Occorre identificare con un nome il manipolo di eroi cattolici che eletti in un partito che si professa laico non esitano a mettere in difficoltà il loro sindaco e i loro assessori di riferimento pur di rispondere “obbedisco” agli ordini che presumibilmente vengono dal Duomo di Terni. Personalmente propendo per “la banda del vescovo” appunto.
Molti elettori di centrosinistra, quando hanno riconfermato la fiducia ad una coalizione che governa da dieci anni questa città, l’hanno fatto con una parola d’ordine: “discontinuità”. Questo è stato necessario a causa della travagliata gestione del secondo mandato di Raffaelli che ha governato in acque molto agitate.
Dopo un anno di segnali di discontinuità non ce ne sono stati molti in verità, ma ora la banda del vescovo ha deciso di dare una bella sterzata integralista. Basta con la finzioni di appartenenza partitica, noi siamo cattolici, ergo, in qualunque partito siamo, rispondiamo agli ordini di Santa Madre Chiesa.
Se qualcuno ironizzava sotto la gestione Raffaelli che il vero sindaco della città fosse Monsignor Paglia, ora non c’è più niente da ridere: il manipolo teo-dem (sicuramente molto sovradimensionato rispetto alla sua reale rappresentanza popolare ternana) ha finalmente scoperto le carte e mostrato all’intera città che se una cosa non è gradita al Vescovo in consiglio comunale non passerà mai.
Lunedì 19 Aprile 2010, sarà ricordato dai laici ternani come il giorno in cui la Banda del Vescovo si è appropriata della città.
I fatti.
In tarda mattinata arriva la sconcertante notizia che cinque prodi cattolici del PD, Giubilei, Teofrasti, Ventura, Trivelli e Tabarrini, hanno presentato un’interrogazione contro l’assessore alla Cultura della loro maggioranza reo di aver commesso la grave insolenza di concedere il patrocinio a noi di Civiltà Laica per la presentazione del libro “Vaticano S.p.A.” di Gianluigi Nuzzi edito da Chiarelettere. La motivazione è presto detta: stando al manipolo di prodi cattolici “…l’iniziativa evidentemente, non sembra rappresentare il comune sentire della città, che è precondizione essenziale per un riconoscimento di valenza pubblica”.
Chiaro il concetto? Solo i cattolici possono sapere qual è il “comune sentire della città”, e inoltre la valenza pubblica è riconoscibile solo se è conforme al sentimento della cosiddetta maggioranza.
Questo è il concetto di democrazia che decenni di paternostri e avemarie hanno inculcato nella testa di codesti rappresentanti del comune sentire. Se qualcuno trova differenze con il comportamento dei beceri leghisti del profondo nord, mi avvisi.
Ma ovviamente la vera chicca doveva ancora arrivare.
Nel tardo pomeriggio infatti si è discussa la proposta di iniziativa popolare volta a istituire un registro comunale dei Testamenti Biologici a Terni. La proposta era stata portata avanti da Civiltà Laica, dal circolo UAAR di Terni e dall’Ass. Radicale Ernesto Rossi, e in soli tre giorni di “banchetto” ben quattrocento firme erano state raccolte.
Dopo aver passato lo scoglio della commissione che aveva dato il via libera, la questione è approdata al consiglio comunale dove non è bastato un grande intervento del Sindaco Leopoldo Di Girolamo, che come medico si è sentito in dovere di difendere la legittimità del registro.
La Banda del vescovo ha mostrato tutte le sue forze e ben otto consiglieri del PD, più due esponenti di una lista civica che appoggiava questa maggioranza hanno rafforzato i ranghi della destra locale, che per inciso era tutt’altro che compatta sulla questione.
In totale dieci esponenti della maggioranza hanno votato con la destra per far saltare il registro biologico e rispondere così al richiamo delle sirene porporate.
E’ opportuno riportare la storica votazione nel dettaglio:
CONSIGLIERI FAVOREVOLI
1. Di Girolamo Leopoldo (Sindaco – PD)
2. Piccinini Sandro (Presidente II Commissione – PD)
3. Amici Giampiero (Capogruppo PD)
4. Paparelli Paolo (PD)
5. Nardini Alida (PD)
6. Monti Jonathan (PD)
7. Vinciarelli Marco (PD)
8. Cicioni Alessio (PD)
9. Finocchio Giorgio (Presidente del Consiglio – PD)
10. Nannini Mauro(Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani)
11. Talamonti Giocondo (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani)
12. Boccolini Giuseppe (Presidente I Commissione – Socialisti)
13. Salvati Federico(Popolo della Libertà)
CONSIGLIERI CONTRARI
1. Bartolini Anna (PD)
2. Chiappalupi Alessandro (Presidente III Commissione – PD)
3. Trivelli Sergio (PD)
4. Orsini Valdimiro (PD)
5. Teofrasti Gianfranco (PD)
6. Giubilei Riccardo (PD)
7. Ventura Ermanno (PD)
8. Pennoni Michele (PD)
9. Aquilini Ugolini Giorgio (Capogruppo Progetto Terni – Città Aperta)
10. Tallarico David (Vice Presidente del Consiglio – Progetto Terni –
Città Aperta)
11. Baldassarre Antonio (Capogruppo Lista Baldassarre)
12. Ferranti Francesco Mario (PDL)
13. Brizi Federico (Capogruppo PDL)
14. Ciaurro Paola (Lista Baldassarre)
15. Garofoli Paolo (Lista Baldassarre)
16. Maggiolini Paolo (Lista Baldassarre)
17. Fabrizi Cinzia (Lista Baldassarre)
18. Cicioni Giovanni (Lista Baldassarre)
19. Melasecche Germini Enrico (UDC)
20. Crisostomi Cristiano (UDC)
CONSIGLIERI ASTENUTI
1. Tabarrini Valerio (PD)
CONSIGLIERI ASSENTI
1. Campili Claudio (Capogruppo IDV)
2. Luzi Luzio (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani)
3. Guardalben Dario (PDL)
4. Biscetti Fabio (PDL)
5. Orsini Carlo (PDL)
6. Fatale Stefano (PDL)
7. Leo Venturi (Capogruppo Terni Oltre)
Bisognerebbe chiedere alla Banda del Vescovo come mai in campagna elettorale non si sono presentati dichiarando apertamente le loro convinzioni integraliste… ma è ovvio che tutto rientra nella logica politica degli ex-margheritini di scarnificare il corpo elettorale degli ex-diessini fino a riuscire ad invertire i rapporti di forza. Questo gioco nella provincia di Terni è riuscito benissimo, come dimostrano anche le ultime elezioni regionali che hanno visto azzerata o quasi la presenza ex-diessina ternana nel consiglio regionale.
Ora la Banda del Vescovo passa dalla presenza subdola a quella esplicita bloccando, votando con la destra, le iniziative laiche sul nostro territorio. Tristi scenari si prevedono per quei punti laici del programma del sindaco Leopoldo Di Girolamo… la sala del commiato laico… il forno di cremazione per il cimitero di Terni… il rilancio del registro delle coppie di fatto.
Già il registro comunale del registro delle coppie di fatto, iniziativa analoga a quella del registro dei testamenti biologici e lasciata appassire in questi anni senza pubblicizzarla ne’ promuoverla… ma almeno quella in consiglio comunale era passata.
Erano altri tempi, probabilmente li rimpiangeremo grazie alla Banda del Vescovo.
Alessandro Chiometti

L'unico requisito per ottenere il patrocinio del comune di Terni su qualsiasi evento culturale è avere costituito una associazione.
Come si sa, costituire legalmente una associazione non richiede nemmeno un notaio, basta una scrittura privata e una data certa.
Non si è mai entrati sui temi specifici trattati per dare o non dare il patrocinio. Anche perché con quali criteri si dovrebbero approvare o respingere le varie proposte culturali?
Se qualche zelante consigliere comunale intende proporre la teoria neonazista secondo la quale solo le ideologie che si presumono fondate su un sentire "comune" (che roba è?) hanno diritto di cittadinanza, va denunciato per comportamento discriminante.
Ricordo che il comune qualche anno fa diede il patrocinio ad una conferenza ufologica, durante la quale furono raccontate con tono serioso delle panzane gigantesche da un certo Bibo Cozzolino, nonché rapimenti su dischi volanti, lunghi colloqui con gli extraterrestri e altre amenità.
Eppure anche in quel caso si dovette sopportare una palese ingannevolezza, in nome della democrazia e del diritto di credere anche che gli asini volano, se si vuole.
L'unico requisito per ottenere il patrocinio del comune di Terni su qualsiasi evento culturale è avere costituito una associazione.
Come si sa, costituire legalmente una associazione non richiede nemmeno un notaio, basta una scrittura privata e una data certa.
Non si è mai entrati sui temi specifici trattati per dare o non dare il patrocinio. Anche perché con quali criteri si dovrebbero approvare o respingere le varie proposte culturali?
Se qualche zelante consigliere comunale intende proporre la teoria neonazista secondo la quale solo le ideologie che si presumono fondate su un sentire "comune" (che roba è?) hanno diritto di cittadinanza, va denunciato per comportamento discriminante.
Ricordo che il comune qualche anno fa diede il patrocinio ad una conferenza ufologica, durante la quale furono raccontate con tono serioso delle panzane gigantesche da un certo Bibo Cozzolino, nonché rapimenti su dischi volanti, lunghi colloqui con gli extraterrestri e altre amenità.
Eppure anche in quel caso si dovette sopportare una palese ingannevolezza, in nome della democrazia e del diritto di credere anche che gli asini volano, se si vuole.
Non sono del tutto d'accordo con anatman.
A mio avviso, la scelta in ordine al patrocinio é una scelta politica.
Non a caso le norme la rimettono, una volta tanto chiaramente, ad un organo politico, il Sindaco, su proposta dell'assessore.
Se dovesse essere concesso a tutti in modo imparziale il compito sarebbe stato affidato ad un dirigente, organo tecnico.
Quindi, a mio avviso, dare o negare patrocinio é frutto di una precisa scelta politica. Nel concreto poi, ciascuno interpreta questo ruolo in modo diverso: un assessore può ritenere che sia suo dovere dare il patrocinio a tutti altri che lo si debba dare solo a chi é vicino al proprio pensiero.
Nè si dica che in nome della democrazia si debba dare il patrocinio a tutti: la libertà di espressione non é in gioco qui, il patrocinio non c'entra nulla né con la libertà di fare una manifestazione né con la possibilità che il Comune eroghi contributi per la stessa.
Anche senza patrocinio io posso egualmente organizzare un'iniziativa, ci mancherebbe e, a dirla tutta, il Comune potrebbe decidere di darmi un contributo ma negarmi il patrocinio.
Il patrocinio esprime qualcosa di più.
Sono d'accordo, però, che non abbia nulla a che fare con "il comune sentire". D'altra parte, in una democrazia rappresentativa, si deve presumere che le forze politiche che controllano le istituzioni siano per definizione gli interpreti dell'opinione pubblica.
Alle condivisibili considerazioni di Anatman, aggiungo quella sulla dittatura della maggioranza, per cui si dovrebbero fare solo le cose che interessano i suoi rappresentanti.
Dimenticando, in buona o cattiva fede (nel primo caso c'è qualche speranza di rinsavimento, per lo meno perché prima o poi tutti ci troviamo ad essere in qualche minoranza non garantita/rispettata), che:
– le maggioranze emergono nel tempo, non esistono "dall'inizio", quindi sono state minoranze;
– restringere l'orizzonte agli interessi della maggioranza, produce monotonia e atrofia del pensiero, per scarsità di confronto e dialettica; per tacere del fatto che i pensieri della maggioranza, ovvero il "senso comune", è pilotato da troppi agenti interessati alla conduzione del gregge (a cominciare dalla religione).
Non sono del tutto d'accordo con anatman.
A mio avviso, la scelta in ordine al patrocinio é una scelta politica.
Non a caso le norme la rimettono, una volta tanto chiaramente, ad un organo politico, il Sindaco, su proposta dell'assessore.
Se dovesse essere concesso a tutti in modo imparziale il compito sarebbe stato affidato ad un dirigente, organo tecnico.
Quindi, a mio avviso, dare o negare patrocinio é frutto di una precisa scelta politica. Nel concreto poi, ciascuno interpreta questo ruolo in modo diverso: un assessore può ritenere che sia suo dovere dare il patrocinio a tutti altri che lo si debba dare solo a chi é vicino al proprio pensiero.
Nè si dica che in nome della democrazia si debba dare il patrocinio a tutti: la libertà di espressione non é in gioco qui, il patrocinio non c'entra nulla né con la libertà di fare una manifestazione né con la possibilità che il Comune eroghi contributi per la stessa.
Anche senza patrocinio io posso egualmente organizzare un'iniziativa, ci mancherebbe e, a dirla tutta, il Comune potrebbe decidere di darmi un contributo ma negarmi il patrocinio.
Il patrocinio esprime qualcosa di più.
Sono d'accordo, però, che non abbia nulla a che fare con "il comune sentire". D'altra parte, in una democrazia rappresentativa, si deve presumere che le forze politiche che controllano le istituzioni siano per definizione gli interpreti dell'opinione pubblica.
Alle condivisibili considerazioni di Anatman, aggiungo quella sulla dittatura della maggioranza, per cui si dovrebbero fare solo le cose che interessano i suoi rappresentanti.
Dimenticando, in buona o cattiva fede (nel primo caso c'è qualche speranza di rinsavimento, per lo meno perché prima o poi tutti ci troviamo ad essere in qualche minoranza non garantita/rispettata), che:
– le maggioranze emergono nel tempo, non esistono "dall'inizio", quindi sono state minoranze;
– restringere l'orizzonte agli interessi della maggioranza, produce monotonia e atrofia del pensiero, per scarsità di confronto e dialettica; per tacere del fatto che i pensieri della maggioranza, ovvero il "senso comune", è pilotato da troppi agenti interessati alla conduzione del gregge (a cominciare dalla religione).
A proposito del "comune sentire" devo aggiungere una cosa:
E' sicuramente un COMUNE SENTIRE ritenere che il VATICANO sia una cosca di MERCANTI DEL TEMPIO che lo stesso Cristo avrebbe preso a frustate (e a calci in cxxx).
Se quei cialtroni divenuti consiglieri comunali con l'abilità che hanno per gli intrighi e non per meriti o capacità fossero così certi della loro interpretazione sul comune sentire, perché non facciamo un sondaggio?
Sicuramente la percentuali di coloro che ritengono il Vaticano una istituzione più finanziaria che religiosa non sono del tutto minoritarie.
Ci siamo forse dimenticati che papa Luciani voleva fare piazza pulita del malaffare interno al Vaticano, e dopo 12 ore dalla sua decisione è stato assassinato non si sa nemmeno come, dato che il Vaticano ha dato 3 versioni diverse sulle cause della morte, e non ha disposto alcuna l'autopsia?
Gran parte degli stessi cattolici sono insoddisfatti del livello morale della loro chiesa e vorrebbero un Vaticano dedito alle opere di bene piuttosto che alle "opere di religione" dello IOR, la famigerata banca del Vaticano specializzata in truffe bancarie, riciclaggio con copertura diplomatica, omicidi vari di testimoni scomodi (Calvi, Sindona, ecc.)
A proposito del "comune sentire" devo aggiungere una cosa:
E' sicuramente un COMUNE SENTIRE ritenere che il VATICANO sia una cosca di MERCANTI DEL TEMPIO che lo stesso Cristo avrebbe preso a frustate (e a calci in cxxx).
Se quei cialtroni divenuti consiglieri comunali con l'abilità che hanno per gli intrighi e non per meriti o capacità fossero così certi della loro interpretazione sul comune sentire, perché non facciamo un sondaggio?
Sicuramente la percentuali di coloro che ritengono il Vaticano una istituzione più finanziaria che religiosa non sono del tutto minoritarie.
Ci siamo forse dimenticati che papa Luciani voleva fare piazza pulita del malaffare interno al Vaticano, e dopo 12 ore dalla sua decisione è stato assassinato non si sa nemmeno come, dato che il Vaticano ha dato 3 versioni diverse sulle cause della morte, e non ha disposto alcuna l'autopsia?
Gran parte degli stessi cattolici sono insoddisfatti del livello morale della loro chiesa e vorrebbero un Vaticano dedito alle opere di bene piuttosto che alle "opere di religione" dello IOR, la famigerata banca del Vaticano specializzata in truffe bancarie, riciclaggio con copertura diplomatica, omicidi vari di testimoni scomodi (Calvi, Sindona, ecc.)
…EVASIONE FISCALE, COMPLICITA' IN TRUFFA AI DANNI DELLO STATO, ETC. ETC.
Se una banca normale facesse quello che fa lo IOR, verrebbe chiusa in due nanosecondi e i gestori sbattuti in carcere…persino in Italia
…EVASIONE FISCALE, COMPLICITA' IN TRUFFA AI DANNI DELLO STATO, ETC. ETC.
Se una banca normale facesse quello che fa lo IOR, verrebbe chiusa in due nanosecondi e i gestori sbattuti in carcere…persino in Italia
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BLACK LIST
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Prima o poi succederà che qualcuno di codesti signori oserà invocare il diritto di espressione o si riempirà la bocca di parole retoriche tipo democrazia, libertà, ecc.
CONSIGLIERI CONTRARI
1. Bartolini Anna (PD)
2. Chiappalupi Alessandro (Presidente III Commissione – PD)
3. Trivelli Sergio (PD)
4. Orsini Valdimiro (PD)
5. Teofrasti Gianfranco (PD)
6. Giubilei Riccardo (PD)
7. Ventura Ermanno (PD)
8. Pennoni Michele (PD)
9. Aquilini Ugolini Giorgio (Capogruppo Progetto Terni – Città Aperta)
10. Tallarico David (Vice Presidente del Consiglio – Progetto Terni –
Città Aperta)
11. Baldassarre Antonio (Capogruppo Lista Baldassarre)
12. Ferranti Francesco Mario (PDL)
13. Brizi Federico (Capogruppo PDL)
14. Ciaurro Paola (Lista Baldassarre)
15. Garofoli Paolo (Lista Baldassarre)
16. Maggiolini Paolo (Lista Baldassarre)
17. Fabrizi Cinzia (Lista Baldassarre)
18. Cicioni Giovanni (Lista Baldassarre)
19. Melasecche Germini Enrico (UDC)
20. Crisostomi Cristiano (UDC)
Cosa c'è di tanto sconvolgente nel concetto di AUTODETERMINAZIONE?
Il testamento biologico non ha bisogno di registri comunali, sebbene ciò possa facilitare le procedure.
Sarebbe opportuno che le associazioni laiche si facessero promotrici di una raccolta testamenti biologici da conservare presso un archivio notarile.
Sarebbe anche un'ottima risposta da dare ai consiglieri della "BLACK LIST" che hanno votato contro il registro testamenti biologici.
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BLACK LIST
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Prima o poi succederà che qualcuno di codesti signori oserà invocare il diritto di espressione o si riempirà la bocca di parole retoriche tipo democrazia, libertà, ecc.
CONSIGLIERI CONTRARI
1. Bartolini Anna (PD)
2. Chiappalupi Alessandro (Presidente III Commissione – PD)
3. Trivelli Sergio (PD)
4. Orsini Valdimiro (PD)
5. Teofrasti Gianfranco (PD)
6. Giubilei Riccardo (PD)
7. Ventura Ermanno (PD)
8. Pennoni Michele (PD)
9. Aquilini Ugolini Giorgio (Capogruppo Progetto Terni – Città Aperta)
10. Tallarico David (Vice Presidente del Consiglio – Progetto Terni –
Città Aperta)
11. Baldassarre Antonio (Capogruppo Lista Baldassarre)
12. Ferranti Francesco Mario (PDL)
13. Brizi Federico (Capogruppo PDL)
14. Ciaurro Paola (Lista Baldassarre)
15. Garofoli Paolo (Lista Baldassarre)
16. Maggiolini Paolo (Lista Baldassarre)
17. Fabrizi Cinzia (Lista Baldassarre)
18. Cicioni Giovanni (Lista Baldassarre)
19. Melasecche Germini Enrico (UDC)
20. Crisostomi Cristiano (UDC)
Cosa c'è di tanto sconvolgente nel concetto di AUTODETERMINAZIONE?
Il testamento biologico non ha bisogno di registri comunali, sebbene ciò possa facilitare le procedure.
Sarebbe opportuno che le associazioni laiche si facessero promotrici di una raccolta testamenti biologici da conservare presso un archivio notarile.
Sarebbe anche un'ottima risposta da dare ai consiglieri della "BLACK LIST" che hanno votato contro il registro testamenti biologici.