La notizia è di quelle che fanno festeggiare l’On. Binetti (probabilmente con un bella stretta al cilicio).
La Corte di giustizia europea ha proibito la distruzione di embrioni umani per ricavare farmaci o trattamenti sanitari. I dettagli della storia li potete leggere al link indicato.
Quello che è certo è che la malattia nota come “morbo di Parkinson” tira un grosso sospiro di sollievo, visto che il trattamento del Dr. Brustle la minacciava seriamente. Tutti quelli che invece, quotidinamente, vedono il proprio congiunto o il proprio genitore soccombere a tremolii sempre più intensi e incontrollabili devono rassegnarsi. Le lobby che agiscono affinchè alcune cure restino appannaggio dei più ricchi (che se le possono permettere anche se proibite) sono potenti anche nell’Europa che tanti, nel nostro paese, vedevano come una speranza di laicità e progresso.

Insomma signori miei fatevene una ragione, il Parkinson va tenuto perché qualcuno pensa che il blastocita qui sopra (embrione umano), soffre, piange e chiama la mamma se lo usate per curare un vostro caro. Ah… ovviamente ha anche un anima… ca va sans dire.
Qualcuno si è meravigliato di trovare Greenpeace fra i promotori dell’azione che ha portato al bando della cura… personalmente nessuna meraviglia, gli integralismi, di qualunque fede o ideologia siano, portano sempre a risultati simili.
Alessandro Chiometti

La condanna riguarda la possibilità di brevettare il farmaco ottenuto con esperimenti su embrioni umani, non la sperimentazione e i risultati conseguenti. Per cui, penso, se gli esperimenti si possono fare, possono anche portare a qualche risultato… Semmai chi ne trarrà beneficio non sarà in Italia ma in un paese estero dove tale divieto di brevetto non esiste.
E’ così o non ho capito la vicenda?
La situazione in realtà è confusa, ma è chiaro che senza possibilità di brevettare un determinato processo le aziende non investiranno su questo tipo di ricerca. Inoltre c’è chi dice che il divieto di brevetto comporti anche il divieto di uso e chi dice l’esatto contrario. Quello che è certo è che in alcuni paesi la ricerca proseguirà, nell’UE no.
La ricerca intanto va avanti altrove: http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2011/11/06/news/parkinson_speranze_da_staminali_embrionali-24552412/?ref=HREC2-5