Scienza e antiscienza

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È notizia di queste ore che il chimico Garlaschelli del CICAP ha finalmente svelato il segreto di Pulcinella, ovvero che non c’è nessun mistero attorno alla Sacra Sindone. Come si legge nelle anticipazioni dei suoi studi che saranno resi completamente pubblici in occasione del congresso della sua associazione, non c’è niente di misterioso nel famigerato lenzuolo torinese. L’immagine, tridimensionali compresi, era perfettamente realizzabile con i mezzi di un artigiano del 1300, e con tali mezzi Garlaschelli ne ha fatto una copia pressoché identica. Questo conferma l’ormai celeberrimo esame del C14 che la datava per l’appunto attorno al 1300.

La notizia non meraviglierà tutti quelli che non credevano alla befana (leggi alle assurde voci che pretendevano che gli esami fossero stati fatti su rammendi medievali successivi alla vera età del lenzuolo), e non smuoverà di un centimetro tutti quelli che ci credono tutt’ora, ovvero coloro che continueranno a sostenere che l’esame del C14 non è attendibile, che non si può spiegare l’estasi subita di fronte al lenzuolo eccetera eccetera eccetera.

Viene davvero da chiedersi, ma chi glie lo fa fare a Garlaschelli e ai suoi colleghi del CICAP? Prima se la prendono con il sangue di San Gennaro, poi con la Sindone…  verrebbe da sospettare che siano schiavi di un livore anticlericale che non li fa dormire la notte.

Ovviamente non è così, e lo sa bene chiunque cerchi accendere delle luci scientifiche nel buio delle superstizioni secolari.

Se la sindone è un falso medievale non è colpa di Garlaschelli, semmai la colpa è di chi la espone nei suoi sacri edifici dando luogo a culti e a speranze popolari e adesso, di fronte all’evidenza già mette le mani avanti. “La chiesa non ha mai espresso un parere vincolante sull’autenticità della sindone” si sente già ricordare dai sacri palazzi… no certo… si è limitata ad esporla in un duomo e a raccogliere le offerte in suo nome.

Combattere i falsi miti e le superstizioni da sempre è un compito della scienza, se c’è chi di queste superstizioni ne ha fatto una religione la colpa non è degli scienziati.

La scienza cerca di spiegare i fatti della vita, non spiega tutto come ci ricordano continuamente i porporati, ma almeno ci prova e nel frattempo non richiede genuflessioni e “misteri della fede”. Se c’è qualcosa che non si può ancora spiegare, semplicemente la scienza lavora per spiegarla, un giorno forse ci riuscirà. Se nel frattempo qualcuno ci fonda una religione attorno a quella cosa che non si riesce a spiegare, la colpa non è della scienza.

Ma del resto non c’è nulla di cui meravigliarsi, la cultura antiscientifica è cosi forte nel nostro incolto paese che perfino nelle sedi universitarie abbiano luogo dei convegni antiscientifici. Sto parlando ovviamente del “primo congresso creazionista” incredibilmente ospitato dall’università di Brescia.

E pensare che quando ammonivamo sul fatto che il sedicente disegno intelligente era solo il cavallo di troia del creazionismo qualcuno ci rideva dietro… “il creazionismo è morto”, dicevano, “nessuno oggi può credere seriamente che la terra abbia 6000 anni”. Infatti eccoli la: AISO, ovvero Associazione Italiana Studi sulle Origini, che edita “l’eco creazionista” e organizza il I congresso antievoluzionista per giunta ospitato da un’università.

Come sempre chi era ritenuto un pessimista in questo paese in realtà si rivela essere un cauto e ponderato realista.

Alessandro Chiometti

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