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	<title>storia Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Gesù non è mai esistito e neanche John F. Kennedy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 16:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[esistenza storica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi c’è un grande precipitarsi da parte degli intellettuali laici e umanisti a ribadire che l’esistenza di Gesù sia un fatto storicamente provato e che la discussione dal punto di vista accademico è chiusa. L’ultimo in ordine di tempo è il Prof. Alessandro Barbero ma addirittura in casa della più grande associazione di atei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/gesu-non-e-mai-esistito-e-neanche-john-f-kennedy/">Gesù non è mai esistito e neanche John F. Kennedy</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Negli ultimi tempi c’è un grande precipitarsi da parte degli intellettuali laici e umanisti a ribadire che l’esistenza di Gesù sia un fatto storicamente provato e che la discussione dal punto di vista accademico è chiusa. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’ultimo in ordine di tempo è il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HEZauhfw7cw"><b>Prof. </b><b>Alessandro </b><b>Barbero</b> </a></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ma addirittura in casa della <a href="https://www.uaar.it/libri/gesu-davvero-esistito-inchiesta-storica/">più grande associazione di atei italiani</a> la cosa non è più in discussione visto l’abbraccio della posizione di <b>B</b><b>art D</b><b>. Erhman</b>. </span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Alessandro_Barbero_al_Festival_del_Medioevo_2017.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27158" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Alessandro_Barbero_al_Festival_del_Medioevo_2017.jpg" alt="" width="474" height="513" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Alessandro_Barbero_al_Festival_del_Medioevo_2017.jpg 474w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Alessandro_Barbero_al_Festival_del_Medioevo_2017-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Alessandro_Barbero_al_Festival_del_Medioevo_2017-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Abbraccio che sembra sconfessare il loro presidente onorario <strong>Piergiorgio Odifreddi</strong> che anche<a href="https://www.pepeonline.it/intervista-su-gesu-a-piergiorgio-odifreddi-cristo-non-esiste-e-nemmeno-la-liberta/"> in tempi recenti </a> ha ribadito che per lui la figura di </span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Gesù sia un mito;</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> del resto a supporto della sua opinione cita</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> le parole di <a href="https://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/25/venne-mito-chiamato-gesu/">Papa Leone X</a></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> rivolte al cardinal Bembo: </span><i style="font-family: 'Times New Roman', serif;">«La storia ci insegna quanto ci abbia fruttato quella favola di Cristo». </i></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27157" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait-200x300.jpg 200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait-683x1024.jpg 683w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait-768x1152.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait-107x160.jpg 107w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/Piergiorgio_Odifreddi_portrait.jpg 800w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ora a parte il fatto che, ambito accademico o meno, le posizioni pro-mito non ci sembrano poi così isolate visto che da Bruno Bauer in poi sono state condivise e supportate da nomi come Martinetti, Schwaitzer, Onfray, Carrier, Dubourg e Price; la posizione più laicamente corretta sulla questione resta a nostro avviso quella di <b>K.H. Deschner</b> (autore della “<b>Storia Criminale del Cristianesimo</b>” Libri I-X ed. Ariele, 2000 – 2013 dove ha sempre evidenziato come praticamente tutto ciò che si considera cristianesimo andrebbe correttamente chiamato paolinismo, nel senso di attribuirlo a Paolo di Tarso ovviamente), secondo cui <b>pur non essendoci prove certe della reale esistenza di Gesù Cristo, vista l’esplosione e la diffusione così rapida di un movimento che portava il suo nome </b><b>pochi decenni dopo la sua presunta morte, è estremamente probabile che una person</b><b>a</b><b> con quel nome sia effettivamente esistita</b>. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Discorso chiuso quindi? Tutt’altro. Perché è comunque storicamente vero (e per capire il senso di quest’ultima parola vi rimandiamo al pamphlet “<b>Che cos’è la verità</b>” di P. Odifreddi ed. Castelvecchi 2016)  che è <b>il Gesù in cui i fedeli cattolici credono a non essere mai esistito. </b>Che poi ne sia esistito uno completamente diverso a quello della loro fede è un altro paio di maniche. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Secondo qualunque studio indipendente dalle varie chiese infatti, ciò che viene tirato faticosamente fuori dai vangeli canonici e dagli altri documenti è completamente diverso da ciò che viene tramandato dal catechismo e dalla tradizione.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si potrebbe cominciare dal fatto che Gesù aveva dei fratelli (ormai lo negano solo in Vaticano), per arrivare alle discrepanze dei <b>vangeli sinottici</b> (quindi escludendo la problematica ellenizzazione di Cristo presente in Giovanni) che <b>non sono d’accordo neanche sul nome e sul numero degli apostoli</b>, sui miracoli, o che non descrivono la resurrezione di Gesù ma la citano come avvenuta e basta, la descrizione viene fatta solo in alcuni apocrifi. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si potrebbe quindi prendere in esame il famigerato <b>Barabba</b>, fin dal suo nome si capisce che costui non era di certo un brigante; infatti <b>Bar-abbà</b> vuol dire “<b>figlio del padre</b>”, se poi ci aggiungiamo che in Matteo viene chiamato in modo completo <b>Yeshua</b> (ovvero Giosuè, ovvero Gesù) <b>Bar-Abbà</b> il quadro è completo.<b> Alla popolazione di Gerusalemme fu chiesto di scegliere quale salvare dei due predicatori: Gesù Cristo</b> (ovvero “Il messia” o “l’unto”) <b>o Gesù Figlio-del-Padre. </b> </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Potete approfondire queste ed altre numerose questioni in numerosi saggi, solo per rimanere ai lavori italiani citiamo: le inchieste fatte da <b>Corrado </b><b>Augias</b> con <b>Mario </b><b>Pesce </b><b>e Remo Cacitti,</b> i libri divulgativi di<b> </b><b>Paolo Flores D’Arcais </b><b>e Davide</b> <b>Donnini</b>.<b> </b>Se siete pigri e volete il riassunto possiamo anticiparvi che ben poco si sa su chi fosse veramente Gesù Cristo e cosa abbia realmente detto. I punti fermi (spesso ottenuti con il<b> principio dell’imbarazzo</b>, ovvero se sono imbarazzanti per coloro che li hanno propagandati allora probabilmente sono veri) sono i seguenti: era un fomentatore di rivolte anti-romane (ci sarà pure un motivo se è stato crocifisso e non lapidato); aveva certamente dei fratelli; era un integralista religioso a tal punto che si è raccomandato più volte di non predicare le sue parole ai gentili (cioè ai non ebrei); probabilmente a Nazareth c’è stato ben poco per non dire mai  di certo praticava esorcismi. Il “<b>sermone della montagna</b>” che tanto piace a noi di sinistra, probabilmente è stata un aggiunta postuma per dargli un livello intellettuale più elevato.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Potete verificare ciò sui testi citati e molti altri, ma la domanda che a questo punto noi ci siamo posti è: <b>perché dobbiamo essere così ossessionati da questa figura dopo duemila anni?</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se ha detto, o gli sono state attribuite, delle frasi che possono ispirarci in positivo ricordiamocele e andiamo avanti.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se ha detto fesserie, o gli sono state attribuite, lasciamole alle spalle e andiamo avanti.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Che uno storico voglia dedicare la vita a questo specifico mistero è comprensibile. C’è chi è affascinato da Archimede, chi da Giulio Cesare e chi dai popoli celti. Ogni studioso sceglie il suo campo di approfondimento. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Ma è così importante parlare oggi nell’agorà pubblica della figura storica del Cristo?</b> </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Personalmente riteniamo che di alcuni importanti avvenimenti storici l’importante sia capire il senso. Capire il contesto del perché sono accadute certe cose. Non il dettaglio. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ad esempio, parlando di miti che in realtà non sono mai esistiti, <b>J.F. </b><b>Kennedy è stato ucciso da Oswald in solitaria o da un commando?</b> Il proiettile magico, il filmato di Zapruder, le pessime prestazioni di Oswald come tiratore… ma non è più importante capire ciò che il film di Oliver Stone “JFK” non dice? Ovvero: <b>perché è stato ucciso il presidente degli Stati Uniti?</b></span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27156" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait-231x300.jpg 231w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait-790x1024.jpg 790w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait-768x996.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait-123x160.jpg 123w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/08/John_F._Kennedy_White_House_color_photo_portrait.jpg 800w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Su questo oggi possiamo avere un’idea molto verosimile: è stato ucciso perché per essere eletto aveva stretto un patto con persone di “dubbia legalità” garantendosi così i voti del sindacato di <strong>Jimmy Hoffa</strong> negli swinging states ribaltando quindi le previsioni; però poi, una volta presidente, <b>non ha mantenuto </b><b>quel patto che consisteva nel</b><b> supportare </b><b>militarmente</b><b> la contro-rivoluzione a Cuba </b><b>che è finita alla Baia dei Porci</b>. Saputo questo cosa ci dovrebbe importare se Oswald abbia agito da solo o in gruppo? </span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>L’agiografia santifica politici contaballe e reinventa le loro gesta opportunistiche come momenti di grande spessore morale. La nostra narrazione ininterrotta è confusa al di là di ogni verità o giudizio retrospettivo. Soltanto una verosomiglianza senza scrupoli è in grado di rimettere tutto in prospettiva.<br />
</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>La vera trinità di Camelot</i><i> </i><i>era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stata la punta di diamante di una fetta particolarmente succosa della storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l’onnipresente scrutinio dei media e </i><i>senza </i><i>qualche rotolo di grasso.</i>” <b>James Ellroy – American Tabloid.</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco, sosteniamo proprio </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">questo: che una volta raccolte le informazioni a disposizione spesso sia molto più utile la verosomiglianza del quadro generale che definire il dettaglio o il particolare. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con buona pace di chi crede in miti mai esistiti. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>O MUSA SE NON CI FOSSI TU!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/o-musa-se-non-ci-fossi-tu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 10:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se parlando dei grandi maestri della storia dell’arte vi nominassi  Mnesarete, Lydia, Emile , Dagny, Simonetta, Monique… probabilmente mi guardereste e, con faccia interrogativa, mi direste ma che cosa stai dicendo? Chi sono queste donne ?  E un po’ avreste ragione , ma se vi cominciassi a nominare Prassitele, Matisse, Klimt, Botticelli allora sì che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/o-musa-se-non-ci-fossi-tu/">O MUSA SE NON CI FOSSI TU!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se parlando dei grandi maestri della storia dell’arte vi nominassi  Mnesarete, Lydia, Emile , Dagny, Simonetta, Monique… probabilmente mi guardereste e, con faccia interrogativa, mi direste ma che cosa stai dicendo? Chi sono queste donne ?  E un po’ avreste ragione , ma se vi cominciassi a nominare Prassitele, Matisse, Klimt, Botticelli allora sì che mi guardereste con occhi  affermativi esclamando “Sì, sì! Li conosco, ho visto le loro opere al museo.”</p>
<p>Ma la storia di queste donne, per lo più sconosciute, è intimamente legata alla nascita di alcune tra le più significative opere della nostra storia dell’arte. Se non si fossero trovate lì quel giorno e in quel momento, probabilmente Matisse, Klimt, Picasso, Botticelli non avrebbero dipinto molte delle loro opere.</p>
<p>L’arte non è fatta solo di colori, di tele, di idee ma è anche di colpi di fulmini, di incontri che si trasformano in turbamenti, tormenti ed ispirazione. È un attimo che, donne “comuni” accendano la scintilla della magia del “genio”, diventando così muse , fonte di ispirazione per scrittori, poeti e artisti.</p>
<p>Per anni <strong>Matisse</strong>, chiuso nel suo atelier, ritrasse donne nelle più svariate posizioni e situazioni  attratto dalle linee che, incontrandosi, con altre  davano vita ai volumi, alle rotondità, alla sensualità di per sé donna. Il rapporto che Matisse instaurò con le donne andò al di là della mera sfera sessuale, visto che la maggior parte di esse ha sempre affermato di aver avuto solo un rapporto platonico con l’artista. Non stentiamo a credere a ciò, visto che anche nel giorno del suo matrimonio  dichiarò alla moglie il suo amore con queste parole: “<em>Ti amo teneramente, signorina, ma amerò sempre di più la pittura</em>”.</p>
<p>Nella vita artistica di Matisse ce ne furono tante di donne ma se nel 1932 non avesse conosciuto  <strong>Lydia Delectorskaya</strong> non sarebbero mai nate opere come “Ritratto di Lydia” oppure “Signora in blu” o “La danza”. Ma chi era questa “principessa di ghiaccio”, come la chiamava Matisse?<br />
Era nata nel 1910 in Russia, rimase orfana all’età di 12 anni e fu cresciuta dalla zia. Il suo sogno era quello di diventare medico ma non era facile in una Russia che si stava preparando alla Rivoluzione.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/o-musa-se-non-ci-fossi-tu.html/lydia" rel="attachment wp-att-20134"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-20134" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia-1024x576.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia-280x158.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/lydia.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Lydia riuscì a scappare dalla steppa poco prima che la situazione degenerasse e si rifugiò a Parigi, dove venne accettata alla Sorbona per studiare medicina. La sua esperienza universitaria fu breve perché, non riuscendo a pagare le tasse della retta, fu costretta a lasciare la Facoltà e a trasferirsi  all’interno della comunità russa parigina. In questo ambiente, sfruttando la propria bellezza, cominciò a fare la modella e la ballerina.<br />
Una sera come tante altre conobbe Matisse e le loro vite si intrecciarono per ben due decenni.  Lydia inizialmente fu assunta per prendersi cura della moglie malata di Matisse ma ben presto l’artista lasciò questa per rimanere con Lydia.<br />
Musa, amante, assistente, manager Lydia fu un po’ tutto per Matisse e la loro collaborazione portò l’artista a produrre delle opere importanti.<br />
“<strong>Ritratto di Lydia</strong>”  e “<strong>Signora in blu</strong>” rappresentano una novità nel panorama artistico del pittore che fino a quel momento aveva sempre avuto modelle dalla bellezza mediterranea ; ora invece questa bellezza nordica, bionda e algida, cambiava le carte in tavola. Ecco che il biondo dei suoi capelli si sposa con i blu, i verdi e i rossi dando un impatto del tutto nuovo alle tele dell’artista.  Matisse affermò: “<em>Le mie modelle, figure umane, non sono mai delle figuranti in un interno. Sono il tema principale del mio lavoro</em>”.<br />
Anche “<strong>La danza</strong>”, una delle opere più importanti di Matisse, nacque con l’aiuto di Lydia. In questo caso la donna non è rappresentata sulla tela ma fece “da spalla” all’artista per tutti i sei mesi in cui egli la realizzò, occupandosi di tutte le sue necessità.  Rimasero insieme fino alla morte in un lungo ed empatico rapporto platonico.</p>
<p>Nella storia dell’arte ogni artista ha avuto  più muse. Donne che gli fecero “girare la testa” in diversi modi, ognuna di esse fu determinante per l’evoluzione del modo in cui l’artista esprimeva se stesso. Ma attenzione a non confondere mai tra modella e musa, una differenza che gli stessi artisti conoscevano bene.<br />
Modelle possono essere tutte le donne. <strong>Muse solo poche</strong>.<br />
Costoro sono quelle donne che ti entrano dentro, ti stimolano, non fa nulla quanto stiano nella tua vita; il loro arrivo ti sconvolge, ti cambia modo di vedere le cose, ti ispira sentimenti ed emozioni nuovi, diventano mezzi per esprimere te stesso.</p>
<p>Se poi il tuo modo di vedere la vita, l’amore, il sesso, la morte è profondo e intenso allora il rapporto che si crea con la tua musa è viscerale , quasi ossessivo, ma non sarà mai superiore  a quello che tu avrai con la pittura. Deve essere stato così anche per <strong>Edvard Munch</strong>, il più grande esponente dell’Espressionismo norvegese.<br />
Da sempre persona tormentata e dai grandi interrogativi esistenziali, Munch creò un modo di esporre i sentimenti stilizzato e scarno che arriva dritto al cuore. La sua infanzia fu segnata dalla morte della mamma e della sorella  e questo influì molto sul suo modo di essere. Fu proprio una donna che lo introdusse nel mondo dell’arte quando ancora era piccolissimo, una prima tenera musa che gli fece conoscere quella che sarebbe stata la sua più grande passione: la pittura. Poco dopo l’artista svilupperà il suo primo progetto artistico incentrato sulla morte della madre e della sorella.  Negli anni cercò sempre di scavare nell’anima dei sentimenti umani, nell’evoluzione dell’io e sempre indagò l’universo femminile. Il suo rapporto con le donne fu sempre ambivalente: timido e distaccato da un lato, ossessivo e violento dall’altro. Fu alla fine del 1800 che conobbe una delle sue più grandi muse, <strong>Mathilde Larsen</strong> detta <strong>Tulla</strong>, una donna indomita e caparbia che lo cercò e lo volle con tutta se stessa, mentre lui al contrario la respingeva e ma allo stesso tempo la anelava.  Lei era benestante, bella, anticonvenzionale , frequentava i “salotti buoni”, ma sul matrimonio non cedeva, lei voleva essere sposata dall’uomo che amava. Munch al contrario non credeva nel matrimonio, in quanto era convinto che l’amore dovesse essere libero, proprio come l’arte.</p>
<p>Scrive Munch: “<em>Un giorno ho detto a Fru [Tulla Larsen] […] il matrimonio è d’impedimento lungo la via dell’arte”</em>. Fu su questo punto che il rapporto tra l’artista e Tulla entrò in rotta.</p>
<p>Il connubio tra due portò alla realizzazione di “<strong>Testa a testa</strong>” (1905),  dove ritrae se stesso e Tulla. I volti dei due amanti non sono solo vicini ma sembrano fondersi in un’unica persona, i tratti stilizzati degli occhi , della bocca e del collo rimarcano ancora di più questa unione. Non c’è sfondo, solo le teste dei due amanti che con questo tratto ondulato sembrano abbracciarsi e diventare un&#8217;unica cosa. Era questo l’amore per Munch? Era la fusione completa di segno, gesto e colore? In quest’opera, che venne realizzata più e più volte, sembra di si. Ma non ci dimentichiamo che in alcune opere E. Munch ritrae la donna come un vampiro che ti cinge in un morbido abbraccio e allo stesso tempo di succhia energia vitale ( “<strong>La donna Vampiro</strong>” – 1895 ), in altre come una Madonna sensuale, provocante e sessuale contornata da spermatozoi ( “<strong>Madonna</strong>” – 1894-1902) e in altre ancora come una donna che distaccatamente abbandona la coppia (“<strong>La separazione</strong>” -1896).  Tutte queste opere delineano un uomo fortemente tormentato , angosciato, impaurito dall’esclusione, dal distacco , un uomo che tramutò le sue esperienza in opere che sembrano un pugno al cuore.</p>
<p>Tulla tentò anche il suicidio e questo turbò profondamente Munch, in quanto si sentì di essere caduto nella morsa del ricatto affettivo, imprigionando l ‘amore in una gabbia fatta di gelosia, ossessione e tormento. Il rapporto tra i due continuò fino a quando, nella loro casa di Åsgårdstrand, avvenne un litigio molto violento, a tal punto che Tulla sparò all’artista  ferendolo a una mano, da quell’episodio in poi i due non si rividero più. L’artista ricorda la fine della sua relazione con Tulla nel quadro “<strong>La morte di Marat</strong>” (1907), dove si vede un uomo disteso sul letto , nudo con le braccia distese (il braccio sinistro non si vede), e accanto a lui in piedi una donna, nuda anche lei , inespressiva, distaccata. Sulle lenzuola del sangue, un chiaro riferimento all’incidente avvenuto ai due amanti.  I due non si guardano, non si toccano; sembrano due estranei proprio come ormai è nella realtà.</p>
<p>Potrei continuare a raccontare tantissime storie di artisti e muse, di come senza di loro il mondo sarebbe stato più povero. Di come il loro essere fonte di ispirazione abbia permesso alla bellezza, ai sentimenti , all’arte di vivere e di arricchire le nostre menti. Quasi a confermare quello che i latini erano soliti dire , e cioè,  “<strong>Dotata animi mulier virum regit</strong>”, che in italiano suona più o meno così una “donna provvista di spirito d’animo sostiene il marito”.<br />
Nel corso della storia questa frase è ritornata più e più volte e si dice che sia stata proprio Virgina Wolf a reinterpretarla e a renderla definitivamente intramontabile:  “ Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.”</p>
<p>Ciò è vero anche in arte, dietro un grande artista c’è sempre una donna forte. Principalmente perché alle donne per molto tempo è stata preclusa l’arte ma ci sono esempi in cui la donna ebbe come “musa” un uomo.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/o-musa-se-non-ci-fossi-tu.html/frida_kahlo_by_guillermo_kahlo_3" rel="attachment wp-att-20135"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-20135" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3.jpg" alt="" width="500" height="666" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3.jpg 500w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3-120x160.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>E’ il caso di Frida Khalo e di Diego Rivera. Tralasciando per un momento che anche lui fu un grande artista , fu comunque l’uomo che più condizionò ed ispirò l’arte della famosissima pittrice messicana. La sua vita ebbe diverse battute d’arresto, una fra tutte il suo terribile incidente che la costrinse al letto per molti mesi e a portare un busto per tutta la vita. Ma non si buttò mai giù e affrontò tutto con grande dignità.</p>
<p>Quando incontrò per la prima volta Diego Rivera lei aveva solo quattordici anni e lui venti di più, lei era solo una studentessa, lui era già famoso sposato e con dei figli. A Frida non importò nulla della differenza di età, del suo essere volubile nei sentimenti, delle sue mille amanti. Lei era profondamente attratta dal suo carisma e nel 1929, all’età di 22 anni, lo sposò.<br />
Poco dopo il matrimonio cominciarono a viaggiare e lei si rese conto dell’enorme differenza tra il Messico e il resto delle metropoli e fu allora che decise di iniziare a dipingere la sua terra di origine e la sua cultura. Il suo rapporto con Diego, fatto di amore e dolore, fu sempre tormentato e passionale, non si vergognò mai di quello che provava, di quello che le capitava (amore, dolore, tradimenti, aborti..); con la stessa bellezza con cui aveva affrontato quello che la vita aveva avuto in serbo per lei, traspose il suo matrimonio sulle sue tele. Un esempio fra tutte è l’opera “<strong>L’amoroso abbraccio dell’universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xólot</strong>” (1949),  qui l’amore per Diego viene inserito  in una dimensione onnicomprensiva e assolutista. Ma non mancano quadri in cui lei  mette in mostra il dolore che Diego le provoca, come in “<strong>Qualche piccolo colpo di pugnale</strong>” (1935), dove una donna è stesa sul letto dopo che il compagno l’ha ripetutamente pugnalata.</p>
<p>C’è da dire che anche Diego Rivera ritrasse Frida, come ad esempio in “<strong>Desnudos sentado con brazos levantados</strong>”o in “<strong>Ritratto di Frida Kahlo</strong>” e molte altre opere dove la moglie compare in tutta la sua bellezza delicata e forte al contempo. Il loro amore venne “visto” da tutto il mondo , il loro fu un rapporto   intellettualmente e artisticamente alla pari,  l’amore , la stima e la passione che li legava furono da stimolo a entrambi.</p>
<p>Questo aneddoto è la prova  perfetta di come, in fin dei conti, anche una musa si può trasformare in artista (Frida Khalo) e un artista (Diego Rivera) si può trasformare in musa.</p>
<p><strong>Paola Samaritani</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/shirin-neshat.html/paola-samaritani" rel="attachment wp-att-16868"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16868" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-1024x1024.jpeg" alt="" width="337" height="337" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-300x300.jpeg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-150x150.jpeg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-768x768.jpeg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani-160x160.jpeg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/paola-samaritani.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px" /></a></p>
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		<title>A PASQUA TUTTI CELEBRIAMO LA RESURREZIONE… DELLA TERRA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 11:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Alleva]]></category>
		<category><![CDATA[paganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche questa Pasqua è passata. Abbiamo avuto modo di leggere qualche articolo sulle origini di questa festa. Abbiamo letto di riti ebraici e cristiani, ma lasciate che vi diciamo la verità: gli autori non sono andati abbastanza indietro. Come la maggior parte delle nostre feste, anche la Pasqua è legata al ciclo solare e alle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Anche questa Pasqua è passata. Abbiamo avuto modo di leggere qualche articolo sulle origini di questa festa. Abbiamo letto di riti ebraici e cristiani, ma lasciate che vi diciamo la verità: gli autori non sono andati abbastanza indietro.</p>
<p align="JUSTIFY">Come la maggior parte delle nostre feste, anche la Pasqua è legata al ciclo solare e alle stagioni: quello che è pervenuto sino a noi è soltanto uno dei moltissimi modi per festeggiare la Primavera. Quando infatti noi festeggiamo la resurrezione di Cristo, in realtà festeggiamo la rinascita dei campi e della natura che, dopo un lungo e arido inverno, inizia un nuovo ciclo vitale. Di questi riti abbiamo ancora indizi sia nella cultura popolare che di massa. Ma andiamo con ordine: di quale festa pagana si è appropriato il Cristianesimo stavolta?</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/a-pasqua-tutti-celebriamo-la-resurrezione-della-terra.html/gesu-compagnone" rel="attachment wp-att-20067"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-20067" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone.jpg" alt="" width="600" height="475" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone.jpg 600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone-300x238.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone-202x160.jpg 202w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p class="western"><strong>MISTERI ELEUSINI E ALTRI RITUALI NEL MONDO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Se restiamo “in casa”, non serve andare troppo lontano: nell’antica Roma, infatti, si celebravano i <b>Misteri Eleusini</b>, culto ereditato dall’antica Grecia. I Misteri Eleusini sono probabilmente il più famoso culto religioso pagano dal rito segreto di tutta la civiltà greca. Sono legati al mito di Persefone: si narra che la dea, figlia della dea della fertilità Demetra, fosse stata rapita da Ade, il re degli Inferi. Demetra fece di tutto per recuperare sua figlia, tanto che chiese alla regina di Eleusi di innalzarle un tempio, dove si rifugiò. Da lì provocò un’aridità tale che tutta la Terra ne fu colpita. Zeus tentò di far ragionare Demetra e farla tornare sull’Olimpo, ma invano: la dea non si sarebbe mossa dal tempio (né avrebbe fatto tornare la vegetazione sulla Terra) finché sua figlia non fosse tornata dall’Ade. Così, Zeus consentì a Persefone di passare sei mesi con la madre e sei mesi con lo sposo. Ogni volta che Persefone torna sulla Terra e ride, Demetra fa <b>rifiorire</b> la natura.</p>
<p align="JUSTIFY">Si dice che il rito misterico di Eleusi, che trova origine nel 1600 a.C., avesse a che fare con delle visioni dall’aldilà, per questo erano coinvolte anche sostanze psichedeliche; è stato anche ipotizzato che fosse una prosecuzione di un rito minoico. Anche il mito di Persefone è il mito di una <b>resurrezione</b>: c’è infatti una <i>descensus ad Inferos</i>, letteralmente (anche se per <i>Inferos</i> dobbiamo intendere, come i latini, semplicemente il regno dei morti e non il nostro inferno), una ricerca (Demetra che cerca la figlia perduta), e un’ascensione (il ritorno di Persefone nel mondo dei vivi, da cui nessuno può tornare). Nonostante i rituali fossero segreti, oggi noi sappiamo che gli iniziati erano convinti dell’esistenza di una <b>vita dopo la morte</b>. I Misteri Eleusini furono celebrati sino al 392 a. C., quando l’imperatore cristiano Teodosio li chiuse per decreto.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma andiamo ancora un po’ più indietro e un po’ più lontano: nello stesso periodo in cui noi festeggiamo la Pasqua, i Babilonesi festeggiavano e onoravano la <b>resurrezione</b> del dio Tammuz, riportato in vita dagli inferi da quella che in alcuni miti è sua moglie, in altri sua madre: <b>Ishtar</b>, la cui pronuncia è <i>Easter</i>.</p>
<p align="JUSTIFY">Più a nord, invece, si celebrava la dea <b>Ostara</b>, dea della fertilità, che dava il nome al mese di aprile (<i>Eostre-monath</i>), associata spesso anche alla <b>lepre</b>, animale particolarmente prolifico. Tutti questi miti, quindi, hanno a che fare con l’equinozio di Primavera. Non vi sembra tutto molto familiare?</p>
<p class="western"><strong>I SIMBOLI</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Perché i conigli e le uova? Come già anticipato, il coniglio, o la lepre, è un animale che rappresenta la <b>fertilità</b> (pensiamo ai modi di dire, alcuni poco eleganti, di uso comune anche oggi); questo è abbastanza semplice.</p>
<p align="JUSTIFY">Sull’<b>uovo</b>, invece, ci sono diversi aspetti da considerare: il primo è quello mitologico. In moltissime religioni di tempi e luoghi diversi, l’uovo è un simbolo <b>cosmogonico</b>, cioè rappresentante l’origine dell’universo: dalla Polinesia all’India, dalla Cina alla Grecia, dalla Finlandia all’America centrale. Molte statue di Dioniso spesso lo rappresentano con un uovo in mano e sappiamo che i culti orfici prevedevano il consumo di uova per rappresentare una volontà di fuga dal ciclo infinito delle <b>reincarnazioni</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">I romani, così come i babilonesi o i russi, o i greci, avevano già l’abitudine di <b>nascondere uova</b> nel terreno dopo averle dipinte. I Persiani si <b>scambiavano</b> uova di gallina come dono in onore della Primavera.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma c’è anche un motivo pratico: non molti ormai sanno che <b>le galline non depongono uova</b> durante la stagione invernale a causa della mancanza di luce: l’esposizione ad essa è una parte fondamentale per la stimolazione ormonale e una gallina necessita di almeno 14 ore al giorno per poter deporre un uovo. Ecco perché l’uovo è simbolo della Primavera prima di tutto nel mondo agrario.</p>
<p align="JUSTIFY">In moltissime tradizioni paesane e folkloriche c’è anche l’infiorata per il Corpus Domini. Anche se i quadri floreali hanno una tradizione più recente di quelle citate finora, c’è da dire che nel Medioevo era usanza per la notte dell’equinozio di Primavera che i ragazzi piantassero <b>alberi in fiore</b> davanti alle case delle loro innamorate, per buon auspicio. Queste tradizioni sono rimaste non solo nelle infiorate di carattere religioso, ma anche in alcuni eventi locali, come il <b>Cantamaggio</b> o la corsa dei Ceri di Gubbio (che si ritiene derivi da un culto pagano in onore della dea romana Cerere e della primavera).</p>
<p align="JUSTIFY">Come sempre, l’umanità trova modi per festeggiare gli eventi solari. È sorprendente quanto i rituali siano simili in tutto il mondo e a distanza di secoli: ennesima dimostrazione che ciò che ci accomuna in quanto esseri umani è più di quanto ci divide come individui.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/a-pasqua-tutti-celebriamo-la-resurrezione-della-terra.html/ilaria" rel="attachment wp-att-20066"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-20066" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-243x300.jpg 243w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-830x1024.jpg 830w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-768x948.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-1244x1536.jpg 1244w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-1659x2048.jpg 1659w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-130x160.jpg 130w" sizes="auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a></p>
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		<title>Festeggiamo un grande illuminista: Ludwig Van Beethoven</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 14:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[illuminismo]]></category>
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		<category><![CDATA[marc simons]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven/">Festeggiamo un grande illuminista: Ludwig Van Beethoven</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_17478" style="width: 476px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/stieler-joseph-karl-beethoven-mit-der-missa-solemnis-olgemalde-1819" rel="attachment wp-att-17478"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17478" class="size-full wp-image-17478" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg" alt="" width="466" height="592" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg 466w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-236x300.jpg 236w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-126x160.jpg 126w" sizes="auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px" /></a><p id="caption-attachment-17478" class="wp-caption-text">Stieler, Joseph Karl: Beethoven mit der Missa solemnis Ölgemälde, 1819</p></div>
<p>Per noi laici – agnostici ed atei – razionali e neo-illuminati è sempre bello quando si presenta una giusta occasione per commemorare un grande <em>illuminista</em> del passato. E l’occasione si presenta quest’ anno – eccome! –  con la figura di <em>Ludwig Van Beethoven</em>, del quale viene festeggiato il 250° anniversario della nascita.</p>
<p>Il piccolo Ludwig venne alla luce il 16 dicembre 1770 a Bonn, nel Principato Elettorato di Colonia (<em>Köln</em>) e fu battezzato il giorno successivo con il nome di suo nonno paterno <em>Lodewijck Van Beethoven</em>. “<em>Ludwig</em>”  infatti è l’omologo tedesco del fiammingo “<em>Lodewijck</em>”, ma anche la preposizione “VAN” (e non la tedesca “<em>von</em>”) nel cognome della famiglia tradisce già le radici fiamminghe di essa.</p>
<p>La stirpe Van Beethoven era infatti proveniente dai <em>Paesi Bassi Meridionali</em> (Spagnoli, Austriaci) – sarebbe a dire dall’ attuale Belgio, ma come mi insegnò correttamente un mio docente di storia : “<em>il Passato va letto con la chiave del Passato</em> ! Le più remote tracce della famiglia si trovano nel paesino di – appunto! –  <em>Bettenhoven</em> (ossia <em>Bettincourt</em>, siccome siamo in un territorio bilingue !) vicino a Liegi.</p>
<p>Nel Cinquecento il settimo bisnonno di Ludwig, <em>Jan Van Beethoven</em> visse nel paesino di <em>Kampenhout</em>, vicino a Lovanio, e nel Settecento suo bisnonno <em>Michiel Van Beethoven</em> era un fornaio a Malines (<em>Mechelen</em>), una piccola cittadina fra Bruxelles ed Anversa, dove nacque in seguito nonno Lodewijck.</p>
<p><em>Lodewijck Van Beethoven</em> (1712-1773) cantava sin da bambino alla Scuola di Canto Corale della Cattedrale di Malines e ci si impegnò dopo anche allo studio dell’ intavolatura, del basso continuo, dell’ organo e del clavicembalo. Divenne cantante e maestro di capella alla Chiesa Madre di Lovanio (<em>Leuven</em>) e poi alla Cattedrale di Liegi, dove fu “scoperto” dal Principe Elettore ed Arcivescovo della vicina Colonia, il quale lo nominò alla sua Corte di Bonn.</p>
<p>Pappà<em> Johann Van Beethoven</em> (1740-1792), un cantante soltanto mediocre alla Corte di Bonn,  si rese conto dell’ eccezionale talento di suo primogenito <em>Ludwig</em> e decise di affidare la sua formazione musicale e culturale a dei maestri e professori esterni, fra cui il più significativo fu Christian G. Neefe.</p>
<p><em>Christian Gottlob Neefe</em> era organista titolare alla Corte di Bonn nonchè compositore di numerose opere per il teatro lirico, ma anche un noto intellettuale dei suoi tempi, progressista ed appartenente ai movimenti degli <em>Illuminati</em> e dei <em>Mansonici</em>. Con lui il giovane Ludwig conosce gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e della <em>Rivoluzione Francese</em> nonchè il pensiero <em>umanistico</em> del poeta, autore di teatro, filosofo e storico <em>Friedrich (von) Schiller</em>.</p>
<p>Ludwig Van Beethoven abbraccia con ardore le neo-conosciute idee e le farà sue per la sua vita intera :</p>
<ul>
<li>la libertà di pensiero e cioè l’ <em>uso libero della ragione</em> per uscire autonomamente dall’ ignoranza</li>
<li>la libertà d’ azione e cioè <em>l’autodeterminazione</em> per uscire autonomamente dall’ impotenza</li>
<li>l’ uguaglianza sociale, cioè <em>senza la distinzione</em> fra individui con più ed altri con meno diritti</li>
<li>la giustizia, cioè la garanzia che la legge verrà applicata <em>senza arbitrarietà</em></li>
</ul>
<p>E incorpora le nuove <em>Idee Illuminate</em> in molti dei suoi capolavori.</p>
<p>Nel 1790, appena dicianovenne ma già  incantato appassionatamente dal poema schilleriano “<em>Ode An die Freude” (Inno Alla Gioia), ne usa alcuni versi nella </em>&#8220;<em>Kantate auf den Tod Kaiser Josephs II</em>, WoO.87&#8243; (Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II) ; e più tardi nello stesso anno compone la “<em>Kantate auf die Erhebung Leopold II zur Kaiserwürde</em>, WoO.88” (Cantata sopra l’ Ascensione  dell’ Imperatore Leopoldo II).</p>
<p>Non a caso Van Beethoven coglie subito l’occasione per rendere omaggio al deceduto Imperatore austriaco e al suo Successore. Infatti, entrambi Giuseppe II Imperatore e suo fratello minore Pietro Leopoldo Granduca di Toscana erano <em>Sovrani Illuminati</em> e come tali si impegnarono a costruire forti <em>Stati laici</em> basati sui principi della <em>libertà</em>, dell’ <em>uguaglianza</em> e della <em>razionalità</em>.</p>
<p>Giuseppe II limitò notevolmente l’ influenza della Chiesa Cattolica con numerosi interventi <em>laici-razionali</em> – come l’istituzione del matrimonio civile o il collocamento dei cimiteri fuori dai paesi – e il fatto che i decreti imperiali furono applicati anche nei <em>Paesi Bassi Austriaci</em> di suo nonno Lodewijck avrà senz’altro coinvolto Maestro Van Beethoven maggiormente ! Pietro Leopoldo invece al 30 novembre 1786 promulgò il <em>Codice Leopoldino</em> – per cui i toscani oggigiorno in quella data festeggiano la <em>Festa della Toscana</em> – con cui abolì numerosi relitti di giurisprudenza medievale fra cui la <em>pena di morte</em>.</p>
<p>Con il suo balletto “<em>Die Geschöpfe des Prometheus“ </em>(Le Creature di Prometeo) invece Ludwig Van Beethoven propone un Prometeo eroe che porta la <em>Luce</em> della scienza e dell‘arte ad un‘Umanità ancora sommersa nelle tenebre dell‘<em>Ignoranza</em>.</p>
<p>Nella sua unica opera lirica  “<em>Fidelio</em>” il grande maestro racconta la storia di Leonore,  che libera il suo amato da una <em>prigioneria</em> e da una <em>pena di morte</em> inflitte <em>arbitrariamente</em> per essere “scomodo”, non in linea con un nobile potentissimo.</p>
<p>Con la musica di scena per “<em>Egmont</em>” di Johann Wolfgang (von) Goethe, Van Beethoven racconta la tragica vicenda – nei Paesi Bassi Spagnoli dei suoi propri avi cinquecenteschi – dei Conti Egmont e Hoorne, i quali supplicarono il cattolicissimo Re Filippo II ripetutamente di concedere la <em>libertà</em> di religione, ma che furono invece giustiziati alla Grand Place di Bruxelles. La loro morte scatenò l’ insurrezione popolare che avrebbe condotta alla tragica Secessione dei Paesi Bassi e alla conquista della loro <em>autodeterminazione </em>– almeno nella parte settentrionale libera di Essi.</p>
<p>Ventisette anni dopo, nel 1595 &#8211; ironicamente e tragicamente &#8211; fu arsa al rogo in quella stessa Grand Place bruxellese accusata di stregoneria dall’ Inquisizione spagnola <em>Josyne Van Beethoven</em>, proveniente da <em>Kampenhout</em> (presso Lovanio) e che fu la settima bisnonna del geniale Ludwig !</p>
<p>Ma la testimonianza più esplicita della passione beethoveniana per gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e dell’<em>Umanismo</em> espressi dalla Rivoluzione Francese nella “<em>Dichiarazione dei Diritti dell&#8217;Uomo e del Cittadino</em>” è senz’altro la sua Terza Sinfonia soprannominata “Eroica”.</p>
<p>L’ opera fu sin dall’ inizio composta come un omaggio al <em>generale repubblicano</em> Napoleone Bonaparte, che incarnava e diffondeva attivamente in Francia e nell’Europa intera i <em>valori razionali ed illuminati</em>, cosa di particolare fascino per Van Beethoven.</p>
<p>Nel frontespizio del manoscritto della sua sinfonia il Maestro scrisse esplicitamente la dedica a Napoleone e prese anche in considerazione la possibilità di soprannominarla “Bonapartiana”. Sarà solo quando Napoleone tradì i valori stessi repubblicani coronandosi “<em>Imperatore francese</em>” che Van Beethoven furioso e profondamente deluso nell’ uomo cancellerà con violenza la dedica sostituendola con le parole “<em>Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grand&#8217;Uomo</em>”.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/beethoven-1" rel="attachment wp-att-17477"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17477" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg" alt="" width="319" height="419" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg 319w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-228x300.jpg 228w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-122x160.jpg 122w" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>La presenza di una <em>marcia funebre</em> &#8211; cioè: il secondo movimento della sinfonia &#8211; è un altro omaggio alla Rivoluzione francese. La marcia funebre è un elemento tipicamente rivoluzionario, in quanto vuole essere un’ alternativa <em>laica</em> dello <em>Stato</em> alla onnipresenza dei canti sacri della Chiesa Cattolica strappandole <em>de facto</em> il monopolio sulla Morte durante rito per il defunto.</p>
<p>Un ultimo omaggio alla Rivoluzione francese Van Beethoven lo fa con l’ orchestrazione delle sue sinfonie – questa e tutte !  “<em>Beethoven usa troppi strumenti a fiato, sembra musica da fanfara e musica militare</em>!” scrisse un critico nella Vienna della sua epoca. Si trattava invece proprio del nuovo stile di musica che Van Beethoven aveva conosciuto all’ Ambasciata francese entusiasmandosi molto per il nuovo uso degli strumenti a fiato spesso virtuoso come in certe composizioni francesi.</p>
<p>Solo nel 1824 –  trentaquattro anni dopo il primo timido uso di alcuni dei suoi versi <em>nella “</em><em>Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II</em>”<em> il grande Ludwig Van Beethoven – ormai oltre cinquantenne – decide di incorporare i</em>l poema e capolavoro illuministico  “<em>Ode An die Freude” di Friedrich (von) Schiller interamente nella sua Nona ed ultima sinfonia e cioè sotto forma di quel maestoso canto corale con cui la conclude. </em></p>
<p><em>L’opera fu in sè il compimento di un atto rivoluzionario, in quanto mai prima nella storia della musica era stata inserita in una sinfonia come “strumento” la stessa voce umana !</em></p>
<p><em><strong>Marc Simons</strong></em></p>
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		<title>LA FARSA CRIMINOSA DEL SOVRANISMO</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-farsa-criminosa-del-sovranismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 11:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[francesco saverio paoletti]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/la-farsa-criminosa-del-sovranismo.html/jaccuse" rel="attachment wp-att-16970"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16970" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/jaccuse.png" alt="" width="746" height="106" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/jaccuse.png 359w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/jaccuse-300x43.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/jaccuse-280x40.png 280w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p>Da qualche anno il mio attivismo è piuttosto contenuto: i vecchi tempi me li sono lasciati alle spalle perché si vive una volta sola, ma non ho smesso di tenere sotto controllo quello che mi accade intorno ed il fatto di non guardarlo con la stessa attenzione quotidiana che avevo più di dieci anni fa non ha peggiorato il mio spirito di osservazione, perché le cose viste dall’alto non permettono di notare alcuni particolari che si vedrebbero solo “volando alle quote basse del quotidiano” ma permettono spesso di avere un’idea di cosa avviene al cosiddetto “livello strategico”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chiarisco subito che non sono un accanito filo-europeista (l’Europa ha i suoi difetti ed i suoi problemi), in realtà in origine non ero neanche un accanito anti-sovranista ma nel giro di un tempo finito lo sono diventato e in questa sede spiegherò il perché.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dell’Europa ho una visione molto razionale e molto poco ideologica e posso sintetizzare velocemente il mio pensiero affermando che qualunque soluzione si dovesse adottare per il futuro dell’UE e per la permanenza di questo paese all’interno della stessa unione (sfasciare tutto ed uscirne, restarvi nelle attuali condizioni oppure procedere verso gli Stati Uniti d’Europa) non porterà ad alcuna panacea e produrrà comunque in un senso o nell’altro problemi da risolvere, e già so che in questo paese ci sarà qualcuno che a cose fatte si lamenterà perché al momento del passaggio aveva la testa da un’altra parte.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non pretendo di rivelare verità nascoste, perché certi fatti sono alla portata di tutti, ma pochi si preoccupano di evidenziarli nella misura in cui intendo farlo in questa sede.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Facciamo un salto indietro di tre anni: sono le ultime settimane del il 2016, è passato un semestre dal referendum sulla Brexit, gli echi e le urla di dolore per la recente situazione in Grecia sono ancora nell’aria e facendo zapping qua e là su youtube mi imbatto nel video di un post-adolescente un po’ alternativo che, con un’affascinante stile dialettico in un soliloquio non poco autoreferenziale, argomenta sulla situazione mondiale generata dal liberismo economico; all’epoca non conosco ancora il suo nome, per me è uno dei tanti <i>ragazzini influencer</i> che dicono la loro in rete per avere un poco di visibilità, ma il suo argomento preferito sembra essere quello di abbattere l’Unione Europea.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un indizio è un indizio !</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Contemporaneamente però noto anche qualche altro </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>influencer</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che dice più o meno le stesse cose in stile diverso: un certo </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=347"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Paolo Barnard</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> divulgatore della teoria monetaria definita con l’acronimo </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://espresso.repubblica.it/affari/2012/11/26/news/quei-pazzi-dell-mmt-1.48557"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">MMT</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il quale realizza diversi interventi su svariati argomenti (qualcuno forse anche condivisibile), ma c’è sempre quel tasto su cui picchiare: “la cattiva UE che ci ha levato la sovranità monetaria mentre prima eravamo tanto felici perché non ci preoccupavamo né dell’inflazione, né del debito pubblico”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Due persone che apparentemente non si conoscono, ma che nello stesso periodo dicono più o meno le stesse cose. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Due indizi sono una coincidenza !</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Può sembrare un argomento slegato, eppure sempre in quel periodo partono i vari video sul “Nuovo Ordine Mondiale” (accusato di voler diffondere l’omosessualità, di aver architettato una non ben identificata riduzione della popolazione mondiale, di voler distruggere le identità nazionali) che guarda caso viene richiamato in un paio di occasioni dallo stesso Barnard (più per prenderne le distanze che altro), sugli inevitabili vaccini, sul piano Kalergi, sulle trame del panfilo Britannia e su come una certa sinistra sarebbe stata autrice del liberismo economico che ci avrebbe portati allo sfacelo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui iniziano a farsi strada i miei primi dubbi ! </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Sinistra autrice del liberismo economico ? … ma il liberismo </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.youtube.com/watch?v=kLTUgXTtIgM"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">non è stata un’invenzione della destra atlantica dopo decenni di economia keynesiana</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ? … Non è stata </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.youtube.com/watch?v=xATyP9qvy6k"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un’iniziativa di Ronald Reagan e di Margareth Thatcher che poi volenti o nolenti ci siamo portati dietro nei decenni successivi</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ? … La parola “libero mercato” non era sulla bocca di tutti i vari portavoce di Berlusconi nella sua prima campagna elettorale del 1993-94 ? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’icona principale è stata poi sempre in quel periodo l’apparizione improvvisa di un uomo che non avevo mai sentito o che, qualora lo avessi mai sentito, era stato per me così insignificante che non avevo avuto il bisogno di tenerlo a mente: George Soros !</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo un paio di mesi che il suo nome ricorreva in ogni angolo della rete, una parte di me si augurava sinceramente di non incontrarlo mai dato che dalla sua immagine costruita sul web mi appariva come un misto tra Sauron, Voldemort e Keyser Soze; un’altra parte si augurava invece di incontrarlo perché da quel che veniva raccontato su di lui sembrava in grado di elargire soldi all’intero pianeta per i servizi più strani. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qualcosa non mi tornava ! … Non mi tornava che tutto questo romanzo di fantapolitica arrivasse in maggioranza da destra oltre che da una <i>sparuta sinistra estrema</i>, ma quello che mi tornava ancora meno era il fatto che dall’altra sinistra, la sinistra che per molti versi non poteva più esser definita tale e alla quale in quel momento sembravano essere attribuiti tutti questi elementi di odio mediatico, nessuno alzava una sillaba per cercare di contraddire questa marea di leggende metropolitane che le venivano attribuite.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Mi sono accorto nello stesso tempo che diverse mie conoscenze vicine e lontane, se non addirittura parenti, erano finite vittime di quella che ai miei occhi appariva sempre più come una farsa mediatica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Passano i mesi, passa tutto il 2017 ed il primo 2018, durante tutto tale periodo continuano ad apparire i video in cui gli euro parlamentari inglesi aggrediscono verbalmente l’UE accusandola di dirigismo, mentre non si contano più i commenti di disapprovazione all’Europa riportati negli stessi video.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Compaiono nuovi video del <i>ragazzino influecer</i> che avevo visto tempo prima: ora è cresciuto e viene invitato in alcuni programmi televisivi a propagandare le sue idee catto-fasciste servite con un’etichetta di sinistra.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si presenta come un marxista, ma parla come un fanatico della destra hegeliana.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Scopro finalmente il suo vero nome: Diego Fusaro ! … Allievo del fu </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costanzo_Preve"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costanzo Preve</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che a sua volta era un grande apprezzatore di Ratzinger, nonché autore dello slogan </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Religione dei Diritti Umani</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nonché uno dei primi utilizzatori del termine </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nuovo Ordine Mondiale</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nonché creatore della corrente filosofica che allo scrivente potrebbe tranquillamente apparire con la definizione di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>polemismo autoreferenziale</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ho scoperto dopo che negli ambienti più altolocati della cultura italiana tali personaggi vengono definiti rosso-bruni perché effettivamente lo stesso Preve ha più volte richiamato nelle sue opere il superamento del dualismo destra-sinistra, concetto che di per se stesso sotto alcune condizioni sarebbe anche plausibile se non fosse che di fatto in Italia si è tradotto in un semplice e rozzo <i>travestimento di sinistra</i> da parte della peggiore destra nostrana.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In tale sede Preve è diventato addirittura una sorta di idolo per alcuni fan della suddetta destra che si atteggia ad essere intellettuale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Col tempo compaiono anche un po’ di ulteriori informazioni interessanti su chi sia il Sig. Paolo Barnard, sui suoi rapporti con Casapound, e sui suoi </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.giornalettismo.com/lincontro-con-paolo-barnard-e-povia-sulla-memmt/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rapporti di attivismo con Giuseppe Povia</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nella diffusione della MMT (stiamo parlando proprio del Giuseppe Povia dei “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Bambini fanno ooh</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Luca era gay</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” … un nome: una garanzia !).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arriva anche il nuovo intellettuale antieuropeista dell’ultima ora Francesco Amodeo che viene </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.youtube.com/watch?v=3Aqp9VXM1Pk"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">invitato sempre su CANALE ITALIA</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (rete televisiva regionale presente nella maggior parte delle “terre leghiste” del nord est) per pubblicizzare il suo libro </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.francescoamodeo.it/books/la-matrix-europea-ed-2019/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">LA MATRIX EUROPEA</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ossia un’opera che, pur facendo riferimento a dati oggettivi riscontrabili, costruisce una trama artificiale dietro la creazione dell’Unione Europea la cui coerenza nell’unire tutti i vari elementi probatori in alcuni momenti appare di gran lunga meno credibile delle considerazioni dei pastafariani che indicano il calo della pirateria come motivo dell’aumento del riscaldamento globale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma la rete che più di tutte gioca un ruolo dominante in questa strategia è Byoblu perché con estremo garbo mediatico riesce a crearsi un’aura di credibilità invitando anche alcuni personaggi di spicco che mai ci saremmo augurati di vedervi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo nuovo approccio che sembra studiato a tavolino, i quotidiani escono la mattina, i telegiornali arrivano ad orari cadenzati, mentre Facebook, Twitter, Youtube e Whatsup raggiungono ogni singolo utente in ogni istante della giornata: ogni cittadino dotato di uno smartphone può essere bombardato costantemente come il maestro Goebbels insegnava.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terreno mediatico è stato così ben imbevuto di un bell’antieuropeismo nazionalista, chiamarlo “terreno” anche in senso figurato sarebbe un azzardo perché in realtà somiglia più ad una palude mefitica dove il primo “vuoto a perdere mentale” può sparare i suoi slogan estremisti attraverso il mezzo telematico che preferisce.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In teoria i tre indizi che costituirebbero la prova li avremmo totalizzati da un pezzo, ma ci manca ancora il movente di tutta questa manovra.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scenario è pronto per le elezioni del 2018, le parole d’ordine principali, ripetute come un mantra in ogni social e su ogni media disponibile, sono:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’unione Europea è un complotto per levare la sovranità monetaria agli stati</span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le élite di burocrati ci opprimono con il loro dirigismo</span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I politici del PD (i pdioti) sono traditori della patria perché ci hanno portato nell’euro senza consenso popolare </span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I Comunisti hanno creato il capitalismo liberista privatizzando tutto</span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il piano Kalergi vuole sostituire la popolazione occidentale con le popolazioni musulmane di colore</span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non vogliamo finire come la Grecia</span></span></li>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutti quelli che sono schierati contro tali posizioni sono pagati da Soros </span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questa sede non intendo fare alcun commento sul governo giallo-verde che ne è uscito fuori perché sarebbe uno sparare sulla croce rossa, ma voglio arrivare direttamente alla caduta dello stesso perché proprio in quei giorni sale agli onori della cronaca il famoso “</span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.repubblica.it/politica/2019/07/15/news/savoini_e_il_caso_lega_russia_cosa_c_e_da_sapere-231235410/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Empeachment Savoini</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Come mai la Russia sarebbe stata tanto interessata a finanziare la campagna elettorale della Lega ? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui le cose iniziano a rivelare un sentore che aleggiava nell’aria da tempo: dopo le sospette intromissioni telematiche degli influencer di Putin nelle elezioni americane, per quale ragione un ex presidente del KGB non dovrebbe utilizzare la stessa arma contro la ben più debole Europa ?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E se anche oltre oceano si fosse fatto uso di tecniche similari sempre contro l’Europa ?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Guarda caso agli inizi del 2019 su INTERNAZIONALE appare </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.internazionale.it/notizie/hannes-grassegger/2020/02/14/nemico-soros"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un articolo</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che spiegava come fosse nato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>fenomeno del demone Soros</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ad opera dello stratega politico americano </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Arthur_J._Finkelstein"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arthur Finkelstein</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e che improvvisamente rende plausibile tale ipotesi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non che con tale articolo si voglia sollevare Soros dalle sue responsabilità, ma certo la sua figura ne esce ampiamente ridimensionata. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fin qui si può capire come mai due superpotenze temano la nascita di una terza sul vecchio continente al punto da arrivare a finanziare dei partiti politici al suo interno che si oppongano a tale intento, ma chi all’interno dei singoli stati dell’UE avrebbe interesse a sabotare l’unione ?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In teoria troppi sarebbero i soggetti che hanno un tale interesse ed una traccia l’abbiamo avuta dalla stessa Brexit: non è un fatto molto noto, ma nel Regno Unito esiste il federalismo fiscale, nel senso che chi vive a Londra paga un botto di tasse mentre esiste una cricca di plutocrati straricchi che hanno la possibilità di trasferire la propria residenza nonché la sede della propria attività nelle isole del canale (i famosi </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.italiaoggi.it/news/gran-bretagna-primo-paradiso-fiscale-2361966"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">paradisi fiscali del Regno Unito</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) avendo tasse infinitamente più leggere e scaricando così l&#8217;onere fiscale sul resto della popolazione britannica e creando così una bella diseguaglianza sociale; l&#8217;UE aveva imposto di mettere fine a questa disparità e questa è stata la causa cha ha spinto i conservatori inglesi a soffiare sul fuoco della Brexit (per conservare i propri luridi privilegi) inventando campagne diffamatorie costruite su notizie false condizionando lo stesso elettorato; si tratta degli stessi individui che su youtube </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.youtube.com/watch?v=pdrczz4hiPc"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">inveivano contro il parlamento Europeo</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> accusando gli eurodeputati di essere evasori fiscali (classico esempio di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Alce che dice cornuto all’orso</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”) e accusando di &#8220;dirigismo&#8221; una Unione Europea che non chiedeva nient&#8217;altro che la parità di trattamento dei propri cittadini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Noi in Italia non abbiamo una simile situazione che giustificherebbe l’Italexit, ma ne abbiamo avuta una non certo migliore di cui abbiamo visto gli effetti tra la fine degli anni 40 e l’inizio degli anni 90 del XX secolo: tra i primi governi democristiani e gli ultimi governi del pentapartito.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In quel tempo in cui l’Italia era uno stato-nazione aveva la sovranità monetaria quindi chi era al governo aveva la mano sul rubinetto del denaro da immettere nel sistema economico nonché libera facoltà di emettere Bot a più non posso aumentando a piacimento tanto l’inflazione quanto il debito pubblico: i due elementi che Barnard ha sempre presentato come “trappole propagandistiche per levare sovranità agli stati” glissando sul fatto che a causa di tale politica nei primi anni 90 la lira era una delle peggiori valute del pianeta (se non la peggiore) e che </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.youtube.com/watch?v=30n2M1OhrS0&amp;fbclid=IwAR3OoAqpiSlza4MB2rUzWFMHlUpRRZ8BE77fY0rH3qzU4kyKrBTB_oepfBc"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">gli anni 80 non erano poi questa età dell’oro a cui siamo stati strappati dalla cattiva Europa</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scopo di questa enorme massa di denaro era quello di finanziare grandi appalti statali (molti dei quali servivano per realizzare cattedrali nel deserto) da assegnare ad una certa imprenditoria che ricambiava con consenso politico e tangenti di stato garantendo così la permanenza al governo del <i>dispensatore di valuta</i>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Adesso questo gioco, con la valuta che viene emessa solo dalla BCE e con il pareggio di bilancio imposto dall’UE, non si può più fare e ci si deve accontentare delle poche tangenti realizzabili con la valuta in circolazione.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chi sta al governo si deve inventare altri trucchetti per poter conservare all’infinito la propria presenza sulle poltrone istituzionali e non sempre i nuovi trucchetti permettono di sopravvivere tra una legislatura e l’altra: forse se dobbiamo ringraziare l’Europa di qualcosa è soprattutto per averci finalmente garantito un’alternanza al governo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco spiegato il perché di questa marea di slogan antieuropeisti così violenta: una massa di analfabeti funzionali, a cui è stata messa in testa l’idea che fuori dai confini qualcuno ci vuole tanto male, spinti a fare quadrato intorno ad una <i>presunta violazione della sovranità nazionale</i> per i loschi interessi del clientelismo politico nostrano. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Stessa tecnica della Brexit, ma per interessi leggermente diversi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arriva la pandemia COVID-19 ed il gioco si fa più pericoloso: </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.lucalovisolo.ch/internazionale/attualita/perche-litalia-pensa-che-leuropa-non-la-aiuti.html?fbclid=IwAR32dGx6WcB6Ztzn1sPg5xdZCNbejwiHjFFTJxt85AwhOs4SSeLXfHQXm0E"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il nuovo slogan è che l’Europa non ci aiuta</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.paolotuttotroppo.it/unione-europea-e-coronavirus-tutte-le-bufale/?mc_cid=ac194c10da&amp;mc_eid=a99e310cfc"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">fake news sull’Europa</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> non si contano più ed intanto le ipotesi di coinvolgimento di </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/04/01/news/coronavirus_le_fake_news_che_destabilizzano_l_ue_a_favore_di_russia_e_cina-252885347/?fbclid=IwAR19FAFDzfAGaygzElEyGpD6euYY97zeRnlbisbSx7VDJWEM8n2hE8L5fFg"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">interessi stranieri nella propaganda anti-UE</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> iniziano a diventare terribilmente verosimili.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lega e FdI attaccano il PD che avrebbe fatto chiudere il Forlanini a Roma, ma glissano sulla regionalizzazione della sanità voluta dalla Lega all’epoca di Bossi, glissano sulle privatizzazioni della sanità in Lombardia targate Lega-Formigoni che hanno portato allo sfacelo delle strutture in quella regione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Durante le settimane della pandemia la Lombardia amministrata dalla Lega registra il più alto numero di contagiati dell’intero paese ed oltre la metà dei decessi, il tutto accompagnato da </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.tpi.it/cronaca/regione-lombardia-ospedali-covid-19-febbraio-20200325573169/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">risposte da liceali via mail ai medici</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che suggerivano di realizzare strutture per fronteggiare l&#8217;epidemia, procedure epidemiologiche ignorate in tutte la ASL territoriali, mappatura del contagio mai effettuata, e mentre il personale medico all&#8217;interno delle strutture sanitarie è carente di equipaggiamento protettivo, il Governatore Fontana fa spendere qualche decina di migliaia di euro per far pubblicità su tutti i media a quanto la presunta &#8220;collaborazione tra pubblico e privato&#8221; sarebbe riuscita a sconfiggere la pandemia (si è visto !); praticamente nel bel mezzo della pandemia per lui è stato più importante fare propaganda alla presunta bontà delle “privatizzazioni Lega-Formigoni” della sanità piuttosto che salvare vite. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora Lega e FdI attaccano il MES pronosticando l’apocalisse e sbandierando la cattiveria Europea (portata avanti da Olanda e Germania) che non vorrebbero gli EUROBOND, finché non viene fuori che furono proprio loro durante il governo del 2011 ad approvare il MES, ma quando si tratta di votare gli EUROBOND per evitare il ricorso al MES la Lega vota contro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli EUROBOND avrebbero smorzato la polemica ed il malcontento sul MES e la Lega non può permetterselo perché deve tenere alto il livello dello scontro politico anche nel mezzo di una catastrofe che coinvolge l’intero continente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il film non è ancora finito perché frugando tra le notizie di agenzia viene fuori che la corrente politica che in Germania che si oppone agli EUROBOND </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.nextquotidiano.it/indovinate-chi-in-germania-e-contrario-agli-eurobond-per-il-coronavirus-spoiler-un-amico-di-salvini/?fbclid=IwAR0euOQQTnYhIZ3tRNJLxEUa_NbMY875JHhUCSS2iagm4l9ELoDxywbv1Gw"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è legata a filo quadruplo con Salvini</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> mentre la corrente omologa dell’Olanda </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a class="western" href="https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2020/04/09/m5s-meloni-patriota-si-allea-con-nemici_42edbd74-db53-413b-bc47-1f6e7f673949.html"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è legata a filo quadruplo con la Meloni</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si delineano così i contorni di una <i>internazionale sovranista </i>le cui intenzioni distruttive sono oramai ben chiare: disgregare l’Unione Europea con qualsiasi mezzo e con il sostegno di forze esterne per i luridi interessi locali di qualche élite.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al termine di questa analisi viene legittimo porsi la domanda su chi sarebbe il vero traditore del proprio paese.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-farsa-criminosa-del-sovranismo/">LA FARSA CRIMINOSA DEL SOVRANISMO</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>We wish you a Merry Christ&#8230; ah no!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/we-wish-you-a-merry-christ-ah-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 08:37:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[culti cristiani]]></category>
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		<category><![CDATA[Ilaria Alleva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Merry Christmas, Feliz Navidad, Buon Natale a tutti! Credevate di esservi salvati dall&#8217;annuale promemoria su come il paganesimo influenzi la nostra vita molto più del cristianesimo? E invece no. Finché ci sarà chi usa l&#8217;argomentazione delle &#8220;nostre tradizioni&#8221;, io farò sfoggio di tutto il mio sapere a riguardo. Ogni anno in questo periodo incombe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/we-wish-you-a-merry-christ-ah-no.html/grinch" rel="attachment wp-att-16498"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16498" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/grinch.jpg" alt="" width="850" height="478" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/grinch.jpg 850w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/grinch-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/grinch-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/grinch-280x157.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></p>
<p><em>Merry Christmas</em>, <em>Feliz Navidad</em>, <em>Buon Natale</em> a tutti! Credevate di esservi salvati dall&#8217;annuale promemoria su come il paganesimo influenzi la nostra vita molto più del cristianesimo? E invece no. Finché ci sarà chi usa l&#8217;argomentazione delle &#8220;nostre tradizioni&#8221;, io farò sfoggio di tutto il mio sapere a riguardo. Ogni anno in questo periodo incombe la lotta per la presenza dell&#8217;albero nelle scuole, di Babbo Natale, del presepe&#8230; peccato che solo quest&#8217;ultima sia una tradizione davvero cristiana. Il resto è stato ripreso (come gran parte delle nostre festività) non da uno, ma</p>
<p>da <em>vari</em> paganesimi. Partiamo dal simbolo più famoso del Natale: <strong>l&#8217;albero</strong>!</p>
<h4 style="text-align: center;">Un sempreverde contro le tenebre</h4>
<p>Il tipo di albero che usiamo, ovvero l&#8217;abete, è un albero sacro nelle tradizioni pagane germaniche e nordiche: con l&#8217;incombere della più tetra oscurità durante il solstizio di inverno, in attesa che le giornate tornassero ad allungarsi e il sole a splendere, il sempreverde rappresentava l&#8217;immortalità dato che non perdeva le foglie nemmeno nelle giornate più gelide, e in particolare per i Vichinghi l&#8217;abete rosso aveva addirittura dei poteri magici; dunque veniva tagliato e portato a casa per poi essere decorato con frutti atti a propiziare il ritorno della primavera e la fertilità della terra. Nella tradizione germanica, inoltre, l&#8217;abete è l&#8217;albero sacro del dio Odino, uno dei più potenti del pantheon. Ricorre nella festività di <em>Yule</em>, che ha diverse declinazioni a seconda dei Paesi.</p>
<h4 style="text-align: center;">Un dio generoso</h4>
<p>Sempre durante <em>Yule</em>, il folclore germanico narrava che Odino organizzasse una grande battuta di caccia accompagnato dagli altri dèi e dai guerrieri caduti. Se i bambini lasciavano i loro stivali nel caminetto pieni di carote, zucchero o paglia per sfamare il cavallo volante di Odino, questi avrebbe lasciato loro dei dolcetti o dei regalini. E chi è che porta i regali ai bambini su un carro trainato da renne volanti la notte di Natale? Le leggende su <strong>Babbo Natale</strong> sono però moltissime, e vengono da molte tradizioni diverse: c&#8217;è quella, sempre germanica, del demone assoggettato al santo, quella islandese dei folletti che portano i regali ai bambini buoni, fino alle origini cristiane (stavolta sì, almeno in parte) della leggenda di San Nicola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Della leggenda del Dio Agrifoglio e del Dio Quercia dei Celti e degli Scandinavi, invece, per tornare ai sempreverdi, ho già parlato<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/origini-del-solstizio-destate.html"> qui</a> e, non volendo ripetermi, vi invito a leggere l&#8217;altro articolo (se siete interessati). Anche gli antichi romani avevano l&#8217;abitudine di decorare i pini per l&#8217;anno nuovo, che, tuttavia, iniziava il 21 marzo, con la primavera.</p>
<h4 style="text-align: center;">Merry Saturnalia</h4>
<p>Nel periodo del solstizio d&#8217;inverno, invece, i nostri avi festeggiavano i <em>Saturnalia</em> (o Saturnali): la celebrazione della venuta di Saturno nel tempio iniziava con grandi <strong>banchetti</strong>. Ci si scambiava poi dei <strong>pacchettini regalo</strong> accompagnati dall&#8217;augurio &#8220;io Saturnalia&#8221; (e da alcuni bigliettini piuttosto originali, a volte, di cui ho parlato <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/merry-saturnalia.html">qui</a>). I festeggiamenti erano caratterizzati dal rovesciamento dell&#8217;ordine sociale: gli schiavi erano considerati uomini liberi ed eleggevano un principe che avrebbe indossato una maschera rossa in onore di <strong>Saturno</strong> o Plutone. Il Natale romano era inoltre fuso con il <strong>Carnevale</strong>: i romani erano convinti che durante l&#8217;inverno gli dèi Inferi, preposti alla protezione delle anime defunte, ma anche dei campi, vagassero sulla Terra in corteo. Dovevano dunque essere placati con offerte votive e sfilate in loro onore che li avrebbero indotti a tornare nelle viscere del suolo. Addirittura fu necessario emanare una legge che imponeva un<strong> limite massimo di spesa</strong> per i banchetti durante questo periodo.</p>
<div id="attachment_1617" style="width: 567px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.scrittorisopravvissuti.it/wp-content/uploads/2019/12/christmas-winter-presents-gifts-6488.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1617" class=" wp-image-1617" src="http://www.scrittorisopravvissuti.it/wp-content/uploads/2019/12/christmas-winter-presents-gifts-6488.jpg" alt="" width="557" height="371" /></a><p id="caption-attachment-1617" class="wp-caption-text">Free picture (Christmas Gifts) from https://torange.biz/christmas-gifts-6488</p></div>
<p>Anche la <strong>ghirlanda</strong> che appendiamo alla porta discende da tradizioni pagane: per i greci e i romani era una corona simbolo di vittoria e veniva appesa alle porte degli atleti vincitori; per i germani il cerchio simboleggiava l&#8217;eternità della natura ed era una protezione contro il buio. Spesso era illuminata da quattro candele e ornata di vari fiori e nastri.</p>
<h4 style="text-align: center;">Sperando che il Sole rischiari anche le menti</h4>
<p>Insomma, l&#8217;unica tradizione veramente cristiana pare essere quella del <strong>presepe</strong>, di origini medievali, in onore della natività di Gesù. Ma ricordate sempre che la nascita del Messia coincide con quella di molte altre divinità, perché tra il 21 e il 25 dicembre si festeggia la <strong>nascita del Sole</strong> e la vittoria della luce sulle tenebre. Dunque, in virtù di tutto questo, voglio chiedere un regalo a coloro che difendono le &#8220;nostre tradizioni&#8221;: adottate l&#8217;usanza che più vi piace, ma smettetela di rompere le palle di Natale con l&#8217;imposizione agli altri non delle &#8220;vostre tradizioni&#8221; ma della vostra ignoranza. Per piacere. Acculturatevi.</p>
<p>E a tutti gli altri, dal canto mio, non posso che augurare un felice <em>Sol Invictus</em> e allegri <em>Saturnali</em>!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
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		<title>Origini del Solstizio d&#8217;Estate</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/origini-del-solstizio-destate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La parola “estate” ha origini antiche. Innanzitutto viene dalla radice indoeuropea “idh” o “aedh”, che vuol dire “infiammare”, “ardere”, “accendere”. Più recentemente dal latino “aestas” e dal greco “aitho”, entrambi col significato di “calore” o di “bruciare, splendere, divampare”. È il giorno in cui il Sole entra nel segno del Cancro, a differenza del solstizio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/origini-del-solstizio-destate/">Origini del Solstizio d&#8217;Estate</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/origini-del-solstizio-destate.html/solstizio-noaa" rel="attachment wp-att-16212"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16212" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/solstizio-noaa.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/solstizio-noaa.jpg 1000w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/solstizio-noaa-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/solstizio-noaa-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/solstizio-noaa-280x158.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">La </span><span style="font-size: medium;"><b>parola</b></span><span style="font-size: medium;"> “estate” ha origini antiche. Innanzitutto viene dalla radice indoeuropea “idh” o “aedh”, che vuol dire “infiammare”, “ardere”, “accendere”. Più recentemente dal latino “aestas” e dal greco “aitho”, entrambi col significato di “calore” o di “bruciare, splendere, divampare”. È il giorno in cui il Sole entra nel </span><span style="font-size: medium;"><b>segno del Cancro</b></span><span style="font-size: medium;">, a differenza del solstizio d’inverno, in cui il Sole entra nel segno del Capricorno. Essendo il giorno in cui l’astro solare si mischia con le tenebre, in una sorta di unione tra luce e oscurità, l’evento è stato celebrato in ogni cultura dalla notte dei tempi con riti propiziatori o esorcizzanti di ogni genere. Nel folklore Nord-Europeo la notte del solstizio è una delle </span><span style="font-size: medium;"><b>tre “notti degli spiriti”</b></span><span style="font-size: medium;">, insieme alle vigilie di </span><span style="font-size: medium;"><i>Calendimaggio</i></span><span style="font-size: medium;"> e ad </span><span style="font-size: medium;"><i>Halloween</i></span><span style="font-size: medium;">. Proprio perché il confine con il mondo delle tenebre è così sottile, si crede che così come gli umani possano avvicinarsi al mondo degli spiriti, gli spiriti possano avvicinarsi al mondo degli umani. Per questo la tradizione pullula di riti e leggende legati all’aldilà. In tali rituali il </span><span style="font-size: medium;"><b>fuoco</b></span><span style="font-size: medium;"> è l’elemento più importante in quanto rappresenta il sole e dunque la luce (oltreché la mascolinità): attraverso i falò si auspica una potenza maggiore del Sole, un rafforzamento dell’astro che man mano declina. In tutte le tradizioni, nonostante le differenze, sono presenti falò, processioni di fiaccolate e ruote infuocate gettate dai pendii. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">In </span><span style="font-size: medium;"><b>Scandinavia</b></span><span style="font-size: medium;"> la notte del solstizio veniva celebrata con </span><span style="font-size: medium;"><i>il Fuoco di Baldur</i></span><span style="font-size: medium;">. Baldur, Re della Quercia, era una divinità morta nel fiore degli anni, figlio di Odino, il cui acerrimo nemico era il Re dell’Agrifoglio. Mentre il primo era il dio dell’anno crescente, ovvero della parte dell’anno in cui la luce vince sulle tenebre, il secondo era dio dell’anno calante, dunque dell’Inverno. La morte estiva di Baldur aveva varie forme: bruciato vivo, accecato da un ramo di vischio, o crocifisso su una croce a T (vi ricorda niente?). Per questo è molto probabile che in tempi antichi si facessero dei sacrifici umani in suo onore. Inoltre i falò del solstizio d’estate erano alimentati con legno di Quercia, la quale fiorisce proprio in questo periodo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se in antichità c’era questa rivalità tra un dio della luce e un dio delle tenebre e la loro lotta perpetua scandita da rituali in precisi punti dell’anno, pian piano la luce è diventata la vincitrice imbattuta e definitiva. In epoca più tarda venne introdotta una </span><span style="font-size: medium;"><b>divinità femminile</b></span><span style="font-size: medium;"> che non combatteva, ma fungeva da </span><span style="font-size: medium;"><b>perno</b></span><span style="font-size: medium;"> immobile e neutrale tra le due figure di Morte e di Vita. Ciò era legato anche ai cicli del lavoro agricolo: sebbene il solstizio estivo rappresenti la fase più esuberante della terra, esso segna anche l’inizio del declino dell’astro e preannuncia la stagione di morte che verrà dopo il solstizio d’inverno. Questi riti legati alla </span><span style="font-size: medium;"><b>fertilità</b></span><span style="font-size: medium;"> si traducevano anche in danze di donne nude nei campi per propiziare il raccolto. Erano comuni anche le danze intorno agli alberi, e la più famosa è quella del Noce di Benevento che ha poi dato origine al mito delle </span><span style="font-size: medium;"><b>streghe</b></span><span style="font-size: medium;">. La notte del solstizio estivo infatti è una delle più importanti per quanto riguarda le leggende sulle streghe per varie ragioni: innanzitutto per l’uso delle </span><span style="font-size: medium;"><b>erbe</b></span><span style="font-size: medium;">. Uno dei rituali propiziatori tipici era quello di raccogliere alcune erbe bagnate con la rugiada magica della dea Diana e di bruciarle. Si credeva che il fumo scacciasse gli spiriti maligni. Tali erbe potevano essere ruta, lavanda, mentuccia, prezzemolo, rosmarino, timo, finocchio, vischio, artemisia o iperico. In particolare alle ultime tre erano legati dei rituali nella tradizione celtica e poi cristiana. Molte donne andavano a raccogliere queste erbe nel bosco durante la notte completamente nude. Era altresì comune farsi un bagno nudi nei prati con la rugiada miracolosa di Diana, la quale si diceva avesse proprietà miracolose e facilitasse il ringiovanimento della pelle e la fertilità. L’</span><span style="font-size: medium;"><b>acqua</b></span><span style="font-size: medium;"> era un altro elemento importantissimo del Solstizio: se il fuoco rappresentava il sole e dunque il potere maschile, l’acqua raffigurava la luna e la femminilità e si credeva che la rugiada del solstizio avesse poteri magici. Ma vediamo quali erano le varie tradizioni: </span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">I </span><span style="font-size: medium;"><b>Celti</b></span><span style="font-size: medium;"> (che si servivano anche di Stonehenge, complesso megalitico in asse col sorgere del Sole il giorno del solstizio d’estate e che oggi viene riutilizzato dai neopagani e dalle religioni new age) accendevano fuochi sulle colline per scacciare gli spiriti maligni, sacrificando animali e, stando alle testimonianze di Cesare e Strabone, umani. L’offerta era alla dea Diana o Artemide, dea della caccia che aveva trovato un posto anche nel pantheon celtico e che solo in epoca tarda avrebbe cambiato nome; si dice che in Inghilterra per molto tempo abbiano continuato a celebrare una caccia fantasma. Inoltre, come dicevo, si raccoglievano erbe propiziatorie quali vischio e artemisia. Il </span><span style="font-size: medium;"><b>vischio</b></span><span style="font-size: medium;"> veniva raccolto dai Druidi con un falcetto d’oro, strumento che univa in sé il colore del sole e la forma della luna, e il mazzetto raccolto era quello che nei miti veniva chiamato </span><span style="font-size: medium;"><b>Ramo d’Oro</b></span><span style="font-size: medium;">. L’artemisia invece -il cui nome deriva proprio dalla dea Artemide, sorella di Apollo (dio del Sole), dea della caccia e più tardi personificazione della Luna- proteggeva dal malocchio. L’</span><span style="font-size: medium;"><b>iperico</b></span><span style="font-size: medium;">, più comunemente conosciuto oggi come “Erba di San Giovanni”, se raccolto a mezzogiorno era capace di guarire malattie, a mezzanotte poteva scacciare gli spiriti maligni, se appeso alla porta. Infatti la parola “hyperikon” in greco antico significa “proteggere” o “sconfiggere un’apparizione”. </span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per gli antichi </span><span style="font-size: medium;"><b>Greci</b></span><span style="font-size: medium;"> il Solstizio d&#8217;estate apriva “</span><span style="font-size: medium;"><b>La Porta degli Uomini</b></span><span style="font-size: medium;">”, mentre quello invernale apriva “</span><span style="font-size: medium;"><b>La Porta degli Dèi</b></span><span style="font-size: medium;">”: elementi di comunicazione, quindi, tra la dimensione spazio-temporale finita dell&#8217;uomo e quella priva di spazio e di tempo degli dèi. Ciò è legato alle costellazioni del Cancro e del Capricorno: </span><span style="font-size: medium;">gli antichi vedevano nei due segni il ricongiungimento del microcosmo e del macrocosmo. Nel microcosmo gli uomini vivevano la loro vita mortale sulla Terra, nel macrocosmo potevano godere dell’immortalità in cielo. Cancro e Capricorno permettevano l’avvicendarsi delle due vite: dalla porta del Cancro, o di Borea, o degli uomini, le anime discendono sulla Terra per la loro nascita mortale; dalla porta del Capricorno, o di Noto, o degli dèi, risalgono in cielo alla morte degli uomini. Il calendario greco era un calendario di tipo lunare: il primo mese dell’anno corrispondeva alla prima luna nuova dopo il solstizio d’estate, ed era chiamato </span><span style="font-size: medium;"><i>Ecatombene</i></span><span style="font-size: medium;"> in onore del sacrificio di cento buoi ad Apollo. Ma il mese che si chiudeva con il solstizio estivo era caratterizzato da numerose feste in onore di Apollo e Artemide, come ho detto, dèi del sole e della luna.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Nell’antica </span><span style="font-size: medium;"><b>Roma</b></span><span style="font-size: medium;"> la festa del solstizio d’estate era celebrata in realtà dal 24 al 26 giugno, ed era chiamata </span><span style="font-size: medium;"><i>Fors Fortuna</i></span><span style="font-size: medium;">, istituita da Servio Tullio, mentre la festa del solstizio di inverno, chiamata </span><span style="font-size: medium;"><i>Sol Invictus</i></span><span style="font-size: medium;">, inclusa nei </span><span style="font-size: medium;"><i>Saturnalia</i></span><span style="font-size: medium;">, era celebrata non il 21 dicembre ma il 25, e venne ripresa dal Cristianesimo per la nascita di Gesù. Entrambe le festività, dati i nomi degli dèi cui fanno riferimento, sono di origine </span><span style="font-size: medium;"><b>etrusca</b></span><span style="font-size: medium;">. A Roma durante la notte del solstizio c’erano diversi rituali: la </span><span style="font-size: medium;"><i>Discesa al Tevere</i></span><span style="font-size: medium;"> consisteva nell’attraversare il fiume romano in barca per simulare un viaggio nell’aldilà e andare simbolicamente incontro alle anime che arrivano sulla Terra; la festa del dio </span><span style="font-size: medium;"><i>Summanus</i></span><span style="font-size: medium;">: ogni 20 giugno ci si recava al tempio del dio, non lontano dal Circo Massimo, e si facevano dei sacrifici propiziatori; la festa di </span><span style="font-size: medium;"><i>Giano Bifront</i></span><span style="font-size: medium;">, la divinità dai due volti, protettore delle porte e dei passaggi, e della sua sposa, </span><span style="font-size: medium;"><i>Cardea</i></span><span style="font-size: medium;">. Questa festa riprendeva la tradizione greca delle porte: </span><span style="font-size: medium;"><b>Giano</b></span><span style="font-size: medium;">, ruotando sulla sua terza faccia invisibile, l’asse del mondo, poi identificato con </span><span style="font-size: medium;"><b>Cardea</b></span><span style="font-size: medium;">, divinità dei cardini e protettrice dei bambini, accompagnava il passaggio delle anime da un mondo all’altro conducendole alle due porte solstiziali. La porta degli uomini era rivolta verso nord perché il sole si trova a nord dell’Equatore nel solstizio estivo, mentre la porta degli dèi è rivolta a sud, dato che durante il solstizio d’inverno il sole si trova a sud dell’Equatore. La dea Cardea era inoltre una sorta di equivalente etrusco della dèa Diana: anche lei era una vergine dei boschi e dea della caccia prima di sposare Giano. Tuttavia, nei </span><span style="font-size: medium;"><i>Fasti</i></span><span style="font-size: medium;"> di Ovidio, la si ritrova in veste di maga, protettrice di bambini e cacciatrice di vampiri (all’epoca identificati con le arpie). Per lei si appendevano delle maschere, delle palline o delle figurine alle porte o agli alberi, un po’ come per noi si fa a Natale. Cardea proteggeva i bambini da ogni sorta di spirito maligno e si festeggiava il 21 giugno. Anche a Roma per il solstizio estivo erano molto comuni i bagni propiziatori nel Tevere e le danze intorno ai falò purificatori. </span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il 24 giugno è poi diventato nella tradizione cristiana il compleanno di </span><span style="font-size: medium;"><b>San Giovanni Battista</b></span><span style="font-size: medium;">, unico santo di cui, insieme alla Madonna, si festeggia la nascita oltreché la morte. Il culto del solstizio era, come molti altri, davvero arduo da sradicare, così c’è stata una riscrittura: le due facce di Giano hanno ceduto il controllo delle porte a Giovanni Battista, per il solstizio d’estate, e Giovanni Evangelista per quello d’inverno. Persino </span><span style="font-size: medium;"><b>l’assonanza</b></span><span style="font-size: medium;"> tra Giano (</span><span style="font-size: medium;"><i>Janus</i></span><span style="font-size: medium;"> in latino) e Giovanni (</span><span style="font-size: medium;"><i>Joannes</i></span><span style="font-size: medium;"> in latino) sembra suggerire una rielaborazione del mito pagano in chiave cristiana. Il rito del mazzetto di erbe è stato trasformato nel mazzetto di San Giovanni, e quello della rugiada ora ha preso il nome di “guazza di San Giovanni”, che si usa sia per una sorta di nuovo battesimo purificatorio, ma anche per un rito propiziatorio dell’amore, in rimando alla fertilità di cui sopra. I falò sono ora “i falò di San Giovanni”, ma hanno mantenuto la loro valenza purificatoria.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come tutte le feste pagane (come gli esempi di Halloween o di Natale che ho citato sopra), anche quella del solstizio d’estate è stata rimaneggiata in chiave cristiana. I culti delle dee Diana o Cardea sono poi stati soppressi e la misoginia ha trasformato le dee in streghe, così come tutte le donne che prendevano parte a questi rituali. Una piccola curiosità che può darvi un’idea è che Diana veniva festeggiata ogni sei del mese ed è infatti stata trasformata nella brutta Befana dell’Epifania che ci porta doni il 6 gennaio. Oggi molti esponenti della tradizione cristiana si ostinano a negare le origini pagane della quasi totalità delle nostre feste, nonostante sia accertato che siano le une il proseguimento delle altre. Ma la verità è che tali festività vanno oltre la religione, e si incastonano nella lotta che l’uomo combatte da sempre ogni giorno: quella tra la </span><span style="font-size: medium;"><b>Vita</b></span><span style="font-size: medium;"> e la </span><span style="font-size: medium;"><b>Morte</b></span><span style="font-size: medium;">. La Luce e le Tenebre, il Sole e la Luna, il Fuoco e l’Acqua, non sono altro che simboli di questo dualismo che da sempre regola i ritmi del mondo.</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: medium;">Ilaria Alleva</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Fonti: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il Cerchio della Luna.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Le Feste Romane dei Solstizi, Leonardo Magini.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Meteo Web, La Magia del solstizio d’estate tra paganesimo e cristianesimo, Caterina Lenti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il giornale di Brescia, Magia del Solstizio d’estate tra tradizioni e storie mitiche, Stefania Baiguera.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Romano impero.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Foto: la terra al momento del Solstizio d&#8217;Estate vista da un satellite. (by <a href="https://www.noaa.gov/">NOAA &#8211; National Oceanic and Atmosferic Administration &#8211; U.S.</a>)</em></p>
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		<title>Le foibe e la verità di Stato</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-foibe-e-la-verita-di-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 09:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/le-foibe-e-la-verita-di-stato.html/attachment/903" rel="attachment wp-att-15743"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-15743" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/02/903-1024x685.jpg" alt="" width="583" height="390" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/02/903-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/02/903-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/02/903-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/02/903-239x160.jpg 239w" sizes="auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px" /></a></div>
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<div>Ho voluto attendere che il 10 febbraio fosse alle nostre spalle, prima di scriverne. Sapevo ovviamente che la “questione foibe” sarebbe ritornata puntualmente, come ogni anno, all’onore (o meglio al disonore) delle cronache. Sapevo che come per il Venezuela, come per il Tav (solo per fare due esempi), si sarebbe verificato il bombardamento mediatico-politico, e le tifoserie si sarebbero eccitate, scendendo in campo, ma a differenza di questi due esempi, in cui comunque i due campi hanno la possibilità di esprimersi, sia pure con uno dei due svantaggiato dalla schiacciante forza del <em>mainstream</em>, per “le foibe” la sproporzione è immensa: si tratta di un’autentica “guerra ineguale”.</div>
<div></div>
<div>La narrazione delle foibe, mendace e infondata, anticomunista “a prescindere”, è divenuta, in quest’anno di grazia 2019, verità di Stato, con tanto di sanzioni per coloro che se ne distacchino. La situazione è stata aggravata dalla convergenza tra opinionisti (che di regola non sanno nulla di ciò su cui opinano) e politici (i quali prescindono completamente dalla verità). E a dispetto dei risultati della ricerca storica seria, che ha certificato qualche centinaio di infoibati, spesso semplicemente cadaveri (vittime “naturali” della guerra, ma anche persone giustiziate) che sono stati gettati in quelle cavità per ragioni di “praticità” in tempi difficili, dove non c’era spesso modo né tempo di dare degna sepoltura ai morti. Certo vi sono stati italiani trucidati, e infoibati, ma dobbiamo tener conto del contesto, e soprattutto stiamo parlando di cifre che sono davvero imparagonabili alle migliaia e decine di migliaia di cui il discorso che si è imposto parla senza alcun fondamento. Ma tant’è.</div>
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<p>Si è andata costruendo, in sintesi, nel corso degli anni, una verità “politica” sulla questione, in un processo avviato una quarantina di anni or sono, in televisione, e portato avanti nelle aule parlamentari, processo che ebbe il suo crisma di ufficialità con l’istituzione della “Giornata del ricordo” nel 2004, Berlusconi regnante. Quella decisione, tuttavia, fu bipartisan, e da allora il cosiddetto centrosinistra non ha compiuto il minimo sforzo di differenziazione rispetto alla narrazione che era stata alla base di quella legge, e che a partire da quel momento diventò appunto “ufficiale”, per poi trasformarsi in una sorta di dogmatica rispetto alla quale ogni contestazione, anche limitatamente alle cifre o alle date, correva il rischio di essere bollata come eresia.</p>
<div>Che è precisamente ciò che si è verificato in questo 2019, con la manganellesca esternazione dell’onnipresente ministro Salvini, aduso ad ogni travestimento e a tutte le incombenze, anche quelle che nulla hanno a che fare col ruolo istituzionale, a cui del resto è poco interessato, comportandosi semplicemente da capopartito. A lui si sono accodati immediatamente un po’ tutti i rappresentanti dell’arco ufficiale della politica nazionale, da Giorgia Meloni ad Antonio Tajani, da Pietro Grasso a Nicola Zingaretti, fino al Presidente della Repubblica, ormai divenuto portatore di uno stile interventista che nei primi anni del mandato appariva in ombra: egli ha lodato, sintomaticamente, il suo predecessore Napolitano, il quale aveva provocato con certe dichiarazioni una crisi diplomatica con la Croazia, qualche anno fa. Mattarella, con gesto non si sa se machiavellicamente studiato o semplicemente irresponsabile, non solo ha mostrato di sposare in toto le panzane dei pasdaran dell’“operazione foibe”, ma ha tuonato, sia pure mellifluamente, contro i portatori di qualsiasi forma di “negazionismo” e di “riduzionismo”. E sotto tali fattispecie vengono collocati i tentativi, per quanto pacati e documentati, di inserire le vicende del Confine nordorientale nel contesto proprio: ossia l’occupazione fascista di quelle terre, la politica sterminazionista delle truppe italiane ai danni degli abitanti, la scia di odio e di risentimento che essa ha lasciato.</div>
<div></div>
<div>Analoghe parole venivano intanto proferite dal sullodato Salvini, sia pure con altro tono e in contesto espressivo di ben diversa aggressività (“ i negazionisti mi fanno schifo” e via vomitando ingiurie), mentre Giorgia Meloni si esibiva in una conferenza davanti alla videocamera da diffondere via Facebook, raccontando, da nota studiosa di storia (!), la “verità sulla foiba di Basovizza”.</div>
<div></div>
<div>Quanto a Tajani, presidente del Parlamento Europeo, ricuperava agilmente il paragone foibe-lager nazisti, e non solo ribadiva quelle pseudo-verità come fatti incontrovertibili, ma si spingeva, con un straordinario esempio di stoltezza politica, a rivendicare all’Italia Fiume e la Dalmazia. Parole che hanno provocato l’ira dei governanti sloveni e croati. Qui non si tratta delle ombre residue delle due guerre mondiali, ma del possibile, sciagurato, non si sa quanto involontario, preavviso di una nuova guerra.</div>
<div></div>
<p>In tale clima, determinato dalla nuova santa alleanza dei costruttori della menzogna che si riassume nella parola “foiba”, si è diffuso un clima di caccia alle streghe che quest’anno si è materializzato con aggressioni fisiche, verbali, denunce, dichiarazioni di incompetenti spacciati per esperti, i quali non possono evitare l’urlo sguaiato. E chi non si allinea, viene bollato con l’etichetta di “negazionista”. Strano destino quello della parola: da fase suprema del revisionismo, che si spinge a negare l’esistenza delle camere a gas nei lager nazisti e lo stesso progetto di sterminio del popolo ebraico e degli altri “sottoumani” internati. Ora la parola viene derubricata, con una perdita di senso e di valore rispetto alla quale la prudenza sarebbe obbligatoria. E Salvini, di scempiaggine in scempiaggine, è riuscito a dire, con sfrontatezza, “i bimbi di Auschwitz e quelli delle foibe sono uguali”… Parole che hanno suscitato una vibrata protesta di un grande scrittore testimone ebreo slavo e cosmopolita come Boris Pahor.</p>
<div></div>
<div>Certo, anche se pochi, gli studiosi e le studiose professionali di questo tema esistono, ma o si lasciano condizionare dal senso comune (qualcuno in relazione alla famigerata “foiba di Basovizza”, dove cadaveri non sono stati ritrovati, è riuscito a dire che comunque si potrebbero trovare, che è difficile trovarli, e così via: come dire, che non essendoci documenti su di un fatto storico, noi lo ricostruiamo come ci piace, dicendo che comunque le prove si potrebbero trovare…); oppure si cerca di toglier loro la parola, ed è ciò che è capitato a Claudia Cernigoi, che è stata crocifissa, le è stato letteralmente impedito di parlare: in particolare segnalo il caso vergognoso del sindaco di Cologno Monzese e del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, i quali hanno aggredito colei che, accanto ad Alessandra Kersevan e a Sandi Volk, è a mia conoscenza probabilmente la sola vera studiosa delle foibe. Evidentemente non è questo il tempo di lasciare la parola a chi sa. È invece il tempo degli urlatori, dei demagoghi, dei veri propalatori di false verità. Ma ciò che atterrisce è che stiamo assistendo non solo alla trasformazione della menzogna in verità, ma alla sua istituzionalizzazione.</div>
<div></div>
<p>A maggior ragione, occorre che la comunità intellettuale, in primo luogo quella dei cultori della musa Clio, si stringa intorno a quei pochi, che impavidi, anche se assediati, resistono in difesa della verità storica.</p>
<p><strong>Angelo D&#8217;Orsi</strong> . <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-questione-foibe-e-la-verita-di-stato/">Da MicroMega on line</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/le-foibe-e-la-verita-di-stato/">Le foibe e la verità di Stato</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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