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	<title>Libri Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Stephen King contro tutti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 15:32:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221; L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di Stagioni Diverse (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37771" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg" alt="" width="800" height="991" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-242x300.jpg 242w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-768x951.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-129x160.jpg 129w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>&#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221;</p>
<p>L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di <strong>Stagioni Diverse</strong> (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del 1976 quando, dopo il successo dei suoi primi due romanzi horror (<strong>Carrie </strong>e<strong> Salem&#8217;s Lot</strong>), cercava di convincere il suo assistito a cambiare genere per evitare il rischio di essere categorizzato con un&#8217;etichetta che si sarebbe portato dietro per il resto della vita. In sintesi, per proteggere la sua carriera non voleva proporre <strong>Shining</strong> agli editori (<em>sic!</em>).<br />
Steve-O (forma colloquiale usata dagli <em>yankee</em> per denigrare e sbeffeggiare amichevolmente l&#8217;interlocutore) decise, per sua fortuna, che non aveva problemi ad essere messo in compagnia di <strong>Lovecraft, Poe, Chambers e Stoker</strong>; quindi andò per la sua strada e Shining&#8230; vabbè non infieriamo oltre sul suo povero manager.</p>
<p>Anche perché le parole di cui sopra vengono riportate per far risaltare  il cambio di paradigma quando il nostro, nel 1981, presentò allo stesso manager il progetto di <strong>Stagioni Diverse,</strong> ovvero storie che con l&#8217;horror non c&#8217;entravano nulla. Dopo aver ascoltato le sinossi de <strong>Il corpo</strong>, <strong>Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank </strong>e <strong>Un ragazzo sveglio</strong> il manager chiese al già indiscusso <strong>Re dell&#8217;horror</strong>: &#8220;&#8230; ma non potremmo inserire un&#8217;altra storia che riporti un po&#8217; al tuo horror classico? Una sorta di &#8216;stagione consueta&#8217;?&#8221;<br />
E lui sorridendo, visto che aveva già in mente  <strong>Il metodo di Respirazione</strong>, acconsentì.</p>
<p>Una lunga introduzione-aneddoto per dirvi che voi, amanti del thriller classico,  dovete assolutamente leggere la trilogia kinghiana <strong>Mr Mercedes,</strong> <strong>Chi perde paga</strong> e <strong>Fine turno.</strong> Con questi tre libri fantastici il Re (o &#8220;<strong>lo zio</strong>&#8221; per i fan) dà lezioni di thriller a destra e manca, e il fatto che l&#8217;ultimo capitolo è stato dedicato in apertura a <strong>Thomas Harris</strong> non sarà bastato di certo ai suoi colleghi per indolcire l&#8217;amara pillola.<br />
Del resto già con <strong>Misery, Il gioco di Gerald, e Dolores Claiborne</strong> aveva ben chiarito la sua capacità di tenere il lettore sul filo del rasoio senza dover ricorrere ad elementi paranormali&#8230;  e tralasciamo in questa sede la vecchia discussione sulla necessità che l&#8217;horror debba contenerli per forza per essere catalogato come tale o no.<br />
Aggiungiamoci poi che con <strong>The Dome</strong> e <strong>22/11/&#8217;63</strong> aveva già dato lezioni di Sci-Fi, se con la bellissima serie de<strong> La torre Nera</strong> aveva creato uno dei mondi Fantasy più originali della storia. Per non parlare poi di come con <strong>Il miglio verde</strong> abbia decisamente travalicato ogni confine della letteratura magica e semplicemente regalato emozioni a palate ai suoi lettori, per le sceneggiature c&#8217;è <strong>La tempesta del Secolo</strong>,  e i 360° della letteratura, romance a parte, sono praticamente coperti tutti!</p>
<p>Quando pensate a Stephen King non lasciatevi ingannare dall&#8217;innegabile successo commerciale (<strong>500 milioni di copie vendute</strong>) perché quelli per i suoi libri sono davvero soldi ben spesi; ormai lo ammette anche la maggior parte di coloro che per troppo tempo l&#8217;hanno considerato letteratura di serie B: ha il talento di scavare come nessun altro nel fondo dell&#8217;animo umano e quindi far comprendere davvero le <strong>emozioni</strong> dei suoi protagonisti. <strong>E quindi le tue, fedele lettore e fedele lettrice</strong>.</p>
<p>Questa sua capacità, applicata ad una storia thriller, semplicemente rende il libro impossibile da interrompere. Le tue mani si incollano alle pagine e a un certo punto semplicemente non puoi smettere di leggere.<br />
Se il tuo treno è arrivato a destinazione scendi e ti siedi sulla prima panchina per continuare la lettura, se dovevi andare al lavoro telefoni per dire che hai un gran mal di testa e non riesci a guidare la macchina, se dovevi accompagnare tua moglie all&#8217;Ikea beh&#8230; magari a malincuore ma ci vai all&#8217;Ikea, perché contro certe cose neanche la magia di King può far molto.</p>
<p>Il primo libro della trilogia di Mr Mercedes parte con <strong>un&#8217;idea tanto geniale quanto cattiva</strong>. Da una scena degna di <strong>Furore</strong> ma ambientata nel 2009 (appena dopo la crisi finanziaria che colpì al cuore il mondo finto del capitalismo infinito) con centinaia di persone in fila durante la notte a sfidare il freddo per aspettare l&#8217;apertura della fiera del lavoro (una delle vere kermesse americane dove le aziende offrivano ai primi disperati che arrivavano dei posti di lavoro, e gli schiavisti muti!), si passa all&#8217;incubo in cui le stesse persone vengono travolte alle prime luci dell&#8217;alba da un pazzo sadico omicida che ha appositamente rubato una Mercedes per compiere questa impresa. E una volta compiuta riesce anche a farla franca, ma per sua sfortuna il detective <strong>Bill Hodges</strong> e la sua aiutante <strong>Holly Gibney</strong> gli dedicheranno le loro attenzioni.</p>
<p>Nel secondo libro King intreccia una storia iniziata nel 1978 (dove torna su uno dei suoi vecchi temi, ovvero <strong>le paure di uno scrittore</strong>) con una che inizia nel 2009 (dalla strage del primo libro) e si concluderanno entrambe nel 2014. L&#8217;ennesima prova di bravura uno scritture che sa costruire trame complesse e risolverle come quasi nessun altro. Il tutto arricchito da un omaggio alla letteratura, ai lettori e ovviamente ai libri cioè a quelle storie che, come questa, non ti fanno staccare gli occhi dalle pagine.</p>
<p><strong>Fine turno</strong> conclude le avventure legate a quella maledetta Mercedes, ma non è tanto il ritorno a qualcosa di paranormale (psicocinesi, telepatia) che è da sottolineare (che è quasi un buffetto amichevole come a dire &#8220;Ehi, sono sempre Stephen King!&#8221;) ma un&#8217;altra idea cattiva. Cattivissima. <strong>L&#8217;istigazione al suicidio</strong>. King sceglie di affrontare uno dei temi tabù dell&#8217;informazione che vuole proteggere i benpensanti americani; <strong>parla di come sia facile per degli stronzi istigare al suicidio una persona fragile,</strong> e anche meno fragile.<br />
E in tempi degli  <strong>shit &#8211; <em>social</em> &#8211; storming</strong> che avvengono per i motivi più idioti non è possibile definire questa terribile idea come &#8220;qualcosa che fa pensare&#8221;. No.<br />
È letteralmente un pugno nello stomaco della nostra cecità e un calcio in culo agli stronzi di ogni età e nazione; ai leoni da tastiera che sanno ferire con due parole ben studiate, ai pennivendoli che poi si nascondono dietro &#8220;il diritto di cronaca&#8221;, a tutti quelli del &#8220;me ne frego&#8221; che siano nostalgici del ventennio o semplicemente merde.</p>
<p>Questo è Stephen King. Uno scrittore contemporaneo per cui un Nobel per la letteratura non basterebbe neanche più a far capire la sua grandezza. E se vi chiedete perché nel 2025 stiamo recensendo e parlando di libri usciti dieci anni beh, non possiamo che ammetterlo.<br />
Ogni tanto anche i grandi amori hanno bisogno delle pause e,<strong> lo confessiamo con un po&#8217; di vergogna</strong>, e intorno al 2008 le ultime produzioni del Re non ci erano piaciute. <strong>Duma Key, Cell, La storia di Lisey</strong> ci avevano dato l&#8217;idea di uno scrittore al tramonto e che, dopo aver concluso <strong>La torre nera</strong> in un modo che in confronto la serie tv de Il trono di spade è stata banale, stentava a ritrovare storie alla sua altezza.</p>
<p>Poi abbiamo recuperato <strong>Notte buia senza stelle.</strong><br />
Poi abbiamo recuperato<strong> 22/11/&#8217;63</strong>.<br />
Poi abbiamo recuperato <strong>Joyland</strong>.<br />
E con questa trilogia siamo ormai consapevoli di aver lasciato alle spalle un bel po&#8217; di roba buona, lo sappiamo, ma abbiamo quasi recuperato tutto.</p>
<p><strong>Lunga vita al King!</strong> (e vergogna perpetua sull&#8217;accademia di Stoccolma).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/">Stephen King contro tutti.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Le segrete del Parnaso 29.3.25</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-segrete-del-parnaso-29-3-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 09:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dalla pagina Facebook di Marco Onofrio. &#8220;Molto bella e partecipata la presentazione ternana del mio pamphlet sulle caste letterarie &#8220;Le segrete del Parnaso&#8221; (Terra d&#8217;Ulivi Edizioni). L&#8217;incontro, felicemente organizzato dall&#8217;Associazione &#8220;Civiltà laica&#8221; e sapientemente moderato da Alessandro Chiometti, con la partecipazione di poeti &#8211; tra cui Marta Mentasti e Matteo Paloni &#8211; chiamati a [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-34210" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-1024x768.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-768x576.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-1536x1152.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio-213x160.jpg 213w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/03/onfrio.jpg 1921w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Dalla pagina Facebook di Marco Onofrio.</p>
<p>&#8220;Molto bella e partecipata la presentazione ternana del mio pamphlet sulle caste letterarie &#8220;Le segrete del Parnaso&#8221; (Terra d&#8217;Ulivi Edizioni). L&#8217;incontro, felicemente organizzato dall&#8217;Associazione &#8220;Civiltà laica&#8221; e sapientemente moderato da Alessandro Chiometti, con la partecipazione di poeti &#8211; tra cui Marta Mentasti e Matteo Paloni &#8211; chiamati a un intenso reading finale, ha consentito di sviscerare numerose criticità del sistema culturale italiano, inducendo i presenti a porre domande e condividere esperienze. Il dibattito che ne è scaturito, come era nelle mie intenzioni, ha reso palpabile la dimensione politica delle questioni affrontate: in fin dei conti, al di là dell&#8217;ambito di pertinenza letteraria, è parso a tutti che si stesse parlando di giustizia e di democrazia&#8221;</p>
<p><a href="https://marconofrioscrittore.wordpress.com/2025/03/31/le-segrete-del-parnaso-a-terni-alcune-foto-della-serata/">Atre foto sul suo sito personale. </a></p>
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		<title>PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 14:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[impegno sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[premio valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024 a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21. Il riconoscimento , istituito in memoria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il <strong>Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024</strong> a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. <strong>La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21.</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31473" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg" alt="" width="615" height="820" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg 615w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-120x160.jpg 120w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></p>
<p>Il riconoscimento , istituito in memoria di uno dei fondatori dell&#8217;associazione, come sempre vuole essere un ringraziamento per l&#8217;attività svolta e un incoraggiamento a proseguire. Non abbiamo fondi da dare ma cerchiamo di valorizzare e promuovere le persone meritevoli e la loro attività.</p>
<p>Riguardo il libro in oggetto viene così recensito  dal nostro Alessandro Chiometti <a href="https://konka.zone/alex/blog/about-il-terzo-piano-di-marta-bonucci/">sul suo blog personale.</a></p>
<p><strong>About: Terzo Piano</strong></p>
<p>La paura del diverso, il concetto di morale, l’integrazione, la politica, la lotta armata, i cambiamenti climatici, il carcere, la famiglia, l’amore paterno e l’amore fra coniugi.<br />
“Si vabbè, e come fa a stare tutto in un romanzo di appena 131 pagine?”<br />
<strong>Capita quando l’autrice è brava</strong>; e comunque probabilmente abbiamo dimenticato qualche altro tema pur presente nelle pagine del libro. Anzi, ne siamo convinti.</p>
<p>Del resto è anche per la molteplicità dei temi toccati che questo libro è ben difficile da catalogare in un genere e, seppur condividiamo con l’autrice il disinteresse per la categorie inventate per aiutare i librai (figuriamoci per le sotto-categorie poi), la cosa fa riflettere. <strong>Narrativa</strong> è l’unica risposta corretta che ci viene in mente riguardo al genere del libro.</p>
<p>L’idea di partenza è quella di “costringere” delle persone  che si conoscono solo  in quanto condomini e che normalmente mal si sopportano quando si incrociano nella vita quotidiana  e i loro rapporti sono riconducibili al classico dialogo “<em>Buongiorno/Buonasera – che tempo strano, vero? – eh sì, non ci sono più le mezze stagioni! – Eh sì, d’altronde è così!”</em> a passare un bel po’ di tempo insieme. Marta Bonucci però non sceglie la classica e fantozziana riunione di condominio, luogo deputato anche nella vita reale a far venir fuori tutte le acredini nascoste durante l’anno con sorrisini di circostanza, lo fa accadere a causa di un evento eccezionale, <strong>un’alluvione</strong> e quindi alla sua acqua che sale lungo i piani del condominio.</p>
<p><em>E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta<br aria-hidden="true" />Evapora in nuvole cupe rigonfie di nero<br aria-hidden="true" />E cade e rimbalza e si muta in persona od in pianta<br aria-hidden="true" />Diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero<br aria-hidden="true" />Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro<br aria-hidden="true" />Un sasso che l’ apre, che affonda, sparisce e non sente<br aria-hidden="true" />Vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro<br aria-hidden="true" />Di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente […]<br />
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest’aria bassa</em><br aria-hidden="true" /><em>Ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente<br />
</em>(Francesco Guccini – <strong>Acque</strong>)</p>
<p>Perdonateci la divagazione, ma la canzone di Guccini ci è venuta in mente fin dall’inizio della lettura e ci ha praticamente accompagnato per ogni pagina, fino è quando è subentrato un altro pezzo musicale di cui vi diremo fra poco.</p>
<p>La cosa potrebbe anche finire in una “normale” rissa fra condomini che mal si sopportano e hanno visioni diverse su ogni argomento, ma per fortuna dei protagonisti arriva il vero nemico. Il mostro. Il fattore coalizzante che fa unire le forze del bene contro il male assoluto. In questo caso è colui di cui tutti sanno tutto, ma lo possono solo bisbigliare dietro le spalle nella loro quotidianità.<br />
Arriva a bussare alla loro porta per salvarsi dall’acqua che cresce un ex carcerato. Ma non un carcerato di quelli buoni, quelli che sono stati perseguitati dai poteri forti della giustizia, o che sono stati traditi dall’avvocato, o che, poveretti, hanno commesso un delitto passionale a causa della moglie fedifraga. No.<br />
Questo è proprio un <strong>mostro vero</strong>, di quelli che non hanno giustificazione alcuna. <strong>È un ex-terrorista</strong>.</p>
<p><em>Sono una tela di ragno sospesa</em><br />
<em>Sono l’acqua che stagna marcita</em><br />
<em>Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita […]</em><br />
<em>Sono la coda nel posto sbagliato,</em><br />
<em>gatto nero sull’itinerario</em><br />
<em>coincidenza perduta, partita da un altro binario.</em><br />
<em>Sono la mano sudata che stringe</em><br />
<em>Sono zucchero al posto del sale</em><br />
<em>Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale.<br />
E sono sabbia che punge nel letto,</em><br />
<em>scarafaggio che ti sale addosso</em><br />
<em>Sono quello che tende la mano…al semaforo rosso.<br />
</em>(Gianmaria Testa – <strong>Tela di ragno</strong>)</p>
<p>Ora lasciamo perdere i dettagli (anch’essi fantozziani) della cattura del terrorista Mauro e il fatto se avesse ucciso qualcuno. Sono cose che non devono distrarre dal fatto in se. Era un carcerato in quanto pericoloso terrorista, e poi siamo sicuri che non lo sia ancora? Quindi, cosa faranno i buoni? Potranno far entrare un terrorista (ex o non ex) nella loro salvifica arca di salvataggio, rappresentata da un modesto appartamento al terzo piano? E cosa rischieranno se lo faranno entrare?</p>
<p>Non sveliamo altro, ma aggiungiamo che la descrizione di Mauro e della sua condizione di “ristretto” è una perla di perfezione sia narrativa sia psicologica e politica. Ed è incastonata in un <strong>romanzo d’esordio da applausi</strong> e da consigliare a tutti tramite il doveroso <strong>passaparola</strong> che meritano le opere meritevoli della piccola editoria indipendente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/">PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Una storia &#8211; Luciano Ligabue</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:53:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di Luciano Ligabue, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “il Bruce Springsteen italiano” per promuoverlo. Ormai non è più necessario. Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/">Una storia &#8211; Luciano Ligabue</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27298" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-160x160.jpg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di <strong>Luciano Ligabue</strong>, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “<strong>il Bruce Springsteen italiano</strong>” per promuoverlo. Ormai non è più necessario.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto al Campo Volo di Reggio Emilia dello scorso anno, davanti a centocinquemila persone che si erano tenute strette il biglietto per i due anni pandemici, <strong>“Dedicato a noi”</strong> seguirà i concerti di questa estate 2023 contrassegnati dal consueto sold out e precederà il tour invernale nei palasport a cui si continuano ad aggiungere date.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se il titolo del nuovo album vi fa sorgere la domanda “<strong>noi chi?</strong>” è ovvio che non fate parte della schiera dei fan del rocker emiliano e altrettanto ovviamente non avete ancora letto la sua autobiografia<strong> “Una storia” (ed. Mondadori, 2022).</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo è un peccato perché al di là della sua attività di cantante, che potete apprezzare o meno a seconda dei vostri gusti,  è un fatto oggettivo che Luciano Ligabue sia bravissimo nel raccontare storie, non solo in veste di cantautore ma anche come scrittore, come provato dalle sue raccolte di racconti o dal fumetto &#8220;<strong>La neve se ne frega</strong>&#8220;.</span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una storia” però è una sfida in più per il rocker perché qui racconta la sua storia personale, dall’infanzia fino ad oggi (prima di quest’ultimo album) e come sua abitudine lo fa in modo totalmente sincero e senza risparmiare nulla.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le biografie o l’autobiografie in genere risultano essere o delle <strong>agiografie</strong> con un mero elenco di “ho fatto questo e quello” molto superficiali di cui se ne può quasi sempre fare a meno. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo libro invece dimostra una volta di più perché il rapporto con i suoi fans (attraverso il club del Bar Mario gestito da suo fratello Marco) è così stretto e pressoché unico. Liga non si risparmia mai e quando decide di raccontarsi lo fa fino in fondo senza nascondere nulla. La famiglia, le malattie, i lutti, le paure, le ragazzate, le superstizioni, i colleghi, gli impresari, le delusioni, i successi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quello che appare evidente è la <strong>sincerità</strong> di queste pagine che prima raccontano la formazione di Luciano Ligabue e poi spiegano le sue scelte artistiche, la genesi di alcune canzoni e album; altresì quindi si capisce come e perché i fan sono così attaccati ai suoi pezzi e alle sue strofe. &#8220;<strong>Ma come fate a sapere che sono così sincere?</strong>&#8221; Ovvio che non siamo onniscienti e non facendo parte di quella cerchia di persone citate nel libro non possiamo essere testimoni diretti. Ma, oltre ai riscontri che si possono comunque avere, qui si va sulla fiducia personale. Non esiste una scienza che ti dice perché Liga ha la nostra fiducia e altri no. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le motivazioni forse sono contenute nel monologo che Liga ha messo in bocca al suo alter ego Bruno su Radiofreccia mettendo le cose in chiaro una volta per tutte: “<strong>Le canzoni non ti tradiscono</strong>. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco, per molti di noi fan Luciano Ligabue e la sua arte rappresentano una confort zone, un posto dove ti puoi sentire tranquillo quasi come fossi a casa (un <strong>Heimat</strong>, il termine tedesco senza corrispondenza italiana) che ormai è andato oltre le sue canzoni e la musica, proprio perché ha messo in chiaro di non essere né un santo né un profeta. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Forse un giorno ci tradirà e ci deluderà anche lui come hanno fatto molti altri, può darsi.<br />
Sinceramente però, dopo il regalo che ci ha fatto descrivendoci il suo viaggio onirico con G nell’ultimo capitolo del libro, lo riteniamo oggi ancor più improbabile.</span></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Nero, rosso, blu&#8230; poi il buio&#8230; e ora il viola.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/nero-rosso-blu-poi-il-buio-e-ora-il-viola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 21:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cristiana stori]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggere i romanzi di Cristiana Astori che hanno come protagonista Susanna Marino rientra di certo nella cromoterapia. Che insieme al piacere di leggere gli ottimi passaggi quasi lirici dell&#8217;autrice torinese, forma uno dei rimedi più efficaci per ogni malattia dello spirito (e del corpo, visto che qui siamo in pieno esoterismo). Se avete avuto l&#8217;occasione [&#8230;]</p>
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Leggere i romanzi di <strong>Cristiana Astori</strong> che hanno come protagonista <strong>Susanna Marino</strong> rientra di certo nella cromoterapia. Che insieme al piacere di leggere gli ottimi passaggi quasi lirici dell&#8217;autrice torinese, forma uno dei rimedi più efficaci per ogni malattia dello spirito (e del corpo, visto che qui siamo in pieno esoterismo).</p>
<p>Se avete avuto l&#8217;occasione di seguire qualche presentazione dell&#8217;autrice saprete che è davvero impossibile non associare il personaggio dell&#8217;improbabile detective/cacciatrice di film scomparsi alla scrittrice stessa; del resto<strong> è lei la prima a mettersi in gioco in tal senso e</strong> questa volta lo fa anche in copertina del libro. I confini tra protagonista e scrittrice ad ogni capitolo della saga cromoterapeutica sembrano sempre più assottigliarsi.</p>
<p>Grazie alle avventure di Susanna la scrittrice condivide con i lettori la sua grande passione per il cinema. Questi hanno così la possibilità di conoscere affascinanti attori, registi, artisti, dipinti e pellicole che forse non sono mai arrivati ai fasti dei <strong>blockbuster hollywoodiani</strong> ma che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Pensiamo ad esempio alla meravigliosa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Soledad_Miranda">Soledad Miranda</a> in &#8220;Tutto quel nero&#8221; o all&#8217;inquietante <strong>Autuomo</strong> di &#8220;tutto quel blu&#8221;.<br />
In questo quinto capitolo il lettore farà la conoscenza, fra gli altri, di <a href="https://lorenzoalessandri.com/">Lorenzo Alessandri</a> e della sua inquietante e conturbante modella Angelika, nonché del misterioso film italiano &#8220;<strong>Sortilegio</strong>&#8220;&#8230; uno di quei film così maledetti che è meglio non nominare. (<strong>Superstizione? Noi non lo siamo, anche perché porta sfortuna essere superstiziosi.</strong>)</p>
<p>In bilico come sempre fra esoterismo, paranormale, spietati collezionisti e misteriosi incarichi, la Astori ci regala un&#8217;altra storia indimenticabile della sua Susanna, che resta a nostro avviso la detective (per quanto improbabile sia) più originale che ci sia mai capitato di conoscere.</p>
<p>Qualche anno fa si parlava spesso del  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/New_Italian_Epic"><strong>New Italian Epic</strong></a> definizione coniata da <strong>Wu Ming 1</strong> per definire non solo le opere del  collettivo omonimo ma in cui rientrano ad esempio molti romanzi di <strong>Valerio Evangelisti, Stefano Tassinari e Carlo Lucarelli</strong>.<br />
Dando un&#8217;occhiata alle<strong> regole-manifesto del genere</strong> pensiamo di poterle vedere rispettate nelle opere della scrittrice di origini piemontesi: metastorie, riferimenti storici precisi che il lettore può verificare con sopralluoghi o con i manuali di storia, punti di vista obliqui, narrazione non distaccata.</p>
<p>Non sappiamo a che punto sia la discussione intorno al New Italian Epic, ma questa incredibile cinquina di titoli che uniscono cinema e letteratura è senz&#8217;altro dentro ai suoi confini.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 16:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antonio lanzetta]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[il temp odell'odio]]></category>
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		<category><![CDATA[male]]></category>
		<category><![CDATA[nazisti]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l&#8217;occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colui che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/">&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25991" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg" alt="" width="424" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg 424w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-113x160.jpg 113w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a></p>
<p align="left"><i>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io miro con l&#8217;occhio.</i></p>
<p align="left"><i>Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io sparo con la mente.</i></p>
<p align="left"><i>Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io uccido con il cuore. </i></p>
<p align="left">Questo il giuramento, allenamento, mantra che i pistoleri di Gilead pronunciavano in difesa della loro città. La difesero finché poterono, fino all’ultimo uomo, fino a quando tradimenti e inferiorità numerica segnarono la fine della civiltà e il mondo andò avanti. O meglio, uno dei mondi che compongono la ruota eterna ed a-dimensionale del “karma kinghiano” collegati tutti ad una forse irraggiungibile, Torre Nera (da cui il nome della saga fantasy kinghiana) al centro nella quale risiede, forse, il potere sui mondi.</p>
<p align="left">Chi meglio di Antonio Lanzetta, lo Stephen King italiano <i>as the Sunday Times says</i>, poteva capire il senso profondo del giuramento dei personaggi kinghiani che, al di là della retorica, impegna la scelta di chi giura protezione armata a un sogno, un re o a sua maestà la Vendetta?</p>
<p align="left">“Il tempo dell’odio” (La Corte Ed. 2022, 224 pag. 18,90€) è ambientato negli anni della seconda guerra mondiale in Cilento.</p>
<p align="left">Non è un libro sulla resistenza propriamente detta, ma sul male di cui gli uomini sono capaci, sull’odio e sul rancore. E su un modo di regolare i conti molto al di fuori del politically correct.</p>
<p align="left">È una storia sul come la contingenza porta a diventare uomini in fretta, anche quando non hai l&#8217;età per esserlo.</p>
<p align="left">È un libro sui mostri, che scelgono consapevolmente di essere tali perché non è mica vero che i mostri non esistono. Fascisti, bambini, militari, contadine, briganti e brigantesse, nazisti… non manca nulla nel libro di Lanzetta; neanche uno sguardo compassionevole agli animali, cosa che conoscendo l’autore non può mancare, in un momento in cui non ci poteva essere animalismo propriamente detto visto che non c’era spazio neanche per la semplice umanità.</p>
<p align="left">È semplicemente un libro da leggere, una storia fuori dal buonismo e dalla retorica ma proprio per questo una di quelle storie che aiuta meglio a comprendere quegli anni particolari.</p>
<p align="left">Al di là del complimento che il Sunday Times regalò all’autore salernitano ai tempi della trilogia dello Sciacallo, possiamo dire che Antonio Lanzetta ha ben compreso una cosa della scrittura del Re. L’importanza intrinseca nel raccontare storie.</p>
<p align="left"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25989" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg" alt="" width="696" height="497" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg 696w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-300x214.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-224x160.jpg 224w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
<p align="left"><em>[foto del Terni-Narni Horror Fest 2021]</em></p>
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		<item>
		<title>Pif ci dice: &#8220;Futti, futti&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pif-ci-dice-futti-futti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 12:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[dio perdona tutti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[pif]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;&#8230; che Dio perdona a tutti!&#8221; (ed Feltrinelli, 2018) La conclusione di questo amaro proverbio siciliano è il titolo del romanzo che ci ha visto scoprire il poliedrico Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, come scrittore di romanzi. Non conosciamo i precedenti letterari di Pif, ma questo  libro ci è piaciuto molto ed è stata una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pif-ci-dice-futti-futti/">Pif ci dice: &#8220;Futti, futti&#8230;&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/12/pif.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22044" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/12/pif.jpg" alt="" width="536" height="825" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/12/pif.jpg 536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/12/pif-195x300.jpg 195w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/12/pif-104x160.jpg 104w" sizes="auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>&#8230; che Dio perdona a tutti!</em>&#8221; (ed Feltrinelli, 2018)<br />
La conclusione di questo amaro proverbio siciliano è il titolo del romanzo che ci ha visto scoprire il poliedrico <strong>Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto</strong>, come scrittore di romanzi.</p>
<p>Non conosciamo i precedenti letterari di Pif, ma questo  libro ci è piaciuto molto ed è stata una delle scoperte letterarie più gradevoli degli ultimi tempi; non solo per le frecciatine che Pif  l&#8217;autore lancia contro l&#8217;ipocrisia di molti sedicenti cristiani o per l&#8217;esilarante e irriverente scena in cui il protagonista si torva ad essere il protagonista principale della<strong> Via Crucis</strong>, ma anche per la forma scanzonata e irriverente con cui affronta molte tematiche importanti. Cosa che purtroppo non è frequente, purtroppo, trovare nella narrativa Italiana; forse è più presente nel cinema italiano, anche se ormai anche quello sta virando troppo verso il serioso/pretenzioso con risultati non sempre all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Il libro di Pif invece è una gradevole lettura che fra golosità dolciaria, passione per il calco e il calcetto, l&#8217;amore e l&#8217;ammore (<strong>citazione colta</strong> ndr) porta l&#8217;autore ad aver l&#8217;occasione di parlare di come l&#8217;ipocrisia costruisca il solido pilastro della società siciliana ma che di certo sono riconducibili a tutta la penisola italica.</p>
<p>Anche se non è un thriller cerchiamo di svelare il meno possibile la storia e lasciare ai lettori il gusto di scoprirla: il protagonista è il palermitano Arturo, agente immobiliare che conquista con varie  performance più o meno artistiche la pasticcera Lisa. Ragazza di famiglia benestante e inserita nella Palermo &#8220;che conta&#8221;. Il fatto che lei sia la proprietaria di una delle pasticcerie più famose di Palermo permette ad Arturo di unire passione per i dolci e per le donne, commette l&#8217;errore di farsi scoprire impreparato sulla messa.<br />
Infatti durante una messa senza molti partecipanti Lisa si accorge che Arturo (<strong>orrore!</strong>) biascica le parole e addirittura volte non sa cosa rispondere alle imbeccate canoniche del prete.  Interrogato sulla propria fede e costretto a una ritirata sulle posizioni &#8220;<strong>mediamente credenti</strong>&#8221;  che non necessitano troppi approfondimenti Arturo si prende una bella lavata di testa dalla sua amata. Lavata di testa che pensa proprio di non meritarsi.</p>
<p>Allora, così sollecitato a non essere superficiale, prende un libretto di catechismo assegnato ai cresimanti e decide che per tre settimane (<strong>ben 21 giorni</strong>) si comporterà da cristiano osservante. Sarà un fondamentalista della fede in Cristo, non la imporrà agli altri ma lui la rispetterà alla lettera. Cosa potrà mai succedere vi chiederete?</p>
<p>Beh, questo è un romanzo e ovviamente tutti i disastri che capitano al povero Arturo sono frutto di artifici letterari, di certo è improbabile che nella realtà avvengano in un lasso di tempo di appena tre settimane. <strong>Nella realtà ce ne vorrebbero almeno quattro</strong>, ne conveniamo.</p>
<p>Potete infatti facilmente immaginare le conseguenze di dover dire sempre e comunque la verità per un agente immobiliare o quelle per un portiere che sta disputando la finale del torneo di calcetto interrogato sul goal/non goal. Ma potete anche immaginare cosa comporta per chi, in un ambiente vip di cene e riunioni pseudo-benefiche, proponga di spendere i soldi non per la solita &#8220;<em>nuova campana per la parrocchia del Sacro Cuore&#8221;</em> (citazione nostra, di <strong>Claudio Lolli</strong>, &#8220;Vecchia piccola borghesia&#8221;)  per costruire centri di accoglienza verso i migranti.</p>
<p>Insomma, quello che è certo è che la vita di Arturo ne uscirà un bel po&#8217; sconvolta da queste tre settimane da cristiano fondamentalista. A differenza della società che continuerà a &#8220;<em>mentire con cortesia, cinismo e vigliaccheria facendo dell&#8217;ipocrisia la sua formula di poesia</em>&#8221; (citazione sempre nostra, sempre di Claudio Lolli, sempre &#8220;Vecchia piccola borghesia&#8221;).</p>
<p>Insomma, da anticlericali e miscredenti nonché apostati della fede in <em>latae sententiae </em>quali siamo il libro di Pif ci è proprio piaciuto e non ci interessa di sapere nulla sulla fede di Pif se ne ha una, perché ci sembra che il <strong>ragazzo</strong> (lo chiamiamo così in quanto coetanei)  abbia colto il nocciolo fondamentale della questione.</p>
<p>L&#8217;essenziale, come si suol dire.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pif-ci-dice-futti-futti/">Pif ci dice: &#8220;Futti, futti&#8230;&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>James Ellroy, Martin Scorsese e la distruzione del mito kennediano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/jame-ellroy-martin-scorsese-e-la-distruzione-del-mito-kennediano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 11:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[jfk]]></category>
		<category><![CDATA[kennedy]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stato la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l&#8217;onnipresenza dei media e qualche rotolo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/jame-ellroy-martin-scorsese-e-la-distruzione-del-mito-kennediano.html/irish-tabloid" rel="attachment wp-att-19617"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-19617" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid.jpg" alt="" width="643" height="495" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid.jpg 643w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid-300x231.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid-208x160.jpg 208w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /></a></p>
<p>“<i>La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stato la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l&#8217;onnipresenza dei media e qualche rotolo di grasso.&#8221;</i></p>
<p>(American Tabloid. Dall&#8217;introduzione dell&#8217;autore)</p>
<p>Immaginate di pubblicare un romanzo in Italia in cui ricostruite complicità di alti funzionari statali nell&#8217;organizzare traffici di eroina per finanziare colpi si stato all&#8217;estero, in cui prendete di petto uno dei politici progressisti più amati nella storia del paese e lo descrivete come un affamato di sesso, drogato ed eletto grazie alle amicizie mafiose del padre che hanno fatto votare in suo favore anche i morti.</p>
<p>Immaginate le conseguenze delle cause legali che vi pioverebbero addosso e statene pur certi che non vi basterà vendere tre miliardi di copie per uscirne con qualche centesimo ancora in tasca. Ammesso che riusciate a restare liberi. E vivi.</p>
<p>Ma <b>l&#8217;America</b> è la <b>Terra delle Libertà</b> e quindi, a quanto sembra si può fare; tant&#8217;è vero che “American Tabloid” (1995) racconta (in estrema sintesi) proprio quanto appena detto del (falso) mito JFK. La sua ascesa non limpida e il suo assassinio dopo aver tradito la mafia nella vicenda della Baia dei Porci.</p>
<p>Complottismo allo stato puro? Beh, non proprio, visto che di riscontri ce ne sono molti e puntuali, a cominciare del ruolo dei “personaggi realmente esistiti” (cioè quasi tutti): <b>Howard Hughes, J. Edgar Hoover, Jimmy Hoffa i fratelli Kennedy e il loro papà Joe</b>. Poi c&#8217;è tutto quello che , ormai è appurato, ruotava intorno al famoso <b>fondo prestiti</b> del sindacato più potente degli Usa, quello dei <b>Teamster</b> di Jimmy Hoffa, quasi completamente infiltrato dalla mafia.<br />
Ci sono i riscontri della enorme divergenza di vedute fra Hoover che vedeva la mafia come un piccolo pericolo per il paese e finanche una risorsa tattica contro il <b>Grande Pericolo Comunista</b> e Robert Kennedy (il vero idealista della famiglia) che invece vedeva proprio la mafia come il più grande pericolo per la democrazia in Usa.</p>
<p>Abbiamo preso in mano questo romanzo grazie a un consiglio in una discussione seguita dalla lettura di 22/11/&#8217;63 il fantasy di Stephen King in cui manda uno dei suoi protagonisti indietro nel tempo per salvare JFK. Inevitabilmente, quando si parla dell&#8217;assassinio di JFK si finisce sempre per chiedersi e chiedere “Ma tu ci credi davvero che Oswald abbia agito da solo?”<br />
Il nostro saggio amico ci disse di preferire un approccio più olistico e per l&#8217;appunto ci suggerì di leggere American Tabloid.</p>
<p>Il romanzo di Ellroy parte da <b>Los Angeles</b>, dai dossieraggi scandalistici tramite i tabloid che Howard Hughes faceva per affinità politica con J.E. Hoover per poi attraversare tutto il paese nordamericano, da Chicago, a Las Vegas, a New York fino alla Cuba rivoluzionaria.<br />
Racconta del continuo aumento dei disaccordi fra la mafia e Jimmy Hoffa a causa del supporto di questa <b>all&#8217;elezione come presidente Usa di JFK</b> (Hoffa si sentiva perseguitato dal fratello Robert che intentava contro di lui innumerevoli cause per dimostrare la presenza della mafia nel sindacato).</p>
<p>Ma la mafia si fidò delle famiglie amiche di Joe Kennedy, il padre dei due, con la promessa di supportare la deposizione di <b>Fidel Castro</b> affinché i mafiosi americani potessero riprendere a fare affari con i loro <b>Casinò e aziende agricole</b> a Cuba. Ma ciò non avvenne a causa del disastro della baia dei porci per l&#8217;appunto. In quella notte in cui furono annientate le truppe paramilitari degli esuli cubani organizzate dalla Cia (finanziando il tutto con il traffico di eroina cubana) spingersi oltre ed intervenire direttamente a supporto con degli aerei avrebbe significato una guerra aperta non solo con Cuba ma con l&#8217;Urss. JFK si tirò indietro, rimettendoci quasi tutta la sua credibilità ed evitando una guerra. Ma gli costò la vita; perché con la mafia i tradimenti si pagano.</p>
<p>Si ferma qui James Ellroy (non abbiamo ancora letto i due romanzi che completano la trilogia<b> Underworld &#8211; Usa </b>come viene chiamata, ovvero “Sei pezzi da mille”<b> </b>e “Il sangue è randagio”) ma per i pezzi che mancano a completare il puzzle Kennedy-Hoffa-Mafia ci ha pensato <b>Martin Scorsese</b> portando nel 2019 sul grande schermo le “memorie” di <b>Jack Sheeran</b>, il braccio destro di Jimmy Hoffa e che ha confessato post-mortem la sua colpevolezza per la sua uccisione e la successiva sparizione.</p>
<p>“<b>The Irishman” </b>rappresenta l&#8217;apoteosi di tutti i film di Scorsese sulla mafia americana: <b>Joe Pesci, Robert De Niro e Al Pacino</b> si riuniscono in un&#8217;eccezionale <i>last dance</i> in una storia che stavolta ha ben poco di inventato dal regista. Questa è infatti la trasposizione delle memorie di Jack Sheeran riportate nel saggio “<b>L&#8217;irlandese. Come ho ucciso Jimmy Hoffa”</b> a firma del giornalista <b>Charles Brandt,</b> pubblicate un anno dopo la morte di Sheeran e, guarda caso, si integrano perfettamente con “American Tabloid” ampliando e spiegando i rapporti di complicità e ambiguità fra Hoffa e la mafia.</p>
<p>Il giudizio artistico sul film (comunque ottimo) non può non rilevare alcune scelte discutibili; ad esempio quella di far interpretare agli stessi attori anziani, seppur truccati, le scene in cui sono giovani. I risultati sono molto discutibili. Molto spesso come spettatori si è spaesati, visto anche i continui saliti della linea temporale. “Ma qui è più anziano o più giovane?” ci si domanda inevitabilmente. Il trucco non può tutto e, con buona pace dei tre mostri sacri, sarebbe stato meglio cambiare l&#8217;attore.<br />
Tuttavia la bellezza e l&#8217;importanza del lungometraggio sono fuori discussione.</p>
<p>Al Pacino interpreta Jimmy Hoffa, Robert De Niro è nei panni di Jack Sheeran (l&#8217;irlandese, per l&#8217;appunto), e Joe Pesci, sempre inappuntabile, il capomafia Russel Bufalino.</p>
<p>L&#8217;apice della tensione nel film avviene negli anni successivi all&#8217;assassinio di Kennedy, quando Hoffa, dopo essere stato in carcere a lungo senza mai fare i nomi delle famiglie mafiose che avevano beneficiato dei fondi del sindacato Teamster, cerca di riprendersi il suo ruolo.<br />
Ma non può, ci sono ormai al vertice del sindacato persone più vicine alla mafia e che danno più garanzie. Jack Sheeran che è sempre stato il suo “numero due” cerca di calmarlo in tutti i modi, fa da tramite con Bufalino che a sua volta è il referente sul campo delle “famiglie”; ma alla fine la decisione che Hoffa deve esser fatto sparire viene presa.</p>
<p>E come spesso succede nella mafia raccontata da Scorsese, se devono far fuori qualcuno chi preme il grilletto è quasi sempre quello che gli è più vicino. Magari uno così stretto da essere ormai quasi un fratello; in primo luogo perché l&#8217;altro non se lo aspetta e in secondo luogo e perché comunque devi dimostrare di essere fedele alla mafia e non a chi controlli per essa. Come potrebbero continuare a fidarsi di te se ti rifiuti?</p>
<p>Così ecco la scena clou: <b>Sheeran-DeNiro</b> supplica <b>Pacino-Hoffa </b>di ripensarci e stare al suo posto ma ottiene come risposta: “Non temere Jack ho troppi documenti scomodi per loro, non mi possono toccare”; lui lo guarda come se fosse un bambino di sei anni e gli dice: “Jimmy, hanno eliminato un presidente, tu chi pensi di essere?” il volto di Al Pacino prima si gela di paura e poi sorride in un ghigno a tranquillizzare il suo interlocutore. Sta scegliendo di andare incontro al suo destino.<br />
Beh, lo confessiamo, ci siamo commossi anche se sappiamo di star parlando di <b>Bravi Ragazzi, </b>nel senso “scorsese” del termine.</p>
<p>Sappiamo che poi ci sono stati numerosi studi che hanno smentito delle parti del racconto di Sheeran. Ad esempio la casa indicata per il luogo dell&#8217;uccisione del sindacalista non sarebbe stata quella; è stato sì rilevato del sangue dietro le pitture superficialia ma, sembra, non fosse quello di Jimmy Hoffa.</p>
<p>Ma a nostro avviso tutto questo ricercare i dettagli della verità dimostra solo, probabilmente, la voglia di non accettarla questa verità.</p>
<p>Giusto fare ogni accertamento, ma questo è compito del detective. Per chi vuol capire i fatti storici incaponirsi sui dettagli vuol dire perdere il quadro di insieme.</p>
<p>Lo sappiamo già che la mafia è una mare di menzogne e una montagna di merda, non ci caverai mai un ragno dal buco, un <strong>reo confesso</strong> può star coprendo il vero colpevole, un <strong>pentito</strong> può essere tale solo per convenienza o per intorbidire le acque.</p>
<p>Ma se invece di guardare il dettaglio cerchiamo di elevarci e diamo un&#8217;occhiata complessiva dall&#8217;alto le cose importanti risultano chiare.</p>
<p>Siamo ragionevolmente certi del fatto che Oswald non abbia agito da solo e che le cose siano andate diversamente da quella famigerata Versione Ufficiale della commissione Warren. Lo dimostra la relazione sul fucile Carcano fatta da chi l&#8217;ha costruito (<a href="https://www.johnkennedy.it/?p=25"><strong>chiarendo che NON poteva sparare quel numero di colpi</strong></a>) e lo dimostra oltre ogni nostro ragionevole dubbio il filmato di Zapruder.</p>
<p>Tuttavia leggere Ellroy e vedere The Irishman ci ha permesso di inquadrare la faccenda in un modo diverso e più corretto.<br />
Il “chi” e il “come” appartengono al gusto fetish dei dettagli macabri.</p>
<p>Nella Storia è capire il contesto e intuire il perché che conta.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg" alt="" width="243" height="264" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg 2363w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/jame-ellroy-martin-scorsese-e-la-distruzione-del-mito-kennediano/">James Ellroy, Martin Scorsese e la distruzione del mito kennediano</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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