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	<title>crocifissi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO SULLA LEGGE 40, UN LEGITTIMO INTERROGATIVO DA PARTE DI UN CITTADINO LAICO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 16:59:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono un cittadino: un cittadino attivista che ha profuso energie e risorse nella difesa della nostra società da quella che io considero una delle peggiori iatture del nostro tempo. Sto parlando della violazione continua e latente dei diritti umani fondamentali.Inutile evidenziare che gran parte di queste violazioni avvengono da parte delle religioni, ma non solo. Se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dopo-la-sentenza-di-strasburgo-sulla-legge-40-un-legittimo-interrogativo-da-parte-di-un-cittadino-laico/">DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO SULLA LEGGE 40, UN LEGITTIMO INTERROGATIVO DA PARTE DI UN CITTADINO LAICO</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/vatican.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10780" title="vatican" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/vatican-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono un cittadino: un cittadino attivista che ha profuso energie e risorse nella difesa della nostra società da quella che io considero una delle peggiori iatture del nostro tempo. Sto parlando della violazione continua e latente dei diritti umani fondamentali.<br />Inutile evidenziare che gran parte di queste violazioni avvengono da parte delle religioni, ma non solo.<span id="more-10779"></span></p>
<p>Se anzi questo dovesse servire a dimostrare che il mio impegno non è contro la religione in se stessa ma solo contro chi tenta di imporla e che sono pronto a difendere la collettività da qualsiasi scorrettezza indipendentemente da chi sia stata commessa, mi sembra opportuno ricordare che non ho esitato a portare in tribunale la mia ex-associazione (l’UAAR) per quello che io considero un comportamento oltre ogni limite accettabile da parte della sua dirigenza.</p>
<p>Ma non è questo il tema della presente nota.</p>
<p> Io ero uno di quei “laicisti” illusi che tra il 2004 ed il 2005 hanno raccolto firme, che fino all’ultimo momento hanno partecipato a incontri e convegni, che hanno fatto i rappresentanti di lista nei seggi in quello che fu uno dei più tragici referendum della storia del nostro paese.</p>
<p>Ricordo la delusione di tutti i militanti dell’UAAR e delle altre associazioni con cui avevamo partecipato al comitato nazionale contro la legge 40 quando risultò che il quorum non era stato raggiunto.</p>
<p> Ora, alla faccia del Sig. Storace (che nel 2003 parlava di fare un “regalo di natale” al papa approvando la legge 40), del Sig. Rutelli (il “cicciobello” della politica italiana che, in uno dei suoi peggiori volta-faccia, sempre nel 2003 asseriva di preferire una cattiva legge al far west), di tutta l’ala confessionalista del parlamento italiano che per una ragione o per un’altra tenta da sempre di ingraziarsi la lobby clericale e (aggiungo con una nota di soddisfazione personale) del Sig. Camillo Ruini che (come il suo successore Bagnasco) non ha ancora capito i limiti del suo ruolo di presidente della CEI, la corte di Strasburgo ha decretato che quella legge contiene elementi contrari all’articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo.</p>
<p>Sembra infatti che il semplice particolare per cui ad una qualsiasi coppia venga vietata l’analisi pre-impianto costituisca una pesante ingerenza nella vita privata.</p>
<p>Si badi bene che a tale risultato si è arrivati facendo considerazioni <span style="text-decoration: underline;">contestualizzate</span> nell’ambito del nostro sistema giuridico: l’incoerenza infatti è venuta fuori perché da una parte si vieta l’analisi pre-impianto e dall’altra si autorizza l’interruzione di gravidanza se il feto è affetto da una patologia che era stato vietato diagnosticare.</p>
<p>Quindi non è un divieto in se stesso ad essere fuori dalle convenzioni, ma è il divieto inserito in quell’ambito.</p>
<p>In altre parole: l’incoerenza ha costituito il fallo (ed il conseguente cartellino rosso).</p>
<p> Non è che fosse così difficile arrivare a tale conclusione, però (come si sa) per passare dalle convinzioni personali alle convenzioni ufficiali occorre seguire un certo iter.</p>
<p>Ora l’iter è giunto alla sua conclusine e la storia ci sta dando ragione.</p>
<p>Per chi è abituato all’attivismo in difesa della laicità non è una novità scoprire che quando si impone una religione attraverso norme di legge è difficilissimo non violare almeno uno dei diritti umani fondamentali stabiliti dalla Dichiarazione Universale e recepiti dalla Convenzione Europea.</p>
<p>Nel caso della religione cattolica poi colgo l’occasione per ricordare che il teocrate a capo dello staterello di Via della Conciliazione quei documenti non li ha mai sottoscritti (anche se ne parla a spron battutto quando gli fa comodo per far presa sulle masse).</p>
<p> Qualcuno potrà evidenziare che questo risultato lo dobbiamo soprattutto all’Europa, perché se non ci fosse stata la corte di Strasburgo l’Italia vivrebbe ancora più isolata nel suo regime catto-clientelare che dal secondo dopoguerra (se si eccettuano alcune parentesi) ha sempre dominato incontrastato in ogni contesto della nostra vita politica e sociale.</p>
<p>In effetti la Corte Europea ha demolito definitivamente una legge emanata da un paese sovrano.</p>
<p>Ma ecco che a questo punto, se mi è concesso fare un “parallelo di coerenza”, al sottoscritto sorge spontaneo un interrogativo.</p>
<p> Per porci questo interrogativo occorre rimettere gli orologi indietro di tre anni: era il tardo 2009 e la stessa Corte di Strasburgo accolse in primo grado il ricorso di un’altra coppia (Lautsi-Albertin) decretando che l’esposizione di un crocifisso in un luogo deputato alla pubblica istruzione costituisse una violazione alla libertà di coscienza (sempre in riferimento agli articoli della Convenzione Europea).</p>
<p>Si badi bene che il ricorso Lautsi-Albertin non era stato portato contro una legge dello stato, ma contro una “consuetudine diffusa”: una delle tante regole non scritte (eredità di un passato medievale) che costituiscono in massima parte la vera violazione dei diritti umani in quanto figlie di tradizioni “identitarie” fuori dalla storia e di comunitarismi (spesso coatti).</p>
<p>Le settimane che seguirono videro la peggiore espressione dell’italietta clerical-confessionale: da Gasparri che diceva “potete morire” a Sgarbi che dal suo trespolo lanciava i suoi consueti anatemi schizoidi contro gli esponenti dell’UAAR.</p>
<p>Nei quattordici mesi successivi poi abbiamo assistito allo schieramento confessionalista europeo che raschiava il fondo della padella cercando disperatamente qualcuno che attuasse il ricorso in appello contro tale sentenza per conto della “teocrazia vaticana” che (essendo fuori dall’UE) non poteva agire direttamente.</p>
<p>La “<em>eleven confessional-nation army”</em> era costituita da: Italia, Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, San Marino, Russia, Principato di Monaco e Romania (probabilmente, se avesse fatto parte dell’UE, vi avremmo visto anche il Monte Athos).</p>
<p>Il ricorso si concluse nel gennaio 2011 con un pronunciamento che capovolse letteralmente la sentenza in primo grado: ossia che la semplice esposizione di un simbolo religioso non costituisce violazione dei diritti umani.</p>
<p> Eccoci dunque giunti alla questione: qualcuno ha mai pensato che esporre un simbolo religioso sia contrario ai diritti umani ?</p>
<p>In qualità di attivista laico sono l’ultimo a pensare una cosa del genere.</p>
<p>Ma se andiamo contestualizzare tale circostanza: se andiamo ad esporre tale simbolo in un luogo pubblico deputato alla pubblica istruzione (come le scuole) o al pubblico giudizio (come i tribunali), un luogo che in uno stato laico dovrebbe essere NEUTRALE per antonomasia, non nasce per caso anche qui un’incoerenza ?</p>
<p>E come mai quella stessa corte di Strasburgo che ha notato un’incoerenza molto meno evidente nella legge 40 (fino dichiararla contraria ai Diritti Umani) si è lasciata sfuggire in sede di appello questa incoerenza dettata da una consuetudine diffusa (non da una legge) e che almeno al sottoscritto (e non solo) appare abbastanza palese ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sono un giurista, ma se l’avvocato Carla Corsetti (a cui va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione) è riuscita poche settimane or sono, nella sua difesa in Cassazione del Giudice Tosti, a far figurare il crocifisso come “simbolo politico”, questo mio interrogativo può apparire legittimo oppure no ?</p>
<p> <strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
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		<title>SE LA PAROLA E’ LAICITA’ LA COERENZA NON E’ IL NOSTRO FORTE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/se-la-parola-e-laicita-la-coerenza-non-e-il-nostro-forte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vi ricordate il giudice Luigi Tosti ?  Vi ricordate la sua battaglia per la questione dei crocifissi nelle aule di giustizia ?  Ricordate com’è finita? La Corte di Cassazione ha confermato la rimozione del giudice dalla magistratura in quanto l’esposizione del crocifisso negli edifici pubblici “può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/se-la-parola-e-laicita-la-coerenza-non-e-il-nostro-forte/">SE LA PAROLA E’ LAICITA’ LA COERENZA NON E’ IL NOSTRO FORTE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate il giudice Luigi Tosti ?  Vi ricordate la sua battaglia per la questione dei crocifissi nelle aule di giustizia ?  Ricordate com’è finita? La Corte di Cassazione ha confermato la rimozione del giudice dalla magistratura in quanto l’esposizione del crocifisso negli edifici pubblici “può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa”<span id="more-10243"></span>, e pertanto il giudice era tenuto all’adempimento del proprio dovere nonostante la presenza del simbolo cattolico.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" style="padding:5px;" title="religioni" src="http://www.camelotdestraideale.it/wp-content/uploads/2009/12/crocifisso_stella_di_david_mezzaluna.jpg" alt="" width="325" height="187" /></p>
<p>Ricordate il Dott. Massimo Albertin ? (che dopo aver condotto insieme a sua moglie una battaglia civile per la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche, si è ritrovato prima con una sentenza della CEDU che gli dava ragione, affermando che un simbolo religioso in un luogo pubblico può diventare una violazione dei diritti umani, e poi con un ricorso alla stessa sentenza portato dai paesi più confessionalisti della UE attraverso cui si è conseguito il risultato praticamente opposto: ossia che l’esposizione di un simbolo religioso in luogo pubblico NON costituisce violazione dei diritti umani).<br />
In entrambi i casi, secondo la giurisprudenza italiana e (ancor peggio) europea, chiunque sarebbe libero di imporre agli altri la propria religione in un luogo pubblico (senza che questo costituisca prevaricazione) attraverso l’esposizione dei propri simboli in particolare in quei luoghi pubblici che in uno stato laico dovrebbero essere neutrali a qualsiasi convinzione personale (religiosa o non ) dei cittadini.<br />
Si noti che tanto la “vicenda Tosti” quanto la “sentenza Lautsi-Albertin” non entravano nel merito della libertà individuale di vestire o indossare simboli secondo le proprie convinzioni religiose, ma  di un codice comportamentale che la collettività intera dovrebbe adottare verso tutti i cittadini che la compongono indipendentemente dalle convinzioni personali di ciascuno (e che invece è ancora ben lontana dal recepire).</p>
<p>Recentemente è comparso su &#8220;<a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/14/news/giudice_allontana_interprete_in_aula_col_volto_coperto-25013753/">La Repubblica</a>&#8221; un articolo  che descrive una situazione ancor più paradossale: una cittadina di religione islamica a Torino è stata costretta ad allontanarsi da un’aula di giustizia perché ha rifiutato di levarsi il velo.<br />
Stiamo parlando quindi di una persona che non è entrata nell’aula del tribunale pretendendo che venisse esposto un verso del Corano (anche perché secondo il ricorso alla CEDU che ha azzerato la “sentenza Lautsi-Albertin” avrebbe avuto il diritto di farlo), ma di una persona che, per proprie convinzioni personali, veste in un certo modo coprendosi il capo (ricordiamo che l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo cita testualmente: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell&#8217;insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell&#8217;osservanza dei riti.”)<br />
Ora della questione se ne occuperà il CSM: quello stesso CSM che ha stabilito che è lecito esporre il crocifisso nei tribunali (espellendo il Giudice Tosti dalla magistratura) e a cui ha fatto eco la CEDU dichiarando che è perfettamente normale avere simboli religiosi nei luoghi pubblici (confondendo così la laicità col multi-cofessionalismo); sarà divertente vedere se le stesse persone che hanno deciso che non è reato imporre a tutti una religione, diranno invece che è reato manifestarla individualmente come sancito dall’art. 18 della Dichiarazione Universale.</p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
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		<title>La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-sentenza-sentenzia-leuropa-non-ci-salvera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-sentenza-sentenzia-leuropa-non-ci-salvera/">La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese.<br />
La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia di cavarsela senza pagar dazio.<br />
Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».<span id="more-9765"></span><br />
<span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><img decoding="async" style="width: 400px; height: 328px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TluBe0EO0z0/S9Fn-vHgvXI/AAAAAAAACXA/bXCjfiFTCNQ/s1600/SINCRETISMO1+-+base.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Il discorso dirimente infine è che quel simbolo (macabro) appeso sulle mura scolastiche non influenza gli studenti e non toglie la possibilità ai loro genitori di educarli come meglio ritengono opportuno.</p>
<p>La sentenza dice anche che la discriminazione religiosa in questo caso non c&#8217;entra perché, in buona sostanza, l&#8217;insegnamento di quella religione non è obbligatorio, perché nessuno vieta ai ragazzi di portare altri simboli religiosi, e perché in alcune scuole si festeggia la fine del ramadan (quali non è dato sapere dalla sentenza).</p>
<p>Se l&#8217;impressione che avete è quella che, di fatto, l&#8217;Europa “se ne lava le mani” del nostro paese dovreste prima domandarvi cosa vi sareste dovuti aspettare dopo le reazioni isteriche che hanno accomunato destra, sinistra e istituzioni unificando, come quasi mai accade, questo paese. Ed un altra domanda che dovreste porvi, voi laici, è “ma a noi chi ci rappresenta?”</p>
<p>Alcune considerazioni pratiche, senza aspettare gli addetti ai lavori che analizzeranno a fondo la questione.</p>
<p>Le folcloristiche sentenze italiane che arrivavano a dire che il crocifisso è un simbolo di laicità sono nei fatti superate e da riformulare, in quanto la CEDU riconosce che il significato prominente del (macabro) simbolo è quello religioso.</p>
<p>La CEDU stabilisce che i simboli appesi non influenzano l&#8217;istruzione degli alunni; quindi innanzitutto chiediamo scusa al sindaco di Adro (maltrattato da destra e sinistra) e riposizioniamo al loro posto i “soli delle Alpi” in quanto è innegabile che sono rappresentativi della cultura e delle tradizioni di quelle terre. Altrove sbizzarritevi: falci e martello, celtiche, simboli fallici&#8230;</p>
<p>Inoltre, dato che la sentenza conferma che non può essere vietato «indossare tenute a connotazione religiosa» un consiglio a tutti gli studenti atei e agnostici, andate a scuola con abiti che vi caratterizzino. Parafrasando la campagna UAAR un bel “DIO NON ESISTE E NON NE HAI BISOGNO” sulla vostra felpa/maglietta farà rispettare i vostri diritti (croci e mezzelune si, scritte filosofiche no? Ci sarebbe da ridere&#8230;).</p>
<p>Infine un ultima riflessione: come testimonia il rammarico di “Noi siamo chiesa” verso questa sentenza, il cattolicesimo italico ha perso un&#8217;altra buona occasione per diventare adulto. Quale autorevolezza ha una Chiesa che spende tutte le sue energie diplomatiche per far salvo un macabro feticcio sul muro invece che per convincere l&#8217;Europa, tanto per fare un esempio banale, ad aumentare la quota da destinare allo sviluppo dei paesi poveri?</p>
<p>Zero. O giù di li. I risultati, cari i miei cattolici, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>CARDIA: UNA GARANZIA</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Avendo gi&#224; parlato dell&#8217;intervista concessa al &#8220;Corriere della Sera&#8221; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&#160; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche. In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Avendo gi&agrave; parlato dell&#8217;intervista concessa al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&nbsp; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche.<br />
In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli ha mosso non pochi rilievi, di cui ci pregiamo di fornire una selezione, quasi un florilegio:<br />
&ldquo;Ritengo che la Corte non abbia tenuto conto di alcuni elementi (giuridici e di fatto) &hellip; e sia incorsa in qualche caso in veri e propri errori &hellip;<br />
In primo luogo la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza da almeno due punti di vista. <br />
&hellip; Si tratta &hellip; del principio di sussidiariet&agrave; &hellip; che soltanto nella sentenza sul crocifisso non &egrave; stato utilizzato.<br />
&hellip; ha pretermesso (omesso, tralasciato; NdA) di valutare quanto previsto dallo Statuto del Consiglio d&#8217;Europa del 1949, e quanto scritto nell&#8217;introduzione alla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo (CEDU 1950)<br />
&hellip; Si tratta di un errore storico e giuridico &hellip;<br />
Altro errore si evidenzia quando la Corte afferma che il crocifisso &egrave; ragionevolmente simbolo del cattolicesimo &#8230;&rdquo; [2].</p>
<p>2) Naturalmente, non avendo alcuna cognizione giuridica, non siamo neppure tentati dal demone di obiettare alcunch&eacute; al PC ed, in ogni caso, la questione verr&agrave; definita, sempre a Strasburgo, il 30 di Giugno del 2010 dalla Grande Chambre.<br />
Nel frattempo, non possiamo non farci latori/messaggeri del grido di dolore, emesso da un nostro amico, dopo aver letto i molto circostanziati rilievi del PC; infatti, questo nostro amico, molto attento a tutto ci&ograve; che concerne il pubblico denaro, ha urlato:<br />
&ldquo;Ma, allora, noi perch&eacute; paghiamo questi incompetenti Giudici di Strasburgo?&rdquo;<br />
Noi, essendo indubbiamente molto pi&ugrave; prosaici, confessiamo che la lettura del testo del PC ci ha fatto tornare in mente un film di Sergio Leone e, pi&ugrave; precisamente, la scena in cui viene letta la sentenza nei confronti di Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez:<br />
&ldquo;Gi&agrave; ricercato in 14 contee di questo Stato, &egrave; riconosciuto colpevole dei reati di omicidio, rapina a mano armata contro privati, banche e servizi postali di Stato, furto di oggetti sacri, incendio doloso di una prigione di Stato, falsa testimonianza, bigamia, abbandono del tetto coniugale e incitamento alla prostituzione, rapimento a scopo di estorsione, ricettazione, spaccio di monete false, uso di carte da gioco e dadi truccati, aggressione e lesioni a danno di privati&#8230;&rdquo; [3].</p>
<p>3) Tornando dal selvaggio Far West alla civile Italia, non possiamo privare la/il lettrice/lettore delle altre pillole di saggezza dispensate dal PC:<br />
&ldquo;Infine, l&#8217;errore di prospettiva pi&ugrave; grave, nel merito della sentenza, &egrave; quando la Corte non esamina la condizione reale della scuola italiana, del suo assetto (giuridico e di fatto) pluralista, del suo aprirsi alla multiculturalit&agrave;. &#8230;&rdquo; [4].<br />
In questo caso, non abbiamo alcuna difficolt&agrave; a riconoscere che siamo d&#8217;accordo con il PC, ma non per i motivi da Lui addotti, bens&igrave; per i seguenti:<br />
&nbsp;la Corte non ha preso in esame i seguenti fatti:<br />
&#8211; nella Scuola italiana, sono presenti, naturalmente nel pieno rispetto della Legge, solo le/gli insegnanti della Religione cattolica;<br />
&#8211; Loro sono nominate/i dal Vescovo, ma vengono pagate/i dallo Stato italiano;<br />
&#8211; da qualche anno, sempre in base alla Legge, sono le/i sole/i Docenti ad essere ILLICENZIABILI, in barba ad ogni principio di uguaglianza.<br />
Noi abbiamo pure la presunzione di sapere perch&eacute; la Corte non ha esaminato: &ldquo;&#8230; la condizione reale della scuola italiana&rdquo;: per carit&agrave; di Patria, sia pure europea.&nbsp; </p>
<p>4) Infine, &egrave; molto interessante leggere le motivazioni che il PC adduce riguardo al fatto che la Scuola italiana &egrave; aperta alla multiculturalit&agrave;:<br />
&ldquo;&#8230; ammette simboli e pratiche di altre religioni [A questo punto, un ipotetico Marziano penserebbe che, nella Scuola della Repubblica, siano esposti pure i simboli di altre Religioni; errore! (NdA)].<br />
&#8230;Leggi, decreti, circolari e giurisprudenza prevedono la legittimit&agrave; del velo islamico, di altri simboli e vestimenti di derivazione religiosa [Traduciamo: si parla di &ldquo;cose&rdquo; che portano addosso gli individui, non di &ldquo;cose fissate sul muro&rdquo; per decisione dello Stato; (NdA)]<br />
&hellip; verrebbe ad essere sacrificata e discriminata proprio la religione della stragrande maggioranza degli italiani &#8230;&rdquo; [5].<br />
Quest&#8217;ultima affermazione merita un commento a parte, breve, ma deciso e, soprattutto, incontestabile:<br />
in base ad una ricerca, commissionata dalla Conferenza Episcopale Italiana, della cui esistenza il PC avr&agrave; sicuramente contezza/cognizione, i Cattolici, in Italia, sono il 33% della popolazione; tradotto: sono la minoranza pi&ugrave; numerosa, ma pur sempre una minoranza, altro che la : &ldquo;&#8230; stragrande maggioranza &#8230;&rdquo;. <br />
A noi, comunque, non dispiace che si giunga a spacciare una visione artificiale, invece di prendere atto della realt&agrave;, poich&eacute;, storicamente, questo gesto disperato ha sempre caratterizzato le Istituzioni in decadenza.<br />
Tra i molti esempi, casualmente, ci viene in mente quello dell&#8217;Imperatore degli Aztechi, Montezuma, che scambi&ograve; gli Spagnoli, peraltro campioni della Cristianit&agrave;, che stavano per sterminare il Suo popolo, per degli Dei. </p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini<br />
</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Si veda: <a target="_blank" href="http://civiltalaica.splinder.com/post/22639146/strasburgo-la-lingua-batte">Strasburgo: la lingua batte&#8230;</a>.<br />
[2] <a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf">Cardia Carlo, Intervento a Palazzo Chigi, 26 Aprile 2010</a>.<br />
Consigliamo vivamente di leggere per intero il suddetto testo, anche perch&eacute; &egrave; una delle migliori dimostrazioni di come il Sapere non solo non &egrave; sempre contro il Potere, ma, anzi, pu&ograve; essere al servizio, peraltro legittimo, del Principe, in questo caso del Principe della Chiesa.<br />
[3] Leone Sergio, Il buono, il brutto, il cattivo, prodotto da Alberto Grimaldi, 1966; indimenticabili sono: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef.<br />
[4] Cardia, cit. <br />
[5] <em>Ibidem</em>.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &#232; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&#224; di Roma Tre, poich&#233; sta dando il meglio di s&#233; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1]. Cos&#236;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&#224; che la Fede insuffla/infonde nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &egrave; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&agrave; di Roma Tre, poich&eacute; sta dando il meglio di s&eacute; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1].<br />
Cos&igrave;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&agrave; che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori.</p>
<p>2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un&#8217;intervista al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo;, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche.<br />
Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) si &egrave; subito avvalso dell&#8217;argomento principe di color che argomenti non hanno:<br />
&ldquo;(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un punto di vista ideologico&rdquo; [2].<br />
Come &egrave; noto, da circa trent&#8217;anni, i baldi difensori di ogni potere costituito impiegano l&#8217;arma letale, consistente sia nel presentare le proprie concezioni come a-ideologiche, come naturali e perfino pi&ugrave; dei prodotti biologici, sia nello scagliare contro l&#8217;avversario quella che &egrave; diventata una delle accuse pi&ugrave; infamanti: l&#8217;essere ancora posseduti dal demone dell&#8217;ideologia.<br />
Gli &ldquo;esorcisti&rdquo; pi&ugrave; bravi riescono pure a far apparire sul loro volto (di bronzo) un&#8217;espressione di profondo disgusto interiore, mentre pronunciano, e con il dovuto ribrezzo, l&#8217;oscena parola: ideologia.<br />
Forse,&nbsp; PC ritiene che esaminare la questione da un punto di vista religioso costituisca un indicibile progresso; in ogni caso:<br />
&ldquo;Da che pulpito viene la predica!&rdquo;.</p>
<p>3) PC ha, poi, sentenziato che la Corte:<br />
&ldquo;Ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [3].<br />
In questo caso, l&#8217;artificio retorico consiste nell&#8217;appioppare, a quella che &egrave; la bestia nera di tutti i PC di questo mondo: l&#8217;Illuminismo, la qualifica di vetero, termine che, per questa modernit&agrave; fremente per il &#8230; Nulla, emana un tanfo di stantio, fors&#8217;anche di rancido.<br />
Naturalmente, attendiamo con trepidazione che, nella prossima intervista, PC ci illumini d&#8217;immenso sulle fattezze che ha/dovrebbe avere il Neoilluminismo di Suo gradimento.<br />
Comunque, siamo rimasti veramente basiti/attoniti nell&#8217;apprendere che senza il Crocifisso si ha :<br />
&ldquo;&#8230; un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [4].<br />
Le/i docenti, nonch&eacute; tutte le persone, che concorrono alla formazione delle nuove generazioni, si sentiranno senz&#8217;altro estremamente valorizzate da questa affermazione, che, inoltre, getta una luce fosca, pur se meritata, su tutte le societ&agrave; precristiane e su tutte quelle contemporanee, che, per loro immensa sfortuna, non si avvalgono del Crocifisso quale ineguagliabile aspiratore del vuoto, altrimenti imperante.<br />
Non osiamo neppure immaginare il vuoto culturale da cui sono afflitti i due miliardi abbondanti di Cinesi e di Indiani, che, nella loro &ldquo;inspiegabile&rdquo; esistenza, non sono stati riempiti dal Crocifisso [5]. <br />
L&#8217;implicita riduzione della Storia dell&#8217;Umanit&agrave; agli ultimi 2000 anni, nonch&eacute; l&#8217;altrettanto implicita &ldquo;restrizione&rdquo; della Terra al solo Occidente, presenti nel discorso di PC, sono l&#8217;equivalente di quanto si &egrave; avuto il coraggio di affermare al convegno dei Creazionisti del 23 Febbraio 2009, presso il CNR (!):<br />
&ldquo;&#8230; le datazioni al radiocarbonio rivelano che i dinosauri si estinsero tra i 20 e i 40.000 anni or sono e, quindi, l&#8217;uomo ha convissuto con loro&rdquo; [6].<br />
Sulla base di queste &ldquo;inconfutabili affermazioni scientifiche, il chimico Hugh Miller, nel numero di Giugno di &ldquo;Radici Cristiane&rdquo;, argomentava:<br />
&ldquo;Prenda per esempio un tirannosauro rex. <br />
Era una creatura terrificante, alta quattro metri.<br />
Ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda tra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo. <br />
Ed ecco un hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana!&rdquo; [7].</p>
<p>4) Sicuramente, la chiusa dell&#8217;intervista di PC, in quanto ad intelligenza, equivale al finale dei fuochi d&#8217;artificio, che sono pi&ugrave; scoppiettanti, fulgidi e rutilanti che pria:<br />
&ldquo;Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare.<br />
C&#8217;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi&rdquo; [8].<br />
Cos&igrave;, grazie ad un luminare dell&#8217;Universit&agrave;, scopriamo che l&#8217;individuale decisione di portare il velo, oppure la keffiyyah, &egrave; la stessa identica cosa della presenza, voluta da uno Stato, in un edificio pubblico, del Crocifisso.<br />
Questa, Lui, la chiama tolleranza.<br />
Il fatto che PC sia, interiormente, perfettamente consapevole dell&#8217;insostenibilit&agrave; di quanto da Lui stesso affermato, non rende meno pertinente, con una lieve aggiunta, quanto ebbe a dire Karl Marx, quando usc&igrave; dalla stanza del Comunista Weitling:<br />
&ldquo;L&#8217;ignoranza (voluta) non sar&agrave; mai un argomento&rdquo; [9].</p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Infatti, il 26 Aprile 2010, ha fatto un intervento a Palazzo Chigi; il 30 dello stesso mese, presenter&agrave; il Suo sicuramente molto pregevole Saggio: &ldquo;Identit&agrave; religiosa e culturale d&#8217;Europa &ndash; La questione del Crocifisso&rdquo;; del primo di questi&nbsp; due eventi daremo conto con un altro testo, onde evitare&nbsp; che il Presidente di Civilt&agrave; Laica &ldquo;azioni la ghigliottina&rdquo;, per l&#8217;eccessiva lunghezza non consona al blog.<br />
[2] Corriere della Sera, Gioved&igrave;, 26 Aprile 2010.<br />
[3] <em>Ibidem</em>.<br />
[4] <em>Ibidem</em>.<br />
[5] Noi ci riferiamo esclusivamente al Crocifisso esposto/imposto nei pubblici edifici, non a quello che ognuno &egrave; libero di avere in casa, oppure su di s&eacute;, ancor meno a quello che le persone hanno nel cuore.<br />
[6] Dalla Casa Stefano, Hamburger di tirannosauro, L&#8217;ATEO, Catastrofi e punizioni, p.27, Marzo-Aprile 2010.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] Corriere della Sera, cit..<br />
[9] Althusser Louis, &ldquo;Elementi di autocritica&rdquo;, 1972.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Nati sotto il segno di Cristo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 21:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo ha presentato ricorso sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&#8217;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &#8220;La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&#224; di aderire o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il <strong>Governo ha presentato <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/crocifisso_sentenza/" target="_blank">ricorso</a></strong> sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&rsquo;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &ldquo;<em>La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&agrave; di aderire o non aderire ad alcuna religione</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intanto, <strong>nove senatori Pdl</strong> hanno stilato una <strong><a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00446776.pdf" target="_blank">proposta di legge</a></strong> che prevede l&rsquo;arresto fino a sei mesi e una sanzione da 500 a mille euro per chi rimuove il crocifisso o si rifiuta di esporlo negli uffici pubblici, nelle scuole e universit&agrave;, nelle aule di Comuni, Province, Regioni e circoscrizioni, nelle comunit&agrave; montane, nei seggi elettorali, nei carceri, nei tribunali, negli ospedali, in stazioni, porti, aeroporti, sedi diplomatiche e uffici italiani all&rsquo;estero. Ovunque, insomma.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alla Camera, invece, <strong>23 deputati Pdl</strong> hanno presentato un altro <strong><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0031620" target="_blank">testo</a></strong> che prevede una sanzione disciplinare per chi rifiuti di esporre il crocifisso insieme alla foto del presidente della Repubblica, &ldquo;<em>quali simboli della tradizione e dell&rsquo;unit&agrave; della Patria, nelle scuole e negli uffici pubblici</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche alcuni membri dell&rsquo;opposizione si sono astenuti dal difendere la cultura italiana dal &lsquo;laicismo dilagante&rsquo;, seppur con toni meno battaglieri. <strong>16 consiglieri Pd</strong> della Regione Emilia Romagna hanno firmato una <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/pd-e-laicita-la-confusione-continua/" target="_blank">risoluzione</a></strong> per chiedere al Parlamento europeo di &ldquo;<em>riconoscere il pieno diritto di tutti gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all&rsquo;interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell&rsquo;identit&agrave; di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell&rsquo;intera comunit&agrave; nazionale e rispettosi dell&rsquo;orientamento religioso di ciascun cittadino</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E, nel fiorire di queste iniziative a difesa delle nostre origini cristiane, arriva l&rsquo;<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/obiezione-di-coscienza-a-senso-unico/" target="_blank">espulsione</a></strong> dalla magistratura del <strong>giudice Luigi Tost</strong>i, reo di essersi rifiutato di celebrare udienza sotto il crocifisso.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo, attualmente, lo stato dell&rsquo;arte sul tema crocifissi. La sentenza del novembre scorso della <strong>Cedu </strong>(Corte europea dei diritti dell&rsquo;uomo) contro l&rsquo;esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche ha provocato l&rsquo;alacre lavoro di parlamentari, amministratori locali&nbsp; e magistrati, nonch&eacute; un profluvio di chiacchiere, anatemi e istigazioni a disobbedire alla sentenza europea.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra veramente che chi ci rappresenta non abbia alcun problema pi&ugrave; urgente da affrontare della presunta offesa provocata alla nostra identit&agrave; culturale dalla rimozione dei crocifissi. Parole come &lsquo;<strong>Dio</strong>&rsquo; e &lsquo;<strong>Patria</strong>&rsquo;, per altro, suonano anche un po&rsquo; ridicole se si pensa che solo 140 anni fa, il 20 settembre 1870, l&rsquo;esercito italiano entrava nello </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/09/la-breccia-dimenticata/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Stato pontificio</font></a><font face="Tahoma" size="2"> per strappare Roma al dominio papale,&nbsp;sancendo cos&igrave;&nbsp;l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia e la fine del potere temporale della Chiesa. Quel potere molto ben raffigurato dal Cristo in croce, che ora assurge a simbolo di identit&agrave; nazionale in spregio alla stessa storia d&rsquo;Italia. Quel simbolo nel nome del quale son state compiute le pi&ugrave; efferate nefandezze.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche la<strong> <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/rosarno-cronaca-di-una-strage-annunciata/" target="_blank">guerriglia di Rosarno</a></strong> ha causato un&nbsp; tale schieramento di forze parlamentari. Passato il momento critico e allontanati gli extracomunitari, tutto torna a posto (ossia come prima), nell&rsquo;attesa che un&rsquo;altra rivolta degli schiavi ci ricordi l&rsquo;assenza dello Stato.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma insomma, non si vorr&agrave; mica paragonare una guerriglia cittadina causata dai migranti che &lsquo;ci rubano il lavoro&rsquo; con la rimozione dei crocifissi? Quest&rsquo;ultimo &egrave; un argomento talmente serio, visto anche il periodo pre-elettorale, da meritare il massimo schieramento di forze: ministri, parlamentari, sindaci, presidenti di Regioni o di Province.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Meritano una menzione, a tal proposito, le parole di </font><a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/24/meloni-chi-non-vuole-crocifisso-se-ne-vada-estero/" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Giorgia Meloni</font></strong></a><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>, ministro della Giovent&ugrave;</strong>,&nbsp; alla convention del Popolo delle Libert&agrave; ad Arezzo: &ldquo;<em>Sono stufa di vedere burocrati europei che stanno l&igrave; a sindacare se si possa appendere un crocifisso nelle scuole</em>. <em>Se qualcuno si offende</em> <em>consiglio di prendere in considerazione l&rsquo;idea di <strong>andare a vivere da qualche altra parte del mondo</strong></em>&rdquo;. Ha dimenticato, la Meloni, che l&rsquo;Italia &egrave; uno Stato laico? Probabilmente s&igrave;, perch&eacute; solo in uno Stato teocratico le sue parole avrebbero un senso.</font></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma non paga di aver stracciato in una botta sola i principi di democrazia, laicit&agrave; e appartenenza all&rsquo;Europa, il ministro ha aggiunto: &ldquo;<em>Noi rispettiamo le idee e le credenze di tutti, ma chiediamo lo stesso rispetto da chi viene a vivere in Italia. Non c&rsquo;&egrave; nessuna minaccia in valori come il rispetto</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ecco qua, l&rsquo;ex militante del Fronte della Giovent&ugrave; ha esplicitato il pastrocchio del &rdquo;pensiero unico&rsquo; sul tema crocifissi. <strong>Primo</strong>: &lsquo;<em>Noi</em>&rsquo; (il popolo italiano) siamo cattolici. <strong>Secondo</strong>: chi vuole rimuovere i crocifissi viene (quindi) da altre culture e altri paesi. Impari a rispettare la &lsquo;nostra&rsquo; religione o vada altrove.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Che non siano gli stranieri a reclamare dallo Stato imparzialit&agrave; in materia di religione non &egrave; chiaro alla Meloni; che si possa essere cittadini italiani e nel contempo non credenti non &egrave; proprio previsto; che infine si possa essere cittadini italiani laici (credenti o no, &egrave; un altro discorso) &egrave; addirittura un&rsquo;offesa alla nostra identit&agrave;. Per cui, in questi casi, &egrave; meglio emigrare. <strong>Parola di un ministro della Repubblica</strong>.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Grazie a Giorgia Meloni per le sue precisazioni.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/nati-sotto-il-segno-di-cristo/">Cronache Laiche</a></em></strong></font></p>
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		<title>Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La reazione diffusa conseguente all&#8217;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &#232; stata, giustamente, di solidariet&#224; alla persona e di difesa dell&#8217;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &#232; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&#8217;Italia, che ne &#232; uno dei membri fondatori, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/">Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La reazione diffusa conseguente all&rsquo;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &egrave; stata, giustamente, di solidariet&agrave; alla persona e di difesa dell&rsquo;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &egrave; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&rsquo;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&rsquo;Italia, che ne &egrave; uno dei membri fondatori, in cui veniva condannato lo Stato Italiano per il mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti della nostra famiglia, titolare del ricorso. In quell&rsquo;occasione non c&rsquo;&egrave; stato alcun rispetto n&eacute; per le nostre persone n&eacute; per l&rsquo;istituzione (CEDU): autorevoli personalit&agrave; politiche vi si sono scagliate contro, arrivando a forme di aggressione verbale inaudite; un ministro della Repubblica ha gridato davanti alle telecamere della RAI che: &ldquo;&hellip;possono morire loro (cio&egrave; i proponenti, quindi la mia famiglia) e quegli organi internazionali che non contano nulla (la CEDU).&rdquo; Senza che ci sia stata alcuna reazione verso queste disgustose affermazioni. In seguito a ci&ograve; e all&rsquo;atteggiamento di altre figure istituzionali come quelle ad esempio di un sindaco (anche deputato leghista) che &egrave; arrivato a proporre qualcosa di simile a una taglia sulla mia testa (annunciando di voler esporre manifesti con la dizione &ldquo;WANTED&rdquo;), abbiamo ricevuto lettere minatorie e siamo stati oggetto di atti vandalici. Credo che il rispetto per le persone e per le istituzioni non debba rispondere a criteri di occasionalit&agrave; e di opportunit&agrave;, ma sia un valore da difendere sempre e comunque. Senza se e senza ma. Ci auguriamo perci&ograve; di riscontrare un atteggiamento di responsabilit&agrave; pi&ugrave; omogeneo e coerente da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di portavoce politici in occasione della futura sentenza definitiva da parte della CEDU.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Massimo Albertin</p>
<p>Soile Lautsi</font></strong></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2009/12/15/hanno-detto-potete-morire/"><em>dal sito ufficiale dell&#8217;UAAR</em></a></font></strong></p>
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		<title>Cosa pensa il Dalai Lama?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi in classe]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&#242; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni. Questa impressione &#232; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&ograve; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Questa impressione &egrave; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in esilio aveva rilasciato all&#8217;espresso; esprimendosi sul tema del crocifisso aveva detto (testuali parole): &ldquo;<em>&Egrave; una questione difficile. Mi viene in mente la questione del mio ritratto, che i tibetani metterebbero ovunque, non solo nelle scuole, e che le autorit&agrave; cinesi ovviamente vietano. Forse bisogna distinguere tra religione e cultura. Non si pu&ograve; negare che l&rsquo;Europa abbia radici giudaico-cristiane. Ma parliamo di cultura, non di religione. Perch&eacute; lo stesso crocefisso, che per i cristiani rappresenta il sacrificio supremo di Ges&ugrave;, per gli ebrei assume ben altro significato. E poi non possiamo nascondere il fatto che siamo oramai in una societ&agrave; multietnica e multireligiosa e che bisogna rispettare la sensibilit&agrave; di tutti, compresa quella dei laici, senza imporre inutili e ingiuste sofferenze a nessuno</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora, per quanto non esprima un giudizio netto e deciso, non mi sembra certo una posizione volta a mantenere l&#8217;imposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Nel pomeriggio del venerd&igrave; e nella giornata di Sabato invece le agenzie riprendevano una presa di posizione nettamente diversa espressa, pare, durante l&#8217;incontro con Alemanno. Come riporta l&#8217;ADNKronos del 18 Novembre infatti, pare (obbligatorio usare i condizionali a questo punto) che il Dalai Lama abbia detto: &#8221;<em>E&#8217; di fondamentale importanza mantenere le proprie tradizioni e l&#8217;Italia ha un retroterra cristiano e cattolico. Quindi mantenere la tradizione del crocifisso nella aule scolastiche e&#8217; importantissimo</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora mi chiedo qual&#8217;&egrave; il vero pensiero del leader tibetano? </font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Verrebbe quasi da pensare che da abilissimo diplomatico qual&#8217;&egrave; il Dalai Lama cambi opinione a seconda se si trovi di fronte al giornalista di una rivista notoriamente progressista o al cospetto di un incontro ufficiale con un governo reazionario. Per carit&agrave;, cambiare opinione sar&agrave; anche lecito, ma di fronte a un voltafaccia cos&igrave; sorprendente nel giro di tre giorni viene quasi da rimpiangere l&#8217;assolutismo oltreteverino.</font></p>
<p><font size="2"></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
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