha una qualche familiarità con lo studio della Bibbia sa che il monoteismo israelitico è una conquista graduale fatta nel tempo, che ancora al tempo di Gesù veniva reso culto agli dei antichi, e sa anche che a Jaweh vengono attribuiti caratteri che oggi ci fanno decisamente inorridire.
Tutte le altre notizie riportate nell’articolo sono reperibili nel dizionario biblico che ho già citato ( ripeto: vecchio di trentanove anni ).
Anche qui, nessuna novità sconvolgente, per me. Bastava informarsi.
Per Saulo di Tarso, si possono leggere anche i commenti all’articolo citato ( Quelli che … io tremo ) che ho scritto a suo tempo.
Per quanto si può dire degli ultimi duemila anni, ci sono stati e ci sono ancora alcuni che hanno accettato un progetto di vita di un certo Gesù, che ha dato questa indicazione: “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”.
Indipendentemente dalle infedeltà di chi si dichiara cristiano, che sono state numerose, anzi direi sovrabbondanti, e sono queste purtroppo che giustificano pienamente il tono scettico del suo articolo.
Luigi Macchiarulo
“a che cosa si è andati appresso nell’ultimo, circa, bimillennio”.
Questa domanda finale dell’articolo ha spalancato in me una “voragine mentale”: La Bibbia, è un racconto, il racconto di come l’uomo, non degli ultimi duemila anni, ma l’uomo di sempre, ha cercato di dare una spiegazione al significato della vita umana, e l’ha cercata elaborando l’idea che la vita sia dominata da qualcuno o qualcosa che supera i poteri dell’uomo stesso.
Così sono stati attribuiti poteri sovrumani alle forze della natura, ed è nata l’idea che l’umanità fosse governata da più “dei” in perenne lotta fra loro, che hanno creato l’uomo per essere serviti.
La Bibbia è un racconto, il racconto di come l’uomo si stia liberando, con grande fatica dell’idea di essere dominato da più “dei”, per concepire l’idea del “dio” unico. Ecco perché YHWH, un “dio” semi-sconosciuto di una tribù beduina viene lentamente, non senza contraddizioni, trasformato nel “dio” unico di tutta l’umanità.
Oltre che di fatti “storici”, la Bibbia è il racconto dell’avventura mentale dell’umanità, a proposito di quello che chiamiamo Dio, che non è ancora conclusa.
YHWH, è concepito come un capo clan “celeste” che come “dio” combatte per la sua tribù contro i nemici di questa, con innumerevoli avventure, e, siccome è onnipotente, quando la tribù viene sconfitta si devono cercare le responsabilità del caso, che non possono evidentemente essere attribuite all’onnipotente, quindi la colpa è delle infedeltà degli uomini della tribù, da qui il senso di colpa che ne deriva e che domina ancora una parte dell’umanità.
Da qui il “dio” viene concepito come “colui che punisce le infedeltà”
La bibbia è il racconto di come faticosamente si fa strada nella mente umana l’idea che il “dio” unico, creatore, è il creatore dell’umanità intera,
ed è dell’umanità intera che si prende cura: viene Gesù e racconta che “dio” è non uno che punisce e domina con la paura, ma il “Padre” che “fa piovere sui buoni e sui cattivi”.
Questa idea di Dio, “padre di tutta l’umanità” non è ancora accettata ai tempi nostri; infatti una “rivelazione” fatta ad una bambina a Fatima in nome di “dio” racconta che se l’umanità non si converte, “dio” scatenerà una guerra mondiale peggiore di quella che sta per finire, ( siamo nel 1917 ), questa idea viene corretta da Benedetto XVI che dichiara che “dio” non vuole guerre ma pace infinita ( siamo nel 2011 ).
Contemporaneamente un signore dai microfoni di Radio Maria tuona che lo tsunami che ha colpito il Giappone ( 2010 oppure 2011, il tempo mi sfugge e non ricordo bene ) è una manifestazione della misericordia divina ( ecco il “dio” che mette in guardia l’umanità scatenando un disastro ).
Questo basta per dire come l’avventura non è ancora conclusa, e come ad uno stesso nome possono essere attribuite caratteristiche tanto diverse, spesso assolutamente contraddittorie, che giustificano lo scetticismo di chi non crede; e quanta saggezza c’era nella risposta che Mosè si sente dare quando avvicinatosi al roveto ardente che “brucia ma non si consuma”, chiede: – qual è il tuo nome? – si sente rispondere YHWH, “io sono”, così quell’umanità che vuole capire, capisce che Dio non può essere circoscritto da un nome che ne limiterebbe la portata, e che lo ricondurrebbe al politeismo.
Oggi siamo ancora in ballo, pronunciamo un nome, Dio, crediamo di parlare di una cosa chiarissima, pensiamo di dire tutti la stessa cosa, chi per credere, chi per negare, mentre attribuiamo a quella parola caratteristiche diverse e spesso contraddittorie, come ho già accennato sopra, e quindi pronunciando la stessa parola intendiamo cose anche molto diverse.
E, peggio ancora, crediamo di poter interpretare i suoi desideri e i suoi ordini, le sue volontà, attribuendogli le nostre categorie mentali.
Intanto però si fanno strada altri modi di concepire l’idea di “dio”:
facendo tesoro delle scoperte scientifiche, si capisce che tutto l’universo è costituito da una realtà che definiamo “energia”, e tutto ciò che ci circonda è costituito dalla materializzazione di questa energia che continuamente si trasforma e si organizza ( E=MC2^ vedi articolo e note “Evoluzione” ).
Così, quello che chiamiamo “dio” può essere concepito come una sorta di “energia pura” capace di dare esistenza all’”energia” che si materializza costruendo l’universo.
Ancora una volta, se c’è un creatore, è un “senza nome” del quale conosciamo soltanto gli effetti che produce nell’universo.
Per me questa è una “avventura mentale” entusiasmante, sarebbe un peccato banalizzarla, riducendola ad una disputa da condominio contro la chiesa cattolica, o contro il cristianesimo in genere, perdendo di vista la realtà vera, che sostanzialmente è ancora un mistero che forse si sta lentamente svelando.
Luigi Macchiarulo
Insomma.. “va tutto bene!”.. dice il caro sig. Macchiarulo
Alessandro Petrucci
VERAMENTE DICO SOLTANTO CHE LE COSE POSSONO ESSERE VISTE DA MOLTI PUNTI DI VISTA, E LE COSE SONO MOLTO PIU’ COMPLESSE DI QUELLO CHE SEMBRA.
Luigi Macchiarulo
ma guarda un po’.. è quello che penso anch’io! Omaggi!
E NON ALZI LA VOCE!!..
Chiedo scusa, le maiuscole mi sono scappate senza volerlo, non pensavo che fossero per qualcuno un segnale così importante.
Spero che, visto che siamo d’accordo, non ci sia bisogno di litigare a colpi di maiuscole.
Saluti.
Macchiarulo Luigi
Ineffabile sig. Luigi
Mi limito a rilevare lo sfondone terrificante con cui apre il suo II commento e che determina poi il resto (non viene mai smentito!). “La Bibbia è il racconto di come L’UOMO(!).. ha cercato di dare una spiegazione al significato della vita umana, e l’ha cercata ELABORANDO L’IDEA.. etc.”. Orbene, peccato che in questo non vi sia nessuna traccia di ‘verità rivelata’. Da dio. Concetto che è il cardine della della dottrina e della teologia cristiane. Le Scritture, a suo dire, non riportano perciò ‘la parola di dio’ (e non dovrebbero fare altro!) bensì ‘l’arrabattarsi dell’uomo’. Parole di SOLTANTO uomini. Anche Giosuè Cristo, dunque. Mi permetta di dirle che Ludwig Feuerbach in confronto a lei era un principiante. In altri tempi, i suoi amichetti l’avrebbero già carbonizzata, per questo. Altra storia è se la religione costituisce un buon criterio per capire. Secondo me è il peggiore possibile.
Ah.. un’altra cosa. Quello che lei dice di Asherah non c’entra un tubo con quello che dico io. Smetta di arrampicarsi su uno specchio, anche se si chiama ‘dizionario biblico, ed. 1973’. Un consiglio: veda in web.
Ora voglia scusarmi, ma ho da fare. Riomaggi!
Alessandro Petrucci
P.S. Una finta conversione non può esistere. Per principio. Essa è sempre vera.. apprescindere! Così ragiona un vero credente. Bravo!
Caro signor Alessandro Petrucci,
io, da laico, non cerco su un libro nessun messaggio nascosto e nessuna rivelaszione divina, mi limito a leggere quello che c’è scritto, e nella Bibbia trovo un libro che è abbondantemente anticipato da scritti precedenti dei quali spesso è un semplice rifacimento, per me, se c’è una rivelazione divina, è una rivelazione fatta a tutta l’umanità, anche prima che venisse scritta la Bibbia.
Se lei avrà la bontà di rileggere il mio scritto da questo punto di vista, vedrà che tutto fila in modo perfettamente logico.
Lei non può discutere con me come se stesse parlando con il papa o con la voce ufficiale della chiesa cattolica, le ricordo che mi chiamo Luigi, e sono responsabile di quello che penso e dico io, non di quello che dice qualcun altro, chiunque sia.
Forse lei non ha ancora capito che i tempi sono cambiati, e non corro rischi di essere carbonizzato, proprio perché ho conquistato il diritto delle mie opinioni.
Non le ho mai chiesto di aprire una discussione sulla religione, della quale non mi interessa discutere con lei, visto che ha altro da fare, ho soltanto cercato di far notare a chi legge, perché ho il sopetto che a lei non riuscirò mai a far capire niente, visto il tono delle sue risposte, che forse le cose scritte si prestano ad una lettura diversa rispetto la sua.
Se vuole continuare la discussione con questi toni, sappia che io non mi tiro mai indietro, perché, invece, non ho altro da fare, e se lei pubblica uno scritto, non può continuare a mancare di rispetto a chi commenta.
Luigi Macchiarulo
P.S.
Non ho capito chi l’autorizza a concludere che Paolo sarebbe un “finto convertito”
Irascibile sig. Luigi
Le assicuro che la mia mancanza di rispetto alberga solo nella sua particolare sensibilità, probabilmente incompatibile col mio particolare humor; come quando prese sul serio quel mio “E NON ALZI LA VOCE!!..”. Credevo fosse evidente che voleva essere una spiritosaggine. Io che volevo farle un monumento in quanto lei è il primo e finora l’unico, esterno alla ns. Associazione che abbia commentato un mio articolo, e le sono comunque infinitamente grato.. mah! Se poi (guardi bene, ho detto SE) lei è uno di quei tizi che fanno gli offesi per.. ‘pararsi le terga’, per così dire, allora veramente non avremmo null’altro da dirci, poichè trovo questo atteggiamento disgustoso e da disprezzare in sommo grado.
Le assicuro che non ho mai sospettato che lei fosse il papa o la voce ufficiale della chiesa cattolica (non ha idea di cosa sarei capace di dire loro!), ma che sia un aficionado della Chiesa (è inoltre da lei espressamente dichiarato nel suo carteggio col ns. Dagoberto Frattaroli) ed un cattivo valutatore-dal mio punto di vista!-del fenomeno religioso (a parte qualche scivolone di stampo Feuerbachiano), è fin troppo chiaro. E’ in questo senso che io, civilmente, sia pur a modo mio, mi permetto di contrastarla. Perciò la validità della sostanza delle mie obiezioni permane.
Qualche appunto. Lei dice: “Forse lei non ha ancora capito che i tempi sono cambiati, e non corro rischi di essere carbonizzato..”. Ma se avevo premesso proprio: “In altri tempi”! Se poi andiamo a vedere come abbiamo conquistato il diritto delle nostre opinioni, non è che dobbiamo ringraziare il buon cuore dei suoi amichetti! E come sarebbe a dire: “..chi l’autorizza a concludere che Paolo sarebbe un finto convertito..”? Mi autorizzo da me. Forse perchè “..sono responsabile di quello che penso e che dico io, non di quello che dice qualcun altro..”. Parole sue. Come.. lei sì, e io no? Questo suo è un lapsus rivelatore, ammesso che ci sia qualcosa ancora da rivelare sui suoi gusti. Ebbene, quella conclusione costituisce un tassello (UN TASSELLONE!) di una mia più ampia ricerca vertente a decriptare la figura di Giosuè Cristo, e che non riporto qui poichè l’ho giudicata indegno (in realtà solo perchè non ne ho proprio voglia!..).
Le rinnovo i miei ringraziamenti per i suoi interventi. Omaggi-3
Alessandro Petrucci
P.S. Mi scusi il titardo nella risposta , ma avevo molto da fare.. uah!.. ah!.. ah!.. ah! La verità è che sono attualmente scomputerizzato e usufruisco della sala-computer del Comune, e se ci rimango troppo mi viene a costare un occhio
Di molte cose-alcune le snocciolerò nel corso dell’articolo-ero già al corrente e mi sono state confermate, ma che Jahveh, il dio biblico, il dio unico, avesse avuto-una volta!-moglie (la dea Asherah, appunto), non l’avevo mai sentito. Questa è tutt’altro che un’ipotesi. Ormai tutti gli storici ampiamente concordano sul fatto. Anche se, purtroppo, gran parte della documentazione archeologica in merito è andata perduta durante le sciagurate-come se le altre non lo fossero!-guerre arabo-israeliane, rimane, di quella, un’abbondante testimonianza fotografica. Sorge il sospetto, cribbio, che la religione ebraica fosse, una volta, POLITEISTICA!, come quella di tutti gli altri popoli.
Riprendo con serietà il discorso che più mi interessa, partendo da questo scritto del sig. Petrucci, per cogliere la sua meraviglia per la scoperta che la religione ebraica fosse stata una volta POLITEISTICA; nell’articolo del dizionario biblico che ho già citato, si legge il brano sottostante:
L’oggetto di culto ( Asherah ) consisteva probabilmente in un palo di legno, o inciso con i simboli della dea o semplicemente modellato a forma di immagine della dea stessa.
In Israele sembra che avesse il carattere e le funzioni di Anat *, Astarte * e Ishtar, nelle varie forme del mito e del rituale della fecondità; numerosi riferimenti testimoniano la popolarità di questa superstizione in Israele.
Che inizialmente la società israelitica fosse POLITEISTICA e la fede nel Dio unico è una conquista tarda di Israele, si legge in tutto il libro ( Bibbia vuol dire appunto libro ).
La Bibbia, è il racconto di come il popolo israelitico ha lottato per liberarsi dal proprio politeismo: esempi se ne trovano a bizzeffe, durante la lettura, basti soltanto quello che riporto sotto, che dimostra inconfutabilmente che la moglie preferita di Giacobbe, Rachele, era legata al culto dei Terafim, idoletti di famiglia che ha rubato al padre nella fuga che li liberava da Labano. ( Giacobbe è il terzo patriarca, fondatore del popolo di Israele, dopo Abramo e Isacco secondo la Bibbia ).
Genesi cap 31
22]Al terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito. [23]Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad. [24]Ma Dio venne da Làbano l’Arameo in un sogno notturno e gli disse: «Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!». [25]Làbano andò dunque a raggiungere Giacobbe; ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad. [26]Disse allora Làbano a Giacobbe: «Che hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra! [27]Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di timpani e di cetre! [28]E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo hai agito in modo insensato. [29]Sarebbe in mio potere di farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male! [30]Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché mi hai rubato i miei dei?». [31]Giacobbe rispose a Làbano e disse: «Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie. [32]Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dei, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti riscontra quanto vi può essere di tuo presso di me e prendilo». Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele. [33]Allora Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele. [34]Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò. [35]Essa parlò al padre: «Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne». Làbano cercò dunque il tutta la tenda e non trovò gli idoli.
Tutti sanno che mentre Mosè era salito sul monte per “ricevere” le tavole della legga divina, il popolo sottostante si era costruito il vitello d’oro.
L’elenco può essere lunghissimo, dura per tutta la lunghezza del libro, perché le infedeltà rimproverate dai profeti al popolo, sono innumerevoli.
Quanto sopra è sufficiente per mostrare che la meraviglia del sig Petrucci nello scoprire che la società israelitica era una società POLITEISTICA dimostra soltanto che egli non ha mai letto la Bibbia.
Luigi Macchiarulo
P.S.
Se volessi essere sgarbato come il sig Petrucci lo è stato abbondantemente con me, avrei dovuto dire, ma non voglio dirlo, e non lo dirò; avrei dovuto cioè dire che con il suo internet, ha scoperto l’acqua calda.
Carissimo sig Petrucci,
il suo ultimo scritto mi ha fatto finalmente capire che non sono in grado di competere con lei, per cui preferisco concludere qui la nostra cordiale conversazione.
La lascio alla sua beatitudine.
Luigi
Oh, c’è chi non rinuncia mai all’ultima parola..
APPUNTO!
Caro Luigi, scusi se mi intrometto nella discussione… ma non mi sembra che Petrucci è stato sgarbato.. il suo stile è noto a chi frequenta il nostro sito e i suoi commenti non si discostano da quell’uso tagliente dell’ironia che può piacere o non piacere, ma certamente non è maleducazione.
Inoltre se posso ancora permettermi, è evidente che per lei queste cose come quelle sull’evoluzione biologica sono note e quindi può dire “avete scoperto l’acqua calda”. Buon per lei. Le garantisco però che per il 90% (stima che non ha la pretesa di essere esatta ) di chi si definisce cattolico non lo sono, e come le ho già spiegato è a loro che ci rivolgiamo.
Caro sig Alex,
Come lei stesso dice, non state parlando con me, ma con qualcun altro, verso il quale sono forse più critico, e, mi lasci passare l’immodestia, con maggiori argomenti dei vostri. ( Ecco perché ho scritto che non mi riconosco nel definirci voi e noi, ma soltanto noi )
Confesso che applicare a me le categorie mentali di qualcun altro, fosse anche il papa, mi da un certo fastidio, sono sempre pronto a discutere nel merito delle cose, e nel caso specifico non sono riuscito ad aprire alcun dialogo, non ho mai ricevuto risposte adeguate nel merito degli argomenti, per cui ritengo inutile continuare.
La ringrazio per il suo intervento che tende a sdrammatizzare una situazione per me incresciosa. Io voglio dialogare, non duellare.
cordialità
Luigi Macchiarulo