All’anima!

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Prosegue senza sosta il processo col quale la scienza, ma diciamo anche il pensiero razionale, in generale, va strappando di mano alla religione le terribili armi di cui essa si è servita per tenere in scacco ed asservire ai suoi scopi l’essere umano. Non che lo si faccia di proposito, eh!.. Succede!..
Prendiamo ad esempio la MORALE, uno degli ordigni più potenti. Senza un dio che ci detta il corretto comportamento etico da tenere, ci dicono i chierici (e affini), l’uomo sbanderebbe paurosamente e sarebbe preda delle degenerazioni più atroci. Che tutto questo non sia vero ce lo dimostra oggi chiaramente quella scienza che si chiama ETOLOGIA; la disciplina che studia il comportamento animale. A tal proposito, sarà quanto prima disponibile sul nostro sito il filmato segnalatoci dal nostro amico belga, prof. Marc Simons, di una conferenza tenuta dall’etologo e primatologo olandese prof. Frans de Waal, dall’eloquente titolo ‘Morality withouth religion’ (moralità senza religione) in cui lo scienziato, tramite rigorosi e anche simpatici esperimenti su scimpanzé, ma anche su.. elefanti!.. dimostra che con empatia, solidarietà, e tutti gli altri aspetti di un’esistenza morale, la religione, appunto, per usare le parole di Marc: “.. non c’entra niente. E meno di niente!”. Questo a conferma di quanto il pensiero filosofico, agendo per via speculativa, aveva ampiamente anticipato. Senza andare troppo indietro nel tempo, si può citare Immanuel Kant, che mostrò che la legge morale è produzione schiettamente umana e che l’essere umano non ha bisogno di alcun dio per condursi in modo eticamente corretto. Per venire ai giorni nostri, si può citare un filosofo come Eugenio Lecaldano (v. in web), il quale, andando oltre lo stesso Kant, mostra quanto la religione sia perniciosa proprio da un punto di vista etico, poiché sottrae all’uomo il diritto/dovere di costruire una morale basata sulle proprie ragione e sensibilità. La morale religiosa corrompe, inoltre, perché si basa sul criterio REMUNERATIVO. Invita a ben comportarsi in vista di un premio che non sia il puro e semplice piacere di aver compiuto il proprio dovere. La religione è.. IMMORALE!
A voler proseguire in quest’opera, diciamo, di ‘sminamento’, ci si viene ad imbattere in un altro potentissimo ordigno, forse più potente del precedente. Le religioni (e solo esse!) sanno fare perno senza pudore sulle paura e angoscia che assalgono l’essere umano al pensiero che un giorno-più in là possibile, come si suol dire-egli non sarà più di questo mondo. Promettono, e non possono fare altro perché non sono in grado di dimostrare nulla, sopravvivenze celestiali-o infernali!-che possono essere garantite SOLTANTO dalla loro principale divinità di riferimento. Vale la pena di osservare che qui c’è un riaggancio con la.. ‘questione morale, per così dire (i reprobi saranno.. ‘infernalizzati’).
La buona notizia è che oggi siamo perfettamente in grado di neutralizzare anche quest’altro dannato imbroglio (‘pia fraus’, direbbe un nostro amico), poiché, non la TEOLOGIA, non la MISTICA, bensì la FISICA, ci prospetta il nostro ‘andare oltre’ questa nostra limitata esperienza terrena, e questo in modo del tutto IMMANENTISTICO (1) e MATERIALISTICO. E al di là della polemica se il nostro ‘horror vacui’ sia solo l’effetto, oppure no, dell’azione dei nostri istinti di conservazione. E se c’è da parlare di ‘anima’-e dal titolo sembrerebbe di sì-una di quelle parole (come.. ‘dio’!) che quando ce le troviamo davanti, a noi laici viene il cagotto (2), lo si faccia tranquillamente (3). Proprio questo, infatti, ci si deve accingere a fare, e.. vedrete che le sorprese non mancheranno.
La concezione cristiana di anima è ripresa in modo sostanziale da quella formulata dal filosofo Platone, soprattutto ad opera di s. Agostino. Platone, a sua volta, l’aveva ricevuta da quel culto misterico noto col nome di Orfismo (basantesi cioè sul mito del poeta Orfeo). Ispirato alle religioni orientali, esso concepisce l’anima come principio distinto dal corpo, anzi, sostanzialmente estraneo ad esso, che viene a essere definito come ‘prigione’ di quella. Preesistente al corpo, se ne libera con la morte di quello, ed è prevista una ‘trasmigrazione’ delle anime (metempsicosi) in nuovi corpi, e in alcune concezioni orientali-buddhismo, brahmanesimo-esse anime possono ‘reincarnarsi’ anche in forme animali, più o meno ‘inferiori’, a seconda dei demeriti accumulati nella precedente vita corporea. Va detto che anche il cristianesimo delle origini contemplava la metempsicosi, poi abbandonata. A questa concezione si oppose decisamente e vigorosamente un altro grande della Filosofia, Aristotele. Ben lontana dall’essere distinta e sostanzialmente estranea al corpo, l’anima ne costituisce invece il principio determinatore e specificatore. Essa è la FORMA del corpo. Il termine usato da Aristotele, ‘entelechia’, che è come dire ‘compiutezza’, sta ad indicare, parlando in termini moderni, che il corpo è l’attuazione di un programma; e l’anima non è ‘altro’ che quello che oggi la Scienza chiama INFORMAZIONE. E cos’è il nostro DNA se non che il contenitore di tutta l’’informazione’ che ci riguarda?! Siamo al punto. Orbene, uno dei principi fisici ormai maggiormente consolidati afferma che L’INFORMAZIONE NON VA MAI PERDUTA. Informazione nel senso più generale, non solo quella genetica. “Anche dopo che la carta di questa rivista sarà riciclata, l’informazione che si trova in queste pagine sarà riorganizzata, non eliminata. In teoria, il decadimento può essere invertito-la polpa di carta ricostruita in parole e fotografie-anche se in pratica sembra un obiettivo impossibile”(4). Accadde però che l’insigne astrofisico Stephen Hawking dovesse porre un’eccezione a questa regola. L’informazione contenuta in qualsivoglia oggetto va perduta nel caso questo vada a cadere all’interno di quel particolare oggetto cosmologico che va sotto il nome di BUCO NERO. La reazione nel mondo della Fisica fu vivace e portò alla formulazione del PRINCIPIO OLOGRAFICO (troppo gravoso spiegare qui in cosa consiste, ma.. fidatevi!). Ideato da Gerard ‘t Hooft (premio Nobel 1999. Tanto per gradire) e sviluppato da Leonard Susskind, permette di affermare che nel caso considerato da Hawking, l’informazione non vada distrutta, ma vada a.. ‘spalmarsi’, per così dire, sulla superficie del buco nero. “L’orizzonte degli eventi del buco nero, il punto di non ritorno, svolge anche la funzione di libro mastro. L’informazione non si perde mai”(4). Ora, basta fare due più due (veramente si tratta di una deduzione, non di una somma aritmetica, ma non pedanteggiamo..). Se ciò che ci definisce in tutto e per tutto è l’informazione che ci portiamo dentro, e l’informazione è indistruttibile.. è talmente banale, il risultato, che mi vergogno a dirlo. Insomma: siamo destinati a durare proprio un bel po’! Piaccia o no. Rassegnamoci!
E qui ecco una buona/cattiva notizia per gli amici buddhisti. Se quanto qui detto sulla natura dell’anima ne estende il possesso anche agli animali (e alle piante no?!.. e a questo articolo..), cosa negata dai monoteismi a base biblica, impedisce però che un essere umano possa andare a.. ‘ripristinarsi’ in un bacherozzo o in un cavallo (v. sopra).. o in una persona umana che non sia.. egli stesso! Ciò a causa dello strettissimo ‘carattere individuante’ di quella (chi ha capito cosa voglio dire, ma pensa che abbia usato un’espressione inesatta, è pregato di segnalarlo. Grazie.). E anche lo stesso concetto di NIRVANA (estinzione) corre seri pericoli, e questo a causa della nostra pervicace e spudorata ‘inestinguibilità’, a quel che sembra. Ma il Dalai Lama, la loro massima guida spirituale, ha recentemente dichiarato che se la scienza dimostrasse falso un qualsivoglia principio della sua dottrina, egli non esiterebbe ad abbandonarlo. A riconferma del carattere squisitamente ANTIDOGMATICO del buddhismo.
Ciò che lascia perplessi-almeno è l’effetto che fa a me-è che la persino banale conclusione testè menzionata sfugga a persone di levatura eccezionale, che risulta difficile credere non essere in possesso di quelle-in fondo semplici-nozioni che conducono inevitabilmente a quella. Un paio di esempi (I) Bertrand Russell: “Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà e nulla del mio io sopravvivrà. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni”. Perfettamente d’accordo sulla seconda parte (e che, c’è bisogno di dircelo?), ma la prima?.. Vien voglia di dire: grandezza(limitata) e limiti(parecchi) dell’Empirismo Logico!(5). (II) “Io non credo ci sia nulla dopo la morte. Resterà la mia materia, quella di cui sono fatta io, che servirà a fare altre cose. .. Io non ci sarò più”. Così si espresse la cara prof.ssa Margherita Hack, astrofisica, grande scienziata e grande donna, che tanto ci mancherà, ma che, probabilmente a causa della sua ostentata indifferenza verso il discorso filosofico, rimase sempre ancorata ad una concezione triviale del materialismo.
Ma.. a prescindere: è mai possibile che la DISTRAZIONE DI MASSA imperante e l’abitudine ai luoghi comuni riescano a far arrivare a tanto? Insomma.. basta!.. che chi si accinge a risolvere un cruciverba, debba trovarsi davanti a definizioni del tipo.. due orizzontale: non crede in un’altra vita-quattro lettere. Indovina un po’!(comincia per at e finisce per eo). Ma cosa diavolo c’entra?! Seguire quest’ordine di (s)ragionamento significa ammettere che nelle questioni sopramenzionate, in qualsivoglia senso si pongano, c’entri comunque un qualche ‘dio’, e magari proprio quel caspita di capolavoro del dio cristiano (ebraico, islamico)!(3). Poveri noi. Vittime dei.. cruciverba!..
Un’obiezione, TIPICAMENTE LORO, che chierici e affini potrebbero contrapporre ad un laico che esponesse concetti come quelli riportati sopra è presumibilmente questa: “E dopo?.. non sapete dire cosa accadrà a questa.. ‘informazione’. Nella nostra concezione, invece, è tutto spiegato. Noi sappiamo..” Una risposta ragionevole e (soprattutto) onesta potrebbe essere: “Voi non ‘sapete’ proprio niente!.. Lo credete. PER ORA si è scoperto quello. Fino a poco tempo fa non sapevamo neanche quello. E per quale motivo non dovrebbe addirittura essere MEGLIO COSÌ? C’è più gusto!.. Voi e le vostre disgustose FUGHE IN AVANTI!”. A voler modificare opportunamente una celebre espressione shakespeariana, si potrebbe dire: “ci sono più cose in cielo e in terra che nelle teste di tutti i chierici. E affini”. L’originale. Amleto: “ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”. È oggetto di dibattito cosa Scuotilalancia (Shakespeare) volesse lì intendere col termine ‘filosofia’, ma questo è poco rilevante ai nostri fini. L’importante è che i filosofi (non solo i professionisti, ma chiunque abbia in sé spirito filosofale) questo lo sanno benissimo. È ai chierici (e affini) che quell’altra cosa, proprio.. non va giù!

 

Alessandro Petrucci
Note (1) IMMANENTE: totalmente interno al mondo e che si risolve in esso. Opposto a TRASCENDENTE e TRANSITIVO. (2) ..ma non sono padano. E sotto alcuni aspetti, me ne compiaccio. (3) cfr. articolo ‘Preliminar’, pubbl. 230613. (4) Michael Moyer ‘Lo spazio è digitale?’ Le Scienze aprile 2012. (5) Empirismo Logico, o Neopositivismo, o Positivismo Logico. La corrente filosofica a cui faceva capo Russell.

7 Agosto 2013   |   articoli, riflessioni   |