Fa sempre piacere sapere che il proprio lavoro è oggetto di recensioni e critiche, anche quando non sono proprio positive. Spero che faccia altrettanto piacere avere la replica.
Il lavoro collettivo “I Laic” ad opera della redazione di cronache Laiche di cui faccio parte ha attirato l’attenzione di Alessandro Litta Modignani su notizie radicali , un sito che fa capo a un partito sempre attento alle ragioni laiche.
Stupisce dunque, e lo dico sinceramente, una serie di uscite più che discutibili che ci si potrebbero aspettare da un sito clericale e non certo da uno radicale.
Quando dice che “Tutta la storia contemporanea, dalla rivoluzione francese alla guerra civile spagnola, dal nazionalismo al comunismo, è costellata dalle violenze e sopraffazioni da parte di culture laiche sì, ma del tutto illiberali“ è più che evidente che occorre far chiarezza sui termini, perché laico non è solo il contrario di religioso (come farebbe molto piacere a Ratzinger) ma fa parte di una concezione della società molto più ampia. Tanto per fare un esempio, nessuno può dire che l’URSS era laica, un paese che imponeva a scuola “l’ateismo scientifico” era ovviamente dogmatico e chiuso quanto un paese che impone l’ora di religione cattolica obbligatoria. Per il resto manca solo che il Litta Modignani ritiri fuori la favoletta del nazismo ateo e avremmo fatto bingo.
Ma il bello deve ancora venire perché apprendo con stupore la seguente rivelazione”Liberale o illiberale, ecco due buoni aggettivi volti a qualificare in modo decisivo la laicità”. Le cose sono due: o confonde palesemente i termini liberale e libertario o per il Litta Modigliani la laicità o è liberale o non è. Preferirei che fosse la prima ipotesi ad essere vera, ma nel caso fosse la seconda lo consiglio di leggere con cura il breve saggio di Marcello Ricci (storico radicale ternano, quindi inaccusabile di nazismo o stalinismo) dal titolo “Le vie della laicità da Socrate a Don Gallo”reperibile nel sito di Civiltà Laica a questo link. Scoprirà che alla laicità si può arrivare per via liberale, per via socialista, per via socialdemocratica, per via anarchica e finanche per via religiosa.
Alla fine si prende cura del mio articolo “tollerare o non tollerare questo il dilemma” asserendo in pratica che il dilemma moderno della tolleranza è chiuso perché i radicali hanno deciso (da sessant’anni sic) che in democrazia occorre tollerare gli intolleranti.
Me ne rallegro, ora occorre solo riclassificare tutti i filosofi liberali da Locke a Popper nella categoria antidemocratici. E ovviamente non tollerare chi non tollera gli intolleranti.
Alessandro Chiometti


Con te avverto in alcuni passaggi dell’articolo di Litta odore di sacrestia.
Mi sembra che l’Autore si sia impelagato in territori insidiosi aggettivando (liberale/illiberale). Laicità illiberale? Ossimoro. Laicità liberale? Pleonasmo.
La laicità non può sussistere per antitesi, ma anche definirla in positivo è operazione delicata, la laicità rigetta come corpi estranei sistematizzazioni, non sopporta aggettivi e attributi.
Camminando sulle uova potremmo forse definirla così: la laicità è l’atto del pensare con la propria testa; se la testa del soggetto è sana la definizione, nella sua elementarità, si rivela precisa e congrua: primato del pensiero e della persona. Soggetto pensante e soggetto laico, dunque, coincidenti da qui si può arrivare alla laicità con pensiero personale liberale, socialista, socialdemocratico, anarchico, oppure religioso.
Quando dal pensiero del singolo si vuole implementare una laicità pragmatica e organizzata che sia operativa nel sociale e i laici, pensatori eremiti, scelgono di aggregarsi per incidere con più efficacia nel sociale rischiano, nel trasporre il pensiero del singolo all’interno del gruppo organizzato, di inibire l’atto del pensiero personale con, poco laiche e un po’ presbiteriali, conformazioni. “Fedeli alla linea”, Litta ne dà purtroppo testimonianza misurando la laicità avendo come metro di misura la vicinanza o distanza dai Radicali che peraltro stimo e se si votasse domani per le politiche li appoggerei.
La tolleranza ad oltranza così come esposta alla fine dell’articolo è un intellettualismo che si giudicata da sé.
Tutto materiale per un confronto dialettico proficuo.
insisto… liberale è un termine che fa preciso a una precisa dottrina economica, il termine esatto (nel senso in cui immagino voglia intenderlo il modignani) è libertario. E come dici tu è o un ossimoro o un pleonasmo.
Chiarimento dovuto e inoppugnabile sul piano delle argomentazioni!