|
citazioni |
|
"Quando ero bambino pregavo tutte le notti per avere una bici nuova.
Poi ho capito che Dio non funziona in quel modo, così ho ne ho rubata
una ed ho pregato per essere perdonato"
Emo Philips
* * *
"La vita è un viaggio sperimentale, fatto involontariamente"
Da Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa
* * *
I Cristiani sostengono che Ebrei e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. Gli Ebrei sostengono che Cristiani e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. I Musulmani sostengono che Cristiani e Ebrei sono destinati all'inferno percheé eretici. Non importa di che religione siate, andrete comunque all'inferno.
* * *
Quando perdiamo il diritto ad essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi.
C.E.Hughes
* * *
Le condizioni di spirito che un tempo le grandi visioni naturali risvegliavano in me e che erano intimamente connesse con la fede in
Dio, non differivano sostanzialmente da ciò che spesso si indica come sentimento del sublime. E ciò, nonostante sia difficile spiegarne la
genesi, non può essere preso come prova dell'esistenza di Dio, più di
quanto non lo siano i sentimenti analoghi, forti ma indefiniti, suscitati dalla musica.
Charles Darwin * * *Cristiano: Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri.
Ambrose Bierce
* * *
Per quel che mi ricordo,
non c'è una parola di lode
all'intelligenza,
nelle Sacre Scritture.
Bertrand Russell
* * * La religione è considerata
vera dalla gente comune,
falsa dai saggi,
utile dai governanti.
Seneca
* * * Abbiamo abbastanza
religione per odiarci,
ma non abbastanza
per volerci bene.
Jonathan Swift
* * *
Credete in quelli
che cercano la verità
e diffidate di quelli
che l'hanno trovata.
André Gide
* * *
Il fatto che dio possa
esistere non giustifica
necessariamente l'esistenza
dei preti.
(anonimo)
* * *
Il protagonista riferendosi
al funzionamento della
macchina per produrre ghiaccio
che ha costruito nella foresta:
"Non è un miracolo,
è termodinamica!"
Mosquito coast
di Peter Weir |
|
Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
|
1. La nostra specie si è diffusa in tutti gli ecosistemi del pianeta riuscendo vincente nella competizione con tutte le altre specie viventi. Questo successo ha accumulato un'aggressività che, in mancanza di competitori esterni, è diventata ridondante e ha cominciato a scaricarsi all'interno della specie stessa, generando e consolidando la differenza tra popolazioni umane in rapporto alla distribuzione casuale delle risorse offerte dal territorio o da conquistare ai gruppi competitori. Territori caratterizzati da climi diversi, da flora e fauna diverse hanno attirato e continuano ad attirare gruppi umani provenienti da residenze provvisorie diverse La diversità degli adattamenti coincide con la diversità delle culture. Così, dalla competizione inter-specifica --attraverso una competizione intra-specifica - siamo passati inavvertitamente alla competizione inter-culturale. Siamo diventati - anche a nostro danno - gli animali più aggressivi del pianeta; dunque la nostra aggressività non è una causa innata, è un effetto dei due fini non negoziabili che caratterizzano la trasmissione della vita: competere per la predazione confliggere per la riproduzione. Per altro, come accade in tutte le specie viventi, la competizione intra-specifica non può essere tanto distruttiva da mettere in pericolo la sopravvivenza della specie che la pratica; perciò, con un processo retro-attivo, essa viene canalizzata in varie forme di ritualizzazione della violenza. La religione è sorta e si è consolidata come la forma più efficace di ritualizzazione per una specie come la nostra che, unica, ha ristrutturato nel linguaggio verbale il potere agonistico e quello rappresentativo della comunicazione biologica. Il linguaggio verbale serve anzitutto per dare ordini esprimere preghiere, cioè per definire rapporti di dominanza e sottomissione. In funzione di questi ha sviluppato una rappresentazione del mondo sempre più ampia e analitica, fino a includere il funzionamento del proprio specifico potere di comunicazione. Solo il linguaggio verbale è autoriflessivo, in quanto può prefigurare la funzione di emittente e di ricevente, di dominante e di dominato Residui della comunicazione chimico-olfattiva, di quella tattile, di quella gestuale, di quella audiovocale pre-verbale e di quella iconica , sono confluiti nel il sacrificio, cioè nell'uccisione ritualizzata di uno o più individui della propria specie, oppure di una specie particolarmente pregiata, e infine di una specie addomesticata. E proprio attraverso al linguaggio verbale il rito si è trasformato in narrazione, fino a produrre drammaturgie sublimatorie ed espiatorie ad un tempo. Qui l'uomo è presente come protagonista che partecipa alla lotta tra forze buone o malvagi, - trascendenti oppure immanenti nella natura - per il trionfo del bene sul male che ristabilisce l'ordine misterioso del mondo. Nei modi più diversi, in tutte le culture l'uomo partecipa a questa lotta e ne subisce l'esito positivo o negativo. Così, in tutte le drammaturgie religiose, l'ordine del mondo non si riduce soltanto alla semplice descrizione dei fenomeni e delle loro trasformazioni, ma è carico di prescrizioni e divieti che regolano il comportamento umano in rapporto all'effetto benefico o malefico dei vegetali,degli animali e di tutte le forze e di tutti i corpi inorganici. Questo schema è manifestamente presente ancora oggi nei film di fantascienza e di magia. Purtroppo, col tempo, le drammaturgie religiose delle origini, con il loro carico normativo, sono diventate fonti di conflitti inter-culturali sempre più aspri e cruenti e hanno legittimato drammaturgie epiche, che trasfigurano il bene e il male nelle figure di eroi cosmici.. grandi guerrieri, protetti dalle forze magiche delle divinità lottano contro grandi guerrieri di popoli nemici, anche loro protetti da altri dèi. La sublimazione e la trasfigurazione di queste lotte serviva per giustificare la conquista di territori stranieri ricchi di nuove risorse per la crescita dei popoli invasori.
PDF testo completo
|
|
Scritto da N.B.
|
"Il Vaticano crocifigge Saramago" Paolo Flores D'Arcais su Il Fatto Quotidiano del 20 Giugno 2010
José Saramago ha lasciato l'isola di Lanzarote. La sua salma è stata trasferita in Portogallo, dove dopo la camera ardente verrà cremata. Una parte delle ceneri ritornerà nell'isola e sarà sepolta ai piedi di un ulivo. Mentre le agenzie battevano queste notizie, ne aggiungevano un'altra: al grande scrittore scomparso arrivava uno straordinario riconoscimento, l'attacco forsennato del quotidiano della Santa Sede, l'Osservatore Romano, talmente invasato nella pulsione dell'anatema da dare spurgo a una prosa sgangherata e sbilenca. Ma la carità cristiana, si sa, messa in mano alla Chiesa gerarchica può fare miracoli.
Gli uncini di Benedetto... Evidentemente i suoi libri devono aver colto nel vivo, se il foglio del Papa sente il bisogno di sproloquiare che "uncinata com'è stata sempre la sua mente da una destabilizzante banalizzazione del sacro e da un materialismo libertario che quanto più avanzava negli anni tanto più si radicalizzava, Sara-mago non si fece mai mancare il sostegno di un semplicismo teologico sconfortante: se Dio è all'origine di tutto, Lui è la causa di ogni effetto e l'effetto di ogni causa". Prescindendo dalla struttura sintattica di conio prepotentemente tedesco, colpisce quella "sua mente" descritta come "uncinata", per l'assonanza hitleriana che il lapsus evoca con gioventù assai diverse da quella del grande scrittore, a parte che in italiano "una mente uncinata da una banalizzazione" o lo scrive un genio del "pulp" o te la segnano in blu in qualsiasi ginnasio. L'autore, o traduttore, del cristiano necrologio, vuole dire che il cervello di Saramago era destabilizzato dalla banalizzazione del sacro (vulgo: che era un pazzo o un coglione) o che con tale banalizzazione, coniugata col suo materialismo libertario, destabilizzava la fede dei lettori? Perché in quest'ultimo caso sarebbe un elogio.
La teologia... Del resto "lo sconfortante semplicismo teologico" che gli viene imputato riassume solo nella splendida forma narrativa del Vangelo secondo Gesù e del più recente Caino le antinomie della teodicea delle quali, malgrado secoli di sottigliezze teologiche e alpinismo sugli specchi, i dottori della Chiesa non sono mai riusciti a venire a capo. L'"house organ" del presunto Vicario di Cristo in terra fulmina lo scrittore per essersela presa con "un Dio in cui non aveva mai creduto, per via della Sua onnipotenza, della Sua onniscienza, della Sua onniveggenza" ma dimentica la infinita bontà e/o giustizia che è la caratteristica di Dio incompatibile con l'onnipotenza, visti gli orrori di cui è albergo il "Suo" creato, incompatibilità da cui non ci si libera con il solito richiamo al passpartout del "mistero", anzi delle "(di Dio) prerogative per così dire, che ben avrebbero potuto nascondere un mistero" . Segue il puro nonsense, razionalmente parlando, della conclusione: "Oltre che la divina infinità delle risposte per l'umana totalità delle domande". Quanto al Vangelo secondo Gesù quello che manda fuori dai gangheri L'Osservatore è che sia costruito utilizzando tutti i dati che la critica storica delle origini del cristianesimo considera da decenni acquisiti, da un Gesù che non si considerò mai il Cristo (eventualmente, per alcuni, al momento della croce) a una Maria di cui nulla sappiamo, se non che giudicava suo figlio "fuori di sé" (Marco, 3,21). E valorizzando tutte le contraddizioni della favola teologica realizzata nei secoli successivi, fino a Nicea e Calcedonia.
Anti-logica... Ma la logica non è il forte del quotidiano vaticano e neppure il rispetto dei fatti, visto che come botta finale rimprovera al grande scrittore che "un populista estremistico come lui, che si era fatto carico del perchè del male nel mondo, avrebbe dovuto anzitutto investire del problema tutte le storte strutture umane, da storico-politiche a socio-economiche": esattamente quello che Saramago ha fatto, con il suo impegno inesauribile "dalla parte degli ultimi", dei poveri, degli emarginati, che a chi pretende di predicare il Vangelo tutte le domeniche qualcosa dovrebbe pur ricordare...
|
| |
|
|
appuntamenti |
La prossima riunione sarà l'assemblea annuale dei soci, ad Aprile 2011. |
|
* * *
Ha ripreso ad andare in onda, dopo la pausa estiva, la trasmissione su Radio Galileo: il Venerdì dalle 17.30 alle 19.30 Streaming audio |
|
* * *
Il nostro bimestrale! |
|
|
materiali |
* * * * * * * * *  * * * * * * Abbiamo pubblicato i primi 4 volumetti dei nostri " Quaderni"
|
|
visitatori presenti |
|
Abbiamo 7 ospiti online |
|
|